Camorra e sanità la spartizione davanti ad un prete durante la messa di Pasqua

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Succede di tutto in Campania Li vedi attorno allo stesso tavolo, nella stessa stanza, mentre sbracciano e si agitano, mentre prendono appunti e annuiscono. Sono i signori degli appalti, secondo quanto emerge dalle misure cautelari firmati dal gip Taglialatela, al termine delle indagini condotte dalla Dda di Napoli. Filmati e intercettazioni, ma anche il racconto dei pentiti e di esponenti del settore amministrativo. Sembra un capitolo di mafia capitale, ma è l’ospedale di Sant’Anna e San sebastiano. Da qui, dal nosocomio casertano, che per anni politica, camorra e impresa sono andate a braccetto, secondo quanto emerge dalle indagini dell’aggiunto Giuseppe Borrelli e dei pm Ardituro (oggi al Csm) e Lucchetta, al termine degli accertamenti condotti dalla Dia del capocentro Giuseppe Linares. Associazione a delinquere di tipo mafioso, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, abuso d’ufficio, reati spesso aggravati dal fine mafioso. Dieci arresti in cella, 14 ai domiciliari, ci sono un dirigente della sanità regionale, impiegati del suo ufficio tecnico, indagine su appalti per tre milioni di euro. Filmate le fasi della spartizione degli appalti, che andavano sempre a tre ditte, immagini che fanno emergere un dato: accanto a tecnici e dirigenti, anche un uomo legato al clan Zagaria, sempre presente nel momento clou, solo per riportare notizie ai vertici del clan. Diversi i riferimenti alla politica, da intercettazioni telefoniche e ambientali: un boss – oggi deceduto – fa i nomi del centrosinistra e del centrodestra, di candidati la cui campagna elettorale sarebbe stata sostenuta dalla camorra. Lo abbiamo fatto votare, si legge. Ma anche: metti una x su questo nome. Non mancano sorprese tra nomi del Pd e del Pdl. Intanto, finanche una messa a Pasqua – nel 2012 – è stata usata per organizzare gli equilibri nella spartizione del racket. Un parroco – secondo un pentito – si prestò – a leggere un pizzino per regolare la spartizione delle imprese di riferimento.

Succede di tutto in Campania Li vedi attorno allo stesso tavolo, nella stessa stanza, mentre sbracciano e si agitano, mentre prendono appunti e annuiscono. Sono i signori degli appalti, secondo quanto emerge dalle misure cautelari firmati dal gip Taglialatela, al termine delle indagini condotte dalla Dda di Napoli. Filmati e intercettazioni, ma anche il racconto dei pentiti e di esponenti del settore amministrativo. Sembra un capitolo di mafia capitale, ma è l'ospedale di Sant'Anna e San sebastiano. Da qui, dal nosocomio casertano, che per anni politica, camorra e impresa sono andate a braccetto, secondo quanto emerge dalle indagini dell'aggiunto Giuseppe Borrelli e dei pm Ardituro (oggi al Csm) e Lucchetta, al termine degli accertamenti condotti dalla Dia del capocentro Giuseppe Linares. Associazione a delinquere di tipo mafioso, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, abuso d'ufficio, reati spesso aggravati dal fine mafioso. Dieci arresti in cella, 14 ai domiciliari, ci sono un dirigente della sanità regionale, impiegati del suo ufficio tecnico, indagine su appalti per tre milioni di euro. Filmate le fasi della spartizione degli appalti, che andavano sempre a tre ditte, immagini che fanno emergere un dato: accanto a tecnici e dirigenti, anche un uomo legato al clan Zagaria, sempre presente nel momento clou, solo per riportare notizie ai vertici del clan. Diversi i riferimenti alla politica, da intercettazioni telefoniche e ambientali: un boss – oggi deceduto – fa i nomi del centrosinistra e del centrodestra, di candidati la cui campagna elettorale sarebbe stata sostenuta dalla camorra. Lo abbiamo fatto votare, si legge. Ma anche: metti una x su questo nome. Non mancano sorprese tra nomi del Pd e del Pdl. Intanto, finanche una messa a Pasqua – nel 2012 – è stata usata per organizzare gli equilibri nella spartizione del racket. Un parroco – secondo un pentito – si prestò – a leggere un pizzino per regolare la spartizione delle imprese di riferimento.