VINCENZO GEMITO E LA PENISOLA SORRENTINA

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Il museo di Capodimonte espone 80 opere di Vincenzo Gemito, esse sono parte delle 370 acquisite dagli eredi Minozzi,esercitando diritto di prelazione, da parte dei  Beni Culturali,che  con l’aiuto fondamentale della Banca popolare di Torre del Greco hanno incamerato tutte le opere. La Banca di Torre del Greco è quella che ogni due anni produce  mostra dedicata al corallo, sono molte le edizioni, tutte con tema diverso.

Il motivo per cui, da sorrentini dobbiamo vedere questa mostra è costituito dal fatto che questo artista ha frequentato le nostre terre ed ancora quando era in vita alcuni nostri concittadini apprezzavano le sue opere, come Tommaso Astarita, che annoverava bronzi di Gemito nelle sue collezioni.

Gemito dirà della Penisola Sorrentina « A veretà, cca me scordo d’ ‘e limoni che me vonno magnà! … Chisto è nu paese che tene n’uocchio a pianterreno e n’ato ‘o quinto piano! ».

Gemito, in Penisola era ospite di Pietro La Via. Frequentatore di quel  salotto culturale  erano anche il matematico Renato Caccioppoli,  Gaetano Salvemini, Massimo Bontempelli, Bernhard Berenson e tanti altri.

Nei pezzi della collezione Minozzi compaiono due opere firmate e datate con scritta SORRENTO AGOSTO 1885

:

 

 

REGGIA DI CAPODIMONTE  MOSTRA VINCENZO GEMITO

Apre al pubblico al Museo di Capodimonte la mostra ‘Vincenzo Gemito, dal salotto Minozzi al Museo di Capodimonte’, organizzata dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, realizzata con il sostegno della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, in collaborazione con Amici di Capodimonte.

La mostra presenta, per la prima volta, una selezione di circa 90 opere della storica e preziosa raccolta Minozzi, una nuova  acquisizione comprata, lo scorso anno, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Museo di Capodimonte: una raccolta di 372 opere di Vincenzo Gemito composta da disegni, sculture in bronzo, marmo, terracotta. La collezione sarà interamente e stabilmente esposta nelle nuove sale espositive dell’Appartamento reale di Capodimonte, al termine dei lavori di ristrutturazione.

Achille Minozzi, ingegnere, imprenditore e appassionato d’arte iniziò a raccogliere le opere di Gemito fin da giovane e nella sua abitazione, agli inizi del Novecento, creò una sala dedicata alla collezione. Minozzi aveva con l’artista un rapporto di amicizia  e di protezione, il valore della collezione è dato anche dalla provenienza diretta delle opere senza intervento di intermediari. La cospicua raccolta grafica, traversa l’intero arco del percorso creativo, come una sorta di “diario su carta”, mette in luce la dimensione privata di Vincenzo Gemito, rivelandone la naturale propensione al ritratto ma anche le complesse problematiche vissute tra pensiero, progettazione e opera finita.

Anche la selezione di opere esposte ripercorre l’intera esperienza artistica di Gemito, scandita dai temi che maggiormente lo affascinarono: i ritratti in terracotta del pittore Petrocelli (1864 ca.) e di Maria la zingara (1881 ca.), quelli in bronzo di Domenico Morelli (1873), Giuseppe Verdi (1873) e Mariano Fortuny (1874), le opere ispirate al mondo classico, come la copia della Psiche del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Filosofo e la maschera di Alessandro Magno e  un’ importante selezione di disegni relativi ai temi più noti della produzione di Gemito, come il Pescatore, l’Acquaiolo, l’Arciere, oltre ad alcuni abbozzi per il famoso Trionfo da tavola che il re Umberto I di Savoia gli commissionò proprio per Capodimonte e oggi esposto nella nuova sezione dell’Ottocento.

L’intera collezione è documentata in un video che sarà proiettato nelle sale della mostra.

La mostra e il catalogo sono a cura di Fernanda Capobianco  e Marieserena Mormone

Catalogo edito da arte’m, prefazione di Giuseppe Mazza, introduzione di Fabrizio Vona, saggi di Fernanda Capobianco,  Simonetta Funel, Maria Antonella Fusco, Mariaelena Maffei, Marieserena Mormone,  Denise Pagano, Gianluca Puccio, Angela Tecce.

