La cornice delle luci d’artista al Concorso Internazionale “Poetando sotto le luci di Natale 2014”

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Venerdì 9 gennaio 2015, presso il palazzo Sant’Agostino della Provincia di Salerno, c’è stata la premiazione del primo Concorso Internazionale “Poetando sotto le luci di Natale 2014.”Suggestiva e magistrale la location, la Sala Bottiglieri , degna cornice di un evento poetico, la cui caratteristica è stata la sua portata multiculturale con le poesie scritte in qualsiasi idioma, ma con la traduzione in italiano. Tantissime le poesie pervenute, raccolte in un’antologia per serbare, ricordare e meditare sul nostro tempo. Meticoloso e accurato il lavoro della giuria e del Presidente, composta da :
Carlo Di Legge Presidente di giuria, Preside, filosofo, poeta, saggista originario della regione Puglia
Cinzia Lucia Guida dirigente dell’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno, ma originaria della regione Calabria.
Rossella Pesiri professoressa di lettere, nativa di Avellino.
Eugenio Sorrentino giornalista di Bergamo e direttore di Orbiternews Notiziario Spaziale.
Antonello Novellino regista internazionale.
Raffaele Palumbo Presidente Dipartimento Studi e Ricerche Turistiche e di Sviluppo Territoriale Regione Campania – Vice Presidente del Centro di Ricerca Sperimentale in Economia Gestionale e Alta Formazione, docente di Turismo Campus Città del Sapere Polo Universitario di Napoli UNITELMA SAPIENZA, che ha proposto un gemellaggio di questo Concorso con una Scuola del Brasile: Istituto Francisco Alvares Florence della Città di Novo Horizonte dello Stato di San Paolo, ed è stata già contattata la vice Preside Anita Gombrade per il protocollo d’intesa.

Presentatrice d’eccezione la costumista e stilista Iole Capparrone che con garbo e stile inimmaginabili ha condotto l’evento attestando una personalità poliedrica e versatile in qualsiasi campo.
La promotrice e l’organizzatrice di tale manifestazione è stata la professoressa Maria Marsicano, che dal 2007 raccoglie versi e rime di adulti e bambini in un premio dal titolo “Premio Iolanda Cappuccio…poesie per ricordare” giunto quest’anno all’ottava edizione, che si svolge in estate a Pisciotta (Sa) e che vanta tra l’altro due medaglie dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La professoressa Maria Marsicano auspica lo stesso successo anche per il Premio” Poetando sotto le luci di Natale”organizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno e a giudicare dal successo di quest’anno sembra proprio sulla stessa scia con il medesimo comune denominatore di arte e poesie, difatti le meravigliose poesie sono state premiate con un’opera d’arte a firma dell’artista Anna De Rosa, che raccoglie successi nazionali e internazionali. Le opere con cui sono stati premiati i vincitori si possono visionare sul sito www.Premio Celeste.it, i titoli delle opere sono: Costiera con barche, Uva, Sottobosco, Sottobosco fiorito, La Capanna, Gregge.
Altra chicca di diamante, che può annoverare questo Concorso, o meglio un’altra opera d’arte realizzata con l’anima, scaturita dal cuore e esposta con l’amore infinito di cui ogni mamma è capace è stato il sublime messaggio di sensibilizzazione, lanciato dalla dottoressa Stefania Lezzi alla Scuola, invitandola a proteggere e a fare il bene dei ragazzi, che le sono stati affidati, specificando che la Scuola può fare e fa tanto bene, ma può fare e ha fatto anche tanto male e la professoressa Marsicano, sia in veste di docente che di mamma suggerisce che nella Scuola si devono trattare gli alunni così come si vorrebbe fossero trattati i propri figli. Solo migliorando la Scuola si può cambiare il paese, come giustamente afferma il nostro Presidente del Consiglio.
L’albo d’oro di questo Concorso e i giudizi del Presidente sono i seguenti:
Emanuela Schimicci V classe sezione Primaria
“Sicretu “ (Mistero) I posto
La poesia della giovanissima autrice siciliana, oltre a mostrare la freschezza e la bellezza del suo dialetto, credo palermitano, riesce pienamente e direi miracolosamente in diversi intenti. Porta il senso del titolo, nella modalità della sospensione dell’aperto, con cui si svolge e conclude; lo fa in modo del tutto coerente, nel senso che nei versi si mostra qualcosa di incomprensibile ma nel modo fortemente allusivo, e ancora è coerente, per quanto ad ogni strofa lo sia con immagini nuove; il mistero viene indicato e mai spiegato (se non forse nel sottotitolo “Shoah”) nella modalità della leggerezza, con cui d’un fiato si scorrono i versi; eppure si rimanda a qualcosa di notturno e alla lettera “sconvolgente”, dove l’indizio è esplicito, trattandosi di “un cimitero … con lapidi e tombe” in cui per qualcuno non vi sarebbero morti né assassini, e tanto meno risorti. Se noi pensiamo all’ironia della storiografia sulla Shoah e sull’Olocausto, forse aggiungiamo a questi versi qualcosa che l’autrice non conosce ancora; eppure tutto qui si presenta puntualmente, misteriosamente!
Tommaso Moretta III I “Don Bosco” Marcianise (CE)Sezione secondaria di primo grado
Ieri e oggi I posto
Anche in questo caso la poesia tratta della terra violata che appartiene al giovane autore. Sono in molti a svolgere l’argomento ma in questa proposta esso viene svolto con sincerità e freschezza d’ispirazione, secondo il modulo del raffronto tra un passato felice e la verità avvelenata del presente, dove non si vede via d’uscita. E anche questa è una posizione
possibile comprensibile

