Grecia rivoluzione Tsipras dopo la vittoria via al Governo

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Alexis Tsipras, nuovo premier greco,  dopo la vittoria ha giurato ed ora sta preparando la lista dei ministri del suo governo, che potrebbe vedere la luce tra oggi e domani. Secondo la stampa, al suo alleato, il leader di Anel Panos Kammenos andrà il ministero della Difesa e al suo partito tre-quattro sottosegretari. In pole position per la poltrona-chiave delle Finanze è Yannis Varoufakis, mentre Yannis Dragasakis dovrebbe essere vicepremier con delega alla supervisione dei ministeri economici e ai negoziati con i creditori internazionali rappresentati nella troika. Il ministero dello Sviluppo, che ne accorperà vari ora separati, dovrebbe andare all’economista Giorgos Stathakis. Intanto, fonti dei Greci Indipendenti fanno trapelare i contenuti dell’accordo con Syriza che ha fatto nascere il governo. Il partito di destra accetta la politica economica di Syriza, ha patto che alcuni punti che giudica vitali non siano toccati: tra questi, un accordo di compromesso con Skopje sulla spinosa questione del nome Macedonia (la Grecia ritiene che quel nome appartenga solo a lei), e la questione della separazione tra Stato e Chiesa, che Syriza congelerà. Il primo provvedimento del nuovo esecutivo, si ribadisce, ci sarà l’innalzamento del salario minimo da 450 a 751 euro e il ripristino delle regole per la contrattazione collettiva. Schaeuble, soffre per fallimento suoi politici – “I greci soffrono non per le decisioni di Berlino e Bruxelles ma per il fallimento della loro elite politica degli ultimi decenni”: così il ministro dell’economia Wolfgang Schaeuble al Parlamento Ue, precisando di aver dato “molto aiuto al ministro delle finanze greco che ha sfruttato poco questo aiuto, bisogna dirlo”. Tsipras premier. Ue apre, ma vuole rispetto impegni – Alexis Tsipras giura da premier ad Atene avviando la fase anti-austerità e nello stesso momento a Bruxelles comincia l’Eurogruppo sul futuro della Grecia: il nuovo governo, che si forma grazie all’alleanza con la destra euroscettica, anti-rigore e anti-immigrazione di Anel, spinge subito l’Europa sulla difensiva. L’Ue apre al dialogo, invita Tsipras a Bruxelles “il prima possibile”, ma fissa già i paletti: no alla cancellazione del debito, sì al rispetto degli impegni. E aspetta i primi passi dell’esecutivo che le ha promesso battaglia. Intanto la vittoria schiacciante del partito che vuole cambiare le carte in tavola in Europa non ha agitato troppo le Borse, nemmeno quella di Atene, segno che i mercati avevano ampiamente previsto la vittoria di Syriza. Oggi l’Europa ha scelto di inviare ad Atene un messaggio conciliante: la Commissione “rispetta pienamente la scelta sovrana e democratica” ed è “pronta a lavorare con il nuovo governo quando sarà formato” e a “collaborare per risolvere i problemi rimasti”. Meno conciliante il messaggio dell’Eurozona, che vede comparire all’orizzonte un nuovo problema Grecia: “Essere membro dell’Eurozona significa accettarne tutte le condizioni”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che prima della riunione con i ministri ha tenuto un ‘gabinetto d’emergenza’ sulla Grecia con il presidente della Bce Draghi, della Commissione Juncker e del Consiglio Tusk. Anche la Germania ha richiamato Atene al rispetto degli impegni, ripetendo le stesse parole che ieri aveva affidato al presidente della Bundesbank Jens Weidmann qualche minuto dopo gli exit poll. “Berlino offrirà al futuro governo greco del leader di Syriza, Alexis Tsipras, di continuare a collaborare, ma il Paese deve rispettare gli impegni concordati”, ha avvertito il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier. Gli ha fatto eco il portavoce della Merkel Steffen Seibert, che ha ricordato anche l’importanza per Atene di proseguire le riforme che rilancino l’economia. L’Eurogruppo ha discusso di Grecia e del suo futuro, nonostante non abbia ancora un’idea chiara di cosa Tsipras chiederà all’Europa. E quindi ha continuato ad immaginare per il Paese qualcosa a cui forse il nuovo leader opporrà un sonoro rifiuto: la zona euro