Piano di Sorrento. Si intervenga sui problemi statici anche della scuola “Gargiulo e Maresca” in Via Delle Acacie.

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di Salvatore Caccaviello
E’ quanto fa rilevare l’ingegnere Antonio Elefante che propone un’indagine approfondita sulle strutture portanti dell’edificio con lo stesso criterio che all’epoca fu applicato nei sopralluoghi che portarono alla chiusura, definita inopportuna, della Carlo Amalfi.

Piano di Sorrento – Come è ormai noto, attualmente quella di “Via Delle Acacie” è l’unica scuola elementare a Piano di Sorrento. Edificio scolastico “Gargiulo e Maresca”  che a causa della chiusura  della “Carlo Amalfi” – per ragioni che tuttora sono oggetto di discussione tra una parte della cittadinanza e l’amministrazione – ha dovuto assorbire anche gli alunni provenienti da tale  plesso. Per tale ragione furono realizzate nel 2010, con un investimento da parte del Comune di Piano di Sorrento di 600mila euro, ulteriori sei classi da accorporare alla vecchia struttura. Ultimamente tale edificio è oggetto di lavori di ristrutturazione a causa di innumerevoli distacchi di intonaco dalle strutture portanti che continua ad essere motivo di preoccupazione da parte di genitori ed alunni. Sulla questione abbiamo voluto ancora una volta interpellare l’ingegnere Antonio Elefante, noto stimato professionista per lungo tempo responsabile dell’Ufficio Tecnico e conoscitore della storia urbanistica della città. In relazione alla storia della scuola di Via Delle Acacie, l’ingegnere esordisce dicendo che si è in presenza di  un edificio la cui parte strutturale, pilastri e solai, fu realizzata  nel 1980 mentre il resto della struttura fu teminata nel 1994. Quando furono completati gli intonaci ed i relativi impianti della struttura.  Quindi, per circa quindici anni la struttura grezza è rimasta alle intemperie. Un lasso di tempo che potrebbe aver influito sulle armature in ferro all’interno dei solai e dei pilastri. Nel completare l’edificio non si tenne conto di tale importante particolare che qualunque tecnico avrebbe potuto far evidenziare ma che ora, a distanza di 20 anni dall’apertura della scuola, inzia in maniera grave a dare i suoi risultati. Infatti le armature esposte per tanto tempo alle intemperie avevano già all’epoca del completamento dei lavori iniziato abbondantemente il processo di ossidazione che ora sta portando, in varie parti della struttura, l’espulsione del copriferro. – In effetti la struttura, dopo essere stata interessata dal fenomeno della carbonatazione che ha portato all’abbassamento del pH e quindi all’eliminazione del film passivo a protezione dell’armature, è stata sottoposta per anni ad ossidazione e corrosione dei ferri di armatura. L’ossidazione, oltre al sopracitato effetto di espulsione del copriferro, comporta anche una riduzione della sezione resistente dei ferri e quindi una diminuzione del carico portante degli elementi strutturali. – Resosi conto che bisognava intervenire affinchè la situazione non diventasse ulteriormente più grave – continua l’ingegnere Elefante – di recente si è deciso, da parte del Comune, di operare sulle evidenti carenze dell’edificio. Un primo intervento è stato effettuato di recente sui vecchi e pericolanti intonaci e successivamente si interverrà per rifare i nuovi. Al momento a quanto sembra gli interventi di spicconatura interesserebbero l’entrata principale, i corridoi e le uscite secondarie, mentre per quanto riguarda le aule non sembra siano previsti gli stessi lavori. Decisione alquanto singolare poichè è evidente che il fenomeno degli intonaci pericolanti, causati dalla ossidazione delle amature in ferro interno alla strutture portanti quali pilastri e solai, interessa anche le aule. Anche se tali interventi potrebbero rilevarsi soltanto dei semplici palliattivi e non andrebbero in fondo alla situazione e cioè lo stato attuale delle strutture portanti. Per tale motivo