Maiori Costa d’ Amalfi . Ricordo di Giuseppe Primicerio

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Costa d’Amalfi – La Maiori “ufficiale” non ha mai ricordato e continua a non far niente per onorare la figura di Giuseppe Primicerio, medico, storico e poeta, scomparso il 24 dicembre del 1981, del quale tra pochi giorni, il 20 gennaio, ricorre il centotreesimo anniversario della nascita. Eppure si tratta di uno dei figli migliori di questo paese, ormai consegnato all’oblio. Giuseppe Primicerio è stato un grande medico, apprezzato anche per le sue alte capacità cliniche di trovare abitualmente un rapido e giusto orientamento diagnostico; a un paziente, ne sono stato testimone, diagnosticò una pleurite di tre centimetri. Incredulo, egli si rivolse a un altro medico che gli prescrisse una radiografia: l’accertamento radiologico confermò in pieno la diagnosi fatta da Primicerio. Questo medico umanista fu un personaggio rispettato da tutti in Costiera Amalfitana per qualificata professionalità, coerenza di servizio e grande senso del dovere. Era la classica figura del medico di una volta. Molti a Maiori lo citano ancora oggi come un uomo straordinario, molto erudito, magari un po’ burbero, ma sempre pronto ad assistere i suoi malati, non lucri causa ma gratis et amore dei seguendo l’impulso del suo cuore generoso. Ha tenuto l’unica condotta medica per una quarantina d’anni nelle due comunità di Maiori e Minori, senza pause di lunga durata, costantemente dedito al suo ruolo di efficiente operatore sanitario, tanto da lasciare sbalorditi per la perspicacia e la tenacia nel servizio a favore della popolazione. La biografia, riferita ai momenti più significativi della sua vita, e ancora di più le varie testimonianze di chi l’ha conosciuto personalmente danno come risultato una figura di medico stimato, di uomo di grande spessore culturale, il tutto senza retorica. Ha lasciato pregevoli pubblicazioni, basilari per la memoria locale, ma anche saggi, relazioni e poesie. La sua produzione letteraria esordì con “Notiziario e Guida della città di Maiori”, pubblicato nel 1965 dall’editore Boccia, con testo a fronte in inglese: ancora oggi – a distanza di oltre 50 anni – esso risulta attuale e di notevole interesse culturale. In detto opuscolo, Primicerio, per facilitarne la ricerca, distribuisce la materia in cinque capitoli: la parte prima, Città di Maiori: notizie storiche dalle origini a oggi; la seconda, Paesaggio: topografia, bellezze naturali; parte terza, Monumenti: avanzi di antichi fortilizi; parte quarta: Attività varie: escursioni, gite, notizie d’interesse turistico; parte quinta, La frazione di Erchie e altre località.
L’attività poetica, cominciata con un omaggio ai genitori, e non poteva essere altrimenti, alla mamma in particolare, appunto con il libro “Poesie”, stampato nel 1966 dall’editore Boccia, continuò poi con altre opere che spaziavano dalla storia alla letteratura. A questo riguardo mi piace trascrivere la poesia iniziale del volume dal titolo:
“ Ricordo di mamma “
Mamma mia / comm’a tutt’è mamme si o’ tesoro cchiù caro d’o munno!
Si morta / so’ tant’anne / ma pe mmè / si sempre viva / comm’a tanne.
Te sento ogni matina ca me salute : buongiorno figlio mio ; m’avoto a
attuorno ppe te vasà a mano / e nun te vedo / ma sento ‘o vaso ca me daie n’fronte.
E’ strano overo ! quann’iere viva ancora nun te muvive a int’a casa toia;
mo , vaie appriesso a o figlio tuio / ca va spierto p’o munno / senza gioia.
Quanta pena te dai pe cchistu figlio / p’ò tenè mente e nun ò fa sta sulo ;
ma è ppe poc’ato ancora mamma mia / po’ cia facimmo nsieme ‘a cumpagnia.