vorrebbe spingere il nuovo Governo a chiedere un’estensione dell’attuale programma di aiuti, che scade il 28 febbraio e dopo il quale la Grecia sarebbe lasciata sola con tutte le scadenze del suo debito, che non sarebbe in grado di onorare. A luglio e agosto saranno circa sette i miliardi che dovrà restituire alla Bce, e non c’è alcuna possibilità che vengano riscadenzati perché la Banca centrale violerebbe il suo statuto visto che sarebbe considerato un finanziamento diretto ad un governo. Ma se Tsipras accettasse una proroga del piano, onorando gli impegni sulle riforme, l’Ue potrebbe spingersi a considerare una sorta di ristrutturazione del debito. La stessa che nel 2012 concesse a Samaras: allungamento delle scadenze, revisione dei tassi, per dare altro tempo e sollievo al fardello del debito. Ma nulla di più, e di certo non quello che vorrebbe Tsipras, cioè una conferenza sul debito che porti ad una sua parziale cancellazione: “Non vedo sostegno per una cancellazione del debito, abbiamo fatto già tanto per alleviarne il peso, allungando le scadenze e agendo sui tassi”, ha chiuso Dijsselbloem. Anche il governo tedesco, ha detto oggi il portavoce della Merkel, è contrario ad un’ulteriore svalutazione del debito pubblico ellenico. E non sono solo i ‘falchi del nord’ ad opporsi ad un’azione drastica sul debito, ma anche quei Paesi che hanno convissuto con la Troika e sono usciti con successo dal programma di aiuti: “Irlanda, Cipro, Spagna Portogallo, hanno tutti concordato le condizioni sul loro debito in negoziati con la Ue, non si capisce perché questo modello non debba continuare a funzionare”, ha detto il ministro dell’Economia irlandese Michael Noonan, sostenuto poco dopo dal collega spagnolo Luis De Guindos. Anche secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan bisogna trovare “una soluzione compatibile con gli equilibri esistenti e sostenibile nel tempo”. Mentre Matteo Renzi ha inviato una lettera di auguri a Tsipras per la “sfida impegnativa” che lo attende: “Un intero continente – ha scritto il presidente del Consiglio – segue le vicende greche con grande partecipazione”.

Alexis Tsipras, nuovo premier greco,  dopo la vittoria ha giurato ed ora sta preparando la lista dei ministri del suo governo, che potrebbe vedere la luce tra oggi e domani. Secondo la stampa, al suo alleato, il leader di Anel Panos Kammenos andrà il ministero della Difesa e al suo partito tre-quattro sottosegretari. In pole position per la poltrona-chiave delle Finanze è Yannis Varoufakis, mentre Yannis Dragasakis dovrebbe essere vicepremier con delega alla supervisione dei ministeri economici e ai negoziati con i creditori internazionali rappresentati nella troika. Il ministero dello Sviluppo, che ne accorperà vari ora separati, dovrebbe andare all'economista Giorgos Stathakis. Intanto, fonti dei Greci Indipendenti fanno trapelare i contenuti dell'accordo con Syriza che ha fatto nascere il governo. Il partito di destra accetta la politica economica di Syriza, ha patto che alcuni punti che giudica vitali non siano toccati: tra questi, un accordo di compromesso con Skopje sulla spinosa questione del nome Macedonia (la Grecia ritiene che quel nome appartenga solo a lei), e la questione della separazione tra Stato e Chiesa, che Syriza congelerà. Il primo provvedimento del nuovo esecutivo, si ribadisce, ci sarà l'innalzamento del salario minimo da 450 a 751 euro e il ripristino delle regole per la contrattazione collettiva. Schaeuble, soffre per fallimento suoi politici – "I greci soffrono non per le decisioni di Berlino e Bruxelles ma per il fallimento della loro elite politica degli ultimi decenni": così il ministro dell'economia Wolfgang Schaeuble al Parlamento Ue, precisando di aver dato "molto aiuto al ministro delle finanze greco che ha sfruttato poco questo aiuto, bisogna dirlo". Tsipras premier. Ue apre, ma vuole rispetto impegni – Alexis Tsipras giura da premier ad Atene avviando la fase anti-austerità e nello stesso momento a Bruxelles comincia l'Eurogruppo sul futuro della Grecia: il nuovo governo, che si forma grazie all'alleanza con la destra euroscettica, anti-rigore e