l’Opposizione ha chiesto un controllo dei calcestruzzi. Richiesta che a quanto sembra finora sia stata ignorata dall’amministrazione carottese. A tale proposito l’Ingegnere ci fa rilevare che all’epoca l’amministrazione spinse per i sopralluoghi che portarono alla chiusura della scuola Carlo Amalfi per problemi di staticità. Sopralluoghi che secondo l’ingegnere non furono poi effettuati in maniera professionale poichè vi sarebbero stati errori nella valutazione della resistenza del calcestruzzo. Dovuti sopratutto nel valutare la resistenza di carota e relativi coifficienti di disturbo che non fu applicato nell’occasione. Infine su 360 pilastri che compongono la struttura di via Carlo Amalfi un sola prova avrebbe dato esito negativo. Con tali elementi – se si tiene conto che  l’ingegnere Elefante qualche tempo fa in occasione di un incontro con la cittadinanza e l’amministrazione dimostrò fino all’inverosimile che con una spesa quasi irrisoria era possibile il recupero dell’edificio il caso “Carlo Amalfi” – la questione potrebbe senz’altro ritornare ancora in discussione. In ogni caso – tiene a precisare l’ingegnere Elefante – appare alquanto anomalo che non si applichino gli stessi criteri di indagine anche in relazione agli eventuali problemi della scuola “Gargiulo e Maresca” che presenta evidenti segni di degrado strutturale. Se si tiene conto inoltre che si è in presenza di un edificio dalle dimensioni alquanto consistenti, di due piani, con enormi luci ed un tetto inclinato, l’evitare un intervento approfondito relativo ad un eventuale problema statico della struttura potrebbe senz’altro rivelarsi pericoloso. Ora, poichè la discussione è relativa alla sicurezza di un edificio scolastico e visto la recente storia delle scuole italiane dalla quale non possiamo assolutamente escludere quelle della penisola sorrentina, sarebbe opportuno che la cittadinanza spingesse affinchè si chiarisse tale situazione sollevando un’indagine approfondita sullo stato strutturale dell’edificio. –  18 gennaio 2015 – salvatorecaccaviello positanonews

di Salvatore Caccaviello
E' quanto fa rilevare l'ingegnere Antonio Elefante che propone un'indagine approfondita sulle strutture portanti dell'edificio con lo stesso criterio che all'epoca fu applicato nei sopralluoghi che portarono alla chiusura, definita inopportuna, della Carlo Amalfi.

Piano di Sorrento – Come è ormai noto, attualmente quella di "Via Delle Acacie" è l'unica scuola elementare a Piano di Sorrento. Edificio scolastico "Gargiulo e Maresca"  che a causa della chiusura  della "Carlo Amalfi" – per ragioni che tuttora sono oggetto di discussione tra una parte della cittadinanza e l'amministrazione – ha dovuto assorbire anche gli alunni provenienti da tale  plesso. Per tale ragione furono realizzate nel 2010, con un investimento da parte del Comune di Piano di Sorrento di 600mila euro, ulteriori sei classi da accorporare alla vecchia struttura. Ultimamente tale edificio è oggetto di lavori di ristrutturazione a causa di innumerevoli distacchi di intonaco dalle strutture portanti che continua ad essere motivo di preoccupazione da parte di genitori ed alunni. Sulla questione abbiamo voluto ancora una volta interpellare l'ingegnere Antonio Elefante, noto stimato professionista per lungo tempo responsabile dell'Ufficio Tecnico e conoscitore della storia urbanistica della città. In relazione alla storia della scuola di Via Delle Acacie, l'ingegnere esordisce dicendo che si è in presenza di  un edificio la cui parte strutturale, pilastri e solai, fu realizzata  nel 1980 mentre il resto della struttura fu teminata nel 1994. Quando furono completati gli intonaci ed i relativi impianti della struttura.  