Battipaglia. Il chiosco all’ingresso del liceo scientifico “Medi” è abusivo. Il Comune manda le ruspe per la demolizione

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Battipaglia. È stato demolito ieri lo scheletro in cemento del chiosco realizzato abusivamente dinanzi all’ingresso sul lato di via Domodossola del liceo scientifico “Medi”. A provvedere è stato direttamente il Comune, anticipando la cifra di 13.796 euro necessaria per abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi. Soldi che, in ogni caso, l’ente recupererà direttamente presso la proprietà e, nella fattispecie, l’imprenditore Paola Coppola. Dopo il blocco dei lavori, imposto nel marzo dello scorso anno, il Comune aveva annullato in sede di autotutela, a settembre, il permesso a costruire, diffidando la proprietà alla demolizione delle opere abusivamente realizzate. Per due volte, nei mesi di ottobre e novembre scorsi, l’ente aveva imposto alla signora Coppola di adempiere all’ordinanza di abbattimento. Richieste vane, per cui il Comune è stato costretto a rimuovere a proprie spese lo scheletro del chiosco. Il progetto del chiosco, da destinare alla somministrazione di alimenti e bevande, era stato redatto dall’ingegnere Matteo Alfinito, per nove mesi (2011) dirigente del settore Programmazione e governo del territorio del Comune. La concessione edilizia, rilasciata nel febbraio 2013, era stata accordata dal Comune dopo aver ottenuto, essendo un suolo scolastico, il nullaosta necessario dalla Provincia. Utilizzando un residuo di volumetria nell’area occupata dalla scuola. Da successivi controlli, tuttavia, erano emerse delle differenze tra i corpi realizzati presso il “Medi” (palestra e auditorium) e gli elaborati allegati alla concessione edilizia. In pratica, per la realizzazione della palestra e dell’auditorium del liceo era stata utilizzata una volumetria maggiore rispetto ai progetti. L’istituto avrebbe dovuto occupare, dopo la costruzione di palestra e auditorium, 36.864,62 metri cubi. Dalle rilevazioni si era notato che la volumetria realizzata complessivamente per l’istituto è pari a 41.661,63 metri cubi. In sostanza, 4.797 metri cubi, circa un decimo della cubatura totale del “Medi”, in più. «Noi siamo in regola, abbiamo seguito l’iter burocratico corretto per ottenere le autorizzazioni necessarie per la costruzione del bar – si difende l’imprenditrice Paola Coppola – Semmai è il liceo “Medi” ad essere in parte abusivo. Il mostro non è il chiosco, ma la scuola in questo caso». La struttura, intanto, da mesi giaceva incompiuta. Lo scheletro in cemento armato aveva occupato il posto di una piazzetta situata dinanzi all’ingresso principale dell’istituto, utilizzata soprattutto dagli studenti come punto di aggregazione, prima e dopo l’orario delle lezioni. La questione era stata sollevata nei mesi scorsi anche dalla preside del liceo scientifico, Silvana Rocco, che in una lettera alla Provincia aveva chiesto l’abbattimento della struttura. (Francesco Piccolo – La Città di Salerno) 

Battipaglia. È stato demolito ieri lo scheletro in cemento del chiosco realizzato abusivamente dinanzi all’ingresso sul lato di via Domodossola del liceo scientifico “Medi”. A provvedere è stato direttamente il Comune, anticipando la cifra di 13.796 euro necessaria per abbattimento e ripristino dello stato dei luoghi. Soldi che, in ogni caso, l’ente recupererà direttamente presso la proprietà e, nella fattispecie, l’imprenditore Paola Coppola. Dopo il blocco dei lavori, imposto nel marzo dello scorso anno, il Comune aveva annullato in sede di autotutela, a settembre, il permesso a costruire, diffidando la proprietà alla demolizione delle opere abusivamente realizzate. Per due volte, nei mesi di ottobre e novembre scorsi, l’ente aveva imposto alla signora Coppola di adempiere all’ordinanza di abbattimento. Richieste vane, per cui il Comune è stato costretto a rimuovere a proprie spese lo scheletro del chiosco. Il progetto del chiosco, da destinare alla somministrazione di alimenti e bevande, era stato redatto dall’ingegnere Matteo Alfinito, per nove mesi (2011) dirigente del settore Programmazione e governo del territorio del Comune. La concessione edilizia, rilasciata nel febbraio 2013, era stata accordata dal Comune dopo aver ottenuto, essendo un suolo scolastico, il nullaosta necessario dalla Provincia. Utilizzando un residuo di volumetria nell’area occupata dalla scuola. Da successivi controlli, tuttavia, erano emerse delle differenze tra i corpi realizzati presso il “Medi” (palestra e auditorium) e gli elaborati allegati alla concessione edilizia. In pratica, per la realizzazione della palestra e dell’auditorium del liceo era stata utilizzata una volumetria maggiore rispetto ai progetti. L’istituto avrebbe dovuto occupare, dopo la costruzione di palestra e auditorium, 36.864,62 metri cubi. Dalle rilevazioni si era notato che la volumetria realizzata complessivamente per l’istituto è pari a 41.661,63 metri cubi. In sostanza, 4.797 metri cubi, circa un decimo della cubatura totale del “Medi”, in più. «Noi siamo in regola, abbiamo seguito l’iter burocratico corretto per ottenere le autorizzazioni necessarie per la costruzione del bar – si difende l’imprenditrice Paola Coppola – Semmai è il liceo “Medi” ad essere in parte abusivo. Il mostro non è il chiosco, ma la scuola in questo caso». La struttura, intanto, da mesi giaceva incompiuta. Lo scheletro in cemento armato aveva occupato il posto di una piazzetta situata dinanzi all’ingresso principale dell’istituto, utilizzata soprattutto dagli studenti come punto di aggregazione, prima e dopo l’orario delle lezioni. La questione era stata sollevata nei mesi scorsi anche dalla preside del liceo scientifico, Silvana Rocco, che in una lettera alla Provincia aveva chiesto l’abbattimento della struttura. (Francesco Piccolo – La Città di Salerno)