Strinic ha già conquistato i tifosi. 3 partite da titolare in 8 giorni, durante la gara con il Genoa applausi per lui

0

Silenzio e professionalità. Sono le caratteristiche principali di Ivan Strinic, il terzino croato che ha conquistato tutti in tre partite. I tifosi già lo apprezzano, i compagni lo stimano e stanno cercando in tutti i modi di favorirne l’ambientamento. Non è facile per un croato atipico, riservato e poco incline alle estrosità tipiche di alcuni talenti del suo Paese. Ma l’estrema applicazione che dimostra in ogni allenamento, la grande concentrazione che ha evidenziato in partita e la disponibilità ad ascoltare tutti, da Benitez all’ultimo componente dello staff tecnico del Napoli, hanno in realtà favorito l’inserimento di un ragazzo di 27 anni nato a Spalato e alla sua prima vera avventura in un altro mondo (calcistico e non) dopo la militanza nel Dnipro (della vicina Ucraina) e la brevissima parentesi in quarta serie in Francia, a Le Mans, nel 2006. Non è un caso che per ora parli solo in inglese, la lingua con cui comunica con Benitez, che segue con estrema attenzione in ogni sua indicazione, sia sugli schemi tattici che sui comportamenti da assumere. Ancora per poco, tuttavia. Perché con la stessa applicazione dimostrata in campo sta imparando anche l’italiano. Strinic è tra gli allievi del professor Giancarlo Gargiulo, l’interprete di fiducia del Napoli che già accoglie in “aula” i vari Koulibaly, David Lopez e De Guzman. Due lezioni a settimana per imparare la lingua e per ambientarsi meglio. Non è un caso che per adesso viva ancora presso l’albergo di Castelvolturno insieme ad un assistente del suo procuratore Tonci Martic, che lo sta aiutando in queste prime settimane in Italia. Strinic, arrivato il primo gennaio a Napoli, è rimasto impressionato dal calore del tifo nell’allenamento al San Paolo effettuato dinanzi a 25mila spettatori («Incredibile quanti tifosi» disse) e in cui volle anche alzare la Supercoppa appena vinta dai suoi compagni. Ha legato subito con il connazionale Radosevic, poi ha fatto amicizia con diversi azzurri, tra cui Hamsik e Inler. Un ragazzo semplice, nonostante la buona esperienza calcistica (33 presenze con la nazionale croata), poco attratto dalla moda e dalla tecnologia. Veste spesso in tuta e cappellino, ama la musica rock e le auto sportive e, come è noto, è venuto a Napoli anche in virtù della «segnalazione» di Reja, suo allenatore per 6 mesi all’Hajduk. Dal club è anche partita una telefonata all’ex allenatore prima dell’esordio di Strinic contro la Lazio, ricevendo ulteriori assicurazioni sulla capacità di concentrazione e di freddezza del croato, chiamato al debutto prima del previsto. Di natura è comunque socievole e conta di dimostrarlo non appena ha imparato l’italiano, la sua prossima missione. (Dario Sarnataro – Il Mattino) 

Silenzio e professionalità. Sono le caratteristiche principali di Ivan Strinic, il terzino croato che ha conquistato tutti in tre partite. I tifosi già lo apprezzano, i compagni lo stimano e stanno cercando in tutti i modi di favorirne l’ambientamento. Non è facile per un croato atipico, riservato e poco incline alle estrosità tipiche di alcuni talenti del suo Paese. Ma l’estrema applicazione che dimostra in ogni allenamento, la grande concentrazione che ha evidenziato in partita e la disponibilità ad ascoltare tutti, da Benitez all’ultimo componente dello staff tecnico del Napoli, hanno in realtà favorito l’inserimento di un ragazzo di 27 anni nato a Spalato e alla sua prima vera avventura in un altro mondo (calcistico e non) dopo la militanza nel Dnipro (della vicina Ucraina) e la brevissima parentesi in quarta serie in Francia, a Le Mans, nel 2006. Non è un caso che per ora parli solo in inglese, la lingua con cui comunica con Benitez, che segue con estrema attenzione in ogni sua indicazione, sia sugli schemi tattici che sui comportamenti da assumere. Ancora per poco, tuttavia. Perché con la stessa applicazione dimostrata in campo sta imparando anche l’italiano. Strinic è tra gli allievi del professor Giancarlo Gargiulo, l’interprete di fiducia del Napoli che già accoglie in “aula” i vari Koulibaly, David Lopez e De Guzman. Due lezioni a settimana per imparare la lingua e per ambientarsi meglio. Non è un caso che per adesso viva ancora presso l’albergo di Castelvolturno insieme ad un assistente del suo procuratore Tonci Martic, che lo sta aiutando in queste prime settimane in Italia. Strinic, arrivato il primo gennaio a Napoli, è rimasto impressionato dal calore del tifo nell’allenamento al San Paolo effettuato dinanzi a 25mila spettatori («Incredibile quanti tifosi» disse) e in cui volle anche alzare la Supercoppa appena vinta dai suoi compagni. Ha legato subito con il connazionale Radosevic, poi ha fatto amicizia con diversi azzurri, tra cui Hamsik e Inler. Un ragazzo semplice, nonostante la buona esperienza calcistica (33 presenze con la nazionale croata), poco attratto dalla moda e dalla tecnologia. Veste spesso in tuta e cappellino, ama la musica rock e le auto sportive e, come è noto, è venuto a Napoli anche in virtù della «segnalazione» di Reja, suo allenatore per 6 mesi all’Hajduk. Dal club è anche partita una telefonata all’ex allenatore prima dell'esordio di Strinic contro la Lazio, ricevendo ulteriori assicurazioni sulla capacità di concentrazione e di freddezza del croato, chiamato al debutto prima del previsto. Di natura è comunque socievole e conta di dimostrarlo non appena ha imparato l’italiano, la sua prossima missione. (Dario Sarnataro – Il Mattino)