Napoli. Vandali all’assalto dei bus, in 24 ore distrutti tre mezzi. Già otto episodi nel 2015, danni per 40mila euro

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Napoli. Succede che un autobus viene bloccato da un gruppo di teppisti: accerchiano il mezzo, lo colpiscono con pugni, calci e pietre. Succede che i violenti hanno la meglio, riescono a distruggere un vetro e costringono l’autista a bloccare la corsa. I viaggiatori, impauriti, scendono e sono costretti ad aspettare un altro mezzo mentre l’autista porta il bus danneggiato al deposito e va a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. È un evento drammatico, ma nelle grandi città esistono i teppisti e il fatto che un autobus possa essere preso d’assalto, purtroppo, fa parte della vita d’ogni giorno. Se, però, in un solo giorno gli autobus assaltati sono tre, in luoghi opposti della città, beh allora la vicenda assume contorni pericolosi. E se i tre autobus vengono colpiti tutti con violenza fino a quando i vetri esplodono, allora non si tratta più di singoli (per quanto drammatici) episodi di violenza urbana: questa è una vera e propria guerra. È la guerra che si combatte per le strade di Napoli dove c’è un rigurgito di quell’ottuso divertimento delle gang di strada che si accaniscono contro gli autobus: «Ma questi teppisti non l’avranno vinta – tuona l’amministratore unico di Anm Alberto Ramaglia – verranno presi uno ad uno e pagheranno per ciò che hanno fatto». Nel frattempo paga l’Anm che, dall’inizio del 2015, cioè in appena 18 giorni compreso oggi, conta danni per oltre quarantamila euro ai propri mezzi. Sono stati nove, dal primo gennaio, gli agguati agli autobus: gli ultimi tre si sono verificati giovedì scorso, tra il pomeriggio e la sera. Anche il giorno precedente c’era stata un’altra aggressione da parte di una gang. I bus finiti nel mirino degli ultimi assalti erano delle linee 192, C99 e C32 e sono stati bloccati e danneggiati rispettivamente a corso San Giovanni su via Ugo Palermo a Ponticelli e a largo Giustiniano a Soccavo; l’episodio del giorno precedente aveva riguardato un mezzo sulla linea R5 ed è avvenuto in via Baku a Secondigliano. Le modalità sono quasi sempre le stesse. Il gruppo prende di mira i bus mentre passano lungo la strada: parte una sassaiola che, nella maggioranza dei casi, costringe l’autista a fermarsi. Quando il bus non è più in movimento, l’assalto diventa facile tra la paura dei viaggiatori e l’impotenza degli autisti che rischiano anche l’incolumità personale. Negli episodi di giovedì, siccome i vetri dei bus sono resistenti allo sfondamento, è stato utilizzato anche un estintore di bordo per avere la meglio e riuscire a frantumare i vetri. Il risultato è che altri mezzi della Anm sono costretti a rimanere fermi in attesa degli aggiusti, così i napoletani hanno sempre meno autobus a disposizione per gli spostamenti in città. Dopo la sequenza di assalti l’amministratore Ramaglia ha contattato le forze dell’ordine. C’è stato un summit con i carabinieri durante il quale è stata ribadita la collaborazione (anche nel recente passato l’Arma ha fornito sostegno e supporto ai bus e ai viaggiatori) ed è stata chiesta maggiore protezione. Nel frattempo le immagini registrate dalle telecamere di bordo degli autobus sono state consegnate ai militari che hanno avviato le indagini. Sembra che alcuni dei teppisti siano già noti alle forze dell’ordine e il cerchio potrebbe stringersi attorno a loro in breve tempo: «Però – conclude amaro l’amministratore Ramaglia – resta il problema legato a determinate linee e a determinate zone in cui il nostro lavoro è difficile. Ne va di mezzo l’incolumità di passeggeri e autisti». (Paolo Barbuto – Il Mattino)

Napoli. Succede che un autobus viene bloccato da un gruppo di teppisti: accerchiano il mezzo, lo colpiscono con pugni, calci e pietre. Succede che i violenti hanno la meglio, riescono a distruggere un vetro e costringono l’autista a bloccare la corsa. I viaggiatori, impauriti, scendono e sono costretti ad aspettare un altro mezzo mentre l’autista porta il bus danneggiato al deposito e va a sporgere denuncia alle forze dell’ordine. È un evento drammatico, ma nelle grandi città esistono i teppisti e il fatto che un autobus possa essere preso d’assalto, purtroppo, fa parte della vita d’ogni giorno. Se, però, in un solo giorno gli autobus assaltati sono tre, in luoghi opposti della città, beh allora la vicenda assume contorni pericolosi. E se i tre autobus vengono colpiti tutti con violenza fino a quando i vetri esplodono, allora non si tratta più di singoli (per quanto drammatici) episodi di violenza urbana: questa è una vera e propria guerra. È la guerra che si combatte per le strade di Napoli dove c’è un rigurgito di quell’ottuso divertimento delle gang di strada che si accaniscono contro gli autobus: «Ma questi teppisti non l’avranno vinta – tuona l’amministratore unico di Anm Alberto Ramaglia – verranno presi uno ad uno e pagheranno per ciò che hanno fatto». Nel frattempo paga l’Anm che, dall’inizio del 2015, cioè in appena 18 giorni compreso oggi, conta danni per oltre quarantamila euro ai propri mezzi. Sono stati nove, dal primo gennaio, gli agguati agli autobus: gli ultimi tre si sono verificati giovedì scorso, tra il pomeriggio e la sera. Anche il giorno precedente c’era stata un’altra aggressione da parte di una gang. I bus finiti nel mirino degli ultimi assalti erano delle linee 192, C99 e C32 e sono stati bloccati e danneggiati rispettivamente a corso San Giovanni su via Ugo Palermo a Ponticelli e a largo Giustiniano a Soccavo; l’episodio del giorno precedente aveva riguardato un mezzo sulla linea R5 ed è avvenuto in via Baku a Secondigliano. Le modalità sono quasi sempre le stesse. Il gruppo prende di mira i bus mentre passano lungo la strada: parte una sassaiola che, nella maggioranza dei casi, costringe l’autista a fermarsi. Quando il bus non è più in movimento, l’assalto diventa facile tra la paura dei viaggiatori e l’impotenza degli autisti che rischiano anche l’incolumità personale. Negli episodi di giovedì, siccome i vetri dei bus sono resistenti allo sfondamento, è stato utilizzato anche un estintore di bordo per avere la meglio e riuscire a frantumare i vetri. Il risultato è che altri mezzi della Anm sono costretti a rimanere fermi in attesa degli aggiusti, così i napoletani hanno sempre meno autobus a disposizione per gli spostamenti in città. Dopo la sequenza di assalti l’amministratore Ramaglia ha contattato le forze dell’ordine. C’è stato un summit con i carabinieri durante il quale è stata ribadita la collaborazione (anche nel recente passato l’Arma ha fornito sostegno e supporto ai bus e ai viaggiatori) ed è stata chiesta maggiore protezione. Nel frattempo le immagini registrate dalle telecamere di bordo degli autobus sono state consegnate ai militari che hanno avviato le indagini. Sembra che alcuni dei teppisti siano già noti alle forze dell’ordine e il cerchio potrebbe stringersi attorno a loro in breve tempo: «Però – conclude amaro l’amministratore Ramaglia – resta il problema legato a determinate linee e a determinate zone in cui il nostro lavoro è difficile. Ne va di mezzo l’incolumità di passeggeri e autisti». (Paolo Barbuto – Il Mattino)

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