Saviano – Teatro Auditorium – In scena “NU BAMBENIELLO E TRE SAN GIUSEPPE” proposto dal gruppo teatrale “Omega”

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Saviano – Rassegna dedicata al teatro, XI edizione. Secondo cartellone in scena la compagnia teatrale proveniente da Cercola “ Omega” ha proposto “Nu Bambiniello e tre san Giuseppe”. Consenso di pubblico per l’evento. Il racconto scenico è ambientato agli inizi degli anni sessanta in un piccolo paesino alle porte di Napoli. Una realtà urbanistica tipica del mondo agricolo; forse una consistenza che non esiste più. Suggestive le scenografie che rappresentano un paesaggio agricolo, la classica masseria, la fattoria agricola di altri tempi dove l’unica cosa che rompe la monotonia è il latrare di un cane che di fatto si ode senza comparire in scena. In quest’ultimo ambiente la protagonista della vicenda di nome Carmelina, in scena interpretata da Antonella Montanino, spinta dalla madre Eleonora ma non col consenso del padre interpretato dallo stesso regista Francesco Amoretto, per sfuggire ad una realtà provinciale, accetta di recarsi a Roma, a Cinecittà. È l’inseguire dei sogni e speranze, un riporre tutto nel mondo incantato della celluloide: per quei tempi era la massima aspirazione, un qualcosa di unico e raro. Un tentar di raggiungere i facili guadagni e il vaneggiare di una grossolana popolarità. In breve si trova a far i conti con la triste realtà: si ritroverà a girare, seppur una breve sequenza, un ordinario film hard, destinato ad un pubblico dalle innaturali e insolenti emozioni. Il sipario si apre con l’arrivo dell’amico di famiglia, Filiberto, un personaggio goffo e incerto su tutto, ruolo affidato a Mario Borrelli, il quale sembra subito molto interessato alla questione come tanti altri del resto; lui che è si autoinvitato per un periodo di svago in quella casa di campagna. Rapidamente, la ragazza verrà così segnata, dai suoi compaesani, come “ donna dai facili costumi”; un segnare non del tutto maleducato ma canzonatorio, irriverente . In seguito scoprirà di essere incinta, dato confermato anche dal sopraggiungere in scena di un ostetrica. Il padre del nascituro è incerto: potrebbero essere un sempliciotto del villaggio oppure l’Avv. Pianese o il vero fidanzato della ragazza o chissà chi altro ancora. Quest’ultimo emigrato in Germania per guadagnarsi da vivere, è contrastato dal padre denominato, secondo il gergo popolare che identifica le persone con il loro soprannome, “Mezzavotte”, dalla madre e dalla sorella, piuttosto formosa, a far valere le sue ragioni. Nell’epilogo quella piccola inquadratura nel film da parte di Carmelina, suscita l’interesse di un grosso produttore cinematografico. Un inviato di quest’ultimo, un suo incaricato da Roma sopraggiunge per convincere i familiari e far trasferire la ragazza nella capitale. Cerca di suggerire una buona parola anche un uomo politico del paese, On. Coppolino, ruolo interpretato da Vincenzo Cassano. La proposizione scenica, in sintesi, del gruppo teatrale “ Omega” ha proposto una rilettura della commedia di Nino Masiello che è stata gradita dal pubblico: gli stessi personaggi sono visti e rivisitati nella maniera più campagnola, inseriti a pieno titolo nel panorama agricolo, più personalizzati secondo le intenzioni sceniche del regista e degli stessi interpreti. Il tutto senza alterare il gradi di comicità, ironia e originalità che le diverse sequenze mostrano a più riprese. In breve la ragazza, in un finale rinnovato rispetto al copione originale, parte pure per Roma, ma torna su i suoi passi. Una nota di speranza con il quale si chiude il sipario: un riappropriarsi dell’ambiente familiare. Per quel che riguarda il nascituro si ritroverà nel mondo di paese, contadino; non più la ricerca di sogni di popolarità cinematografica, non più il vagare vuoto e inconcludente . Un concetto che si ritrova anche nel titolo dell’opera: alla fine dell’ingarbugliata vicenda si ritroveranno, in un clima di ritrovata e ricercata serenità anche come unica via percorribile , la sola famiglia protagonista: il padre, la madre Eleonora interpretata da Anna Alboreto, e la stessa figlia Carmelina. Come si dice, prendendo spunto da uno scenario di un ipotetico presepe e dal titolo dell’opera: un bambinello e tre san. Giuseppe! Completano il quadro degli attori: Raffaela Rocco, Domenico Montanino, Marco Carotenuto, Salvatore Oriundo, Stefano Gallo, Pasquale Cozzolino, Vera Fico, Ilaria Cacciapuoti, Giancarlo Del Vecchio, Anita Cristiana e infine Alessia Battaglia.

