Pompei. Dimenticato nell’ospizio: morto per l’Inps che gi cancella la pensione, adesso è moroso

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Casa Borrelli, sit-in del personale all’ospizio di Pompei. Uno stato di agitazione che prosegue da più di 48 ore e che non sembra voler rientrare. La protesta è cominciata dopo il lungo braccio di ferro tra amministrazione comunale e il corpo lavorativo a causa della proposta di privatizzare della struttura pubblica. Mancano i fondi, ci sono 12 mensilità arretrate per i dipendenti e i debiti che mettono a rischio l’assistenza agli anziani, che sono i primi a subire le conseguenze della crisi e delle proteste. Tra le mura dell’ospizio sono tante le storie di solitudine e di disagio, che si intrecciano e si amplificano tra quelle che sono le problematiche degli ospiti e quelle degli operatori sanitari. E tra i 30 anziani di Casa Borrelli c’è anche Federico (nome di fantasia in tutela della privacy) che, da due anni, risulta ‘deceduto’ per l’Istituto di Previdenza Sociale. L’anziano, ospite dell’ospizio di Pompei, non percepisce la pensione da ben 24 mesi, ma la cosa più sconvolgente è che nessuno se ne sia mai accorto. Secondo le ricostruzioni, l’uomo ha vissuto con una paghetta che gli veniva corrisposta dall’ex direttrice Ferraro. Federico, ignaro della sua posizione all’Inps, da due anni non ha riscosso i soldi che di diritto erano suoi, andando avanti con una pochi euro a settimana. Lo stop dell’erogazione della pensione per l’ottantenne, originario di una città limitrofe a Pompei, è avvenuto dopo un controllo domiciliare da parte degli ispettori dell’Inps che, recatisi presso la residenza di Federico, non hanno trovato nessuno in casa. A quel punto a loro non è rimasto che ritenere morto l’anziano. Federico è vivo e vegeto e occupa una stanza dell’ospizio di Casa Borrelli, condividendo la sua giornata con gli altri 29 anziani residenti nella struttura. Ora la questione sembra aver avuto una svolta. Dopo il commissariamento dell’ospizio, il dirigente comunale Venanzio Vitiello, ha presentato l’intera documentazione all’Inps che, dopo i dovuti accertamenti, dovrà accertare la ‘non morte’ di Federico al quale dovrà, non solo le successive pensioni, ma anche gli arretrati. Una certificazione che poteva essere presentata già due anni fa quando, già ospite del pensionato, all’anziano non è stata più consegnata la lettera dell’accredito della pensione. Ma nessuno ha mai contattato l’Istituto Previdenziale Sociale per segnalare l’errore. E Federico, nonostante la possibilità di pagare la retta mensile all’ospizio, si è trovato, a sua insaputa, a essere annoverato tra gli ospiti ‘morosi’ e a sopravvivere con pochi euro a settimana. Una strana storia che è venuta alla luce meno di un mese fa quando, dopo la rescissione del contratto all’Aspide, l’ex società comunale, a dirigere la struttura è stato nominato il commissario ad acta Vitiello. Pasticci e cattiva gestione da parte dell’ex amministrazione hanno portato a un accumulo di debiti da parte di Casa Borrelli, soprattutto nei confronti dei 14 dipendenti che, lavorando anche con turnazioni doppie, non hanno percepito l’intero stipendio, né tredicesime e quattordicesime dal 2013. Un malessere che, da due giorni, ha portato i dipendenti a scioperare anche dopo la messa al bando della struttura che, da pubblica, con un atto dirigenziale potrebbe cadere nelle mani di privati. (Elena Pontoriero – Metropolis)

 

Casa Borrelli, sit-in del personale all’ospizio di Pompei. Uno stato di agitazione che prosegue da più di 48 ore e che non sembra voler rientrare. La protesta è cominciata dopo il lungo braccio di ferro tra amministrazione comunale e il corpo lavorativo a causa della proposta di privatizzare della struttura pubblica. Mancano i fondi, ci sono 12 mensilità arretrate per i dipendenti e i debiti che mettono a rischio l’assistenza agli anziani, che sono i primi a subire le conseguenze della crisi e delle proteste. Tra le mura dell’ospizio sono tante le storie di solitudine e di disagio, che si intrecciano e si amplificano tra quelle che sono le problematiche degli ospiti e quelle degli operatori sanitari. E tra i 30 anziani di Casa Borrelli c’è anche Federico (nome di fantasia in tutela della privacy) che, da due anni, risulta ‘deceduto’ per l’Istituto di Previdenza Sociale. L’anziano, ospite dell’ospizio di Pompei, non percepisce la pensione da ben 24 mesi, ma la cosa più sconvolgente è che nessuno se ne sia mai accorto. Secondo le ricostruzioni, l’uomo ha vissuto con una paghetta che gli veniva corrisposta dall’ex direttrice Ferraro. Federico, ignaro della sua posizione all’Inps, da due anni non ha riscosso i soldi che di diritto erano suoi, andando avanti con una pochi euro a settimana. Lo stop dell’erogazione della pensione per l’ottantenne, originario di una città limitrofe a Pompei, è avvenuto dopo un controllo domiciliare da parte degli ispettori dell’Inps che, recatisi presso la residenza di Federico, non hanno trovato nessuno in casa. A quel punto a loro non è rimasto che ritenere morto l’anziano. Federico è vivo e vegeto e occupa una stanza dell’ospizio di Casa Borrelli, condividendo la sua giornata con gli altri 29 anziani residenti nella struttura. Ora la questione sembra aver avuto una svolta. Dopo il commissariamento dell’ospizio, il dirigente comunale Venanzio Vitiello, ha presentato l’intera documentazione all’Inps che, dopo i dovuti accertamenti, dovrà accertare la ‘non morte’ di Federico al quale dovrà, non solo le successive pensioni, ma anche gli arretrati. Una certificazione che poteva essere presentata già due anni fa quando, già ospite del pensionato, all’anziano non è stata più consegnata la lettera dell’accredito della pensione. Ma nessuno ha mai contattato l’Istituto Previdenziale Sociale per segnalare l’errore. E Federico, nonostante la possibilità di pagare la retta mensile all’ospizio, si è trovato, a sua insaputa, a essere annoverato tra gli ospiti ‘morosi’ e a sopravvivere con pochi euro a settimana. Una strana storia che è venuta alla luce meno di un mese fa quando, dopo la rescissione del contratto all’Aspide, l’ex società comunale, a dirigere la struttura è stato nominato il commissario ad acta Vitiello. Pasticci e cattiva gestione da parte dell’ex amministrazione hanno portato a un accumulo di debiti da parte di Casa Borrelli, soprattutto nei confronti dei 14 dipendenti che, lavorando anche con turnazioni doppie, non hanno percepito l’intero stipendio, né tredicesime e quattordicesime dal 2013. Un malessere che, da due giorni, ha portato i dipendenti a scioperare anche dopo la messa al bando della struttura che, da pubblica, con un atto dirigenziale potrebbe cadere nelle mani di privati. (Elena Pontoriero – Metropolis)