Chiara Della Monica III D Scuola “De Filippis-Pastorino Sezione secondaria di primo grado
Nostalgia I posto ex aequo
Sembra autentico il sentimento che l‘autrice esprime nel titolo. Il sentimento: vuol dire che il seme che i morti hanno lanciato in qualche modo prosegue a germogliare nei vivi, che riconoscono la propria “stella polare” invisibile a partire dalle immagini del visibile; la modalità: asciutta, senza la retorica a cui siamo purtroppo abituati. Dunque il sentimento poetico del permanere dell’invisibile qui viene espresso in una modalità poetica.

Pasqualina Bove II anno classico Giordano Bruno Maddaloni (Ce) Scuola secondaria di secondo grado
C’è freddo I posto
L’alunna ha proposto lo stato d’animo di un’adolescente, nel momento della tristezza e della solitudine. In questo caso la proposta viene portata con una capacità immaginativa che, per quanto è dato sapere, si dimostra originale e veramente alle soglie della poesia, p. esempio nei versi “E sotto quest’unghia di luna, /che tacita graffia il cielo nero,/bussa adirato il vento a queste porte sole”. Si può ritenere come una citazione esplicita ma adeguata e pertinente l’interpolazione del carducciano “com’esuli pensieri”. La seconda parte della poesia, in modo opportuno ed esplicito nel partire dai versi “così pure il cuor mio” e fino al termine, offre la ragione della lunga analogia di partenza tra i temi espressivi del paesaggio e dell’anima: il paesaggio è un paesaggio dell’anima.
Eugenio Ciliberti sezione Italiani all’estero
Take me back I posto
La bella poesia in lingua inglese mostra un evidente senso del ritmo: “Take me back/to where it all began/to those fields green hope/where I used to run carefree/relentlessly” che si fonda sul presupposto della lettura a voce elegante e snella ma potente e quindi dell’ascolto. Accuratamente espresso e solido, nonostante la freschezza, il contenuto in cui torna, alla fine di ogni strofa, l’avverbio “relentlessly” che sta ad esprimere l’irreversibilità e la velocità con cui il tempo sembra trascorrere.
In tale atmosfera, in cui qualcosa di spietato incombe sugli innocenti, come il tempo o l’epoca (“Hunting season is starting/and the lambs are already on the run”), ancora soltanto si può nutrire la speranza che un dio sia (“Oh good God”), e che solo egli possa portare indietro agli inizi del tempo (“take me back”), ovvero che possa darci almeno una ragione, che sia valida a spiegare perché il nostro destino non può cambiare “tell us the reason/to understand why we cannot change our destiny”). Si tratta infine d’una struggente versione poetica della speranza, che deve misurarsi con l’apparente irreversibilità del tempo.
Giuseppe De Vita sezione adulti
Èreva re viento I posto ex aequo
Anche la poesia di Giuseppe De Vita viene classificata al primo posto ex aequo. Si tratta di un poeta colto, ma che ha fatto dell’umile dialetto del Cilento e del suo paese natale, Moio della Civitella, il proprio cavallo di battaglia. Un poeta che dichiara, in questo componimento, la propria poetica delle umili cose. La poesia si nutre di povere cose, delle piccole immagini del mondo quotidiano, ma la vita della poesia può essere grande in proporzione inversa rispetto alla dimensione dei mezzi trovati; anzi, in fondo, anche quelle minime entità non sono insignificanti come sembrano allo sguardo superficiale. Così per l’éreva re viento, l’umile parietaria officinalis o erba di muro: perché anche una pianta così umile contribuisce alla bellezza e all’ordine del mondo. Allo stesso modo avviene per tanti di noi, ognuno nel luogo e nella dimensione in cui già si trova a essere – in conformità all’antico pensiero per cui qualunque cosa, benché infima, può essere oggetto di studio e di meraviglia.

