LETTERE DA PIANO DI SORRENTO SVUOTIAMO LE CARCERI ?

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
SVUOTIAMO LE CARCERI ?

Nell’impossibilità ed incapacità di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri in Italia, sovraffollamento denunziato da più parti, penalizzato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e che ha trovato anche l’accorato interessamento del nostro Presidente della Repubblica, prima della sua uscita dal Colle, il Governo ha pensato bene di approvare il 1 dicembre scorso un decreto “svuota carceri”, che ha impensierito ed impensierisce i cultori del diritto e di tutti coloro che, a ragione, temono che alcuni reati di allarme sociale possano evadere dalle maglie della Giustizia. Una cosa è certa: in questo Paese il Legislatore legifera troppo, e molte volte, male.
Abbondano leggi e leggine, alcune delle quali non sono di facile interpretazione; testi ambigui, frutti di inciuci, di compromessi politici, e per favoritismi di alcuni Onorevoli, caduti in disgrazia giuridica. Il risultato premia la decadenza di questa Società, dalla quale sono scomparsi i veri valori. Le precedenti riforme del codice processuale penale hanno mortificato la posizione delle parti offese, divenute poi parti civili. Perché, nell’assurdità di questo Paese, si predica il garantismo, ma non si attua per tutti. Attualmente la parte civile nel processo penale ha poco spazio difensivo, mentre l’imputato gode di miglior trattamento; si pensi ai riti alternativi. A volte si ha l’impressione come se la parte offesa sia tollerata nel processo. E quanto ai risultati, basta seguire un poco l’andamento dei processi, specie in materia ambientale, dove la parti offese sono offese due volte: una prima volta dagli imputati, una seconda dallo Stato. Si tiene poco o in nessun conto la sorte delle vittime. Ma veniamo al nuovo decreto “svuota carceri”.
Effettivamente, per alcune tipologie di reato: ingiuria, la minaccia semplice, la diffamazione, etc, imbastire un processo penale, con spreco di spese, sovraccarico ai magistrati, già oberati di lavoro, per fattispecie più gravi, è giusto che si arrivi all’alternativa della pena, espressa in una sanzione amministrativa; ma per altri reati il discorso non regge.
Nello schema del decreto in itinere potrebbero figurare reati come il furto semplice, l’omicidio colposo, la violazione di domicilio, la violazione degli obblighi di assistenza familiare, la corruzione, l’evasione, l’adulterazione di sostanze in danno della salute, etc. È vero: si dice che sarà sempre il giudice a dover valutare, nella sua discrezionalità, se l’imputato sia meritevole o meno, della esclusione di responsabilità, in considerazione della tenuità del fatto, della non abitualità della condotta. Ma i giudici non sono depositari di verità, come non lo è nessuno di noi, e non possono correggere le leggi o sostituirsi al Legislatore, che ha detto e non ha detto, ha usato formule oggetto di possibili sofismi interpretativi. Una volta aperto un varco…
Alla fine, a farne le spese, è sempre il popolo, in nome del quale vengono emesse le sentenze.

(avv. Augusto Maresca)LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
SVUOTIAMO LE CARCERI ?

Nell’impossibilità ed incapacità di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri in Italia, sovraffollamento denunziato da più parti, penalizzato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e che ha trovato anche l’accorato interessamento del nostro Presidente della Repubblica, prima della sua uscita dal Colle, il Governo ha pensato bene di approvare il 1 dicembre scorso un decreto “svuota carceri”, che ha impensierito ed impensierisce i cultori del diritto e di tutti coloro che, a ragione, temono che alcuni reati di allarme sociale possano evadere dalle maglie della Giustizia. Una cosa è certa: in questo Paese il Legislatore legifera troppo, e molte volte, male.
Abbondano leggi e leggine, alcune delle quali non sono di facile interpretazione; testi ambigui, frutti di inciuci, di compromessi politici, e per favoritismi di alcuni Onorevoli, caduti in disgrazia giuridica. Il risultato premia la decadenza di questa Società, dalla quale sono scomparsi i veri valori. Le precedenti riforme del codice processuale penale hanno mortificato la posizione delle parti offese, divenute poi parti civili. Perché, nell’assurdità di questo Paese, si predica il garantismo, ma non si attua per tutti. Attualmente la parte civile nel processo penale ha poco spazio difensivo, mentre l’imputato gode di miglior trattamento; si pensi ai riti alternativi. A volte si ha l’impressione come se la parte offesa sia tollerata nel processo. E quanto ai risultati, basta seguire un poco l’andamento dei processi, specie in materia ambientale, dove la parti offese sono offese due volte: una prima volta dagli imputati, una seconda dallo Stato. Si tiene poco o in nessun conto la sorte delle vittime. Ma veniamo al nuovo decreto “svuota carceri”.
Effettivamente, per alcune tipologie di reato: ingiuria, la minaccia semplice, la diffamazione, etc, imbastire un processo penale, con spreco di spese, sovraccarico ai magistrati, già oberati di lavoro, per fattispecie più gravi, è giusto che si arrivi all’alternativa della pena, espressa in una sanzione amministrativa; ma per altri reati il discorso non regge.
Nello schema del decreto in itinere potrebbero figurare reati come il furto semplice, l’omicidio colposo, la violazione di domicilio, la violazione degli obblighi di assistenza familiare, la corruzione, l’evasione, l’adulterazione di sostanze in danno della salute, etc. È vero: si dice che sarà sempre il giudice a dover valutare, nella sua discrezionalità, se l’imputato sia meritevole o meno, della esclusione di responsabilità, in considerazione della tenuità del fatto, della non abitualità della condotta. Ma i giudici non sono depositari di verità, come non lo è nessuno di noi, e non possono correggere le leggi o sostituirsi al Legislatore, che ha detto e non ha detto, ha usato formule oggetto di possibili sofismi interpretativi. Una volta aperto un varco…
Alla fine, a farne le spese, è sempre il popolo, in nome del quale vengono emesse le sentenze.

(avv. Augusto Maresca)