Sorrento. Operai nel Vallone dei Mulini. Il pianoro di cemento sarà rimosso, al suo posto sarà costruito un arco in tufo

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Sorrento. Offrire a residenti e turisti un’immagine del sito del Vallone dei Mulini che non sia «contaminata» da elementi fuori dal contesto storico che caratterizza il sito. È su questo presupposto che si basa l’intervento, in atto da alcuni giorni, per rimuovere il pianoro di cemento realizzato diversi anni fa nella parte sottostante l’hotel Antiche Mura. Si tratta di un getto di calcestruzzo che aveva lo scopo di rappresentare la parte iniziale di un percorso che si intendeva realizzare per accedere al fondo del Vallone dei Mulini. Ora, finalmente, con un atto del Comune, che ha ottenuto anche il via libera preventivo da parte della Soprintendenza per i Beni artistici, paesaggistici ed archeologici di Napoli e Provincia, è stato concesso il nulla osta ai lavori, eseguiti da parte dei proprietari dell’area, per la rimozione del cemento che, in breve tempo, sarà sostituito da un arco in tufo, materiale che caratterizza l’intero costone. Nel frattempo i sorrentini chiedono anche di eseguire i necessari lavori per il consolidamento e la bonifica delle pareti tufacee. L’area, infatti, a causa della carenza di interventi di manutenzione, è soggetta a continue frane e smottamenti, l’ultimo dei quali risale appena ad una decina di giorni fa. A riguardo si valuta se rimuovere i lecci presenti lungo il costone, i cui impianti radicali, stando a quanto rilevato dai tecnici, sarebbero la causa dello sbriciolamento del tufo. «Non si può consentire – è l’appello che parte dalla cittadinanza – che uno degli angoli più suggestivi e fotografati della città, che sorge a pochi passi dalla centralissima piazza Tasso, si sgretoli senza che nessuno se ne preoccupi». La conferma dell’elevato valore turistico del Vallone dei Mulini è arrivata appena qualche giorno prima dello scorso Natale, quando «Nature», uno dei profili più seguiti su Instagram, che conta circa 4 milioni di followers in ogni angolo del pianeta, ha pubblicato una foto del sito postata direttamente da Sorrento. L’immagine, scattata da Dale Tennyson, ha ottenuto milioni di visualizzazioni, arrivando a collezionare, in poche ore, oltre 300mila «mi piace». Un vero record anche per un profilo frequentato come quello di «Nature». Questo anche perché il Vallone dei Mulini, oltre a vantare una rara bellezza, rappresenta uno dei pochi esempi di archeologia industriale esistenti in città. La zona, infatti, deve il proprio nome alla presenza di un mulino che fu utilizzato fino all’inizio del Novecento per macinare il grano per gli abitanti di Sorrento. Le acque che scendevano dalle colline e quelle sorgive alimentavano, inoltre, una segheria annessa all’impianto che sfruttava il moto delle acque. Attività che rivestì un ruolo strategico per la lavorazione di vari tipi di legno (in particolare ciliegio, ulivo e noce) che veniva utilizzato per la produzione dei tradizionali lavori di intarsio sorrentino. Un’altra caratteristica del Vallone era data dalla presenza di un lavatoio pubblico dove le donne del popolo si recavano per lavare i panni. Ora sia l’imponente struttura che le pareti circostanti sono completamente ricoperte di vegetazione, un’enorme chiazza verde che contribuisce a rendere il paesaggio ancora più suggestivo per chi lo ammira dalla terrazza naturale che sorge lungo via Fuorimura. (Massimiliano D’Esposito – Il Mattino)  

Sorrento. Offrire a residenti e turisti un’immagine del sito del Vallone dei Mulini che non sia «contaminata» da elementi fuori dal contesto storico che caratterizza il sito. È su questo presupposto che si basa l’intervento, in atto da alcuni giorni, per rimuovere il pianoro di cemento realizzato diversi anni fa nella parte sottostante l’hotel Antiche Mura. Si tratta di un getto di calcestruzzo che aveva lo scopo di rappresentare la parte iniziale di un percorso che si intendeva realizzare per accedere al fondo del Vallone dei Mulini. Ora, finalmente, con un atto del Comune, che ha ottenuto anche il via libera preventivo da parte della Soprintendenza per i Beni artistici, paesaggistici ed archeologici di Napoli e Provincia, è stato concesso il nulla osta ai lavori, eseguiti da parte dei proprietari dell’area, per la rimozione del cemento che, in breve tempo, sarà sostituito da un arco in tufo, materiale che caratterizza l’intero costone. Nel frattempo i sorrentini chiedono anche di eseguire i necessari lavori per il consolidamento e la bonifica delle pareti tufacee. L’area, infatti, a causa della carenza di interventi di manutenzione, è soggetta a continue frane e smottamenti, l’ultimo dei quali risale appena ad una decina di giorni fa. A riguardo si valuta se rimuovere i lecci presenti lungo il costone, i cui impianti radicali, stando a quanto rilevato dai tecnici, sarebbero la causa dello sbriciolamento del tufo. «Non si può consentire – è l’appello che parte dalla cittadinanza – che uno degli angoli più suggestivi e fotografati della città, che sorge a pochi passi dalla centralissima piazza Tasso, si sgretoli senza che nessuno se ne preoccupi». La conferma dell’elevato valore turistico del Vallone dei Mulini è arrivata appena qualche giorno prima dello scorso Natale, quando «Nature», uno dei profili più seguiti su Instagram, che conta circa 4 milioni di followers in ogni angolo del pianeta, ha pubblicato una foto del sito postata direttamente da Sorrento. L’immagine, scattata da Dale Tennyson, ha ottenuto milioni di visualizzazioni, arrivando a collezionare, in poche ore, oltre 300mila «mi piace». Un vero record anche per un profilo frequentato come quello di «Nature». Questo anche perché il Vallone dei Mulini, oltre a vantare una rara bellezza, rappresenta uno dei pochi esempi di archeologia industriale esistenti in città. La zona, infatti, deve il proprio nome alla presenza di un mulino che fu utilizzato fino all’inizio del Novecento per macinare il grano per gli abitanti di Sorrento. Le acque che scendevano dalle colline e quelle sorgive alimentavano, inoltre, una segheria annessa all’impianto che sfruttava il moto delle acque. Attività che rivestì un ruolo strategico per la lavorazione di vari tipi di legno (in particolare ciliegio, ulivo e noce) che veniva utilizzato per la produzione dei tradizionali lavori di intarsio sorrentino. Un’altra caratteristica del Vallone era data dalla presenza di un lavatoio pubblico dove le donne del popolo si recavano per lavare i panni. Ora sia l’imponente struttura che le pareti circostanti sono completamente ricoperte di vegetazione, un’enorme chiazza verde che contribuisce a rendere il paesaggio ancora più suggestivo per chi lo ammira dalla terrazza naturale che sorge lungo via Fuorimura. (Massimiliano D’Esposito – Il Mattino)