Kasper il Cardinale vicino al Papa a Sorrento, prendon piede le sue tesi sulla comunione ai divorziati

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 E’ proprio di questi gioni la notizia che il segretario del Sinodo , cardinale Lorenzo Baldisseri, si è riunito per discutere di alcune tesi rivoluzionarie, portate avanti dal Cardinale Kasper, e volute da Papa Francesco, che hanno incontrato molte resistenze, tesi che il cardinale ha giudicato “coraggiose” e ha fatto capire che saranno probabilmente applicate

. Venerdì 6 Febbraio, alle ore 17.00, l’incontro con il Cardinale Walter Kasper, a Sorrento, al Teatro Tasso. Tema del dibattito: la famiglia, i valori ad essa legati e la vita armoniosa oscillante tra società moderna e precetti religiosi. L’incontro è stato fortemente voluto da Christian Tramontano, Gennaro Carpino e dal Comune di Sorrento che hanno organizzato  una giornata sul tema: “Riscoprirsi famiglia, prima vitale cellulla della società”.  Tra gli ospiti illustri  il senatore e giornalista Sergio Zavoli, pilastro del giornalismo italiano ed europeo, la conduttrice Paola Saluzzi, la giornalista Francesca Barra (giornalista di Mediaset, inviata di Matrix, scrittrice per Rizzoli di libri su Mafia e inchieste sulla povertà, conduttrice per anni su Radio1 Rai del programma “La bellezza contro le mafie”) ed il psicoterapeuta Angelo Gismondi.

Sarà pubblicato a giugno l’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo ordinario sulla famiglia. L’annuncio lo ha dato ieri il segretario generale del Sinodo, cardinale Lorenzo Baldisseri, intervenendo alla primo Convegno internazionale dei movimenti familiari, organizzato a Roma dal Pontificio Consiglio per la famiglia. Il porporato, dopo il suo intervento incentrato sulla Relatio Synodi (cioè il documento finale) della recente assemblea sinodale straordinaria, ha risposto ad alcune domande della platea, sottolineando che c’è tempo fino al 15 aprile per rispondere alle 46 domande che insieme alla Relatio costituiscono i Lineamenta. «Siamo in cammino – ha aggiunto – e anche la metodologia è in cammino. Riteniamo, infatti, che questo periodo tra i due Sinodi sia il più importante». Perciò Baldisseri ha invitato i membri dei movimenti familiari di tutto il mondo a contribuire alla riflessione, prendendo in mano le domande. A partire da quella fondamentale che è anche la prima: «La descrizione della realtà della famiglia presente nella Relatio Synodi corrisponde a quanto si rileva nella Chiesa e nella società di oggi? Quali aspetti mancanti si possono integrare?». «Nel cammino di riflessione – ha sottolineato il cardinale ad Avvenire  –, occorre che teniamo presenti le situazioni di quei fedeli che, pur vivendo situazioni matrimoniali irregolari, desiderano partecipare sempre più pienamente alla vita della Chiesa e sono disposti ad impegnarsi seriamente in un percorso progressivo. È necessario, dunque, che nessuno si sottragga al compito di cercare e indicare possibili soluzioni alle tematiche sensibili affrontate dai Padri sinodali». «Approfondiamo ciò che i Padri hanno presentato come frutto dell’Assemblea Straordinaria – ha esortato Baldisseri –, dando il nostro contributo anche nella ricerca di “scelte pastorali coraggiose”, in particolare nella cura delle famiglie ferite». Parlando quindi a margine con l’Ansa, il porporato ha anticipato che in attesa delle risposte delle Conferenze episcopali e in vista dell’assemblea di ottobre, «ci sono gruppi di studio a diversi livelli qui a Roma che affronteranno i temi più sensibili, soprattutto quelli che riguardano i punti che non hanno avuto la maggioranza qualificata», cioè la possibilità di dare la comunione ai divorziati risposati e le famiglie che abbiano al loro interno persone gay. Al Sinodo dello scorso ottobre, ha ricordato infatti il segretario generale del Sinodo nella sua relazione, dell’omosessualità si parlato esclusivamente in questi termini. «Non c’è invece spazio per l’ideologia del gender», mentre l’Humanae vitae, ha detto in riferimento alla risonanza delle dichiarazioni del Papa, «fa già parte dei temi sinodali. E anche l’aborto e l’eutanasia». Questioni postegli dalle domande della platea. La quale platea era composta da oltre 500 persone in rappresentanza di 80 movimenti e associazioni di 28 Paesi dei cinque continenti. Il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, nel presentarli, ha ricordato che il più antico movimenti familiare fra i presenti è la Comunitade Sagrada Familia, nata nel 1892. Il più recente è del 2014 e si chiama International Catholic Engaged Encounter. «Ma solo poco più di dieci – ha fatto notare – sono nati prima degli anni 50 del secolo scorso, mentre la gran parte è sorta dopo il Concilio Vaticano II. Credo che sia utile iniziare a raccogliere e a comunicarci le nostre diverse esperienza perché sono senza dubbio una ricchezza straordinaria per la Chiesa». «Dobbiamo riconoscere – ha aggiunto Paglia – che i primi a mettere in atto una vera e propria pastorale familiare consapevole sono stati i movimenti. Hanno fatto venire alla luce temi come la spiritualità familiare e, sulla scia del Concilio Vaticano II, si è sviluppato un largo movimento che ha sostanziato la pastorale familiare». Oggi Papa Francesco, con la celebrazione di un Sinodo in due tappe, «ha spalancato le porte». «Siamo in un momento straordinario – ha concluso l’arcivescovo –, un tempo di grazia che dobbiamo vivere con pienezza». 