Pino Veneroso sezione adulti
Franca (???)
La poesia di Pino Veneroso viene classificata al I posto ex aequo per l’invenzione e l’estemporaneità che non è solo o tanto del poeta che la sa cogliere, quanto dei sentimenti stessi. D’improvviso, nella quotidianità, il poeta viene appellato da una persona inconsapevole, allo stesso modo in cui lo chiamava la mamma. Un tuffo al cuore, un istante che s’innalza, in nome dei sentimenti, sul fluire del tempo, collegando l’adesso al passato, come se il tempo non fosse ciò che chiamiamo il trascorso, ma sempre presente, come difatti avviene sempre nel tempo dell’emozione.
Stefania Lezzi
Dire quanto hai cambiato la mia vita? I posto
La poesia modula un sentimento antico e noto, quello del tragico e della sventura, espresso in grandi versi nella storia dell’umanità: la perdita della figlia, forse il peggiore evento che possa pregiudicare una vita, tanto più quella della madre.
La vita cambia da quando i figli sono nati, come chiunque accerta nella propria esperienza. Ma, come si viene arricchiti dalla presenza, così si è distrutti dalla perdita. Solo, si può affrontare ogni giorno di vita con coraggio. Si sviluppa così un discorso di ricordi di vita negli oggetti e nelle immagini e, finché chi resta è vivo, chi è andata resta nel suo ricordo.
Questa lirica presenta il sentimento autentico del dolore e lo fa con secca, dignitosa autenticità. Non vuole esibire il dolore: ma il dolore l’ha toccata. La poesia vuole esprimere cosa che è importante nell’esistenza, testimoniandola.
POESIE MENZIONATE
Raffaele Raucci III I “Don Bosco” Marcianise Scuola secondaria di primo grado.
La terra dei fuochi
L’autore ha svolto l’argomento spinoso, assai trattato e percorso e perciò non facile, della cd. terra dei fuochi : lo ha fatto in modo molto efficace, in tre fasi. Presenta la propria terra, in un primo momento, facendo vivere a chi legge lo scempio che l’uomo può perpetrare sulla propria prima e ultima madre; nella seconda breve, concisa formulazione, egli argomenta a partire dalla domanda: “Vuoi vivere, studiare/andare a scuola o lavorare?” per concludere che, per poterlo fare, non dovrebbe avvicinarsi.
Chiara Ricciardi IIID De Filippis-Pastorino Salerno Scuola secondaria di primo grado
Per mio padre
I versi della giovane autrice sono meritevoli di riconoscimento perché presentano in modo evidente una caratteristica della poesia: la poesia dev’essere vera. L’autrice fa questo nella modalità del racconto dei propri sentimenti e anche dell’esclamazione, ma non sembra mai che esageri. Mostra se stessa, si rivela, ma dice la propria verità: ha il coraggio di chi si presenta allo scoperto senza retorica, ma per autentica esigenza di scrivere e così esprimersi.
Ida Ceccarelli
Insicurezza
Il tema dell’insicurezza viene svolto fino in fondo con una sequenza logica che sempre, sebbene svolta per immagini, pertiene alla poesia. Infine, tuttavia, v’è posto alla possibilità che, dall’insicurezza, a ognuno sia dato il riscatto. I versi sono stringati, essenziali, non concedono alcunché alla retorica.

