Lamentele del Genoa sul penalty. Benitez: «Rigore regalato? Con 10 palle gol vittoria meritata»

0
4

Bastava una vittoria, non molto altro. Si dovevano allontanare ulteriormente i cattivi pensieri e gli oscuri presagi, dopo quell’inizio di campionato col fiatone che costringe il Napoli a prendere parte a questa grande battaglia campale per il terzo posto. E una vittoria, per il Napoli, è arrivata. «Il risultato è stretto, loro hanno spinto ma noi abbiamo meritato la vittoria perché siamo stati superiori al 100 per cento al Genoa», spiega Rafone che sa già che il discorso pioverà prima o poi sulle lamentele del Genoa. Sornione come un gatto attende il momento per il graffio. «Protestano per il rigore? E sulla trattenuta di Higuain non hanno nulla da dire? Se analizziamo tutti gli episodi, non credo che abbiano davvero tanto da recriminare per come è andata a finire la partita. Anzi: dieci tiri e solo due gol… Credo che come sempre abbiamo reso meno di come meritavamo. Degli arbitri non parlo: l’ho fatto solo dopo la Juventus e mi pare che in Italia tanti siano d’accordo con quello che ho detto. Ora commento la partita: e le immagini della gara dicono che siamo stati più bravi noi». Giù le mani dal Napoli. Benitez alza un muro di cemento armato. E poi, nel caso il messaggio non fosse chiaro, chiude il discorso. «E comunque il rigore era netto». Quarto successo nelle ultime cinque di campionato. Quasi dice: volevate la continuità? Eccovi serviti. «Certo un po’ di sofferenza c’è stata, ma abbiamo imparato a stringere i denti. Ovvio, manca l’aggressività difensiva per saper gestire i vantaggi. Questa non era una partita difficile da controllare ma siamo riusciti lo stesso a concedere troppe occasioni». Un altro successo e gli azzurri possono respirare, con la Roma che adesso è a meno 6. E con il secondo posto, quell’accesso diretto alla Champions che male non sarebbe visto che agosto il calcio italiano ha una certa idiosincrasia per le coppe europee. «Il gol è uno nostro errore, ma non solo di questo o quel giocatore. C’era da essere più aggressivi, era facile evitare quella rete. Queste sono le cose su cui dobbiamo lavorare. Così come serve più cinismo in avanti: per questo un attaccante guadagna più di un difensore. Higuain non mi sorprende: conosco bene il suo valore. Ma non mi è piaciuto: doveva fare due gol e un assist. Ha fatto solo due gol». Non è che la prestazione possa rassicurare in assoluto Benitez, ci vorranno altre prove: la squadra è apparsa ancora un po’ in confusione, quasi cercasse in se stessa le prove del suo splendore e faticasse a trovarle, ma in certi casi si dice che il risultato sia l’obiettivo principale. E il risultato eccolo. Tant’è che quello che sembrava impossibile fino a poche giornate fa adesso è molto più che una possibilità. Rafone glissa. «L’aggancio alla Roma? Sono certo che se giochiamo come fatto con il Genoa possiamo prendere fiducia: fisicamente la squadra sta bene, calcisticamente sappiamo quello che dobbiamo fare. E poi stiamo vincendo». Una vittoria diversa da quella di domenica con la Lazio e distante anni luce dal pathos con l’Udinese in Coppa Italia. Sul mercato non aggiunge molto alla solita litania: «Non è facile trovare giocatori più forti dei nostri in giro: se ci sono hanno stipendi troppo alti. Se ci sono opportunità saremo pronti: ci hanno chiesto i nostri giocatori, ma noi abbiamo detto di no». Benitez conclude parlando di quello che sarà. «Il Napoli sta crescendo tantissimo come club: tra tre mesi darò a De Laurentiis la risposta che attende». (Pino Taormina – Il Mattino) 

Bastava una vittoria, non molto altro. Si dovevano allontanare ulteriormente i cattivi pensieri e gli oscuri presagi, dopo quell'inizio di campionato col fiatone che costringe il Napoli a prendere parte a questa grande battaglia campale per il terzo posto. E una vittoria, per il Napoli, è arrivata. «Il risultato è stretto, loro hanno spinto ma noi abbiamo meritato la vittoria perché siamo stati superiori al 100 per cento al Genoa», spiega Rafone che sa già che il discorso pioverà prima o poi sulle lamentele del Genoa. Sornione come un gatto attende il momento per il graffio. «Protestano per il rigore? E sulla trattenuta di Higuain non hanno nulla da dire? Se analizziamo tutti gli episodi, non credo che abbiano davvero tanto da recriminare per come è andata a finire la partita. Anzi: dieci tiri e solo due gol… Credo che come sempre abbiamo reso meno di come meritavamo. Degli arbitri non parlo: l'ho fatto solo dopo la Juventus e mi pare che in Italia tanti siano d'accordo con quello che ho detto. Ora commento la partita: e le immagini della gara dicono che siamo stati più bravi noi». Giù le mani dal Napoli. Benitez alza un muro di cemento armato. E poi, nel caso il messaggio non fosse chiaro, chiude il discorso. «E comunque il rigore era netto». Quarto successo nelle ultime cinque di campionato. Quasi dice: volevate la continuità? Eccovi serviti. «Certo un po' di sofferenza c'è stata, ma abbiamo imparato a stringere i denti. Ovvio, manca l'aggressività difensiva per saper gestire i vantaggi. Questa non era una partita difficile da controllare ma siamo riusciti lo stesso a concedere troppe occasioni». Un altro successo e gli azzurri possono respirare, con la Roma che adesso è a meno 6. E con il secondo posto, quell'accesso diretto alla Champions che male non sarebbe visto che agosto il calcio italiano ha una certa idiosincrasia per le coppe europee. «Il gol è uno nostro errore, ma non solo di questo o quel giocatore. C'era da essere più aggressivi, era facile evitare quella rete. Queste sono le cose su cui dobbiamo lavorare. Così come serve più cinismo in avanti: per questo un attaccante guadagna più di un difensore. Higuain non mi sorprende: conosco bene il suo valore. Ma non mi è piaciuto: doveva fare due gol e un assist. Ha fatto solo due gol». Non è che la prestazione possa rassicurare in assoluto Benitez, ci vorranno altre prove: la squadra è apparsa ancora un po' in confusione, quasi cercasse in se stessa le prove del suo splendore e faticasse a trovarle, ma in certi casi si dice che il risultato sia l'obiettivo principale. E il risultato eccolo. Tant'è che quello che sembrava impossibile fino a poche giornate fa adesso è molto più che una possibilità. Rafone glissa. «L'aggancio alla Roma? Sono certo che se giochiamo come fatto con il Genoa possiamo prendere fiducia: fisicamente la squadra sta bene, calcisticamente sappiamo quello che dobbiamo fare. E poi stiamo vincendo». Una vittoria diversa da quella di domenica con la Lazio e distante anni luce dal pathos con l'Udinese in Coppa Italia. Sul mercato non aggiunge molto alla solita litania: «Non è facile trovare giocatori più forti dei nostri in giro: se ci sono hanno stipendi troppo alti. Se ci sono opportunità saremo pronti: ci hanno chiesto i nostri giocatori, ma noi abbiamo detto di no». Benitez conclude parlando di quello che sarà. «Il Napoli sta crescendo tantissimo come club: tra tre mesi darò a De Laurentiis la risposta che attende». (Pino Taormina – Il Mattino) 

Lascia una risposta