Ecco un profilo tratto da Wikipedia dei protagonisti invitati a questo incontro

CARDINALE WALTER KASPER Dopo la maturità al gymnasium di Ehingen sul Danubio nel 1952, intraprese gli studi di filosofia all’Università di Tubinga e all’Università di Monaco di Baviera, studi che concluse nel 1956. Fu ordinato presbitero il 6 aprile 1957 nella diocesi di Rottenburg. Nel 1961 ottenne il dottorato presso la Facoltà Teologica di Tubinga. Per tre anni fu assistente di Leo Scheffczyk e di Hans Küng. Nel 1964 ricevette l’abilitazione all’insegnamento e nello stesso anno la cattedra di teologia dogmatica all’università di Münster e dal 1970 alla Eberhard-Karls-Universität di Tubinga. Fu nominato pure preside, sia della Facoltà Teologica di Münster, sia poi di quella di Tubinga. Nel 1983 diventò professore ospite della Catholic University of America a Washington. Nel 1985 Kasper fu segretario speciale del sinodo straordinario dei vescovi. Divenne inoltre membro della commissione teologica internazionale. Nominato vescovo di Rottenburg-Stoccarda il 17 aprile 1989, fu ordinato il 17 giugno dello stesso anno. Consacratori furono il vescovo di Magonza, Karl Lehmann, e Franz Josef Kuhnle, vescovo ausiliare di Rottenburg-Stoccarda. Kasper assunse il motto Veritatem in caritate. Diventò quindi presidente della commissione per la Chiesa universale e vicepresidente della commissione per la fede della Conferenza episcopale tedesca. Nel 1994 Kasper fu nominato copresidente della Commissione Internazionale per il Dialogo Luterano/Cattolico e, il 16 marzo 1999, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Conseguentemente, il 31 maggio 1999 rinunciò al governo della diocesi di Rottenburg-Stoccarda. Il 21 febbraio 2001 fu elevato alla porpora cardinalizia, con il titolo di Ognissanti in Via Appia Nuova (diaconia). Teologo molto colto e profondo, Kasper ha scritto molti libri. Nel 1993 e 2001 Kasper pubblicò la terza edizione del Lessico per la teologia e la Chiesa. Il 3 marzo 2001 divenne presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, nonché Presidente della Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei. Papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia per motivi d’età il 1º luglio 2010, chiamando alla successione l’arcivescovo Kurt Koch. Attualmente è membro della Congregazione per la dottrina della fede, di quella per le Chiese orientali, della Segnatura Apostolica, del Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi e di quello della Cultura. Da tali incarichi è stato sospeso il 2 aprile 2005, come d’uso, per la morte di papa Giovanni Paolo II e riconfermato il giorno 21 dello stesso mese dal nuovo papa Benedetto XVI, del quale peraltro Kasper è, da decenni, amico e fu, inoltre, in passato pure collega di insegnamento universitario. Il 21 febbraio 2011 ha optato per l’ordine dei cardinali presbiteri, mantenendo invariata la diaconia elevata pro hac vice a titolo presbiterale. Sebbene alla data di inizio del Conclave, 12 marzo 2013, avesse già compiuto ottant’anni (il giorno 5 marzo), non è diventato un cardinale non elettore; come attestano le liste ufficiali divulgate dal Vaticano, il suo diritto di voto venne prorogato per tutta la durata del conclave. Questo è potuto accadere poiché il pontificato di Benedetto XVI è effettivamente terminato il 28 febbraio, giorno in cui in Vaticano si è istituita la Apostolica Sedes Vacans, ed a quel giorno il cardinale Kasper era ancora un cardinale elettore.[1] Dal 13 marzo 2013, giorno in cui si è chiuso il conclave in cui è stato eletto papa Francesco, è diventato ufficialmente un cardinale non elettore.

 

SERGIO ZAVOLI Debutta nel 1941 sul periodico dei GUF riminesi Testa di Ponte. Dal 1947 al 1962 esercitò l’attività di giornalista radiofonico all’interno della RAI, per passare alla televisione, dove ideò un fortunatissimo programma, Processo alla tappa, trasmissione sportiva incentrata sul Giro d’Italia. Zavoli condusse e fu autore di altri programmi di successo come Nascita di una dittatura (1972)[2]. Vicino al Partito Socialista Italiano, dal 1980 al 1986 fu presidente della RAI e nel 1981 pubblicò il suo primo libro, Socialista di Dio, che vinse il Premio Bancarella[3]. Una volta dimessosi dall’incarico di presidente continuò sia la sua carriera televisiva (presentando programmi come Viaggio intorno all’uomo, La notte della Repubblica[2], Viaggio nel Sud) sia quella letteraria e nella veste di autore vinse il Premio Basilicata con Romanza (1987). Dopo il reportage Nostra padrona televisione (1994) entrò in politica con i Democratici di Sinistra. Nel 1998, vince il Premio Cimitile con l’opera Ma quale giustizia? (Edizioni ERI-RAI Piemme). Dal 2001, dopo Viaggio nella scuola, è assente dal piccolo schermo. Le sue ultime fatiche letterarie sono Dossier cancro (1999), Diario di un cronista (2002), e Il ragazzo che io fui (2011) dove racconta la storia della sua vita e un capitolo fondamentale del nostro Paese. Sergio Zavoli con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano Per lo “straordinario contributo apportato alla causa del giornalismo italiano”, il 26 marzo 2007 la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata gli ha conferito honoris causa la laurea specialistica in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, onorificenza che, come ha osservato Edmondo Berselli, “assomiglia a una tautologia” in quanto Zavoli è senz’altro il più noto giornalista televisivo italiano.[4] È stato eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell’Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico due anni dopo. Premio alla carriera 2008 Circolo Culturale Gian Vincenzo Omodei Zorini – Arona. Il 4 febbraio 2009 è stato eletto alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai[5]. È attualmente il senatore eletto (esclusi quindi i senatori a vita) più anziano in carica[6]. Dal 2007 è presidente della Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno. Il 3 dicembre 2012 alcuni malviventi si sono introdotti nella sua villa a Monte Porzio Catone dove risiede dagli anni Settanta: Zavoli è stato legato, picchiato e minacciato a scopo di rapina; il bottino stimato è intorno ai 20.000€[7]. Il 25 settembre 2013 ha festeggiato i 90 anni nella sede nazionale della RAI di Viale Mazzini alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, del presidente della RAI Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, oltre alla presenza di Milena Gabanelli, Mara Venier, dal presidente del Senato Pietro Grasso ai ministri del governo Letta Massimo Bray e Anna Maria Cancellieri[8] e sempre in occasione dei 90 anni ha ricevuto a Rimini il Premio Paolo Giuntella da parte dell’associazione Articolo 21[9].

 

PAOLA SALUZZI .Di padre lucano (nato ad Acerenza, provincia di Potenza) e madre piemontese,[1] fa il suo esordio in TV su Rai 1 nel 1987 nella trasmissione Viaggio intorno all’uomo del giornalista e scrittore Sergio Zavoli. Comincia così la sua carriera legata al mondo dello sport: collabora per tre anni ai telegiornali sportivi di Telemontecarlo e fa l’inviata alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Nel 1993 partecipa in qualità di valletta alla seconda edizione del noto programma d’intrattenimento leggero ideato da Jocelyn Il grande gioco dell’oca su Rai 2: al suo fianco Alessia Marcuzzi; insieme coadiuvavano la brillante conduzione di Gigi Sabani. Nel 1995 avviene il passaggio a Mediaset dove conduce alcune trasmissioni (tra queste Giorno per giorno insieme ad Alessandro Cecchi Paone) e si cimenta come attrice nella sitcom Casa Vianello. Nel 1998 è di nuovo in Rai per presentare Unomattina Estate insieme a Filippo Gaudenzi e Uno Mattina (di cui sarà anche autrice) al fianco di Luca Giurato. Ha presentato anche molte manifestazioni ufficiali della Repubblica Italiana come quella del 2 giugno 2001, e serate come il Premio Letterario Viareggio, Speciale Alta Moda Roma, Premio Rodolfo Valentino 2001, Premio Italiani nel mondo e Premio Ischia Internazionale di Giornalismo 2009. Una sua telefonata a Salvo Sottile datata 21 aprile 2005 è stata intercettata e usata come prova per lo scandalo riguardante il portavoce di Gianfranco Fini circa l’assunzione di ragazze in Rai in cambio di prestazioni sessuali.[2] Dal 2003 presenta Sky TG 24 Pomeriggio, un programma di approfondimenti di attualità sulla piattaforma televisiva Sky dal lunedì al venerdì dalle ore 15:05 alle 17:00, per il quale è stata premiata lo scorso 24 luglio con il Grand Prix Corallo Città di Alghero. Nel 2010 ha condotto su Rai 1 la manifestazione Una notte per Caruso, insieme a Luca Ward; lo stesso anno ha ricevuto, per la sezione giornalismo, il “Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo”. Dal 6 ottobre 2011 conduce su Cielo la trasmissione Buongiorno Cielo dal lunedì al venerdì dalle ore 06:30 alle 9:00.