Un sincero grazie a tutti gli amanti della poesia e un caloroso arrivederci alla seconda edizione.Venerdì 9 gennaio 2015, presso il palazzo Sant’Agostino della Provincia di Salerno, c’è stata la premiazione del primo Concorso Internazionale “Poetando sotto le luci di Natale 2014.”Suggestiva e magistrale la location, la Sala Bottiglieri , degna cornice di un evento poetico, la cui caratteristica è stata la sua portata multiculturale con le poesie scritte in qualsiasi idioma, ma con la traduzione in italiano. Tantissime le poesie pervenute, raccolte in un’antologia per serbare, ricordare e meditare sul nostro tempo. Meticoloso e accurato il lavoro della giuria e del Presidente, composta da :
Carlo Di Legge Presidente di giuria, Preside, filosofo, poeta, saggista originario della regione Puglia
Cinzia Lucia Guida dirigente dell’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno, ma originaria della regione Calabria.
Rossella Pesiri professoressa di lettere, nativa di Avellino.
Eugenio Sorrentino giornalista di Bergamo e direttore di Orbiternews Notiziario Spaziale.
Antonello Novellino regista internazionale.
Raffaele Palumbo Presidente Dipartimento Studi e Ricerche Turistiche e di Sviluppo Territoriale Regione Campania – Vice Presidente del Centro di Ricerca Sperimentale in Economia Gestionale e Alta Formazione, docente di Turismo Campus Città del Sapere Polo Universitario di Napoli UNITELMA SAPIENZA, che ha proposto un gemellaggio di questo Concorso con una Scuola del Brasile: Istituto Francisco Alvares Florence della Città di Novo Horizonte dello Stato di San Paolo, ed è stata già contattata la vice Preside Anita Gombrade per il protocollo d’intesa.

Presentatrice d’eccezione la costumista e stilista Iole Capparrone che con garbo e stile inimmaginabili ha condotto l’evento attestando una personalità poliedrica e versatile in qualsiasi campo.
La promotrice e l’organizzatrice di tale manifestazione è stata la professoressa Maria Marsicano, che dal 2007 raccoglie versi e rime di adulti e bambini in un premio dal titolo “Premio Iolanda Cappuccio…poesie per ricordare” giunto quest’anno all’ottava edizione, che si svolge in estate a Pisciotta (Sa) e che vanta tra l’altro due medaglie dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La professoressa Maria Marsicano auspica lo stesso successo anche per il Premio” Poetando sotto le luci di Natale”organizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Calcedonia di Salerno e a giudicare dal successo di quest’anno sembra proprio sulla stessa scia con il medesimo comune denominatore di arte e poesie, difatti le meravigliose poesie sono state premiate con un’opera d’arte a firma dell’artista Anna De Rosa, che raccoglie successi nazionali e internazionali. Le opere con cui sono stati premiati i vincitori si possono visionare sul sito www.Premio Celeste.it, i titoli delle opere sono: Costiera con barche, Uva, Sottobosco, Sottobosco fiorito, La Capanna, Gregge.
Altra chicca di diamante, che può annoverare questo Concorso, o meglio un’altra opera d’arte realizzata con l’anima, scaturita dal cuore e esposta con l’amore infinito di cui ogni mamma è capace è stato il sublime messaggio di sensibilizzazione, lanciato dalla dottoressa Stefania Lezzi alla Scuola, invitandola a proteggere e a fare il bene dei ragazzi, che le sono stati affidati, specificando che la Scuola può fare e fa tanto bene, ma può fare e ha fatto anche tanto male e la professoressa Marsicano, sia in veste di docente che di mamma suggerisce che nella Scuola si devono trattare gli alunni così come si vorrebbe fossero trattati i propri figli. Solo migliorando la Scuola si può cambiare il paese, come giustamente afferma il nostro Presidente del Consiglio.
L’albo d’oro di questo Concorso e i giudizi del Presidente sono i seguenti:
Emanuela Schimicci V classe sezione Primaria
“Sicretu “ (Mistero) I posto
La poesia della giovanissima autrice siciliana, oltre a mostrare la freschezza e la bellezza del suo dialetto, credo palermitano, riesce pienamente e direi miracolosamente in diversi intenti. Porta il senso del titolo, nella modalità della sospensione dell’aperto, con cui si svolge e conclude; lo fa in modo del tutto coerente, nel senso che nei versi si mostra qualcosa di incomprensibile ma nel modo fortemente allusivo, e ancora è coerente, per quanto ad ogni strofa lo sia con immagini nuove; il mistero viene indicato e mai spiegato (se non forse nel sottotitolo “Shoah”) nella modalità della leggerezza, con cui d’un fiato si scorrono i versi; eppure si rimanda a qualcosa di notturno e alla lettera “sconvolgente”, dove l’indizio è esplicito, trattandosi di “un cimitero … con lapidi e tombe” in cui per qualcuno non vi sarebbero morti né assassini, e tanto meno risorti. Se noi pensiamo all’ironia della storiografia sulla Shoah e sull’Olocausto, forse aggiungiamo a questi versi qualcosa che l’autrice non conosce ancora; eppure tutto qui si presenta puntualmente, misteriosamente!
Tommaso Moretta III I “Don Bosco” Marcianise (CE)Sezione secondaria di primo grado
Ieri e oggi I posto
Anche in questo caso la poesia tratta della terra violata che appartiene al giovane autore. Sono in molti a svolgere l’argomento ma in questa proposta esso viene svolto con sincerità e freschezza d’ispirazione, secondo il modulo del raffronto tra un passato felice e la verità avvelenata del presente, dove non si vede via d’uscita. E anche questa è una posizione
possibile comprensibile

