La formula del “Desiderio” per riuscire a librarsi nel futuro

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L’articolo di Giuseppe Liuccio “Ah, se Amalfi si librasse nel segno della cultura…” apparso su Positanonews il 03/02/2015, descrive efficacemente il triste fenomeno della crisi della cultura ed in particolare la crisi della lettura, che fatalmente ha portato con se anche la chiusura di moltissime librerie, compreso quelle storiche delle grandi città.
Del resto è ben noto che metà degli italiani scrivono libri e l’altra metà non legge infatti il numero di libri venduto in Italia è tra i più bassi nel mondo occidentale e tenuto conto che buona parte di quelli venduti, come rilevato dal Liuccio, non è altro che televisione stampata, il numero di libri “veri” letti si riduce ulteriormente.
Il fenomeno della chiusura delle librerie e dei cinema è un fenomeno globale e del resto anche in costiera amalfitana fino a venti anni fa esistevano anche ben quattro sale cinematografiche mentre a tuttoggi l’unica è quella dell’auditorium di Ravello, in funzione da poco nel periodo invernale.
Le librerie, che come sosteneva la scrittrice Margherita Yourcenar, sono il luogo dove si raccolgono i libri e sono come un granaio contro l’inverno dello spirito, le hanno abbandonate innanzitutto i lettori, non i libri; lettori che preferiscono eventi eclatanti, fiere e saloni, in linea con la tendenza sociale dell’apparire in gruppo più che come singoli.
Nelle fiere o nei festival infatti conta l’evento, la partecipazione e l’idea della condivisione culturale basata sul numero di “like”, spesso e non solo sul piacere della lettura; i saloni diventano grandi store dove acquistare, e le librerie tradizionali vengono percepite ormai come vecchi atelier fuori moda…
Queste nuove realtà comportano la necessità di reinventare la distribuzione e non solo la produzione come sta già avvenendo con gli ebooks.
Le librerie del futuro dovranno essere necessariamente di grandi dimensioni, locali multifunzione di qualità, pensati per l’intrattenimento ludico, per mostre d’arte, min-eventi musicali live, e come store online che vendono anche libri accanto ad altri molteplici prodotti dedicati al tempo libero. Basti pensare all’avveniristica libreria iPadWall, proposta da un noto studio di architettura australiano, in cui si avrà l’opportunità di scegliere, tra i vari iPad collocati in una sorta di “muro”. A seconda dell’articolo di nostro interesse si potrà interagire con esso: nel caso di un libro sfogliarne le pagine, nel caso di materiale multimediale ascoltando un brano o visionando un video, ad esempio il trailer di nuovo film in uscita.
Il concetto felice di Liuccio, quello di librarsi nel segno della cultura come percorso possibile per trovare occasioni nuove di sviluppo economico, è comunque pienamente condivisibile, ed anche e quasi di più, l’occasione da lui auspicata di un fecondo e produttivo dibattito elettorale, fatta a chiusura del suo articolo.
In effetti è sotto gli occhi di tutti la china discendente della qualità del turismo in tutta la costiera amalfitana, tuttavia occorre ammettere che essa non è imputabile esclusivamente alla politica locale che seppur deficitaria di interventi ed incentivi realmente efficaci, non può da sola soddisfare tutte le nuove sfide del nostro tempo.
Utopicamente infatti anche se una amministrazione comunale riuscisse ad elaborare e a portare avanti correttamente e fino in fondo il suo proggetto, non sarebbe garantito necessariamente il buon risultato, e nemmeno potremmo essere certi che simultaneamente si manifesti il desiderio di vivere, abitare e lavorare in modo migliore in quel luogo specifico.
E’ la volontà del “desiderio” infatti ad essere la qualità essenziale che conferisce vitalità ad una comunità, a preservarne il dinamismo ed il potenziale creativo, ad essere la vera ed unica forza motrice.
Sarebbe auspicabile, che un progetto politico scaturisse da un desiderio o da una somma di desideri delle persone? La risposta è si, bisognerebbe farlo però, ricercando tale “desiderio”, con adeguate competenze sociali e culturali.