Quindi, per circa quindici anni la struttura grezza è rimasta alle intemperie. Un lasso di tempo che potrebbe aver influito sulle armature in ferro all'interno dei solai e dei pilastri. Nel completare l'edificio non si tenne conto di tale importante particolare che qualunque tecnico avrebbe potuto far evidenziare ma che ora, a distanza di 20 anni dall'apertura della scuola, inzia in maniera grave a dare i suoi risultati. Infatti le armature esposte per tanto tempo alle intemperie avevano già all'epoca del completamento dei lavori iniziato abbondantemente il processo di ossidazione che ora sta portando, in varie parti della struttura, l'espulsione del copriferro. – In effetti la struttura, dopo essere stata interessata dal fenomeno della carbonatazione che ha portato all'abbassamento del pH e quindi all'eliminazione del film passivo a protezione dell'armature, è stata sottoposta per anni ad ossidazione e corrosione dei ferri di armatura. L'ossidazione, oltre al sopracitato effetto di espulsione del copriferro, comporta anche una riduzione della sezione resistente dei ferri e quindi una diminuzione del carico portante degli elementi strutturali. – Resosi conto che bisognava intervenire affinchè la situazione non diventasse ulteriormente più grave – continua l'ingegnere Elefante – di recente si è deciso, da parte del Comune, di operare sulle evidenti carenze dell'edificio. Un primo intervento è stato effettuato di recente sui vecchi e pericolanti intonaci e successivamente si interverrà per rifare i nuovi. Al momento a quanto sembra gli interventi di spicconatura interesserebbero l'entrata principale, i corridoi e le uscite secondarie, mentre per quanto riguarda le aule non sembra siano previsti gli stessi lavori. Decisione alquanto singolare poichè è evidente che il fenomeno degli intonaci pericolanti, causati dalla ossidazione delle amature in ferro interno alla strutture portanti quali pilastri e solai, interessa anche le aule. Anche se tali interventi potrebbero rilevarsi soltanto dei semplici palliattivi e non andrebbero in fondo alla situazione e cioè lo stato attuale delle strutture portanti. Per tale motivo l'Opposizione ha chiesto un controllo dei calcestruzzi. Richiesta che a quanto sembra finora sia stata ignorata dall'amministrazione carottese. A tale proposito l'Ingegnere ci fa rilevare che all'epoca l'amministrazione spinse per i sopralluoghi che portarono alla chiusura della scuola Carlo Amalfi per problemi di staticità. Sopralluoghi che secondo l'ingegnere non furono poi effettuati in maniera professionale poichè vi sarebbero stati errori nella valutazione della resistenza del calcestruzzo. Dovuti sopratutto nel valutare la resistenza di carota e relativi coifficienti di disturbo che non fu applicato nell'occasione. Infine su 360 pilastri che compongono la struttura di via Carlo Amalfi un sola prova avrebbe dato esito negativo. Con tali elementi – se si tiene conto che  l'ingegnere Elefante qualche tempo fa in occasione di un incontro con la cittadinanza e l'amministrazione dimostrò fino all'inverosimile che con una spesa quasi irrisoria era possibile il recupero dell'edificio il caso "Carlo Amalfi" – la questione potrebbe senz'altro ritornare ancora in discussione. In ogni caso – tiene a precisare l'ingegnere Elefante – appare alquanto anomalo che non si applichino gli stessi criteri di indagine anche in relazione agli eventuali problemi della scuola "Gargiulo e Maresca" che presenta evidenti segni di degrado strutturale. Se si tiene conto inoltre che si è in presenza di un edificio dalle dimensioni alquanto consistenti, di due piani, con enormi luci ed un tetto inclinato, l'evitare un intervento approfondito relativo ad un eventuale problema statico della struttura potrebbe senz'altro rivelarsi pericoloso. Ora, poichè la discussione è relativa alla sicurezza di un edificio scolastico e visto la recente storia delle scuole italiane dalla quale non possiamo assolutamente escludere quelle della penisola sorrentina, sarebbe opportuno che la cittadinanza spingesse affinchè si chiarisse tale situazione sollevando un'indagine approfondita sullo stato strutturale dell'edificio. –  18 gennaio 2015 – salvatorecaccaviello positanonews