FRANCESCA BARRA  Si è laureata in Scienze della comunicazione, a Roma, con una tesi sulle donne in politica. È conduttrice e autrice televisiva e radiofonica. È stata ospite de La vita in diretta, per commentare cronaca nera. È stata inviata del Cristina Parodi Live, su LA7. Si occupava di cronaca per il quotidiano Pubblico e l’Unità. Conduce, su Rai Radio 1, il programma La bellezza contro le mafie, dal 2009[1]. Nel 2012 ha pubblicato “Giovanni Falcone un eroe solo”, mentre nel 2011 “Il Quarto Comandamento”, editi da Rizzoli. Ha scritto il racconto “Gli spietati” nel libro “Non è un paese per donne” edito da Arnoldo Mondadori Editore. Ha collaborato con l’Unità [2] e con il settimanale Sette[3], occupandosi di criminalità organizzata, donne vittime di ‘ndrangheta[4]. Ha lavorato al TG di LA7, nella redazione di Niente di personale e nell’estate 2008 ha condotto la rassegna stampa di Omnibus. Ha condotto Cani, Gatti & Co, in onda su Alice Sky TV. Cominciamo Bene Prima, con Pino Strabioli, su Rai 3, documentari di viaggio e del reality sul Sacro Graal. La regola, in onda su Marcopolo Sky TV. Con Dario Vergassola ha condotto la trasmissione “Sempre meglio che restare a casa” su LA7. Con Maurizio Biscardi la trasmissione Areagol e testimonial nel 2005 del digitale terrestre di LA7. Per la rete giapponese Nippon Tv Autrice di commedie teatrali, di documentari gastronomici, scrittrice e redattrice per vari mensili. Ha pubblicato con Aliberti editore il romanzo: “Non mi aspettare” ed il libro di ricette: “A casa di Jo”. È sposata dal 2005 con Marcello Molfino, ha due bambini. Da settembre 2013 è inviata per la nuova stagione di Matrix, programma di approfondimento di Canale 5, condotto da Luca Telese.[5] Ha condotto l’edizione 2014 del concerto del primo maggio, da Piazza San Giovanni a Roma, in diretta su Rai 3. con Edoardo Leo e Dario Vergassola.

Ecco un profilo tratto da Wikipedia dei protagonisti invitati a questo incontro

CARDINALE WALTER KASPER Dopo la maturità al gymnasium di Ehingen sul Danubio nel 1952, intraprese gli studi di filosofia all’Università di Tubinga e all’Università di Monaco di Baviera, studi che concluse nel 1956. Fu ordinato presbitero il 6 aprile 1957 nella diocesi di Rottenburg. Nel 1961 ottenne il dottorato presso la Facoltà Teologica di Tubinga. Per tre anni fu assistente di Leo Scheffczyk e di Hans Küng. Nel 1964 ricevette l’abilitazione all’insegnamento e nello stesso anno la cattedra di teologia dogmatica all’università di Münster e dal 1970 alla Eberhard-Karls-Universität di Tubinga. Fu nominato pure preside, sia della Facoltà Teologica di Münster, sia poi di quella di Tubinga. Nel 1983 diventò professore ospite della Catholic University of America a Washington. Nel 1985 Kasper fu segretario speciale del sinodo straordinario dei vescovi. Divenne inoltre membro della commissione teologica internazionale. Nominato vescovo di Rottenburg-Stoccarda il 17 aprile 1989, fu ordinato il 17 giugno dello stesso anno. Consacratori furono il vescovo di Magonza, Karl Lehmann, e Franz Josef Kuhnle, vescovo ausiliare di Rottenburg-Stoccarda. Kasper assunse il motto Veritatem in caritate. Diventò quindi presidente della commissione per la Chiesa universale e vicepresidente della commissione per la fede della Conferenza episcopale tedesca. Nel 1994 Kasper fu nominato copresidente della Commissione Internazionale per il Dialogo Luterano/Cattolico e, il 16 marzo 1999, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Conseguentemente, il 31 maggio 1999 rinunciò al governo della diocesi di Rottenburg-Stoccarda. Il 21 febbraio 2001 fu elevato alla porpora cardinalizia, con il titolo di Ognissanti in Via Appia Nuova (diaconia). Teologo molto colto e profondo, Kasper ha scritto molti libri. Nel 1993 e 2001 Kasper pubblicò la terza edizione del Lessico per la teologia e la Chiesa. Il 3 marzo 2001 divenne presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, nonché Presidente della Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei. Papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia per motivi d’età il 1º luglio 2010, chiamando alla successione l’arcivescovo Kurt Koch. Attualmente è membro della Congregazione per la dottrina della fede, di quella per le Chiese orientali, della Segnatura Apostolica, del Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei Testi Legislativi e di quello della Cultura. Da tali incarichi è stato sospeso il 2 aprile 2005, come d’uso, per la morte di papa Giovanni Paolo II e riconfermato il giorno 21 dello stesso mese dal nuovo papa Benedetto XVI, del quale peraltro Kasper è, da decenni, amico e fu, inoltre, in passato pure collega di insegnamento universitario. Il 21 febbraio 2011 ha optato per l’ordine dei cardinali presbiteri, mantenendo invariata la diaconia elevata pro hac vice a titolo presbiterale. Sebbene alla data di inizio del Conclave, 12 marzo 2013, avesse già compiuto ottant’anni (il giorno 5 marzo), non è diventato un cardinale non elettore; come attestano le liste ufficiali divulgate dal Vaticano, il suo diritto di voto venne prorogato per tutta la durata del conclave. Questo è potuto accadere poiché il pontificato di Benedetto XVI è effettivamente terminato il 28 febbraio, giorno in cui in Vaticano si è istituita la Apostolica Sedes Vacans, ed a quel giorno il cardinale Kasper era ancora un cardinale elettore.[1] Dal 13 marzo 2013, giorno in cui si è chiuso il conclave in cui è stato eletto papa Francesco, è diventato ufficialmente un cardinale non elettore.

