Higuain da sogno. Una doppietta dell’argentino stronca il Genoa: partenopei al terzo posto, a -6 dalla Roma

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Vittoria sofferta ma preziosissima, targata Higuain, uomo sempre più decisivo. Il Napoli scavalca Lazio e Sampdoria, si sistema da solo al terzo posto e riduce a sei punti il distacco dalla Roma, seconda. Ma per battere il Genoa fa una fatica enorme e passa con un rigore di quelli tutt’altro che solari. La squadra di Rafa crea tantissimo, sciupa una miriade di palle gol e concede al Genoa l’opportunità di rientrare in partita con Iago Falque, rete conseguenza dell’errore tipico in copertura. Le solite luci e anche le solite ombre della squadra di Benitez che però alla fine può far festa nel monday night del San Paolo. Pipita implacabile. Il bomber del lunedì colpisce ancora. Higuain impiega nove minuti per segnare: fiuta l’errore di Perin e si lancia come un falco sulla sua respinta difettosa sul tiro di Callejon. Suo anche il gol del rigore del 2-1, che si procura lui stesso per un fallo molto dubbio di Kucka: rete che lo porta a quota 12, a una sola lunghezza dal capocannoniere Tevez. L’argentino ci mette la carica dei grandi appuntamenti e trascina il Napoli. Pressa sui difensori, si lancia in profondità per chiedere il passaggio, dialoga con i compagni di attacco. Sfiora il raddoppio ed entra in quasi tutte le azioni di attacco più insidiose degli azzurri. Un’altra palla pericolosissima l’argentino non riesce a capitalizzarla in avvio di ripresa ma è lui a tenere sempre in grande apprensione la difesa del Genoa. Si risveglia anche Callejon, con la traversa e altre buone giocate. Gli episodi dubbi. Il rigore concesso a Higuain ma non solo. Nel primo tempo un fallo di mani più che sospetto di Roncaglia sul cross basso di Strinic e una trattenuta dello stesso difensore genoano sull’argentino che potrebbe essere punita con l’espulsione e che invece l’arbitro Calvarese giudica fallo del Pipita. Partenza sprint degli azzurri che dopo il vantaggio provano a chiudere la partita subito con la rete del raddoppio. L’occasione migliore è sui piedi di De Guzman, liberato da una giocata perfetta di Hamsik, sprecata con un tiro alto da due passi. Altra occasionissima per l’olandese con salvataggio sulla linea di Burdisso. L’olandese, però, errori di mira a parte si conferma sempre più importante per il 4-2-3-1 di Benitez assicurando il giusto equilibrio tra fase offensiva e difensiva. Reazione Genoa. Gasperini schiera i rossoblù con l’abituale 3-4-3, una squadra veloce a riproporsi e abile con gli uno-due palla a terra. Così il Genoa riesce ad entrare un paio di volte con incisività nell’area azzurra, determinanti i recuperi di David Lopez e le chiusure di Albiol e Koulibaly. Determinante anche Rafael sul tiro di Antonelli. I rossoblù dopo la rete subita a inizio lasciano qualche spazio di troppo alle ripartenze azzurre ma nello stesso tempo riescono sempre a sviluppare una manovra incisiva. Pericolosissimo Bertolacci anche nel secondo tempo, il suo diagonale esce di un millimetro. All’ennesima chance arriva il pari di Iago Falque. Conferma Strinic. Il croato gioca la terza partita in sette giorni. Una conferma frutto delle sue due buone prestazioni precedenti e anche per le molteplici assenze in difesa, all’indisponibilità di Henrique si è aggiunta all’ultimo momento anche quella di Mesto. Strinic assicura ancora una buona spinta sulla fascia arrivando bene in un paio di occasioni per il cross dal fondo ed è applauditissimo quando lascia il posto nel finale a Britos. Uno dei due riconfermati della partita di Coppa Italia, insieme ad Hamsik, per il resto Benitez cambia ben nove uomini, un’intera squadra. Tornano tutti i big e a centrocampo al posto dello squalificato Gargano si rivede Inler da titolare, lo svizzero che si dimostra però ancora lontano dalla migliore condizione. Negli ultimi venti minuti c’è spazio anche per Gabbiadini. