Sorrento. Evasione, studi vip nel mirino. Raffica di controlli su avvocati, costruttori e medici

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Sorrento. Il sospetto, tremendo, che qualcuno faccia il furbetto non è un mistero: le ombre aleggiano da tempo. E la caccia agli evasori, adesso, arriva all’accelerata decisiva. Una “svolta” avvenuta proprio oggi, in un momento storico di grande crisi economica che avvolge anche Sorrento, la capitale del turismo che in appena due anni ha perso mille posti di lavoro, soprattutto nel comparto ricettivo. Nel mirino degli inquirenti, manco a dirlo, ci sono i “colletti bianchi”, quelli degli “studi vip”. Avvocati, medici. Ma anche costruttori che raggirano con continuità gli obblighi del fisco e che alla fine tentano di imboccare la strada giusta per sbarcare il lunario con una manovra truffaldina che, se scoperta, comporta inchieste, processi e anche condanne. Si tratta quindi della nuova frontiera dell’evasione, battuta in particolare dagli 007 del Fisco che, proprio nelle ultime settimane, sta accendendo i riflettori su professionisti di calibro, noti, molto “ricercati”. Al centro delle verifiche fatture e dichiarazioni. Insomma, il “solito” campionario degli elementi da cui possono essere tratti elementi chiave, che possono fare la differenza. In tal senso, ci sono state anche dei controlli di routine, che si inseriscono in un dispositivo d’altronde “normale”. Ma le verifiche sono a tappeto. Soprattutto a Sorrento, che in ogni caso può vantare un reddito pro-capite più alto rispetto alla media dell’intero hinterland napoletano. Tasse ed evasione: un tema da sempre molto caldo e che, per quel che riguarda le imposte municipali, vede anche il Comune di Sorrento “al fronte”. Basti pensare al recupero imponente delle somme mai versate da centinaia di contribuenti su Tarsu (l’ex “gabella” sui rifiuti), Ici (la vecchia imposta per gli immobili) e anche tassa di soggiorno. Senza dimenticare quanto scalpore destò nell’ultima estate la pubblicazione del report lanciato dal dipartimento del ministero delle finanze che, di colpo, mise in rete le statistiche sulle dichiarazioni Irpef proprio di Sorrento. Numero di contribuenti, fasce di reddito e, ovviamente, la quota complessiva versata allo Stato: un vero e proprio dossier il cui bilancio fu tutt’altro che confortante. Appena 103 quelli che nelle dichiarazioni dei redditi Irpef misero per iscritto una cifra superiore a 120mila euro, cioè lo 0,01% dell’intera massa di contribuenti noti allo Stato (somma totale pari a 20 milioni di euro). A cominciare dalla fascia di contribuenti che ha un reddito pari a zero o comunque inferiore a 10mila: sono circa 4mila e che si aggiungono ai tanti “borderline” che toccano quote comunque non da sballo. (Salvatore Dare – Metropolis) 

Sorrento. Il sospetto, tremendo, che qualcuno faccia il furbetto non è un mistero: le ombre aleggiano da tempo. E la caccia agli evasori, adesso, arriva all’accelerata decisiva. Una “svolta” avvenuta proprio oggi, in un momento storico di grande crisi economica che avvolge anche Sorrento, la capitale del turismo che in appena due anni ha perso mille posti di lavoro, soprattutto nel comparto ricettivo. Nel mirino degli inquirenti, manco a dirlo, ci sono i “colletti bianchi”, quelli degli “studi vip”. Avvocati, medici. Ma anche costruttori che raggirano con continuità gli obblighi del fisco e che alla fine tentano di imboccare la strada giusta per sbarcare il lunario con una manovra truffaldina che, se scoperta, comporta inchieste, processi e anche condanne. Si tratta quindi della nuova frontiera dell’evasione, battuta in particolare dagli 007 del Fisco che, proprio nelle ultime settimane, sta accendendo i riflettori su professionisti di calibro, noti, molto “ricercati”. Al centro delle verifiche fatture e dichiarazioni. Insomma, il “solito” campionario degli elementi da cui possono essere tratti elementi chiave, che possono fare la differenza. In tal senso, ci sono state anche dei controlli di routine, che si inseriscono in un dispositivo d’altronde “normale”. Ma le verifiche sono a tappeto. Soprattutto a Sorrento, che in ogni caso può vantare un reddito pro-capite più alto rispetto alla media dell’intero hinterland napoletano. Tasse ed evasione: un tema da sempre molto caldo e che, per quel che riguarda le imposte municipali, vede anche il Comune di Sorrento “al fronte”. Basti pensare al recupero imponente delle somme mai versate da centinaia di contribuenti su Tarsu (l’ex “gabella” sui rifiuti), Ici (la vecchia imposta per gli immobili) e anche tassa di soggiorno. Senza dimenticare quanto scalpore destò nell’ultima estate la pubblicazione del report lanciato dal dipartimento del ministero delle finanze che, di colpo, mise in rete le statistiche sulle dichiarazioni Irpef proprio di Sorrento. Numero di contribuenti, fasce di reddito e, ovviamente, la quota complessiva versata allo Stato: un vero e proprio dossier il cui bilancio fu tutt’altro che confortante. Appena 103 quelli che nelle dichiarazioni dei redditi Irpef misero per iscritto una cifra superiore a 120mila euro, cioè lo 0,01% dell’intera massa di contribuenti noti allo Stato (somma totale pari a 20 milioni di euro). A cominciare dalla fascia di contribuenti che ha un reddito pari a zero o comunque inferiore a 10mila: sono circa 4mila e che si aggiungono ai tanti “borderline” che toccano quote comunque non da sballo. (Salvatore Dare – Metropolis)