Gerard Depardieu a Cetara per assaggiare la colatura di alici

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Voglio assaggiare un’acciuga fresca». Così ha esordito l’attore Gerard Depardieu appena ha messo piede a Cetara (in foto accanto con l’assessore al Turismo Angela Speranza), ormai set cinematografico dove orgogliosamente si racconta ad un pubblico più vasto la storia e la particolarità di un prodotto unico e caratteristico quale è la colatura di alici. Motivo per il quale l’attore ha voluto fare assolutamente tappa lo scorso 23 gennaio a Cetara, un’eccellenza che farà parte del documentario franco-tedesco dedicato alle specialità agroalimentari ed alla grande tradizione della cucina italiana.

L’azienda Iasa è stata l’anello di congiunzione nella stessa organizzazione coinvolgendo l’attore nella pesca a bordo della cianciola Sacra Famiglia a largo di Cetara, che lo ha affascinato a tal punto da fargli mangiare un’acciuga cruda, appena pescata. «E’ stata un‘esperienza unica trascorrere del tempo insieme ai pescatori condividendo insieme a loro l’attesa e poi la soddisfazione di raccogliere con la rete le acciughe di Cetara» afferma Depardieu al termine della battuta di pesca.

Insieme al noto chef stellato Laurent Audiot, del ristorante parigino “La Fontain de Gaillon”, Lucia Di Mauro, imprenditrice dell’azienda Iasa, ha rivelato i segreti della colatura e del terzigno, riempito al momento con la tradizionale tecnica di pressatura e salatura delle alici. «La colatura ha avuto negli ultimi dieci anni un grande successo -afferma Lucia Di Mauro- da un prodotto sconosciuto quale era, oggi invece, è un prodotto di risonanza internazionale e questo è dovuto sicuramente alla sua unicità e all’affascinante storia che appartiene al piccolo borgo marinaro».

Lo chef parigino ha voluto apprendere da Franco Tammaro, suo collega del ristorante “San Pietro”, i segreti dell’utilizzo in cucina della colatura preparando appositamente per l’attore zuppa di farro con colatura, uno dei piatti che nella sua semplicità, esalta maggiormente il gusto di questo prodotto.

Travolto dalla bellezza del luogo, dalla cordialità della gente, conquistato dai sapori genuini dell’alta gastronomia, l’attore ha voluto riscoprire la bontà e la storia di un prodotto cosi ricco di tradizioni, promettendo un giorno di ritornarci. Il primo pensiero del mattino successivo è stato poter portare con sé una scorta di colatura di alici di Cetara. Il Vescovado

Voglio assaggiare un'acciuga fresca». Così ha esordito l'attore Gerard Depardieu appena ha messo piede a Cetara (in foto accanto con l'assessore al Turismo Angela Speranza), ormai set cinematografico dove orgogliosamente si racconta ad un pubblico più vasto la storia e la particolarità di un prodotto unico e caratteristico quale è la colatura di alici. Motivo per il quale l'attore ha voluto fare assolutamente tappa lo scorso 23 gennaio a Cetara, un'eccellenza che farà parte del documentario franco-tedesco dedicato alle specialità agroalimentari ed alla grande tradizione della cucina italiana.

L'azienda Iasa è stata l'anello di congiunzione nella stessa organizzazione coinvolgendo l'attore nella pesca a bordo della cianciola Sacra Famiglia a largo di Cetara, che lo ha affascinato a tal punto da fargli mangiare un'acciuga cruda, appena pescata. «E' stata un‘esperienza unica trascorrere del tempo insieme ai pescatori condividendo insieme a loro l'attesa e poi la soddisfazione di raccogliere con la rete le acciughe di Cetara» afferma Depardieu al termine della battuta di pesca.

Insieme al noto chef stellato Laurent Audiot, del ristorante parigino "La Fontain de Gaillon", Lucia Di Mauro, imprenditrice dell'azienda Iasa, ha rivelato i segreti della colatura e del terzigno, riempito al momento con la tradizionale tecnica di pressatura e salatura delle alici. «La colatura ha avuto negli ultimi dieci anni un grande successo –afferma Lucia Di Mauro- da un prodotto sconosciuto quale era, oggi invece, è un prodotto di risonanza internazionale e questo è dovuto sicuramente alla sua unicità e all'affascinante storia che appartiene al piccolo borgo marinaro».

Lo chef parigino ha voluto apprendere da Franco Tammaro, suo collega del ristorante "San Pietro", i segreti dell'utilizzo in cucina della colatura preparando appositamente per l'attore zuppa di farro con colatura, uno dei piatti che nella sua semplicità, esalta maggiormente il gusto di questo prodotto.

Travolto dalla bellezza del luogo, dalla cordialità della gente, conquistato dai sapori genuini dell'alta gastronomia, l'attore ha voluto riscoprire la bontà e la storia di un prodotto cosi ricco di tradizioni, promettendo un giorno di ritornarci. Il primo pensiero del mattino successivo è stato poter portare con sé una scorta di colatura di alici di Cetara. Il Vescovado