RAVELLO SENZA AUDITORIUM A RISCHIO LO "SCONCERTO" DI SERVILLO

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La Regione considera Ravello in costiera amalfitana uno dei «distretti culturali d’eccellenza» della Campania: con Forum delle Culture, Giffoni Film Festival e Museo Madre, uno dei destinatari dei maggiori finanziamenti del piano «La cultura come risorsa» (40 milioni a valere sui fondi Por 2007-2013), dove si parla, tra l’altro, di «progetto e festival di Ravello». È una dizione che sembra recepire l’idea (che è storicamente della Fondazione Ravello) di un festival rinnovato che, scandito su quattro diverse fasi stagionali, duri in sostanza tutto l’anno. Mentre Domenico De Masi, presidente della Fondazione Ravello, si prepara a passare la mano in settembre, questo è un motivo di fiducia. «Il presidente della Regione Caldoro e gli assessori De Mita, Miraglia e Cosenza», dice infatti il sociologo, «mi hanno assicurato tutto il loro impegno per risolvere i problemi relativi alla Fondazione e al Festival. Ho piena fiducia in questo loro impegno e spero che finalmente Ravello, con il loro aiuto, ritrovi presto la strada per un ulteriore balzo in avanti sulla scena internazionale». De Masi ha parlato l’altra sera delle prospettive del Festival, tracciando un bilancio delle attività svolte e illustrando i possibili scenari futuri. Nel suo discorso non sono mancati accenti polemici, specialmente a proposito della questione dell’Auditorium Niemeyer e della sua gestione, su cui ci sono ancora dubbi. «L’unico dato certo», ha detto De Masi, «è che da settembre ci sarà una Fondazione Ravello interamente ridisegnata nelle cariche». Ora, intanto, il Ravello Festival si prepara a ospitare gli ultimi eventi della stagione. Tra questi, il 10 settembre, la prima assoluta di «Sconcerto», musica di Giorgio Battistelli, testo di Franco Marcoaldi, sul palco Toni Servillo nei panni di un direttore d’orchestra. A questo spettacolo, che è uno dei più attesi della stagione (subito dopo Ravello sarà all’Auditorium Parco della Musica di Roma, poi al Piccolo di Milano e a febbraio al Mercadante) e che è stato pensato direttamente per gli spazi dell’Auditorium Niemeyer, si lega un «giallo» che in queste ore desta ben altri motivi di sconcerto. Antonio Oddati, coordinatore delle politiche culturali della Regione Campania, ha rassicurato l’altra sera il pubblico di Ravello: la copertura finanziaria dell’evento è garantita. Resta però aperto il problema del contenitore. A tutt’oggi, infatti, il Comune di Ravello non si è ancora espresso sul punto. E, anzi, alla Fondazione temono che la struttura sia già stata impegnata, proprio nei giorni intorno alla data prevista per lo spettacolo, per ospitare un concorso di canto e un convegno di magistrati. Sull’Auditorium, Oddati ha invitato «a mettere da parte gli interessi particolari in nome di quelli generali». Sta di fatto che una certezza ancora non c’è, e non è da escludere il rischio di una cancellazione che avrebbe davvero del clamoroso. Francesca Gargiulo Corriere del Mezzogiorno