Altra pubblicazione interessante, scaturita da un’attenta ricerca delle memorie locali, è stata “Cenni illustrativi su la vita e le opere di Luigi Staibano” edita nel 1967 per l’editore Boccia.
Ma tra i maggiori contributi apportati da Giuseppe Primicerio allo studio della storia locale va ricordata la fondamentale opera: “La città di Maiori dalle origini a tempi moderni”, di cui non poté curare la pubblicazione per le gravi condizioni di salute. La diffusione del libro avvenne nel 1983 a cura dei nipoti Raffaella,Francesca, Tindaro e Alessandro. Con molta modestia, l’autore, nella parte introduttiva, dichiarava che la finalità di questo testo ” é quella di apportare un nuovo contributo per una più approfondita conoscenza della nostra patria storia”. Ma in verità non è solo questo. Alcune problematiche di ricerca storica poste nel libro di Primicerio sono tuttora dibattute dagli storici locali e non, come ad esempio quelle che riguardano le origini e il nome di Maiori, l’anno di nascita della Repubblica di Amalfi, e poi l’interrogativo: fu vera Repubblica quella di Amalfi? Un testo, comunque lo si voglia giudicare, che rimane ancora oggi di grande interesse storico per il territorio .Comunque, il breve profilo, che oggi ho tracciato, di questo nostro concittadino è rivolto soprattutto alla nuova generazione di giovani perché possano venire a conoscenza di alcuni fatti locali ed avere notizia di scrittori maioresi, vissuti in un passato lontano o abbastanza vicino. Una volta si rendevano onori ai personaggi più illustri. Senza nulla togliere ai letterati, agli scienziati e agli artisti illustri, ai quali in tutte le città sono dedicati luoghi pubblici e palazzi, vorrei che non si dimenticassero anche quelli della nostra terra, come Primicerio, che hanno lasciato il segno delle loro opere a tutte le generazioni. Anche perché noi siamo ciò che ricordiamo di essere stati. Dimenticare il passato equivale a distruggere la base della propria identità e della propria continuità nel tempo.
Antonio AmatoCosta d’Amalfi – La Maiori “ufficiale” non ha mai ricordato e continua a non far niente per onorare la figura di Giuseppe Primicerio, medico, storico e poeta, scomparso il 24 dicembre del 1981, del quale tra pochi giorni, il 20 gennaio, ricorre il centotreesimo anniversario della nascita. Eppure si tratta di uno dei figli migliori di questo paese, ormai consegnato all’oblio. Giuseppe Primicerio è stato un grande medico, apprezzato anche per le sue alte capacità cliniche di trovare abitualmente un rapido e giusto orientamento diagnostico; a un paziente, ne sono stato testimone, diagnosticò una pleurite di tre centimetri. Incredulo, egli si rivolse a un altro medico che gli prescrisse una radiografia: l’accertamento radiologico confermò in pieno la diagnosi fatta da Primicerio. Questo medico umanista fu un personaggio rispettato da tutti in Costiera Amalfitana per qualificata professionalità, coerenza di servizio e grande senso del dovere. Era la classica figura del medico di una volta. Molti a Maiori lo citano ancora oggi come un uomo straordinario, molto erudito, magari un po’ burbero, ma sempre pronto ad assistere i suoi malati, non lucri causa ma gratis et amore dei seguendo l’impulso del suo cuore generoso. Ha tenuto l’unica condotta medica per una quarantina d’anni nelle due comunità di Maiori e Minori, senza pause di lunga durata, costantemente dedito al suo ruolo di efficiente operatore sanitario, tanto da lasciare sbalorditi per la perspicacia e la tenacia nel servizio a favore della popolazione. La biografia, riferita ai momenti più significativi della sua vita, e ancora di più le varie testimonianze di chi l’ha conosciuto personalmente danno come risultato una figura di medico stimato, di uomo di grande spessore culturale, il tutto senza retorica. Ha lasciato pregevoli pubblicazioni, basilari per la memoria locale, ma anche saggi, relazioni e poesie. La sua produzione letteraria esordì con “Notiziario e Guida della città di Maiori”, pubblicato nel 1965 dall’editore Boccia, con testo a fronte in inglese: ancora oggi – a distanza di oltre 50 anni – esso risulta attuale e di notevole interesse culturale. In detto opuscolo, Primicerio, per facilitarne la ricerca, distribuisce la materia in cinque capitoli: la parte prima, Città di Maiori: notizie storiche dalle origini a oggi; la seconda, Paesaggio: topografia, bellezze naturali; parte terza, Monumenti: avanzi di antichi fortilizi; parte quarta: Attività varie: escursioni, gite, notizie d’interesse turistico; parte quinta, La frazione di Erchie e altre località.
