Massa Lubrense. Volontari rimuovono vecchi tralicci Enel abbandonati da anni lungo la via che conduce a Punta Campanella

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Massa Lubrense. Una buona notizia che testimonia come si possano risolvere i problemi quando c’è l’impegno di tutti, istituzioni, privati cittadini ed associazioni. Nei giorni scorsi sono stati tutti rimossi i vecchi tralicci dell’energia elettrica, che versavano in stato di totale abbandono lungo la strada che conduce all’oasi di Punta Campanella ed ormai trasformatisi in ammassi di ferro arrugginito. Promotore dell’iniziativa è stata la guida escursionistica e blogger Giovanni Visetti. Nel giro di poche ore, infatti, nella zona di via Campanella si sono ritrovate decine di persone che, piene di buona volontà, hanno trasportato a braccia le parti ferrose in un punto dove è stato possibile raccoglierle con un furgone per portarle in discarica. «Come avevo ottimisticamente previsto la questione è stata brillantemente e velocemente risolta – commenta Visetti – Invece di andare a scavare fra le carte per capire di chi fossero i tralicci, chi li avesse già sezionati ma non recuperati, chi li avrebbe dovuti rimuovere già da tempo, chi è passato tante volte di lì ma non si è attivato in alcun modo, ho preferito la via della persuasione e del dialogo senza pensare all’appartenenza politica, attività e residenza dei miei interlocutori. Ho trovato, come mi aspettavo, tanta gente disponibile a fare la propria parte (chi burocraticamente e chi manualmente) e in sole due settimane è stata portata a termine la prima parte dell’operazione tralicci abbandonati». Un intervento che non si ferma qui. Lo stesso Visetti, infatti, annuncia che «la seconda fase è certamente più complicata in quanto i sostegni presenti lungo via Jeranto sono tutti interi ed uno di essi si erge ancora al lato del sentiero. Si dovrà, quindi, prima provvedere a ridurli in pezzi più piccoli in modo che siano facilmente asportabili e poi si penserà al trasporto a spalla fino a Nerano. Quindi ci vorrà un po’ più di tempo, ma speriamo che entro Pasqua sarà risolta anche quest’altra questione». Nel frattempo, i volontari che hanno preso parte all’iniziativa si auspicano che «non compaiano “scienziati”, di quelli che capziosamente sollevano problemi e ostacoli, e cercano cavilli per impedire di portare a termine interventi motivati esclusivamente dal buon senso e possibili grazie alla buona volontà di alcuni». Il trasporto dei tralicci che giacevano abbandonati da anni lungo via Campanella è stato possibile grazie alla collaborazione (ovviamente gratuita) di una dozzina di cacciatori della frazione di Termini (circolo Anuu), alcuni escursionisti Free provenienti anche da altri Comuni della penisola sorrentina, un paio di rappresentanti della Protezione Civile di Massa Lubrense e altri volontari, fra i quali c’era anche l’assessore responsabile della sentieristica, Donato Iaccarino. (Massimiliano D’Esposito – Il Mattino) 

Massa Lubrense. Una buona notizia che testimonia come si possano risolvere i problemi quando c’è l’impegno di tutti, istituzioni, privati cittadini ed associazioni. Nei giorni scorsi sono stati tutti rimossi i vecchi tralicci dell’energia elettrica, che versavano in stato di totale abbandono lungo la strada che conduce all’oasi di Punta Campanella ed ormai trasformatisi in ammassi di ferro arrugginito. Promotore dell’iniziativa è stata la guida escursionistica e blogger Giovanni Visetti. Nel giro di poche ore, infatti, nella zona di via Campanella si sono ritrovate decine di persone che, piene di buona volontà, hanno trasportato a braccia le parti ferrose in un punto dove è stato possibile raccoglierle con un furgone per portarle in discarica. «Come avevo ottimisticamente previsto la questione è stata brillantemente e velocemente risolta – commenta Visetti – Invece di andare a scavare fra le carte per capire di chi fossero i tralicci, chi li avesse già sezionati ma non recuperati, chi li avrebbe dovuti rimuovere già da tempo, chi è passato tante volte di lì ma non si è attivato in alcun modo, ho preferito la via della persuasione e del dialogo senza pensare all'appartenenza politica, attività e residenza dei miei interlocutori. Ho trovato, come mi aspettavo, tanta gente disponibile a fare la propria parte (chi burocraticamente e chi manualmente) e in sole due settimane è stata portata a termine la prima parte dell’operazione tralicci abbandonati». Un intervento che non si ferma qui. Lo stesso Visetti, infatti, annuncia che «la seconda fase è certamente più complicata in quanto i sostegni presenti lungo via Jeranto sono tutti interi ed uno di essi si erge ancora al lato del sentiero. Si dovrà, quindi, prima provvedere a ridurli in pezzi più piccoli in modo che siano facilmente asportabili e poi si penserà al trasporto a spalla fino a Nerano. Quindi ci vorrà un po’ più di tempo, ma speriamo che entro Pasqua sarà risolta anche quest'altra questione». Nel frattempo, i volontari che hanno preso parte all’iniziativa si auspicano che «non compaiano “scienziati”, di quelli che capziosamente sollevano problemi e ostacoli, e cercano cavilli per impedire di portare a termine interventi motivati esclusivamente dal buon senso e possibili grazie alla buona volontà di alcuni». Il trasporto dei tralicci che giacevano abbandonati da anni lungo via Campanella è stato possibile grazie alla collaborazione (ovviamente gratuita) di una dozzina di cacciatori della frazione di Termini (circolo Anuu), alcuni escursionisti Free provenienti anche da altri Comuni della penisola sorrentina, un paio di rappresentanti della Protezione Civile di Massa Lubrense e altri volontari, fra i quali c'era anche l'assessore responsabile della sentieristica, Donato Iaccarino. (Massimiliano D’Esposito – Il Mattino)