 

SERGIO ZAVOLI Debutta nel 1941 sul periodico dei GUF riminesi Testa di Ponte. Dal 1947 al 1962 esercitò l’attività di giornalista radiofonico all’interno della RAI, per passare alla televisione, dove ideò un fortunatissimo programma, Processo alla tappa, trasmissione sportiva incentrata sul Giro d’Italia. Zavoli condusse e fu autore di altri programmi di successo come Nascita di una dittatura (1972)[2]. Vicino al Partito Socialista Italiano, dal 1980 al 1986 fu presidente della RAI e nel 1981 pubblicò il suo primo libro, Socialista di Dio, che vinse il Premio Bancarella[3]. Una volta dimessosi dall’incarico di presidente continuò sia la sua carriera televisiva (presentando programmi come Viaggio intorno all’uomo, La notte della Repubblica[2], Viaggio nel Sud) sia quella letteraria e nella veste di autore vinse il Premio Basilicata con Romanza (1987). Dopo il reportage Nostra padrona televisione (1994) entrò in politica con i Democratici di Sinistra. Nel 1998, vince il Premio Cimitile con l’opera Ma quale giustizia? (Edizioni ERI-RAI Piemme). Dal 2001, dopo Viaggio nella scuola, è assente dal piccolo schermo. Le sue ultime fatiche letterarie sono Dossier cancro (1999), Diario di un cronista (2002), e Il ragazzo che io fui (2011) dove racconta la storia della sua vita e un capitolo fondamentale del nostro Paese. Sergio Zavoli con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano Per lo “straordinario contributo apportato alla causa del giornalismo italiano”, il 26 marzo 2007 la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata gli ha conferito honoris causa la laurea specialistica in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, onorificenza che, come ha osservato Edmondo Berselli, “assomiglia a una tautologia” in quanto Zavoli è senz’altro il più noto giornalista televisivo italiano.[4] È stato eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell’Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico due anni dopo. Premio alla carriera 2008 Circolo Culturale Gian Vincenzo Omodei Zorini – Arona. Il 4 febbraio 2009 è stato eletto alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai[5]. È attualmente il senatore eletto (esclusi quindi i senatori a vita) più anziano in carica[6]. Dal 2007 è presidente della Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno. Il 3 dicembre 2012 alcuni malviventi si sono introdotti nella sua villa a Monte Porzio Catone dove risiede dagli anni Settanta: Zavoli è stato legato, picchiato e minacciato a scopo di rapina; il bottino stimato è intorno ai 20.000€[7]. Il 25 settembre 2013 ha festeggiato i 90 anni nella sede nazionale della RAI di Viale Mazzini alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, del presidente della RAI Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, oltre alla presenza di Milena Gabanelli, Mara Venier, dal presidente del Senato Pietro Grasso ai ministri del governo Letta Massimo Bray e Anna Maria Cancellieri[8] e sempre in occasione dei 90 anni ha ricevuto a Rimini il Premio Paolo Giuntella da parte dell’associazione Articolo 21[9].

 

PAOLA SALUZZI .Di padre lucano (nato ad Acerenza, provincia di Potenza) e madre piemontese,[1] fa il suo esordio in TV su Rai 1 nel 1987 nella trasmissione Viaggio intorno all’uomo del giornalista e scrittore Sergio Zavoli. Comincia così la sua carriera legata al mondo dello sport: collabora per tre anni ai telegiornali sportivi di Telemontecarlo e fa l’inviata alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Nel 1993 partecipa in qualità di valletta alla seconda edizione del noto programma d’intrattenimento leggero ideato da Jocelyn Il grande gioco dell’oca su Rai 2: al suo fianco Alessia Marcuzzi; insieme coadiuvavano la brillante conduzione di Gigi Sabani. Nel 1995 avviene il passaggio a Mediaset dove conduce alcune trasmissioni (tra queste Giorno per giorno insieme ad Alessandro Cecchi Paone) e si cimenta come attrice nella sitcom Casa Vianello. Nel 1998 è di nuovo in Rai per presentare Unomattina Estate insieme a Filippo Gaudenzi e Uno Mattina (di cui sarà anche autrice) al fianco di Luca Giurato. Ha presentato anche molte manifestazioni ufficiali della Repubblica Italiana come quella del 2 giugno 2001, e serate come il Premio Letterario Viareggio, Speciale Alta Moda Roma, Premio Rodolfo Valentino 2001, Premio Italiani nel mondo e Premio Ischia Internazionale di Giornalismo 2009. Una sua telefonata a Salvo Sottile datata 21 aprile 2005 è stata intercettata e usata come prova per lo scandalo riguardante il portavoce di Gianfranco Fini circa l’assunzione di ragazze in Rai in cambio di prestazioni sessuali.[2] Dal 2003 presenta Sky TG 24 Pomeriggio, un programma di approfondimenti di attualità sulla piattaforma televisiva Sky dal lunedì al venerdì dalle ore 15:05 alle 17:00, per il quale è stata premiata lo scorso 24 luglio con il Grand Prix Corallo Città di Alghero. Nel 2010 ha condotto su Rai 1 la manifestazione Una notte per Caruso, insieme a Luca Ward; lo stesso anno ha ricevuto, per la sezione giornalismo, il “Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo”. Dal 6 ottobre 2011 conduce su Cielo la trasmissione Buongiorno Cielo dal lunedì al venerdì dalle ore 06:30 alle 9:00.

FRANCESCA BARRA  Si è laureata in Scienze della comunicazione, a Roma, con una tesi sulle donne in politica. È conduttrice e autrice televisiva e radiofonica. È stata ospite de La vita in diretta, per commentare cronaca nera. È stata inviata del Cristina Parodi Live, su LA7. Si occupava di cronaca per il quotidiano Pubblico e l’Unità. Conduce, su Rai Radio 1, il programma La bellezza contro le mafie, dal 2009[1]. Nel 2012 ha pubblicato “Giovanni Falcone un eroe solo”, mentre nel 2011 “Il Quarto Comandamento”, editi da Rizzoli. Ha scritto il racconto “Gli spietati” nel libro “Non è un paese per donne” edito da Arnoldo Mondadori Editore. Ha collaborato con l’Unità [2] e con il settimanale Sette[3], occupandosi di criminalità organizzata, donne vittime di ‘ndrangheta[4]. Ha lavorato al TG di LA7, nella redazione di Niente di personale e nell’estate 2008 ha condotto la rassegna stampa di Omnibus. Ha condotto Cani, Gatti & Co, in onda su Alice Sky TV. Cominciamo Bene Prima, con Pino Strabioli, su Rai 3, documentari di viaggio e del reality sul Sacro Graal. La regola, in onda su Marcopolo Sky TV. Con Dario Vergassola ha condotto la trasmissione “Sempre meglio che restare a casa” su LA7. Con Maurizio Biscardi la trasmissione Areagol e testimonial nel 2005 del digitale terrestre di LA7. Per la rete giapponese Nippon Tv Autrice di commedie teatrali, di documentari gastronomici, scrittrice e redattrice per vari mensili. Ha pubblicato con Aliberti editore il romanzo: “Non mi aspettare” ed il libro di ricette: “A casa di Jo”. È sposata dal 2005 con Marcello Molfino, ha due bambini. Da settembre 2013 è inviata per la nuova stagione di Matrix, programma di approfondimento di Canale 5, condotto da Luca Telese.[5] Ha condotto l’edizione 2014 del concerto del primo maggio, da Piazza San Giovanni a Roma, in diretta su Rai 3. con Edoardo Leo e Dario Vergassola.

