SU “COSTA CONCORDIA”..ANCORA QUALCHE RIFLESSIONE

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Liberamente, senza controllo, sciocchezze e cattiverie riguardo al personaggio Schettino e alla vicenda ” Costa Concordia” continuano a circolare nei media, alimentando ancora, purtroppo, l’ apparato di falsità e distorsioni che offusca la mente. Analizziamo, in breve, qualcuno di questi elementi, e partiamo dai più recenti sviluppi del processo in corso a Grosseto contro il comandante. In quella sede, l’ex procuratore Verrusio ha avuto modo di affermare che la procura ha presentato il conto a Schettino per tutte le sue malefatte. L’ex procuratore, forse con una punta di sadismo, è tornato nell’ aula del dibattimento per godersi lo spettacolo di una persona massacrata dalle accuse, dalle invettive e da una richiesta spropositata di condanna. E quanto cattivo gusto, lasciatemelo dire, nella frase del pubblico ministero che ha invocato, per l’ imputato, la pietà di Dio ( perché quella degli uomini è impossibile), come si fa talvolta per i grandi criminali. Si goda pure lo spettacolo, Verrusio, però dovrebbe avere il buon senso di indicare anche un solo motivo, adeguatamente fondato, per il quale il comandante della ” Concordia” avrebbe commesso le sue nefandezze.
In tema di spiegazioni, poi, bisogna che qualcuno, una volta per tutte, spieghi per filo e per segno cosa facessero tutti gli altri in plancia di comando mentre la ” Concordia” era prossima all’ impatto, quando il comandante, non avvertito, si trovava altrove ( impegnato nel cerimoniale di benvenuto ai passeggeri).
E’ opportuno ricordare che Schettino arrivò in plancia solo pochi minuti prima che si verificasse l’ incidente.
Mi corre l’ obbligo, inoltre, di porre un’ altra domanda, non nuova ma di sicuro rilevante: perché i maledetti servizi di informazione televisivi continuano a riproporre il solito e ben noto spezzone della telefonata del capitano De Falco e a ignorare altre comunicazioni che coinvolsero il comandante Schettino nella circostanza del naufragio?
I cosiddetti giornalisti televisivi compiono un’ operazione fallace quando estrapolano una sola frase o una parte di frase del comandante, pretendendo così di informare sui fatti, senza invece contestualizzare le parole. Quando, ad esempio, Schettino dice che la causa dell’ incidente (genesi) è in una ” stupidata”, vuole intendere per ” stupidata” un intreccio di comunicazioni fraintese o mancate, ma i giornalisti non lo chiariscono perché è più comodo e funzionale limitarsi al segmento che produce effetto.
Concludo con un altro punto di domanda: quando smetteranno le paperette/marionette dei vari tg di esibirsi in performance ridicole tracciando ” profili” di scelleratezza del comandante e fandonie assortite?
Le pappagalline ci servono per cena qualcosa di trito e ritrito, con tanto di muffa, per cui vorrei rispedirle a scuola di giornalismo, magari con un poderoso calcio nel fondoschiena.Liberamente, senza controllo, sciocchezze e cattiverie riguardo al personaggio Schettino e alla vicenda ” Costa Concordia” continuano a circolare nei media, alimentando ancora, purtroppo, l’ apparato di falsità e distorsioni che offusca la mente. Analizziamo, in breve, qualcuno di questi elementi, e partiamo dai più recenti sviluppi del processo in corso a Grosseto contro il comandante. In quella sede, l’ex procuratore Verrusio ha avuto modo di affermare che la procura ha presentato il conto a Schettino per tutte le sue malefatte. L’ex procuratore, forse con una punta di sadismo, è tornato nell’ aula del dibattimento per godersi lo spettacolo di una persona massacrata dalle accuse, dalle invettive e da una richiesta spropositata di condanna. E quanto cattivo gusto, lasciatemelo dire, nella frase del pubblico ministero che ha invocato, per l’ imputato, la pietà di Dio ( perché quella degli uomini è impossibile), come si fa talvolta per i grandi criminali. Si goda pure lo spettacolo, Verrusio, però dovrebbe avere il buon senso di indicare anche un solo motivo, adeguatamente fondato, per il quale il comandante della ” Concordia” avrebbe commesso le sue nefandezze.
In tema di spiegazioni, poi, bisogna che qualcuno, una volta per tutte, spieghi per filo e per segno cosa facessero tutti gli altri in plancia di comando mentre la ” Concordia” era prossima all’ impatto, quando il comandante, non avvertito, si trovava altrove ( impegnato nel cerimoniale di benvenuto ai passeggeri).
E’ opportuno ricordare che Schettino arrivò in plancia solo pochi minuti prima che si verificasse l’ incidente.
Mi corre l’ obbligo, inoltre, di porre un’ altra domanda, non nuova ma di sicuro rilevante: perché i maledetti servizi di informazione televisivi continuano a riproporre il solito e ben noto spezzone della telefonata del capitano De Falco e a ignorare altre comunicazioni che coinvolsero il comandante Schettino nella circostanza del naufragio?
I cosiddetti giornalisti televisivi compiono un’ operazione fallace quando estrapolano una sola frase o una parte di frase del comandante, pretendendo così di informare sui fatti, senza invece contestualizzare le parole. Quando, ad esempio, Schettino dice che la causa dell’ incidente (genesi) è in una ” stupidata”, vuole intendere per ” stupidata” un intreccio di comunicazioni fraintese o mancate, ma i giornalisti non lo chiariscono perché è più comodo e funzionale limitarsi al segmento che produce effetto.
Concludo con un altro punto di domanda: quando smetteranno le paperette/marionette dei vari tg di esibirsi in performance ridicole tracciando ” profili” di scelleratezza del comandante e fandonie assortite?
Le pappagalline ci servono per cena qualcosa di trito e ritrito, con tanto di muffa, per cui vorrei rispedirle a scuola di giornalismo, magari con un poderoso calcio nel fondoschiena.

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