FOTO DI NINO CASOLA  SOCIO DOCENTE DELL’UNIVERSITà DELLE TRE ETà DELLA PENISOLA SORRENTINA SEDE DI PIANO

 

Il museo di Capodimonte espone 80 opere di Vincenzo Gemito, esse sono parte delle 370 acquisite dagli eredi Minozzi,esercitando diritto di prelazione, da parte dei  Beni Culturali,che  con l'aiuto fondamentale della Banca popolare di Torre del Greco hanno incamerato tutte le opere. La Banca di Torre del Greco è quella che ogni due anni produce  mostra dedicata al corallo, sono molte le edizioni, tutte con tema diverso.

Il motivo per cui, da sorrentini dobbiamo vedere questa mostra è costituito dal fatto che questo artista ha frequentato le nostre terre ed ancora quando era in vita alcuni nostri concittadini apprezzavano le sue opere, come Tommaso Astarita, che annoverava bronzi di Gemito nelle sue collezioni.

Gemito dirà della Penisola Sorrentina « A veretà, cca me scordo d' 'e limoni che me vonno magnà! … Chisto è nu paese che tene n'uocchio a pianterreno e n'ato 'o quinto piano! ».

Gemito, in Penisola era ospite di Pietro La Via. Frequentatore di quel  salotto culturale  erano anche il matematico Renato Caccioppoli,  Gaetano Salvemini, Massimo Bontempelli, Bernhard Berenson e tanti altri.

Nei pezzi della collezione Minozzi compaiono due opere firmate e datate con scritta SORRENTO AGOSTO 1885

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REGGIA DI CAPODIMONTE  MOSTRA VINCENZO GEMITO

Apre al pubblico al Museo di Capodimonte la mostra ‘Vincenzo Gemito, dal salotto Minozzi al Museo di Capodimonte’, organizzata dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta, realizzata con il sostegno della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, in collaborazione con Amici di Capodimonte.

La mostra presenta, per la prima volta, una selezione di circa 90 opere della storica e preziosa raccolta Minozzi, una nuova  acquisizione comprata, lo scorso anno, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il Museo di Capodimonte: una raccolta di 372 opere di Vincenzo Gemito composta da disegni, sculture in bronzo, marmo, terracotta. La collezione sarà interamente e stabilmente esposta nelle nuove sale espositive dell’Appartamento reale di Capodimonte, al termine dei lavori di ristrutturazione.

Achille Minozzi, ingegnere, imprenditore e appassionato d’arte iniziò a raccogliere le opere di Gemito fin da giovane e nella sua abitazione, agli inizi del Novecento, creò una sala dedicata alla collezione. Minozzi aveva con l’artista un rapporto di amicizia  e di protezione, il valore della collezione è dato anche dalla provenienza diretta delle opere senza intervento di intermediari. La cospicua raccolta grafica, traversa l’intero arco del percorso creativo, come una sorta di “diario su carta”, mette in luce la dimensione privata di Vincenzo Gemito, rivelandone la naturale propensione al ritratto ma anche le complesse problematiche vissute tra pensiero, progettazione e opera finita.

Anche la selezione di opere esposte ripercorre l’intera esperienza artistica di Gemito, scandita dai temi che maggiormente lo affascinarono: i ritratti in terracotta del pittore Petrocelli (1864 ca.) e di Maria la zingara (1881 ca.), quelli in bronzo di Domenico Morelli (1873), Giuseppe Verdi (1873) e Mariano Fortuny (1874), le opere ispirate al mondo classico, come la copia della Psiche del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Filosofo e la maschera di Alessandro Magno e  un’ importante selezione di disegni relativi ai temi più noti della produzione di Gemito, come il Pescatore, l’Acquaiolo, l’Arciere, oltre ad alcuni abbozzi per il famoso Trionfo da tavola che il re Umberto I di Savoia gli commissionò proprio per Capodimonte e oggi esposto nella nuova sezione dell’Ottocento.

L’intera collezione è documentata in un video che sarà proiettato nelle sale della mostra.

La mostra e il catalogo sono a cura di Fernanda Capobianco  e Marieserena Mormone

Catalogo edito da arte’m, prefazione di Giuseppe Mazza, introduzione di Fabrizio Vona, saggi di Fernanda Capobianco,  Simonetta Funel, Maria Antonella Fusco, Mariaelena Maffei, Marieserena Mormone,  Denise Pagano, Gianluca Puccio, Angela Tecce.

FOTO DI NINO CASOLA  SOCIO DOCENTE DELL'UNIVERSITà DELLE TRE ETà DELLA PENISOLA SORRENTINA SEDE DI PIANO