 E' proprio di questi gioni la notizia che il segretario del Sinodo , cardinale Lorenzo Baldisseri, si è riunito per discutere di alcune tesi rivoluzionarie, portate avanti dal Cardinale Kasper, e volute da Papa Francesco, che hanno incontrato molte resistenze, tesi che il cardinale ha giudicato "coraggiose" e ha fatto capire che saranno probabilmente applicate

. Venerdì 6 Febbraio, alle ore 17.00, l’incontro con il Cardinale Walter Kasper, a Sorrento, al Teatro Tasso. Tema del dibattito: la famiglia, i valori ad essa legati e la vita armoniosa oscillante tra società moderna e precetti religiosi. L’incontro è stato fortemente voluto da Christian Tramontano, Gennaro Carpino e dal Comune di Sorrento che hanno organizzato  una giornata sul tema: "Riscoprirsi famiglia, prima vitale cellulla della società".  Tra gli ospiti illustri  il senatore e giornalista Sergio Zavoli, pilastro del giornalismo italiano ed europeo, la conduttrice Paola Saluzzi, la giornalista Francesca Barra (giornalista di Mediaset, inviata di Matrix, scrittrice per Rizzoli di libri su Mafia e inchieste sulla povertà, conduttrice per anni su Radio1 Rai del programma "La bellezza contro le mafie") ed il psicoterapeuta Angelo Gismondi.

Sarà pubblicato a giugno l’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo ordinario sulla famiglia. L’annuncio lo ha dato ieri il segretario generale del Sinodo, cardinale Lorenzo Baldisseri, intervenendo alla primo Convegno internazionale dei movimenti familiari, organizzato a Roma dal Pontificio Consiglio per la famiglia. Il porporato, dopo il suo intervento incentrato sulla Relatio Synodi (cioè il documento finale) della recente assemblea sinodale straordinaria, ha risposto ad alcune domande della platea, sottolineando che c’è tempo fino al 15 aprile per rispondere alle 46 domande che insieme alla Relatio costituiscono i Lineamenta. «Siamo in cammino – ha aggiunto – e anche la metodologia è in cammino. Riteniamo, infatti, che questo periodo tra i due Sinodi sia il più importante». Perciò Baldisseri ha invitato i membri dei movimenti familiari di tutto il mondo a contribuire alla riflessione, prendendo in mano le domande. A partire da quella fondamentale che è anche la prima: «La descrizione della realtà della famiglia presente nella Relatio Synodi corrisponde a quanto si rileva nella Chiesa e nella società di oggi? Quali aspetti mancanti si possono integrare?». «Nel cammino di riflessione – ha sottolineato il cardinale ad Avvenire  –, occorre che teniamo presenti le situazioni di quei fedeli che, pur vivendo situazioni matrimoniali irregolari, desiderano partecipare sempre più pienamente alla vita della Chiesa e sono disposti ad impegnarsi seriamente in un percorso progressivo. È necessario, dunque, che nessuno si sottragga al compito di cercare e indicare possibili soluzioni alle tematiche sensibili affrontate dai Padri sinodali». «Approfondiamo ciò che i Padri hanno presentato come frutto dell’Assemblea Straordinaria – ha esortato Baldisseri –, dando il nostro contributo anche nella ricerca di "scelte pastorali coraggiose", in particolare nella cura delle famiglie ferite». Parlando quindi a margine con l’Ansa, il porporato ha anticipato che in attesa delle risposte delle Conferenze episcopali e in vista dell’assemblea di ottobre, «ci sono gruppi di studio a diversi livelli qui a Roma che affronteranno i temi più sensibili, soprattutto quelli che riguardano i punti che non hanno avuto la maggioranza qualificata», cioè la possibilità di dare la comunione ai divorziati risposati e le famiglie che abbiano al loro interno persone gay. Al Sinodo dello scorso ottobre, ha ricordato infatti il segretario generale del Sinodo nella sua relazione, dell’omosessualità si parlato esclusivamente in questi termini. «Non c’è invece spazio per l’ideologia del gender», mentre l’Humanae vitae, ha detto in riferimento alla risonanza delle dichiarazioni del Papa, «fa già parte dei temi sinodali. E anche l’aborto e l’eutanasia». Questioni postegli dalle domande della platea. La quale platea era composta da oltre 500 persone in rappresentanza di 80 movimenti e associazioni di 28 Paesi dei cinque continenti. Il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, nel presentarli, ha ricordato che il più antico movimenti familiare fra i presenti è la Comunitade Sagrada Familia, nata nel 1892. Il più recente è del 2014 e si chiama International Catholic Engaged Encounter. «Ma solo poco più di dieci – ha fatto notare – sono nati prima degli anni 50 del secolo scorso, mentre la gran parte è sorta dopo il Concilio Vaticano II. Credo che sia utile iniziare a raccogliere e a comunicarci le nostre diverse esperienza perché sono senza dubbio una ricchezza straordinaria per la Chiesa». «Dobbiamo riconoscere – ha aggiunto Paglia – che i primi a mettere in atto una vera e propria pastorale familiare consapevole sono stati i movimenti. Hanno fatto venire alla luce temi come la spiritualità familiare e, sulla scia del Concilio Vaticano II, si è sviluppato un largo movimento che ha sostanziato la pastorale familiare». Oggi Papa Francesco, con la celebrazione di un Sinodo in due tappe, «ha spalancato le porte». «Siamo in un momento straordinario – ha concluso l’arcivescovo –, un tempo di grazia che dobbiamo vivere con pienezza». 