di Antonio RomanoSaviano – Rassegna dedicata al teatro, XI edizione. Secondo cartellone in scena la compagnia teatrale proveniente da Cercola “ Omega” ha proposto “Nu Bambiniello e tre san Giuseppe”. Consenso di pubblico per l’evento. Il racconto scenico è ambientato agli inizi degli anni sessanta in un piccolo paesino alle porte di Napoli. Una realtà urbanistica tipica del mondo agricolo; forse una consistenza che non esiste più. Suggestive le scenografie che rappresentano un paesaggio agricolo, la classica masseria, la fattoria agricola di altri tempi dove l’unica cosa che rompe la monotonia è il latrare di un cane che di fatto si ode senza comparire in scena. In quest’ultimo ambiente la protagonista della vicenda di nome Carmelina, in scena interpretata da Antonella Montanino, spinta dalla madre Eleonora ma non col consenso del padre interpretato dallo stesso regista Francesco Amoretto, per sfuggire ad una realtà provinciale, accetta di recarsi a Roma, a Cinecittà. È l’inseguire dei sogni e speranze, un riporre tutto nel mondo incantato della celluloide: per quei tempi era la massima aspirazione, un qualcosa di unico e raro. Un tentar di raggiungere i facili guadagni e il vaneggiare di una grossolana popolarità. In breve si trova a far i conti con la triste realtà: si ritroverà a girare, seppur una breve sequenza, un ordinario film hard, destinato ad un pubblico dalle innaturali e insolenti emozioni. Il sipario si apre con l’arrivo dell’amico di famiglia, Filiberto, un personaggio goffo e incerto su tutto, ruolo affidato a Mario Borrelli, il quale sembra subito molto interessato alla questione come tanti altri del resto; lui che è si autoinvitato per un periodo di svago in quella casa di campagna. Rapidamente, la ragazza verrà così segnata, dai suoi compaesani, come “ donna dai facili costumi”; un segnare non del tutto maleducato ma canzonatorio, irriverente . In seguito scoprirà di essere incinta, dato confermato anche dal sopraggiungere in scena di un ostetrica. Il padre del nascituro è incerto: potrebbero essere un sempliciotto del villaggio oppure l’Avv. Pianese o il vero fidanzato della ragazza o chissà chi altro ancora. Quest’ultimo emigrato in Germania per guadagnarsi da vivere, è contrastato dal padre denominato, secondo il gergo popolare che identifica le persone con il loro soprannome, “Mezzavotte”, dalla madre e dalla sorella, piuttosto formosa, a far valere le sue ragioni. Nell’epilogo quella piccola inquadratura nel film da parte di Carmelina, suscita l’interesse di un grosso produttore cinematografico. Un inviato di quest’ultimo, un suo incaricato da Roma sopraggiunge per convincere i familiari e far trasferire la ragazza nella capitale. Cerca di suggerire una buona parola anche un uomo politico del paese, On. Coppolino, ruolo interpretato da Vincenzo Cassano. La proposizione scenica, in sintesi, del gruppo teatrale “ Omega” ha proposto una rilettura della commedia di Nino Masiello che è stata gradita dal pubblico: gli stessi personaggi sono visti e rivisitati nella maniera più campagnola, inseriti a pieno titolo nel panorama agricolo, più personalizzati secondo le intenzioni sceniche del regista e degli stessi interpreti. Il tutto senza alterare il gradi di comicità, ironia e originalità che le diverse sequenze mostrano a più riprese. In breve la ragazza, in un finale rinnovato rispetto al copione originale, parte pure per Roma, ma torna su i suoi passi. Una nota di speranza con il quale si chiude il sipario: un riappropriarsi dell’ambiente familiare. Per quel che riguarda il nascituro si ritroverà nel mondo di paese, contadino; non più la ricerca di sogni di popolarità cinematografica, non più il vagare vuoto e inconcludente . Un concetto che si ritrova anche nel titolo dell’opera: alla fine dell’ingarbugliata vicenda si ritroveranno, in un clima di ritrovata e ricercata serenità anche come unica via percorribile , la sola famiglia protagonista: il padre, la madre Eleonora interpretata da Anna Alboreto, e la stessa figlia Carmelina. Come si dice, prendendo spunto da uno scenario di un ipotetico presepe e dal titolo dell’opera: un bambinello e tre san. Giuseppe! Completano il quadro degli attori: Raffaela Rocco, Domenico Montanino, Marco Carotenuto, Salvatore Oriundo, Stefano Gallo, Pasquale Cozzolino, Vera Fico, Ilaria Cacciapuoti, Giancarlo Del Vecchio, Anita Cristiana e infine Alessia Battaglia.

di Antonio Romano