Discovering Positano. Konrad Peutinger! Chi era costui? VIDEO

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Oggi, 2 febbraio, Discovering indossa gli abiti di Don Abbondio dei Promessi Sposi. L’ottavo capitolo di questo grande romanzo si apre con una celebre frase pronunciata proprio dal curato manzoniano: «Carneade! Chi era costui?». Il curato è seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a dirgli che alcune persone lo cercavano. Ed egli continua «Carneade! questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?». Questo passo del famoso romanzo storico ha successivamente contribuito a far diventare il nome di Carneade, un filosofo antico noto più per le sue qualità di oratore che per la sua filosofia, come sinonimo di sconosciuto, tanto da sentir dire spesso, a proposito di gente assolutamente non conosciuta: “E’ un Carneade!”.
L’intento di Manzoni era quello di far sorridere i suoi lettori con un personaggio buffo ed ironico, quale era Don Abbondio. In questa sede Discovering prova a fare altrettanto, immaginandosi una scena simile. Sono le 3 in punto e Don Abbondio si sveglia di soprassalto nel cuore della notte, spaventato e madido di sudore (chissà cosa stava sognando!) ed afferma:«Konrad Peutinger! Chi era costui?». Per chi abbia avuto a che fare con le carte geografiche la risposta è semplice, ma, per chi, come Don Abbondio, non poteva avere, all’epoca, uno strumento che si possiede oggi, come il computer ed Internet, ricordarsi addirittura di questo Peutinger, senza aver effettuato alcuna ricerca, mi sembra un po’ difficile. Egli era un antichista ed un diplomatico tedesco vissuto in epoca rinascimentale, nato ad Augusta nel 1465 e morto nella stessa città nel 1547. Detto questo, nel lettore potrebbe sorgere spontanea una domanda: «Cosa c’entra Positano con Konrad Peutinger?».
In effetti questo personaggio non si pensa che sia mai venuto a Positano, ma sicuramente possedeva la diretta conferma di ciò che si è detto nell’articolo precedente. Il territorio di Positano in età pre – romana era una landa desolata, rappresentata da delle coste anecumeniche (le Sirenuse straboniane), che, però, poteva essere un’opportunità, per chi passava con le proprie imbarcazioni, per rifornirsi d’acqua. Tra l’altro, in passato, si è parlato anche di cosa avrebbero potuto vedere i Fenici o i Greci, passando di qua, un “luogo tutto scosceso” (in greco Pas Tanaos) o un “luogo che esiste (che può essere utile) per abbeverarsi” (sempre in greco Potizo Oida), e quali imbarcazioni potevano solcare i nostri mari (le fenicie gauloi).
Peutinger ereditò da un suo amico, poeta e bibliotecario dell’Imperatore Massimiliano I, Konrad Celtes, una copia del XII – XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’Impero ai tempi di Ottaviano Augusto. Essa è nota come Tavola o Tabula Peutingeriana ed attualmente è conservata presso la Hofbibliothek di Vienna, in Austria, e detta per questo anche Codex Vindobonensis.
La Tavola è composta da 11 pergamene riunite in una striscia di 680 x 33 centimetri. Mostra 200.000 km di strade, ma anche la posizione di città, mari, fiumi, foreste, catene montuose. Non è una proiezione cartografica, quindi il formato non permette una rappresentazione realistica dei paesaggi né delle distanze, ma non era questa l’intenzione di chi l’aveva concepita. La carta va piuttosto considerata come una rappresentazione topologica, una sorta di diagramma come quello di una metropolitana, che permetteva di muoversi facilmente da un punto ad un altro e di conoscere le distanze fra le tappe, ma non voleva offrire una rappresentazione fedele della realtà. La Tabula mostra tutto l’Impero Romano, il Vicino Oriente e l’India, indicando il Gange e lo Sri Lanka (Insula Taprobane).
Si nota chiaramente, nella sezione che riguarda le coste campane, che fra il Templum Minervae (per i Greci Capo Ateneo, oggi Punta Campanella) e Paestum non ci sono civitates o altro insediamento di ogni sorta.
Nel prossimo articolo si parlerà di come si sono evolute le vicende storiche dell’Impero, introducendo il territorio positanese nella storia.
Il video “Peutinger e la sua Tavola” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on February 2.nd, Discovering wears the clothes of Don Abbondio of The Betrothed. The eighth chapter of this great novel opens with a famous sentence pronounced just by Manzoni’s priest “Carneades! Who was this man?”. The priest is sitting on his chair, in a room on the upper floor, with a little book opened in front of himself, when Perpetua came to tell him that some people were looking for him. And he continues, “Carneades! this name seems good to me to have read or heard; had to be a man of learning, a literary man of ancient times: it is a name of those; but who the hell was this man?”. This passage of the famous historical novel has subsequently helped to make the name of Carneades, an ancient philosopher known more for his qualities as a speaker than for his philosophy, as a synonym for unknown, much to hear often, about people absolutely not known: “It’ s a Carneades!”.