Una parola chiave che riunisce le qualità sopra menzionate (vitalità, dinamismo, potenziale creativo), indica la capacità di capire nuovi modi di pensare e agire, e di integrarli nell’ agire.
Il più delle volte, nel nostro paese, i grandi progetti vengono realizzati da due partners: politica e economia, o cultura e economia, o politica e cultura, sarebbe importante invece realizzare un triangolo formato da politica, cultura e economia nel senso sostenibile del termine.
La diversità delle prospettive e la ricchezza delle idee nasce senza dubbio dalla differenziazione delle forme di partecipazione e di confronto messe in atto, e realtà come quella della costiera amalfitana, con l’insieme dei suoi valori storici, paesaggistici, gastronomici e culturali, rappresenta un humus fertile ed un capitale appetibile, in grado di offrire ampi margini di crescita che altre realtà non consentono più, avendo raggiunto da tempo la saturazione del turismo.
La cultura attuale si è arricchita nell’ultimo ventennio di nuovi elementi, la comunità dei viaggiatori è cambiata radicalmente ed alcuni luoghi vengono privilegiati a favore di altri. In questo nuovo contesto questi territori, con le loro innate meraviglie, le potenzialità culturali, una qualità dell’abitare invidiabile, la diversità delle caratteristiche del vivere e del lavorare delle varie comunità locali, ad un occhio attento e selettivo svelano tracce inequivocabilmente rivolte al futuro.
Si tratta di scorci, storie, esperienze comuni e dell’immagine diversa che il paese con i suoi operatori potrebbe avere di sé stessa.
Occorre saper riconoscere quel processo evolutivo che passa per il ripristino dell’equilibrio tra vecchio e nuovo, sperimentazione e consolidamento, giovani generazioni ed anziani, élites e fasce svantaggiate, in quella filosofia dei contrasti che costituisce la vera occasione di rifondare e rinnovare l’identità di una comunità.
Il dialogo con i giovani va considerato come lo strumento chiave della politica, in quanto facilita il loro contributo attivo all’attuazione delle politiche che li riguardano, e per poterlo realizzare sono necessari oltre a precisi obiettivi anche strutture idonee che lo rendano più efficace e strutturato.L’articolo di Giuseppe Liuccio “Ah, se Amalfi si librasse nel segno della cultura…” apparso su Positanonews il 03/02/2015, descrive efficacemente il triste fenomeno della crisi della cultura ed in particolare la crisi della lettura, che fatalmente ha portato con se anche la chiusura di moltissime librerie, compreso quelle storiche delle grandi città.
Del resto è ben noto che metà degli italiani scrivono libri e l’altra metà non legge infatti il numero di libri venduto in Italia è tra i più bassi nel mondo occidentale e tenuto conto che buona parte di quelli venduti, come rilevato dal Liuccio, non è altro che televisione stampata, il numero di libri “veri” letti si riduce ulteriormente.
Il fenomeno della chiusura delle librerie e dei cinema è un fenomeno globale e del resto anche in costiera amalfitana fino a venti anni fa esistevano anche ben quattro sale cinematografiche mentre a tuttoggi l’unica è quella dell’auditorium di Ravello, in funzione da poco nel periodo invernale.
Le librerie, che come sosteneva la scrittrice Margherita Yourcenar, sono il luogo dove si raccolgono i libri e sono come un granaio contro l’inverno dello spirito, le hanno abbandonate innanzitutto i lettori, non i libri; lettori che preferiscono eventi eclatanti, fiere e saloni, in linea con la tendenza sociale dell’apparire in gruppo più che come singoli.
Nelle fiere o nei festival infatti conta l’evento, la partecipazione e l’idea della condivisione culturale basata sul numero di “like”, spesso e non solo sul piacere della lettura; i saloni diventano grandi store dove acquistare, e le librerie tradizionali vengono percepite ormai come vecchi atelier fuori moda…
Queste nuove realtà comportano la necessità di reinventare la distribuzione e non solo la produzione come sta già avvenendo con gli ebooks.
