Delitto Elena Ceste, il marito interrogato per due ore: «Non sono stato io». I suoi difensori chiedono la scarcerazione

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Asti. «Elena non l’ho uccisa io, cercate il vero colpevole». Cinque giorni dopo l’arresto per l’omicidio della moglie, Michele Buoninconti ha rotto il silenzio. E a sorpresa, nell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Quarto d’Asti, ha risposto alle domande del gip Giacomo Manson, che gli contesta anche l’occultamento del cadavere della donna. Per circa due ore quest’uomo, descritto come macerato dall’odio nell’ordinanza che ne ha disposto l’arresto, «ha risposto a tutte le domande». «È deciso a difendersi e ad andare fino in fondo», si limitano a dire i legali che lo difendono, Chiara Girola e Alberto Masoero. Avvocati d’ufficio e non di fiducia del vigile del fuoco, che avrebbe rifiutato il patrocinio gratuito di un noto penalista piemontese, forse convinto di avere buone chances per difendersi. O forse, rassegnato ad una condanna che rischia di fargli passare il resto dei suoi giorni dietro le sbarre. «Buoninconti è deciso a difendersi e ad andare fino in fondo», ribadiscono gli avvocati Girola e Masoero, che hanno chiesto la scarcerazione del loro assistito. E che in caso di parere contrario del gip, che ha cinque giorni di tempo per decidere, sono pronti a rivolgersi al tribunale del Riesame. Di fronte a loro i numerosi indizi «gravi, precisi e concordanti» secondo cui per l’accusa il 24 gennaio di un anno fa Buoninconti ha ucciso la moglie «al di là di ogni ragionevole dubbio». Il delitto nella casa di Costigliole d’Asti, in frazione Motta, «presumibilmente per asfissia», mentre la vittima, Elena Ceste, curava «l’igiene personale». Poi la corsa con quel cadavere nudo in auto, approfittando della nebbia, per gettarlo nel rio Mersa, il rigagnolo a poco più di un chilometro di distanza dove è stato ritrovato quasi per caso nove mesi dopo. Ancora poche settimane e la decomposizione avrebbe cancellato per sempre la possibilità di scoprire la verità sulla scomparsa di questa madre di quattro figli. Sabato mattina nella chiesa parrocchiale di San Secondo a Govone, nel Cuneese, i funerali di Elena Ceste. La cerimonia sarà celebrata in forma strettamente privata. (Il Mattino) 

Asti. «Elena non l'ho uccisa io, cercate il vero colpevole». Cinque giorni dopo l'arresto per l'omicidio della moglie, Michele Buoninconti ha rotto il silenzio. E a sorpresa, nell'interrogatorio di garanzia nel carcere di Quarto d'Asti, ha risposto alle domande del gip Giacomo Manson, che gli contesta anche l'occultamento del cadavere della donna. Per circa due ore quest'uomo, descritto come macerato dall'odio nell'ordinanza che ne ha disposto l'arresto, «ha risposto a tutte le domande». «È deciso a difendersi e ad andare fino in fondo», si limitano a dire i legali che lo difendono, Chiara Girola e Alberto Masoero. Avvocati d'ufficio e non di fiducia del vigile del fuoco, che avrebbe rifiutato il patrocinio gratuito di un noto penalista piemontese, forse convinto di avere buone chances per difendersi. O forse, rassegnato ad una condanna che rischia di fargli passare il resto dei suoi giorni dietro le sbarre. «Buoninconti è deciso a difendersi e ad andare fino in fondo», ribadiscono gli avvocati Girola e Masoero, che hanno chiesto la scarcerazione del loro assistito. E che in caso di parere contrario del gip, che ha cinque giorni di tempo per decidere, sono pronti a rivolgersi al tribunale del Riesame. Di fronte a loro i numerosi indizi «gravi, precisi e concordanti» secondo cui per l'accusa il 24 gennaio di un anno fa Buoninconti ha ucciso la moglie «al di là di ogni ragionevole dubbio». Il delitto nella casa di Costigliole d'Asti, in frazione Motta, «presumibilmente per asfissia», mentre la vittima, Elena Ceste, curava «l'igiene personale». Poi la corsa con quel cadavere nudo in auto, approfittando della nebbia, per gettarlo nel rio Mersa, il rigagnolo a poco più di un chilometro di distanza dove è stato ritrovato quasi per caso nove mesi dopo. Ancora poche settimane e la decomposizione avrebbe cancellato per sempre la possibilità di scoprire la verità sulla scomparsa di questa madre di quattro figli. Sabato mattina nella chiesa parrocchiale di San Secondo a Govone, nel Cuneese, i funerali di Elena Ceste. La cerimonia sarà celebrata in forma strettamente privata. (Il Mattino)