The aim of Manzoni was to bring a smile to his readers with a funny and ironic character, which was Don Abbondio. Here Discovering tries to do the same, imagining a similar scene. It’s 3 ‘o clock and Don Abbondio wakes up in the middle of the night, scared and drenched in sweat (I wonder what he was dreaming!) and says, “Konrad Peutinger! Who was this man?”. For who have had to do with the maps, the answer is simple, but for someone like Don Abbondio, could not have, at that time a tool that you have today, such as computers and the Internet, remember even this Peutinger, without making any research, it seems a bit difficult. He was a classical scholar and a German diplomat lived during the Renaissance, born in Augsburg in 1465 and died in the same city in 1547. Having said that, in the reader might arise spontaneously a question: “What about Positano with Konrad Peutinger?”.
I don’t think that this character has ever come to Positano, but surely he had the direct confirmation of what was said in the previous article. The territory of Positano in pre – Roman age was a wasteland, represented by unecumenical coasts (the Sirenuse of Strabo), which, however, could be an opportunity for who went with his boats, to provide water. Among other things, in the past, there was also talk of what they could see the Phoenicians or the Greeks, going here, an “all steep place” (in greek Pas Tanaos) or a “place that exists (which can be useful) to drink” (always in greek Potizo Oida), and which boats could sail our seas (the Phoenician gauloi).
Peutinger inherited by his friend, the poet and librarian of the Emperor Maximilian I, Konrad Celtes, a copy of the XII – XIII century of an ancient Roman map showing the military roads of the Empire in the time of Augustus. It is known as Tabula Peutingeriana and is currently kept at the Hofbibliothek of Vienna, in Austria, and called for this reason also Codex Vindobonensis.
The Tabula is composed of 11 scrolls brought together in a strip of 680 x 33 cm. It show 200.000 km of roads, but also the location of cities, seas, rivers, forests, mountain ranges. It is not a map projection, so the format does not allow a realistic representation of landscapes or distances, but this was not the intention of those who had conceived it. The Tabula should be rather considered as a topological representation, a kind of diagram like that of a subway, allowing you to easily move from one point to another and know the distances between the stages, but it didn’t want to give a true representation of reality. The Tabula shows the entire Roman Empire, the Middle East and India, indicating the Ganges and Sri Lanka (Insula Taprobane).
You can clearly see, in the section about the coasts of Campania, that between Templum Minervae (for the Greeks Cape Athenaeum, now Punta Campanella) and Paestum there aren’t civitates (towns) or other settlement of all sorts.
In the next article we will talk about how the historical events of the Empire have evolved, introducing the territory of Positano in history.
Video “Peutinger e la sua Tavola” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi, 2 febbraio, Discovering indossa gli abiti di Don Abbondio dei Promessi Sposi. L’ottavo capitolo di questo grande romanzo si apre con una celebre frase pronunciata proprio dal curato manzoniano: «Carneade! Chi era costui?». Il curato è seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a dirgli che alcune persone lo cercavano. Ed egli continua «Carneade! questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?». Questo passo del famoso romanzo storico ha successivamente contribuito a far diventare il nome di Carneade, un filosofo antico noto più per le sue qualità di oratore che per la sua filosofia, come sinonimo di sconosciuto, tanto da sentir dire spesso, a proposito di gente assolutamente non conosciuta: “E’ un Carneade!”.
L’intento di Manzoni era quello di far sorridere i suoi lettori con un personaggio buffo ed ironico, quale era Don Abbondio. In questa sede Discovering prova a fare altrettanto, immaginandosi una scena simile. Sono le 3 in punto e Don Abbondio si sveglia di soprassalto nel cuore della notte, spaventato e madido di sudore (chissà cosa stava sognando!) ed afferma:«Konrad Peutinger! Chi era costui?». Per chi abbia avuto a che fare con le carte geografiche la risposta è semplice, ma, per chi, come Don Abbondio, non poteva avere, all’epoca, uno strumento che si possiede oggi, come il computer ed Internet, ricordarsi addirittura di questo Peutinger, senza aver effettuato alcuna ricerca, mi sembra un po’ difficile. Egli era un antichista ed un diplomatico tedesco vissuto in epoca rinascimentale, nato ad Augusta nel 1465 e morto nella stessa città nel 1547. Detto questo, nel lettore potrebbe sorgere spontanea una domanda: «Cosa c’entra Positano con Konrad Peutinger?».
In effetti questo personaggio non si pensa che sia mai venuto a Positano, ma sicuramente possedeva la diretta conferma di ciò che si è detto nell’articolo precedente. Il territorio di Positano in età pre – romana era una landa desolata, rappresentata da delle coste anecumeniche (le Sirenuse straboniane), che, però, poteva essere un’opportunità, per chi passava con le proprie imbarcazioni, per rifornirsi d’acqua. Tra l’altro, in passato, si è parlato anche di cosa avrebbero potuto vedere i Fenici o i Greci, passando di qua, un “luogo tutto scosceso” (in greco Pas Tanaos) o un “luogo che esiste (che può essere utile) per abbeverarsi” (sempre in greco Potizo Oida), e quali imbarcazioni potevano solcare i nostri mari (le fenicie gauloi).
