Sorrento. Frana al Capo. Nuovo rinvio della bonifica a un anno dal crac: parola a un perito

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Sorrento. Il Comune di Sorrento non può mettere in sicurezza l’area di via Capo in cui, lo scorso marzo, ci fu una frana: prima di dare il via agli interventi prospettati dal Genio civile della Regione Campania, c’è la necessità di non “intaccare” lo stato dei luoghi perché c’è bisogno di ulteriori verifiche a causa del contenzioso sorto tra l’ente municipale di piazza Sant’Antonino e il proprietario di un’abitazione andata distrutta a causa dell’evento shock. Il Tribunale di Torre Annunziata, infatti, complice il ricorso contro l’amministrazione, oggi provvederà alla nomina di un consulente tecnico che, accompagnato dai periti di parte, dovrà studiare l’area in cui ci fu lo smottamento che, praticamente, rase al suolo una casa. Una casa, quella di una famiglia originaria di Vico Equense, oggetto di condono edilizio rilasciato dal Comune di Sorrento appena un anno prima dell’evento franoso. Insomma, un autentico groviglio amministrativo e giudiziario che di fatto congela l’apertura dei cantieri. Il progetto di bonifica dell’intera zona del Capo di Sorrento – in primis via Fontanelle – riguarda nello specifico un tratto di via Fontanelle, pari a 60 metri di lunghezza, letteralmente sprofondato per lo smottamento. Non va comunque dimenticato che sull’intero episodio pende da tempo l’esposto-denuncia presentato all’attenzione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata dall’associazione antimafia Antonino Caponnetto i cui esponenti locali hanno sollevato senza alcun giro di parole pesanti ombre sulla procedura che portò l’ente di piazza Sant’Antonino ad accogliere l’istanza di permesso in sanatoria poi valutata dall’ufficio tecnico. I residenti di via Capo e via Fontanelle, intanto, proprio per il mancato avvio delle opere di risanamento e bonifica del corpo di frana, per uscire di casa sono tuttora costretti a imboccare la stradina realizzata d’urgenza dal Comune in località Li Simoni. (Salvatore Dare – Metropolis) 

Sorrento. Il Comune di Sorrento non può mettere in sicurezza l’area di via Capo in cui, lo scorso marzo, ci fu una frana: prima di dare il via agli interventi prospettati dal Genio civile della Regione Campania, c’è la necessità di non “intaccare” lo stato dei luoghi perché c’è bisogno di ulteriori verifiche a causa del contenzioso sorto tra l’ente municipale di piazza Sant’Antonino e il proprietario di un’abitazione andata distrutta a causa dell’evento shock. Il Tribunale di Torre Annunziata, infatti, complice il ricorso contro l’amministrazione, oggi provvederà alla nomina di un consulente tecnico che, accompagnato dai periti di parte, dovrà studiare l’area in cui ci fu lo smottamento che, praticamente, rase al suolo una casa. Una casa, quella di una famiglia originaria di Vico Equense, oggetto di condono edilizio rilasciato dal Comune di Sorrento appena un anno prima dell’evento franoso. Insomma, un autentico groviglio amministrativo e giudiziario che di fatto congela l’apertura dei cantieri. Il progetto di bonifica dell’intera zona del Capo di Sorrento – in primis via Fontanelle – riguarda nello specifico un tratto di via Fontanelle, pari a 60 metri di lunghezza, letteralmente sprofondato per lo smottamento. Non va comunque dimenticato che sull’intero episodio pende da tempo l’esposto-denuncia presentato all’attenzione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata dall’associazione antimafia Antonino Caponnetto i cui esponenti locali hanno sollevato senza alcun giro di parole pesanti ombre sulla procedura che portò l’ente di piazza Sant’Antonino ad accogliere l’istanza di permesso in sanatoria poi valutata dall’ufficio tecnico. I residenti di via Capo e via Fontanelle, intanto, proprio per il mancato avvio delle opere di risanamento e bonifica del corpo di frana, per uscire di casa sono tuttora costretti a imboccare la stradina realizzata d’urgenza dal Comune in località Li Simoni. (Salvatore Dare – Metropolis)