La Salernitana vira su Giordano Fioretti. Contattato l’attaccante della Spal: la società ferrarese prende tempo

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Il tempo stringe, e presto dirà. La Salernitana cerca un attaccante e ne ha puntato uno bravo davvero. Nome e cognome: Giordano Fioretti. È romano, 29enne. E porta con sé un curriculum mica male, che racconta di 63 gol negli ultimi tre anni e mezzo tra Gavorrano (fu devastante nel campionato di Seconda Divisione con 33 reti), un biennio a Catanzaro (24 centri in terza serie, equamente suddivisi, 12 per stagione) e l’ultimo semestre alla Spal (a segno 6 volte). Il suo agente, Carpeggiani, nel primo pomeriggio di ieri glissava con una battuta: «Con i dirigenti granata non ho avuto ancora contatti. È chiaro che chiedere a un calciatore o a un procuratore l’eventuale gradimento rispetto alla piazza di Salerno equivale a domandare a un uomo se gli piace o meno Claudia Schiffer». Bella metafora. Che annuncia o sottende molto altro. Già, perché l’approccio – prima o dopo l’acuto parallelismo, resta dettaglio irrilevante – tra le parti c’è stato. E pure deciso. Per Fioretti, infatti, s’è mosso patron Lotito in persona, formulando la proposta contrattuale al calciatore (d’un anno e mezzo) e aprendo subito il canale con la società ferrarese che ne detiene il cartellino. Qui s’è registrata la frenata. Gli estensi, infatti, hanno detto “sì, certo” alla Salernitana, però a patto che ne acquisti la titolarità. Tradotto in soldoni: 70mila euro alla Spal e l’operazione è conclusa. Condizione che avrebbe invitato il club del cavalluccio marino a riflettere. La strada resta aperta, però al momento è semaforo rosso. La proprietà granata e il ds Fabiani stanno valutando le due opzioni: trattare, in attesa che scatti il verde, oppure fare inversione. Dubbio non da poco, in questi giorni gelidi, però di telefoni roventi (all’Ata Hotel di Milano hanno allestito stand e box, ma non c’è un’anima) in attesa del gran ritrovo meneghino di lunedì, la vera “fiera dei sogni”, quando si tirerà sino a tardi (il gong suona alle undici della sera) e probabilmente si deciderà tutto. Nel mentre, la Salernitana ieri ha ufficializzato il passaggio di Mounard al Catanzaro e a breve potrebbe fare altrettanto per Pezzella alla Paganese, che rientrerebbe in uno scambio alla pari – tra difensori – con Schiavino. Poi c’è il caso Negro. L’agente Grimaldi (che ha preso anche la procura di Gori) è stato chiaro: «O gioca da protagonista o va altrove». Detto così, e con di mezzo il solo match di domani all’Arechi con il Lamezia, fa pensare che il salentino possa aver già la valigia sul letto. Specie adesso che s’è fatto avanti il Matera del suo mentore Auteri. Pure in questo caso, tutto rimandato al tramonto d’un mercato che potrebbe riservare ai granata anche un altro centrocampista, oltre ad almeno una punta. Fioretti in pole position, si diceva. È il nome buono. Quello tenuto “coperto”. Il resto è a seguire. Praticamente sfumato Guazzo (con cui s’è discusso, ma che alla fine non tornerà al Sud) nonostante il corteggiamento social di decine di tifosi granata che hanno inondato di messaggi adulatori la sua bacheca Facebook. Quasi impossibile Cani, che non vuole la Lega Pro. Difficile pure Arma del Pisa (che s’è interessato a Negro). Altre piste? È stato proposto l’uruguayano Betancourt (22enne del Bologna, proprietà dell’Atalanta). Poi c’è la “soluzione interna”, sull’asse Salerno-Roma: dalla casa madre Lazio, infatti, s’era ipotizzato il prestito del baby Tounkara, ma la suggestione più intrigante si chiama Perea. Il colombiano è rientrato nella Capitale dopo mesi poco esaltanti a Perugia, però è giovane di gran prospettiva e lo scorso anno fu mattatore in Europa League, tanto che Lotito non lo lascerà partire se non prenderà un “vice” dell’infortunato Djordjevic. Il tempo stringe, e presto dirà… (Dario Cioffi – Metropolis) 