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Vittoria sofferta ma preziosissima, targata Higuain, uomo sempre più decisivo. Il Napoli scavalca Lazio e Sampdoria, si sistema da solo al terzo posto e riduce a sei punti il distacco dalla Roma, seconda. Ma per battere il Genoa fa una fatica enorme e passa con un rigore di quelli tutt'altro che solari. La squadra di Rafa crea tantissimo, sciupa una miriade di palle gol e concede al Genoa l'opportunità di rientrare in partita con Iago Falque, rete conseguenza dell'errore tipico in copertura. Le solite luci e anche le solite ombre della squadra di Benitez che però alla fine può far festa nel monday night del San Paolo. Pipita implacabile. Il bomber del lunedì colpisce ancora. Higuain impiega nove minuti per segnare: fiuta l'errore di Perin e si lancia come un falco sulla sua respinta difettosa sul tiro di Callejon. Suo anche il gol del rigore del 2-1, che si procura lui stesso per un fallo molto dubbio di Kucka: rete che lo porta a quota 12, a una sola lunghezza dal capocannoniere Tevez. L'argentino ci mette la carica dei grandi appuntamenti e trascina il Napoli. Pressa sui difensori, si lancia in profondità per chiedere il passaggio, dialoga con i compagni di attacco. Sfiora il raddoppio ed entra in quasi tutte le azioni di attacco più insidiose degli azzurri. Un'altra palla pericolosissima l'argentino non riesce a capitalizzarla in avvio di ripresa ma è lui a tenere sempre in grande apprensione la difesa del Genoa. Si risveglia anche Callejon, con la traversa e altre buone giocate. Gli episodi dubbi. Il rigore concesso a Higuain ma non solo. Nel primo tempo un fallo di mani più che sospetto di Roncaglia sul cross basso di Strinic e una trattenuta dello stesso difensore genoano sull'argentino che potrebbe essere punita con l'espulsione e che invece l'arbitro Calvarese giudica fallo del Pipita. Partenza sprint degli azzurri che dopo il vantaggio provano a chiudere la partita subito con la rete del raddoppio. L'occasione migliore è sui piedi di De Guzman, liberato da una giocata perfetta di Hamsik, sprecata con un tiro alto da due passi. Altra occasionissima per l'olandese con salvataggio sulla linea di Burdisso. L'olandese, però, errori di mira a parte si conferma sempre più importante per il 4-2-3-1 di Benitez assicurando il giusto equilibrio tra fase offensiva e difensiva. Reazione Genoa. Gasperini schiera i rossoblù con l'abituale 3-4-3, una squadra veloce a riproporsi e abile con gli uno-due palla a terra. Così il Genoa riesce ad entrare un paio di volte con incisività nell'area azzurra, determinanti i recuperi di David Lopez e le chiusure di Albiol e Koulibaly. Determinante anche Rafael sul tiro di Antonelli. I rossoblù dopo la rete subita a inizio lasciano qualche spazio di troppo alle ripartenze azzurre ma nello stesso tempo riescono sempre a sviluppare una manovra incisiva. Pericolosissimo Bertolacci anche nel secondo tempo, il suo diagonale esce di un millimetro. All'ennesima chance arriva il pari di Iago Falque. Conferma Strinic. Il croato gioca la terza partita in sette giorni. Una conferma frutto delle sue due buone prestazioni precedenti e anche per le molteplici assenze in difesa, all'indisponibilità di Henrique si è aggiunta all'ultimo momento anche quella di Mesto. Strinic assicura ancora una buona spinta sulla fascia arrivando bene in un paio di occasioni per il cross dal fondo ed è applauditissimo quando lascia il posto nel finale a Britos. Uno dei due riconfermati della partita di Coppa Italia, insieme ad Hamsik, per il resto Benitez cambia ben nove uomini, un'intera squadra. Tornano tutti i big e a centrocampo al posto dello squalificato Gargano si rivede Inler da titolare, lo svizzero che si dimostra però ancora lontano dalla migliore condizione. Negli ultimi venti minuti c'è spazio anche per Gabbiadini. (Roberto Ventre – Il Mattino)