Le librerie del futuro dovranno essere necessariamente di grandi dimensioni, locali multifunzione di qualità, pensati per l’intrattenimento ludico, per mostre d’arte, min-eventi musicali live, e come store online che vendono anche libri accanto ad altri molteplici prodotti dedicati al tempo libero. Basti pensare all’avveniristica libreria iPadWall, proposta da un noto studio di architettura australiano, in cui si avrà l’opportunità di scegliere, tra i vari iPad collocati in una sorta di “muro”. A seconda dell’articolo di nostro interesse si potrà interagire con esso: nel caso di un libro sfogliarne le pagine, nel caso di materiale multimediale ascoltando un brano o visionando un video, ad esempio il trailer di nuovo film in uscita.
Il concetto felice di Liuccio, quello di librarsi nel segno della cultura come percorso possibile per trovare occasioni nuove di sviluppo economico, è comunque pienamente condivisibile, ed anche e quasi di più, l’occasione da lui auspicata di un fecondo e produttivo dibattito elettorale, fatta a chiusura del suo articolo.
In effetti è sotto gli occhi di tutti la china discendente della qualità del turismo in tutta la costiera amalfitana, tuttavia occorre ammettere che essa non è imputabile esclusivamente alla politica locale che seppur deficitaria di interventi ed incentivi realmente efficaci, non può da sola soddisfare tutte le nuove sfide del nostro tempo.
Utopicamente infatti anche se una amministrazione comunale riuscisse ad elaborare e a portare avanti correttamente e fino in fondo il suo proggetto, non sarebbe garantito necessariamente il buon risultato, e nemmeno potremmo essere certi che simultaneamente si manifesti il desiderio di vivere, abitare e lavorare in modo migliore in quel luogo specifico.
E’ la volontà del “desiderio” infatti ad essere la qualità essenziale che conferisce vitalità ad una comunità, a preservarne il dinamismo ed il potenziale creativo, ad essere la vera ed unica forza motrice.
Sarebbe auspicabile, che un progetto politico scaturisse da un desiderio o da una somma di desideri delle persone? La risposta è si, bisognerebbe farlo però, ricercando tale “desiderio”, con adeguate competenze sociali e culturali.
Una parola chiave che riunisce le qualità sopra menzionate (vitalità, dinamismo, potenziale creativo), indica la capacità di capire nuovi modi di pensare e agire, e di integrarli nell’ agire.
Il più delle volte, nel nostro paese, i grandi progetti vengono realizzati da due partners: politica e economia, o cultura e economia, o politica e cultura, sarebbe importante invece realizzare un triangolo formato da politica, cultura e economia nel senso sostenibile del termine.
La diversità delle prospettive e la ricchezza delle idee nasce senza dubbio dalla differenziazione delle forme di partecipazione e di confronto messe in atto, e realtà come quella della costiera amalfitana, con l’insieme dei suoi valori storici, paesaggistici, gastronomici e culturali, rappresenta un humus fertile ed un capitale appetibile, in grado di offrire ampi margini di crescita che altre realtà non consentono più, avendo raggiunto da tempo la saturazione del turismo.
La cultura attuale si è arricchita nell’ultimo ventennio di nuovi elementi, la comunità dei viaggiatori è cambiata radicalmente ed alcuni luoghi vengono privilegiati a favore di altri. In questo nuovo contesto questi territori, con le loro innate meraviglie, le potenzialità culturali, una qualità dell’abitare invidiabile, la diversità delle caratteristiche del vivere e del lavorare delle varie comunità locali, ad un occhio attento e selettivo svelano tracce inequivocabilmente rivolte al futuro.
Si tratta di scorci, storie, esperienze comuni e dell’immagine diversa che il paese con i suoi operatori potrebbe avere di sé stessa.
Occorre saper riconoscere quel processo evolutivo che passa per il ripristino dell’equilibrio tra vecchio e nuovo, sperimentazione e consolidamento, giovani generazioni ed anziani, élites e fasce svantaggiate, in quella filosofia dei contrasti che costituisce la vera occasione di rifondare e rinnovare l’identità di una comunità.
Il dialogo con i giovani va considerato come lo strumento chiave della politica, in quanto facilita il loro contributo attivo all’attuazione delle politiche che li riguardano, e per poterlo realizzare sono necessari oltre a precisi obiettivi anche strutture idonee che lo rendano più efficace e strutturato.