Ecco un profilo tratto da Wikipedia dei protagonisti invitati a questo incontro

CARDINALE WALTER KASPER Dopo la maturità al gymnasium di Ehingen sul Danubio nel 1952, intraprese gli studi di filosofia all'Università di Tubinga e all'Università di Monaco di Baviera, studi che concluse nel 1956. Fu ordinato presbitero il 6 aprile 1957 nella diocesi di Rottenburg. Nel 1961 ottenne il dottorato presso la Facoltà Teologica di Tubinga. Per tre anni fu assistente di Leo Scheffczyk e di Hans Küng. Nel 1964 ricevette l'abilitazione all'insegnamento e nello stesso anno la cattedra di teologia dogmatica all'università di Münster e dal 1970 alla Eberhard-Karls-Universität di Tubinga. Fu nominato pure preside, sia della Facoltà Teologica di Münster, sia poi di quella di Tubinga. Nel 1983 diventò professore ospite della Catholic University of America a Washington. Nel 1985 Kasper fu segretario speciale del sinodo straordinario dei vescovi. Divenne inoltre membro della commissione teologica internazionale. Nominato vescovo di Rottenburg-Stoccarda il 17 aprile 1989, fu ordinato il 17 giugno dello stesso anno. Consacratori furono il vescovo di Magonza, Karl Lehmann, e Franz Josef Kuhnle, vescovo ausiliare di Rottenburg-Stoccarda. Kasper assunse il motto Veritatem in caritate. Diventò quindi presidente della commissione per la Chiesa universale e vicepresidente della commissione per la fede della Conferenza episcopale tedesca. Nel 1994 Kasper fu nominato copresidente della Commissione Internazionale per il Dialogo Luterano/Cattolico e, il 16 marzo 1999, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Conseguentemente, il 31 maggio 1999 rinunciò al governo della diocesi di Rottenburg-Stoccarda. Il 21 febbraio 2001 fu elevato alla porpora cardinalizia, con il titolo di Ognissanti in Via Appia Nuova (diaconia). Teologo molto colto e profondo, Kasper ha scritto molti libri. Nel 1993 e 2001 Kasper pubblicò la terza edizione del Lessico per la teologia e la Chiesa. Il 3 marzo 2001 divenne presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, nonché Presidente della Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei. Papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia per motivi d'età il 1º luglio 2010, chiamando alla successione l'arcivescovo Kurt Koch. Attualmente è membro della Congregazione per la dottrina della fede, di quella per le Chiese orientali, della Segnatura Apostolica, del Pontificio Consiglio per l'Interpretazione dei Testi Legislativi e di quello della Cultura. Da tali incarichi è stato sospeso il 2 aprile 2005, come d'uso, per la morte di papa Giovanni Paolo II e riconfermato il giorno 21 dello stesso mese dal nuovo papa Benedetto XVI, del quale peraltro Kasper è, da decenni, amico e fu, inoltre, in passato pure collega di insegnamento universitario. Il 21 febbraio 2011 ha optato per l'ordine dei cardinali presbiteri, mantenendo invariata la diaconia elevata pro hac vice a titolo presbiterale. Sebbene alla data di inizio del Conclave, 12 marzo 2013, avesse già compiuto ottant'anni (il giorno 5 marzo), non è diventato un cardinale non elettore; come attestano le liste ufficiali divulgate dal Vaticano, il suo diritto di voto venne prorogato per tutta la durata del conclave. Questo è potuto accadere poiché il pontificato di Benedetto XVI è effettivamente terminato il 28 febbraio, giorno in cui in Vaticano si è istituita la Apostolica Sedes Vacans, ed a quel giorno il cardinale Kasper era ancora un cardinale elettore.[1] Dal 13 marzo 2013, giorno in cui si è chiuso il conclave in cui è stato eletto papa Francesco, è diventato ufficialmente un cardinale non elettore.

 

SERGIO ZAVOLI Debutta nel 1941 sul periodico dei GUF riminesi Testa di Ponte. Dal 1947 al 1962 esercitò l'attività di giornalista radiofonico all'interno della RAI, per passare alla televisione, dove ideò un fortunatissimo programma, Processo alla tappa, trasmissione sportiva incentrata sul Giro d'Italia. Zavoli condusse e fu autore di altri programmi di successo come Nascita di una dittatura (1972)[2]. Vicino al Partito Socialista Italiano, dal 1980 al 1986 fu presidente della RAI e nel 1981 pubblicò il suo primo libro, Socialista di Dio, che vinse il Premio Bancarella[3]. Una volta dimessosi dall'incarico di presidente continuò sia la sua carriera televisiva (presentando programmi come Viaggio intorno all'uomo, La notte della Repubblica[2], Viaggio nel Sud) sia quella letteraria e nella veste di autore vinse il Premio Basilicata con Romanza (1987). Dopo il reportage Nostra padrona televisione (1994) entrò in politica con i Democratici di Sinistra. Nel 1998, vince il Premio Cimitile con l'opera Ma quale giustizia? (Edizioni ERI-RAI Piemme). Dal 2001, dopo Viaggio nella scuola, è assente dal piccolo schermo. Le sue ultime fatiche letterarie sono Dossier cancro (1999), Diario di un cronista (2002), e Il ragazzo che io fui (2011) dove racconta la storia della sua vita e un capitolo fondamentale del nostro Paese. Sergio Zavoli con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano Per lo "straordinario contributo apportato alla causa del giornalismo italiano", il 26 marzo 2007 la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Roma Tor Vergata gli ha conferito honoris causa la laurea specialistica in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, onorificenza che, come ha osservato Edmondo Berselli, "assomiglia a una tautologia" in quanto Zavoli è senz'altro il più noto giornalista televisivo italiano.[4] È stato eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell'Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico due anni dopo. Premio alla carriera 2008 Circolo Culturale Gian Vincenzo Omodei Zorini – Arona. Il 4 febbraio 2009 è stato eletto alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai[5]. È attualmente il senatore eletto (esclusi quindi i senatori a vita) più anziano in carica[6]. Dal 2007 è presidente della Scuola di Giornalismo dell'Università di Salerno. Il 3 dicembre 2012 alcuni malviventi si sono introdotti nella sua villa a Monte Porzio Catone dove risiede dagli anni Settanta: Zavoli è stato legato, picchiato e minacciato a scopo di rapina; il bottino stimato è intorno ai 20.000€[7]. Il 25 settembre 2013 ha festeggiato i 90 anni nella sede nazionale della RAI di Viale Mazzini alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, del presidente della RAI Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, oltre alla presenza di Milena Gabanelli, Mara Venier, dal presidente del Senato Pietro Grasso ai ministri del governo Letta Massimo Bray e Anna Maria Cancellieri[8] e sempre in occasione dei 90 anni ha ricevuto a Rimini il Premio Paolo Giuntella da parte dell'associazione Articolo 21[9].

 

PAOLA SALUZZI .Di padre lucano (nato ad Acerenza, provincia di Potenza) e madre piemontese,[1] fa il suo esordio in TV su Rai 1 nel 1987 nella trasmissione Viaggio intorno all'uomo del giornalista e scrittore Sergio Zavoli. Comincia così la sua carriera legata al mondo dello sport: collabora per tre anni ai telegiornali sportivi di Telemontecarlo e fa l'inviata alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Nel 1993 partecipa in qualità di valletta alla seconda edizione del noto programma d'intrattenimento leggero ideato da Jocelyn Il grande gioco dell'oca su Rai 2: al suo fianco Alessia Marcuzzi; insieme coadiuvavano la brillante conduzione di Gigi Sabani. Nel 1995 avviene il passaggio a Mediaset dove conduce alcune trasmissioni (tra queste Giorno per giorno insieme ad Alessandro Cecchi Paone) e si cimenta come attrice nella sitcom Casa Vianello. Nel 1998 è di nuovo in Rai per presentare Unomattina Estate insieme a Filippo Gaudenzi e Uno Mattina (di cui sarà anche autrice) al fianco di Luca Giurato. Ha presentato anche molte manifestazioni ufficiali della Repubblica Italiana come quella del 2 giugno 2001, e serate come il Premio Letterario Viareggio, Speciale Alta Moda Roma, Premio Rodolfo Valentino 2001, Premio Italiani nel mondo e Premio Ischia Internazionale di Giornalismo 2009. Una sua telefonata a Salvo Sottile datata 21 aprile 2005 è stata intercettata e usata come prova per lo scandalo riguardante il portavoce di Gianfranco Fini circa l'assunzione di ragazze in Rai in cambio di prestazioni sessuali.[2] Dal 2003 presenta Sky TG 24 Pomeriggio, un programma di approfondimenti di attualità sulla piattaforma televisiva Sky dal lunedì al venerdì dalle ore 15:05 alle 17:00, per il quale è stata premiata lo scorso 24 luglio con il Grand Prix Corallo Città di Alghero. Nel 2010 ha condotto su Rai 1 la manifestazione Una notte per Caruso, insieme a Luca Ward; lo stesso anno ha ricevuto, per la sezione giornalismo, il "Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo". Dal 6 ottobre 2011 conduce su Cielo la trasmissione Buongiorno Cielo dal lunedì al venerdì dalle ore 06:30 alle 9:00.

