STATALI, MOBILITÀ SBLOCCATA NELL’AMMINISTRAZIONE: “OLTRE MILLE DIPENDENTI A UFFICI GIUDIZIARI”

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ROMA – Si cinguetta, in Italia, anche sul posti di lavoro degli statali. Una volta c’era la contrattazione al tavolo sindacale, ora c’è Twitter. Accade così che un tema caldissimo come la mobilità dei dipendenti pubblici sia stato lanciato dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia con un tweet che, alle 17,02 di ieri, annunciava: «1071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli delle Province».

Secco e immediato. Così come il tweet di risposta, alle 19,32, del segretario della Cgil Susanna Camusso: «Ma i tirocinanti della giustizia…. Non avevi promesso: nessuno perderà il posto di lavoro?». Un botta e risposta via social, ma in mezzo ci sono i lavoratori. Da un lato i tirocinanti che da anni lavorano negli uffici giudiziari, cronicamente sotto organico, con contratti da 270 euro al mese: sono tremila in attesa dell’assunzione. Dall’altro i dipendenti delle Province, destinati a spostarsi senza sapere dove e con quali criteri. Gli statali, secondo i dati dell’Aran, non sono abituati a grossi spostamenti: nel 2012 ha cambiato ufficio solo l’1,2% del totale, meno di 35.000 persone, e cala allo 0,08% la quota di coloro che hanno cambiato amministrazione, appena 2495 persone su circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Ma, stando all’annuncio del ministro Madia, sono in rampa di lancio 1071 dipendenti pubblici provenienti soprattutto dalle Province. Inoltre in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato l’avviso di mobilità volontaria per 1031 posti negli uffici giudiziari, la maggiore disponibilità di posti vacanti si registra nelle sedi di Roma e Napoli. «Non sappiamo ancora – ha commentato Rossana Dettori, Cgil Fp – da quali enti arriveranno i lavoratori in mobilità, come verranno inquadrati e con quale formazione potranno a accedere a posti di lavoro diversi da quelli che hanno avuto per anni. Non c’è una vera organizzazione e soprattutto non si sa ancora chi pagherà l’eventuale differenza di stipendio tra un impiego e l’altro».

E oggi, secondo indiscrezioni, la Bce dovrebbe annunciare l’acquisto di titoli di Stato, i cosiddetti Qe su modello Fed, da circa 50 miliardi di euro al mese per almeno un anno: il comitato esecutivo proporrebbe infatti al consiglio direttivo acquisti di asset per 50 miliardi di euro al mese a partire da marzo fino a dicembre 2016, per un totale di 1100 miliardi. Come ultimo antidoto anti-crisi.

di Lorena Loiacono LEGGO.ITROMA – Si cinguetta, in Italia, anche sul posti di lavoro degli statali. Una volta c’era la contrattazione al tavolo sindacale, ora c’è Twitter. Accade così che un tema caldissimo come la mobilità dei dipendenti pubblici sia stato lanciato dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia con un tweet che, alle 17,02 di ieri, annunciava: «1071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli delle Province».

Secco e immediato. Così come il tweet di risposta, alle 19,32, del segretario della Cgil Susanna Camusso: «Ma i tirocinanti della giustizia…. Non avevi promesso: nessuno perderà il posto di lavoro?». Un botta e risposta via social, ma in mezzo ci sono i lavoratori. Da un lato i tirocinanti che da anni lavorano negli uffici giudiziari, cronicamente sotto organico, con contratti da 270 euro al mese: sono tremila in attesa dell’assunzione. Dall’altro i dipendenti delle Province, destinati a spostarsi senza sapere dove e con quali criteri. Gli statali, secondo i dati dell’Aran, non sono abituati a grossi spostamenti: nel 2012 ha cambiato ufficio solo l’1,2% del totale, meno di 35.000 persone, e cala allo 0,08% la quota di coloro che hanno cambiato amministrazione, appena 2495 persone su circa 3,2 milioni di dipendenti pubblici. Ma, stando all’annuncio del ministro Madia, sono in rampa di lancio 1071 dipendenti pubblici provenienti soprattutto dalle Province. Inoltre in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato l’avviso di mobilità volontaria per 1031 posti negli uffici giudiziari, la maggiore disponibilità di posti vacanti si registra nelle sedi di Roma e Napoli. «Non sappiamo ancora – ha commentato Rossana Dettori, Cgil Fp – da quali enti arriveranno i lavoratori in mobilità, come verranno inquadrati e con quale formazione potranno a accedere a posti di lavoro diversi da quelli che hanno avuto per anni. Non c’è una vera organizzazione e soprattutto non si sa ancora chi pagherà l’eventuale differenza di stipendio tra un impiego e l’altro».

E oggi, secondo indiscrezioni, la Bce dovrebbe annunciare l’acquisto di titoli di Stato, i cosiddetti Qe su modello Fed, da circa 50 miliardi di euro al mese per almeno un anno: il comitato esecutivo proporrebbe infatti al consiglio direttivo acquisti di asset per 50 miliardi di euro al mese a partire da marzo fino a dicembre 2016, per un totale di 1100 miliardi. Come ultimo antidoto anti-crisi.

di Lorena Loiacono LEGGO.IT