Peutinger ereditò da un suo amico, poeta e bibliotecario dell’Imperatore Massimiliano I, Konrad Celtes, una copia del XII – XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’Impero ai tempi di Ottaviano Augusto. Essa è nota come Tavola o Tabula Peutingeriana ed attualmente è conservata presso la Hofbibliothek di Vienna, in Austria, e detta per questo anche Codex Vindobonensis.
La Tavola è composta da 11 pergamene riunite in una striscia di 680 x 33 centimetri. Mostra 200.000 km di strade, ma anche la posizione di città, mari, fiumi, foreste, catene montuose. Non è una proiezione cartografica, quindi il formato non permette una rappresentazione realistica dei paesaggi né delle distanze, ma non era questa l’intenzione di chi l’aveva concepita. La carta va piuttosto considerata come una rappresentazione topologica, una sorta di diagramma come quello di una metropolitana, che permetteva di muoversi facilmente da un punto ad un altro e di conoscere le distanze fra le tappe, ma non voleva offrire una rappresentazione fedele della realtà. La Tabula mostra tutto l’Impero Romano, il Vicino Oriente e l’India, indicando il Gange e lo Sri Lanka (Insula Taprobane).
Si nota chiaramente, nella sezione che riguarda le coste campane, che fra il Templum Minervae (per i Greci Capo Ateneo, oggi Punta Campanella) e Paestum non ci sono civitates o altro insediamento di ogni sorta.
Nel prossimo articolo si parlerà di come si sono evolute le vicende storiche dell’Impero, introducendo il territorio positanese nella storia.
Il video “Peutinger e la sua Tavola” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on February 2.nd, Discovering wears the clothes of Don Abbondio of The Betrothed. The eighth chapter of this great novel opens with a famous sentence pronounced just by Manzoni’s priest “Carneades! Who was this man?”. The priest is sitting on his chair, in a room on the upper floor, with a little book opened in front of himself, when Perpetua came to tell him that some people were looking for him. And he continues, “Carneades! this name seems good to me to have read or heard; had to be a man of learning, a literary man of ancient times: it is a name of those; but who the hell was this man?”. This passage of the famous historical novel has subsequently helped to make the name of Carneades, an ancient philosopher known more for his qualities as a speaker than for his philosophy, as a synonym for unknown, much to hear often, about people absolutely not known: “It’ s a Carneades!”.
The aim of Manzoni was to bring a smile to his readers with a funny and ironic character, which was Don Abbondio. Here Discovering tries to do the same, imagining a similar scene. It’s 3 ‘o clock and Don Abbondio wakes up in the middle of the night, scared and drenched in sweat (I wonder what he was dreaming!) and says, “Konrad Peutinger! Who was this man?”. For who have had to do with the maps, the answer is simple, but for someone like Don Abbondio, could not have, at that time a tool that you have today, such as computers and the Internet, remember even this Peutinger, without making any research, it seems a bit difficult. He was a classical scholar and a German diplomat lived during the Renaissance, born in Augsburg in 1465 and died in the same city in 1547. Having said that, in the reader might arise spontaneously a question: “What about Positano with Konrad Peutinger?”.
I don’t think that this character has ever come to Positano, but surely he had the direct confirmation of what was said in the previous article. The territory of Positano in pre – Roman age was a wasteland, represented by unecumenical coasts (the Sirenuse of Strabo), which, however, could be an opportunity for who went with his boats, to provide water. Among other things, in the past, there was also talk of what they could see the Phoenicians or the Greeks, going here, an “all steep place” (in greek Pas Tanaos) or a “place that exists (which can be useful) to drink” (always in greek Potizo Oida), and which boats could sail our seas (the Phoenician gauloi).
Peutinger inherited by his friend, the poet and librarian of the Emperor Maximilian I, Konrad Celtes, a copy of the XII – XIII century of an ancient Roman map showing the military roads of the Empire in the time of Augustus. It is known as Tabula Peutingeriana and is currently kept at the Hofbibliothek of Vienna, in Austria, and called for this reason also Codex Vindobonensis.
The Tabula is composed of 11 scrolls brought together in a strip of 680 x 33 cm. It show 200.000 km of roads, but also the location of cities, seas, rivers, forests, mountain ranges. It is not a map projection, so the format does not allow a realistic representation of landscapes or distances, but this was not the intention of those who had conceived it. The Tabula should be rather considered as a topological representation, a kind of diagram like that of a subway, allowing you to easily move from one point to another and know the distances between the stages, but it didn’t want to give a true representation of reality. The Tabula shows the entire Roman Empire, the Middle East and India, indicating the Ganges and Sri Lanka (Insula Taprobane).
You can clearly see, in the section about the coasts of Campania, that between Templum Minervae (for the Greeks Cape Athenaeum, now Punta Campanella) and Paestum there aren’t civitates (towns) or other settlement of all sorts.
In the next article we will talk about how the historical events of the Empire have evolved, introducing the territory of Positano in history.
Video “Peutinger e la sua Tavola” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.