Il tempo stringe, e presto dirà. La Salernitana cerca un attaccante e ne ha puntato uno bravo davvero. Nome e cognome: Giordano Fioretti. È romano, 29enne. E porta con sé un curriculum mica male, che racconta di 63 gol negli ultimi tre anni e mezzo tra Gavorrano (fu devastante nel campionato di Seconda Divisione con 33 reti), un biennio a Catanzaro (24 centri in terza serie, equamente suddivisi, 12 per stagione) e l’ultimo semestre alla Spal (a segno 6 volte). Il suo agente, Carpeggiani, nel primo pomeriggio di ieri glissava con una battuta: «Con i dirigenti granata non ho avuto ancora contatti. È chiaro che chiedere a un calciatore o a un procuratore l’eventuale gradimento rispetto alla piazza di Salerno equivale a domandare a un uomo se gli piace o meno Claudia Schiffer». Bella metafora. Che annuncia o sottende molto altro. Già, perché l’approccio – prima o dopo l’acuto parallelismo, resta dettaglio irrilevante – tra le parti c’è stato. E pure deciso. Per Fioretti, infatti, s’è mosso patron Lotito in persona, formulando la proposta contrattuale al calciatore (d’un anno e mezzo) e aprendo subito il canale con la società ferrarese che ne detiene il cartellino. Qui s’è registrata la frenata. Gli estensi, infatti, hanno detto “sì, certo” alla Salernitana, però a patto che ne acquisti la titolarità. Tradotto in soldoni: 70mila euro alla Spal e l’operazione è conclusa. Condizione che avrebbe invitato il club del cavalluccio marino a riflettere. La strada resta aperta, però al momento è semaforo rosso. La proprietà granata e il ds Fabiani stanno valutando le due opzioni: trattare, in attesa che scatti il verde, oppure fare inversione. Dubbio non da poco, in questi giorni gelidi, però di telefoni roventi (all’Ata Hotel di Milano hanno allestito stand e box, ma non c’è un’anima) in attesa del gran ritrovo meneghino di lunedì, la vera “fiera dei sogni”, quando si tirerà sino a tardi (il gong suona alle undici della sera) e probabilmente si deciderà tutto. Nel mentre, la Salernitana ieri ha ufficializzato il passaggio di Mounard al Catanzaro e a breve potrebbe fare altrettanto per Pezzella alla Paganese, che rientrerebbe in uno scambio alla pari – tra difensori – con Schiavino. Poi c’è il caso Negro. L’agente Grimaldi (che ha preso anche la procura di Gori) è stato chiaro: «O gioca da protagonista o va altrove». Detto così, e con di mezzo il solo match di domani all’Arechi con il Lamezia, fa pensare che il salentino possa aver già la valigia sul letto. Specie adesso che s’è fatto avanti il Matera del suo mentore Auteri. Pure in questo caso, tutto rimandato al tramonto d’un mercato che potrebbe riservare ai granata anche un altro centrocampista, oltre ad almeno una punta. Fioretti in pole position, si diceva. È il nome buono. Quello tenuto “coperto”. Il resto è a seguire. Praticamente sfumato Guazzo (con cui s’è discusso, ma che alla fine non tornerà al Sud) nonostante il corteggiamento social di decine di tifosi granata che hanno inondato di messaggi adulatori la sua bacheca Facebook. Quasi impossibile Cani, che non vuole la Lega Pro. Difficile pure Arma del Pisa (che s’è interessato a Negro). Altre piste? È stato proposto l’uruguayano Betancourt (22enne del Bologna, proprietà dell’Atalanta). Poi c’è la “soluzione interna”, sull’asse Salerno-Roma: dalla casa madre Lazio, infatti, s’era ipotizzato il prestito del baby Tounkara, ma la suggestione più intrigante si chiama Perea. Il colombiano è rientrato nella Capitale dopo mesi poco esaltanti a Perugia, però è giovane di gran prospettiva e lo scorso anno fu mattatore in Europa League, tanto che Lotito non lo lascerà partire se non prenderà un “vice” dell’infortunato Djordjevic. Il tempo stringe, e presto dirà… (Dario Cioffi – Metropolis)