FRANCESCA BARRA  Si è laureata in Scienze della comunicazione, a Roma, con una tesi sulle donne in politica. È conduttrice e autrice televisiva e radiofonica. È stata ospite de La vita in diretta, per commentare cronaca nera. È stata inviata del Cristina Parodi Live, su LA7. Si occupava di cronaca per il quotidiano Pubblico e l'Unità. Conduce, su Rai Radio 1, il programma La bellezza contro le mafie, dal 2009[1]. Nel 2012 ha pubblicato "Giovanni Falcone un eroe solo", mentre nel 2011 "Il Quarto Comandamento", editi da Rizzoli. Ha scritto il racconto "Gli spietati" nel libro "Non è un paese per donne" edito da Arnoldo Mondadori Editore. Ha collaborato con l'Unità [2] e con il settimanale Sette[3], occupandosi di criminalità organizzata, donne vittime di 'ndrangheta[4]. Ha lavorato al TG di LA7, nella redazione di Niente di personale e nell'estate 2008 ha condotto la rassegna stampa di Omnibus. Ha condotto Cani, Gatti & Co, in onda su Alice Sky TV. Cominciamo Bene Prima, con Pino Strabioli, su Rai 3, documentari di viaggio e del reality sul Sacro Graal. La regola, in onda su Marcopolo Sky TV. Con Dario Vergassola ha condotto la trasmissione "Sempre meglio che restare a casa" su LA7. Con Maurizio Biscardi la trasmissione Areagol e testimonial nel 2005 del digitale terrestre di LA7. Per la rete giapponese Nippon Tv Autrice di commedie teatrali, di documentari gastronomici, scrittrice e redattrice per vari mensili. Ha pubblicato con Aliberti editore il romanzo: "Non mi aspettare" ed il libro di ricette: "A casa di Jo". È sposata dal 2005 con Marcello Molfino, ha due bambini. Da settembre 2013 è inviata per la nuova stagione di Matrix, programma di approfondimento di Canale 5, condotto da Luca Telese.[5] Ha condotto l'edizione 2014 del concerto del primo maggio, da Piazza San Giovanni a Roma, in diretta su Rai 3. con Edoardo Leo e Dario Vergassola.

Ecco un profilo tratto da Wikipedia dei protagonisti invitati a questo incontro

CARDINALE WALTER KASPER Dopo la maturità al gymnasium di Ehingen sul Danubio nel 1952, intraprese gli studi di filosofia all'Università di Tubinga e all'Università di Monaco di Baviera, studi che concluse nel 1956. Fu ordinato presbitero il 6 aprile 1957 nella diocesi di Rottenburg. Nel 1961 ottenne il dottorato presso la Facoltà Teologica di Tubinga. Per tre anni fu assistente di Leo Scheffczyk e di Hans Küng. Nel 1964 ricevette l'abilitazione all'insegnamento e nello stesso anno la cattedra di teologia dogmatica all'università di Münster e dal 1970 alla Eberhard-Karls-Universität di Tubinga. Fu nominato pure preside, sia della Facoltà Teologica di Münster, sia poi di quella di Tubinga. Nel 1983 diventò professore ospite della Catholic University of America a Washington. Nel 1985 Kasper fu segretario speciale del sinodo straordinario dei vescovi. Divenne inoltre membro della commissione teologica internazionale. Nominato vescovo di Rottenburg-Stoccarda il 17 aprile 1989, fu ordinato il 17 giugno dello stesso anno. Consacratori furono il vescovo di Magonza, Karl Lehmann, e Franz Josef Kuhnle, vescovo ausiliare di Rottenburg-Stoccarda. Kasper assunse il motto Veritatem in caritate. Diventò quindi presidente della commissione per la Chiesa universale e vicepresidente della commissione per la fede della Conferenza episcopale tedesca. Nel 1994 Kasper fu nominato copresidente della Commissione Internazionale per il Dialogo Luterano/Cattolico e, il 16 marzo 1999, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Conseguentemente, il 31 maggio 1999 rinunciò al governo della diocesi di Rottenburg-Stoccarda. Il 21 febbraio 2001 fu elevato alla porpora cardinalizia, con il titolo di Ognissanti in Via Appia Nuova (diaconia). Teologo molto colto e profondo, Kasper ha scritto molti libri. Nel 1993 e 2001 Kasper pubblicò la terza edizione del Lessico per la teologia e la Chiesa. Il 3 marzo 2001 divenne presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, nonché Presidente della Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei. Papa Benedetto XVI accettò la sua rinuncia per motivi d'età il 1º luglio 2010, chiamando alla successione l'arcivescovo Kurt Koch. Attualmente è membro della Congregazione per la dottrina della fede, di quella per le Chiese orientali, della Segnatura Apostolica, del Pontificio Consiglio per l'Interpretazione dei Testi Legislativi e di quello della Cultura. Da tali incarichi è stato sospeso il 2 aprile 2005, come d'uso, per la morte di papa Giovanni Paolo II e riconfermato il giorno 21 dello stesso mese dal nuovo papa Benedetto XVI, del quale peraltro Kasper è, da decenni, amico e fu, inoltre, in passato pure collega di insegnamento universitario. Il 21 febbraio 2011 ha optato per l'ordine dei cardinali presbiteri, mantenendo invariata la diaconia elevata pro hac vice a titolo presbiterale. Sebbene alla data di inizio del Conclave, 12 marzo 2013, avesse già compiuto ottant'anni (il giorno 5 marzo), non è diventato un cardinale non elettore; come attestano le liste ufficiali divulgate dal Vaticano, il suo diritto di voto venne prorogato per tutta la durata del conclave. Questo è potuto accadere poiché il pontificato di Benedetto XVI è effettivamente terminato il 28 febbraio, giorno in cui in Vaticano si è istituita la Apostolica Sedes Vacans, ed a quel giorno il cardinale Kasper era ancora un cardinale elettore.[1] Dal 13 marzo 2013, giorno in cui si è chiuso il conclave in cui è stato eletto papa Francesco, è diventato ufficialmente un cardinale non elettore.