L’attività poetica, cominciata con un omaggio ai genitori, e non poteva essere altrimenti, alla mamma in particolare, appunto con il libro “Poesie”, stampato nel 1966 dall’editore Boccia, continuò poi con altre opere che spaziavano dalla storia alla letteratura. A questo riguardo mi piace trascrivere la poesia iniziale del volume dal titolo:
“ Ricordo di mamma “
Mamma mia / comm’a tutt’è mamme si o’ tesoro cchiù caro d’o munno!
Si morta / so’ tant’anne / ma pe mmè / si sempre viva / comm’a tanne.
Te sento ogni matina ca me salute : buongiorno figlio mio ; m’avoto a
attuorno ppe te vasà a mano / e nun te vedo / ma sento ‘o vaso ca me daie n’fronte.
E’ strano overo ! quann’iere viva ancora nun te muvive a int’a casa toia;
mo , vaie appriesso a o figlio tuio / ca va spierto p’o munno / senza gioia.
Quanta pena te dai pe cchistu figlio / p’ò tenè mente e nun ò fa sta sulo ;
ma è ppe poc’ato ancora mamma mia / po’ cia facimmo nsieme ‘a cumpagnia.

Altra pubblicazione interessante, scaturita da un’attenta ricerca delle memorie locali, è stata “Cenni illustrativi su la vita e le opere di Luigi Staibano” edita nel 1967 per l’editore Boccia.
Ma tra i maggiori contributi apportati da Giuseppe Primicerio allo studio della storia locale va ricordata la fondamentale opera: “La città di Maiori dalle origini a tempi moderni”, di cui non poté curare la pubblicazione per le gravi condizioni di salute. La diffusione del libro avvenne nel 1983 a cura dei nipoti Raffaella,Francesca, Tindaro e Alessandro. Con molta modestia, l’autore, nella parte introduttiva, dichiarava che la finalità di questo testo ” é quella di apportare un nuovo contributo per una più approfondita conoscenza della nostra patria storia”. Ma in verità non è solo questo. Alcune problematiche di ricerca storica poste nel libro di Primicerio sono tuttora dibattute dagli storici locali e non, come ad esempio quelle che riguardano le origini e il nome di Maiori, l’anno di nascita della Repubblica di Amalfi, e poi l’interrogativo: fu vera Repubblica quella di Amalfi? Un testo, comunque lo si voglia giudicare, che rimane ancora oggi di grande interesse storico per il territorio .Comunque, il breve profilo, che oggi ho tracciato, di questo nostro concittadino è rivolto soprattutto alla nuova generazione di giovani perché possano venire a conoscenza di alcuni fatti locali ed avere notizia di scrittori maioresi, vissuti in un passato lontano o abbastanza vicino. Una volta si rendevano onori ai personaggi più illustri. Senza nulla togliere ai letterati, agli scienziati e agli artisti illustri, ai quali in tutte le città sono dedicati luoghi pubblici e palazzi, vorrei che non si dimenticassero anche quelli della nostra terra, come Primicerio, che hanno lasciato il segno delle loro opere a tutte le generazioni. Anche perché noi siamo ciò che ricordiamo di essere stati. Dimenticare il passato equivale a distruggere la base della propria identità e della propria continuità nel tempo.
Antonio Amato