anti-immigrazione di Anel, spinge subito l'Europa sulla difensiva. L'Ue apre al dialogo, invita Tsipras a Bruxelles "il prima possibile", ma fissa già i paletti: no alla cancellazione del debito, sì al rispetto degli impegni. E aspetta i primi passi dell'esecutivo che le ha promesso battaglia. Intanto la vittoria schiacciante del partito che vuole cambiare le carte in tavola in Europa non ha agitato troppo le Borse, nemmeno quella di Atene, segno che i mercati avevano ampiamente previsto la vittoria di Syriza. Oggi l'Europa ha scelto di inviare ad Atene un messaggio conciliante: la Commissione "rispetta pienamente la scelta sovrana e democratica" ed è "pronta a lavorare con il nuovo governo quando sarà formato" e a "collaborare per risolvere i problemi rimasti". Meno conciliante il messaggio dell'Eurozona, che vede comparire all'orizzonte un nuovo problema Grecia: "Essere membro dell'Eurozona significa accettarne tutte le condizioni", ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che prima della riunione con i ministri ha tenuto un 'gabinetto d'emergenza' sulla Grecia con il presidente della Bce Draghi, della Commissione Juncker e del Consiglio Tusk. Anche la Germania ha richiamato Atene al rispetto degli impegni, ripetendo le stesse parole che ieri aveva affidato al presidente della Bundesbank Jens Weidmann qualche minuto dopo gli exit poll. "Berlino offrirà al futuro governo greco del leader di Syriza, Alexis Tsipras, di continuare a collaborare, ma il Paese deve rispettare gli impegni concordati", ha avvertito il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier. Gli ha fatto eco il portavoce della Merkel Steffen Seibert, che ha ricordato anche l'importanza per Atene di proseguire le riforme che rilancino l'economia. L'Eurogruppo ha discusso di Grecia e del suo futuro, nonostante non abbia ancora un'idea chiara di cosa Tsipras chiederà all'Europa. E quindi ha continuato ad immaginare per il Paese qualcosa a cui forse il nuovo leader opporrà un sonoro rifiuto: la zona euro vorrebbe spingere il nuovo Governo a chiedere un'estensione dell'attuale programma di aiuti, che scade il 28 febbraio e dopo il quale la Grecia sarebbe lasciata sola con tutte le scadenze del suo debito, che non sarebbe in grado di onorare. A luglio e agosto saranno circa sette i miliardi che dovrà restituire alla Bce, e non c'è alcuna possibilità che vengano riscadenzati perché la Banca centrale violerebbe il suo statuto visto che sarebbe considerato un finanziamento diretto ad un governo. Ma se Tsipras accettasse una proroga del piano, onorando gli impegni sulle riforme, l'Ue potrebbe spingersi a considerare una sorta di ristrutturazione del debito. La stessa che nel 2012 concesse a Samaras: allungamento delle scadenze, revisione dei tassi, per dare altro tempo e sollievo al fardello del debito. Ma nulla di più, e di certo non quello che vorrebbe Tsipras, cioè una conferenza sul debito che porti ad una sua parziale cancellazione: "Non vedo sostegno per una cancellazione del debito, abbiamo fatto già tanto per alleviarne il peso, allungando le scadenze e agendo sui tassi", ha chiuso Dijsselbloem. Anche il governo tedesco, ha detto oggi il portavoce della Merkel, è contrario ad un'ulteriore svalutazione del debito pubblico ellenico. E non sono solo i 'falchi del nord' ad opporsi ad un'azione drastica sul debito, ma anche quei Paesi che hanno convissuto con la Troika e sono usciti con successo dal programma di aiuti: "Irlanda, Cipro, Spagna Portogallo, hanno tutti concordato le condizioni sul loro debito in negoziati con la Ue, non si capisce perché questo modello non debba continuare a funzionare", ha detto il ministro dell'Economia irlandese Michael Noonan, sostenuto poco dopo dal collega spagnolo Luis De Guindos. Anche secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan bisogna trovare "una soluzione compatibile con gli equilibri esistenti e sostenibile nel tempo". Mentre Matteo Renzi ha inviato una lettera di auguri a Tsipras per la "sfida impegnativa" che lo attende: "Un intero continente – ha scritto il presidente del Consiglio – segue le vicende greche con grande partecipazione".