Chiara Della Monica III D Scuola “De Filippis-Pastorino Sezione secondaria di primo grado
Nostalgia I posto ex aequo
Sembra autentico il sentimento che l‘autrice esprime nel titolo. Il sentimento: vuol dire che il seme che i morti hanno lanciato in qualche modo prosegue a germogliare nei vivi, che riconoscono la propria “stella polare” invisibile a partire dalle immagini del visibile; la modalità: asciutta, senza la retorica a cui siamo purtroppo abituati. Dunque il sentimento poetico del permanere dell’invisibile qui viene espresso in una modalità poetica.

Pasqualina Bove II anno classico Giordano Bruno Maddaloni (Ce) Scuola secondaria di secondo grado
C’è freddo I posto
L’alunna ha proposto lo stato d’animo di un’adolescente, nel momento della tristezza e della solitudine. In questo caso la proposta viene portata con una capacità immaginativa che, per quanto è dato sapere, si dimostra originale e veramente alle soglie della poesia, p. esempio nei versi “E sotto quest’unghia di luna, /che tacita graffia il cielo nero,/bussa adirato il vento a queste porte sole”. Si può ritenere come una citazione esplicita ma adeguata e pertinente l’interpolazione del carducciano “com’esuli pensieri”. La seconda parte della poesia, in modo opportuno ed esplicito nel partire dai versi “così pure il cuor mio” e fino al termine, offre la ragione della lunga analogia di partenza tra i temi espressivi del paesaggio e dell’anima: il paesaggio è un paesaggio dell’anima.
Eugenio Ciliberti sezione Italiani all’estero
Take me back I posto
La bella poesia in lingua inglese mostra un evidente senso del ritmo: “Take me back/to where it all began/to those fields green hope/where I used to run carefree/relentlessly” che si fonda sul presupposto della lettura a voce elegante e snella ma potente e quindi dell’ascolto. Accuratamente espresso e solido, nonostante la freschezza, il contenuto in cui torna, alla fine di ogni strofa, l’avverbio “relentlessly” che sta ad esprimere l’irreversibilità e la velocità con cui il tempo sembra trascorrere.
In tale atmosfera, in cui qualcosa di spietato incombe sugli innocenti, come il tempo o l’epoca (“Hunting season is starting/and the lambs are already on the run”), ancora soltanto si può nutrire la speranza che un dio sia (“Oh good God”), e che solo egli possa portare indietro agli inizi del tempo (“take me back”), ovvero che possa darci almeno una ragione, che sia valida a spiegare perché il nostro destino non può cambiare “tell us the reason/to understand why we cannot change our destiny”). Si tratta infine d’una struggente versione poetica della speranza, che deve misurarsi con l’apparente irreversibilità del tempo.
Giuseppe De Vita sezione adulti
Èreva re viento I posto ex aequo
Anche la poesia di Giuseppe De Vita viene classificata al primo posto ex aequo. Si tratta di un poeta colto, ma che ha fatto dell’umile dialetto del Cilento e del suo paese natale, Moio della Civitella, il proprio cavallo di battaglia. Un poeta che dichiara, in questo componimento, la propria poetica delle umili cose. La poesia si nutre di povere cose, delle piccole immagini del mondo quotidiano, ma la vita della poesia può essere grande in proporzione inversa rispetto alla dimensione dei mezzi trovati; anzi, in fondo, anche quelle minime entità non sono insignificanti come sembrano allo sguardo superficiale. Così per l’éreva re viento, l’umile parietaria officinalis o erba di muro: perché anche una pianta così umile contribuisce alla bellezza e all’ordine del mondo. Allo stesso modo avviene per tanti di noi, ognuno nel luogo e nella dimensione in cui già si trova a essere – in conformità all’antico pensiero per cui qualunque cosa, benché infima, può essere oggetto di studio e di meraviglia.

