Sabrina Ferilli e il suo raffinato paté

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Questa sera alle ore 18,30, l’ultima replica della commedia brillante, in scena al teatro Verdi di Salerno

Di MARINA PELLEGRINO

Una Ferilli in perfetta forma ha piacevolmente conquistato l’attenzione del pubblico del Teatro Verdi, in occasione della prima rappresentazione della brillante commedia “signori..Le patè de la maison”. Un felice adattamento, in chiave tutta italiana, della piece d’oltralpe  “Le prenom”  di Mathieu Delaporte e Alessandro de La Patelliere  Una cena, tra appartenenti ad una stessa famiglia, con l’aggiunta di un amico comune, diventa l’occasione o forse il pretesto, come peraltro,nella realtà spesso capita, su cui si sviluppa l’intera storia tra battute e verità a volte amare, tanto da rasentare in talune circostanze addirittura il grottesco. Del resto nella quotidianità è proprio attorno ad una tavola, complice il vino, che emergono condivisioni ma anche dissapori, incomprensioni e verità per anni gelosamente nascoste dai convitati per pudore o per quieto vivere. E quindi ecco che un “patè” da pietanza raffinata, trasforma l’ambiente in un pasticcio, che trascina una intera famiglia in situazioni a volte dal sapore amaro. Un testo semplice ma che regge bene, perché credibile. Brava la Ferilli che, rinunciando in parte alla sua fama di donna sensuale, con una mise semplice ed informale, ha recitato con garbo, muovendosi agevolmente sul palco con eleganza e senza eccessi, pronta a riannodare i fili di una situazione familiare che improvvisamente, o forse finalmente, esplode  con dirompenti dichiarazioni che accolte inizialmente con stupore dai commensali, marito, moglie,fratello,cognata, amico di famiglia e  mamma, finiscono per essere inevitabilmente accettate, anche se nulla poi potrà più ritornare come prima.  Bravo  Maurizio Micheli nella veste di attore ma anche di regista, immedesimatosi bene nella parte dell’intellettuale di sinistra in contrapposizione al cognato Emanuele, un uomo egocentrico con marcate simpatie di destra, interpretato da un convincente Pino Quartullo. Un plauso anche agli altri protagonisti che hanno ben retto il confronto senza sbilanciamenti. Un buon prodotto apprezzato dal pubblico che non ha lesinato applausi anche a scena aperta. La commedia sarà al Verdi fino a domenica, mentre  per i cinefili è disponibile l’adattamento in versione cinematografica de “Le Prenom” attualmente in programmazione nelle sale del “the Space” di Salerno con il titolo “il nome del figlio” di Francesca Archibugi che, sin dalla presentazione, è risultata particolarmente gradita sia dal pubblico che dalla critica.                                                                                                    

           

 

Questa sera alle ore 18,30, l’ultima replica della commedia brillante, in scena al teatro Verdi di Salerno

Di MARINA PELLEGRINO

Una Ferilli in perfetta forma ha piacevolmente conquistato l’attenzione del pubblico del Teatro Verdi, in occasione della prima rappresentazione della brillante commedia “signori..Le patè de la maison”. Un felice adattamento, in chiave tutta italiana, della piece d’oltralpe  “Le prenom”  di Mathieu Delaporte e Alessandro de La Patelliere  Una cena, tra appartenenti ad una stessa famiglia, con l’aggiunta di un amico comune, diventa l’occasione o forse il pretesto, come peraltro,nella realtà spesso capita, su cui si sviluppa l’intera storia tra battute e verità a volte amare, tanto da rasentare in talune circostanze addirittura il grottesco. Del resto nella quotidianità è proprio attorno ad una tavola, complice il vino, che emergono condivisioni ma anche dissapori, incomprensioni e verità per anni gelosamente nascoste dai convitati per pudore o per quieto vivere. E quindi ecco che un “patè” da pietanza raffinata, trasforma l’ambiente in un pasticcio, che trascina una intera famiglia in situazioni a volte dal sapore amaro. Un testo semplice ma che regge bene, perché credibile. Brava la Ferilli che, rinunciando in parte alla sua fama di donna sensuale, con una mise semplice ed informale, ha recitato con garbo, muovendosi agevolmente sul palco con eleganza e senza eccessi, pronta a riannodare i fili di una situazione familiare che improvvisamente, o forse finalmente, esplode  con dirompenti dichiarazioni che accolte inizialmente con stupore dai commensali, marito, moglie,fratello,cognata, amico di famiglia e  mamma, finiscono per essere inevitabilmente accettate, anche se nulla poi potrà più ritornare come prima.  Bravo  Maurizio Micheli nella veste di attore ma anche di regista, immedesimatosi bene nella parte dell’intellettuale di sinistra in contrapposizione al cognato Emanuele, un uomo egocentrico con marcate simpatie di destra, interpretato da un convincente Pino Quartullo. Un plauso anche agli altri protagonisti che hanno ben retto il confronto senza sbilanciamenti. Un buon prodotto apprezzato dal pubblico che non ha lesinato applausi anche a scena aperta. La commedia sarà al Verdi fino a domenica, mentre  per i cinefili è disponibile l’adattamento in versione cinematografica de “Le Prenom” attualmente in programmazione nelle sale del “the Space” di Salerno con il titolo “il nome del figlio” di Francesca Archibugi che, sin dalla presentazione, è risultata particolarmente gradita sia dal pubblico che dalla critica.