 

SERGIO ZAVOLI Debutta nel 1941 sul periodico dei GUF riminesi Testa di Ponte. Dal 1947 al 1962 esercitò l'attività di giornalista radiofonico all'interno della RAI, per passare alla televisione, dove ideò un fortunatissimo programma, Processo alla tappa, trasmissione sportiva incentrata sul Giro d'Italia. Zavoli condusse e fu autore di altri programmi di successo come Nascita di una dittatura (1972)[2]. Vicino al Partito Socialista Italiano, dal 1980 al 1986 fu presidente della RAI e nel 1981 pubblicò il suo primo libro, Socialista di Dio, che vinse il Premio Bancarella[3]. Una volta dimessosi dall'incarico di presidente continuò sia la sua carriera televisiva (presentando programmi come Viaggio intorno all'uomo, La notte della Repubblica[2], Viaggio nel Sud) sia quella letteraria e nella veste di autore vinse il Premio Basilicata con Romanza (1987). Dopo il reportage Nostra padrona televisione (1994) entrò in politica con i Democratici di Sinistra. Nel 1998, vince il Premio Cimitile con l'opera Ma quale giustizia? (Edizioni ERI-RAI Piemme). Dal 2001, dopo Viaggio nella scuola, è assente dal piccolo schermo. Le sue ultime fatiche letterarie sono Dossier cancro (1999), Diario di un cronista (2002), e Il ragazzo che io fui (2011) dove racconta la storia della sua vita e un capitolo fondamentale del nostro Paese. Sergio Zavoli con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano Per lo "straordinario contributo apportato alla causa del giornalismo italiano", il 26 marzo 2007 la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Roma Tor Vergata gli ha conferito honoris causa la laurea specialistica in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, onorificenza che, come ha osservato Edmondo Berselli, "assomiglia a una tautologia" in quanto Zavoli è senz'altro il più noto giornalista televisivo italiano.[4] È stato eletto al Senato nelle liste dei Democratici di Sinistra nel 2001, nelle liste dell'Ulivo nel 2006 e nel Partito Democratico due anni dopo. Premio alla carriera 2008 Circolo Culturale Gian Vincenzo Omodei Zorini – Arona. Il 4 febbraio 2009 è stato eletto alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai[5]. È attualmente il senatore eletto (esclusi quindi i senatori a vita) più anziano in carica[6]. Dal 2007 è presidente della Scuola di Giornalismo dell'Università di Salerno. Il 3 dicembre 2012 alcuni malviventi si sono introdotti nella sua villa a Monte Porzio Catone dove risiede dagli anni Settanta: Zavoli è stato legato, picchiato e minacciato a scopo di rapina; il bottino stimato è intorno ai 20.000€[7]. Il 25 settembre 2013 ha festeggiato i 90 anni nella sede nazionale della RAI di Viale Mazzini alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano, del presidente della RAI Anna Maria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, oltre alla presenza di Milena Gabanelli, Mara Venier, dal presidente del Senato Pietro Grasso ai ministri del governo Letta Massimo Bray e Anna Maria Cancellieri[8] e sempre in occasione dei 90 anni ha ricevuto a Rimini il Premio Paolo Giuntella da parte dell'associazione Articolo 21[9].

 

PAOLA SALUZZI .Di padre lucano (nato ad Acerenza, provincia di Potenza) e madre piemontese,[1] fa il suo esordio in TV su Rai 1 nel 1987 nella trasmissione Viaggio intorno all'uomo del giornalista e scrittore Sergio Zavoli. Comincia così la sua carriera legata al mondo dello sport: collabora per tre anni ai telegiornali sportivi di Telemontecarlo e fa l'inviata alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Nel 1993 partecipa in qualità di valletta alla seconda edizione del noto programma d'intrattenimento leggero ideato da Jocelyn Il grande gioco dell'oca su Rai 2: al suo fianco Alessia Marcuzzi; insieme coadiuvavano la brillante conduzione di Gigi Sabani. Nel 1995 avviene il passaggio a Mediaset dove conduce alcune trasmissioni (tra queste Giorno per giorno insieme ad Alessandro Cecchi Paone) e si cimenta come attrice nella sitcom Casa Vianello. Nel 1998 è di nuovo in Rai per presentare Unomattina Estate insieme a Filippo Gaudenzi e Uno Mattina (di cui sarà anche autrice) al fianco di Luca Giurato. Ha presentato anche molte manifestazioni ufficiali della Repubblica Italiana come quella del 2 giugno 2001, e serate come il Premio Letterario Viareggio, Speciale Alta Moda Roma, Premio Rodolfo Valentino 2001, Premio Italiani nel mondo e Premio Ischia Internazionale di Giornalismo 2009. Una sua telefonata a Salvo Sottile datata 21 aprile 2005 è stata intercettata e usata come prova per lo scandalo riguardante il portavoce di Gianfranco Fini circa l'assunzione di ragazze in Rai in cambio di prestazioni sessuali.[2] Dal 2003 presenta Sky TG 24 Pomeriggio, un programma di approfondimenti di attualità sulla piattaforma televisiva Sky dal lunedì al venerdì dalle ore 15:05 alle 17:00, per il quale è stata premiata lo scorso 24 luglio con il Grand Prix Corallo Città di Alghero. Nel 2010 ha condotto su Rai 1 la manifestazione Una notte per Caruso, insieme a Luca Ward; lo stesso anno ha ricevuto, per la sezione giornalismo, il "Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo". Dal 6 ottobre 2011 conduce su Cielo la trasmissione Buongiorno Cielo dal lunedì al venerdì dalle ore 06:30 alle 9:00.

FRANCESCA BARRA  Si è laureata in Scienze della comunicazione, a Roma, con una tesi sulle donne in politica. È conduttrice e autrice televisiva e radiofonica. È stata ospite de La vita in diretta, per commentare cronaca nera. È stata inviata del Cristina Parodi Live, su LA7. Si occupava di cronaca per il quotidiano Pubblico e l'Unità. Conduce, su Rai Radio 1, il programma La bellezza contro le mafie, dal 2009[1]. Nel 2012 ha pubblicato "Giovanni Falcone un eroe solo", mentre nel 2011 "Il Quarto Comandamento", editi da Rizzoli. Ha scritto il racconto "Gli spietati" nel libro "Non è un paese per donne" edito da Arnoldo Mondadori Editore. Ha collaborato con l'Unità [2] e con il settimanale Sette[3], occupandosi di criminalità organizzata, donne vittime di 'ndrangheta[4]. Ha lavorato al TG di LA7, nella redazione di Niente di personale e nell'estate 2008 ha condotto la rassegna stampa di Omnibus. Ha condotto Cani, Gatti & Co, in onda su Alice Sky TV. Cominciamo Bene Prima, con Pino Strabioli, su Rai 3, documentari di viaggio e del reality sul Sacro Graal. La regola, in onda su Marcopolo Sky TV. Con Dario Vergassola ha condotto la trasmissione "Sempre meglio che restare a casa" su LA7. Con Maurizio Biscardi la trasmissione Areagol e testimonial nel 2005 del digitale terrestre di LA7. Per la rete giapponese Nippon Tv Autrice di commedie teatrali, di documentari gastronomici, scrittrice e redattrice per vari mensili. Ha pubblicato con Aliberti editore il romanzo: "Non mi aspettare" ed il libro di ricette: "A casa di Jo". È sposata dal 2005 con Marcello Molfino, ha due bambini. Da settembre 2013 è inviata per la nuova stagione di Matrix, programma di approfondimento di Canale 5, condotto da Luca Telese.[5] Ha condotto l'edizione 2014 del concerto del primo maggio, da Piazza San Giovanni a Roma, in diretta su Rai 3. con Edoardo Leo e Dario Vergassola.

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