Pino Veneroso sezione adulti
Franca (???)
La poesia di Pino Veneroso viene classificata al I posto ex aequo per l’invenzione e l’estemporaneità che non è solo o tanto del poeta che la sa cogliere, quanto dei sentimenti stessi. D’improvviso, nella quotidianità, il poeta viene appellato da una persona inconsapevole, allo stesso modo in cui lo chiamava la mamma. Un tuffo al cuore, un istante che s’innalza, in nome dei sentimenti, sul fluire del tempo, collegando l’adesso al passato, come se il tempo non fosse ciò che chiamiamo il trascorso, ma sempre presente, come difatti avviene sempre nel tempo dell’emozione.
Stefania Lezzi
Dire quanto hai cambiato la mia vita? I posto
La poesia modula un sentimento antico e noto, quello del tragico e della sventura, espresso in grandi versi nella storia dell’umanità: la perdita della figlia, forse il peggiore evento che possa pregiudicare una vita, tanto più quella della madre.
La vita cambia da quando i figli sono nati, come chiunque accerta nella propria esperienza. Ma, come si viene arricchiti dalla presenza, così si è distrutti dalla perdita. Solo, si può affrontare ogni giorno di vita con coraggio. Si sviluppa così un discorso di ricordi di vita negli oggetti e nelle immagini e, finché chi resta è vivo, chi è andata resta nel suo ricordo.
Questa lirica presenta il sentimento autentico del dolore e lo fa con secca, dignitosa autenticità. Non vuole esibire il dolore: ma il dolore l’ha toccata. La poesia vuole esprimere cosa che è importante nell’esistenza, testimoniandola.
POESIE MENZIONATE
Raffaele Raucci III I “Don Bosco” Marcianise Scuola secondaria di primo grado.
La terra dei fuochi
L’autore ha svolto l’argomento spinoso, assai trattato e percorso e perciò non facile, della cd. terra dei fuochi : lo ha fatto in modo molto efficace, in tre fasi. Presenta la propria terra, in un primo momento, facendo vivere a chi legge lo scempio che l’uomo può perpetrare sulla propria prima e ultima madre; nella seconda breve, concisa formulazione, egli argomenta a partire dalla domanda: “Vuoi vivere, studiare/andare a scuola o lavorare?” per concludere che, per poterlo fare, non dovrebbe avvicinarsi.
Chiara Ricciardi IIID De Filippis-Pastorino Salerno Scuola secondaria di primo grado
Per mio padre
I versi della giovane autrice sono meritevoli di riconoscimento perché presentano in modo evidente una caratteristica della poesia: la poesia dev’essere vera. L’autrice fa questo nella modalità del racconto dei propri sentimenti e anche dell’esclamazione, ma non sembra mai che esageri. Mostra se stessa, si rivela, ma dice la propria verità: ha il coraggio di chi si presenta allo scoperto senza retorica, ma per autentica esigenza di scrivere e così esprimersi.
Ida Ceccarelli
Insicurezza
Il tema dell’insicurezza viene svolto fino in fondo con una sequenza logica che sempre, sebbene svolta per immagini, pertiene alla poesia. Infine, tuttavia, v’è posto alla possibilità che, dall’insicurezza, a ognuno sia dato il riscatto. I versi sono stringati, essenziali, non concedono alcunché alla retorica.

Un sincero grazie a tutti gli amanti della poesia e un caloroso arrivederci alla seconda edizione.