Circumvesuviana. L’assessore Vetrella: «Multe e sanzioni in arrivo se non si rispetta il contratto di servizio»

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La bufera Circum ripropone l’annoso problema dei trasporti in Campania. Su ferro, su gomma o per mare, i primi ad essere colpiti dai disagi restano i pendolari. E il 2015 inizia con i fuochi d’artificio delle polemiche. Ne parliamo con l’assessore regionale ai Trasporti, Sergio Vetrella. Relativamente al caso dei capitreno dell’Eav: come si risolve, a suo avviso, la questione dell’ex Circumvesuviana? «Non è un tema di nostra competenza, in quanto l’assessorato si occupa dei contratti di servizio e quando questi non sono rispettati imponiamo multe e sanzioni, così come previsto dalla normativa a tutela dei servizi di trasporto minimi da garantire ai cittadini. Proprio per questo abbiamo messo su una task-force di ispettori che controlla la situazione e abbiamo fatto un accordo con le forze dell’ordine per aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. L’Eav – che sta compiendo sforzi notevoli sulla strada del risanamento – ha avuto e avrà dunque sempre da noi il massimo sostegno finanziario, ma sulle vicende interne si tratta di rapporti tra vertici aziendali, lavoratori e sindacati». L’amministratore unico Eav, Polese, propone di riaprire biglietterie chiuse e stazioni non presidiate, anche per riqualificare personale in esubero: è d’accordo? «Qualunque azione sia in grado di aumentare la qualità dei servizi di trasporto per i cittadini e la sicurezza ci ha sempre visto favorevoli, dunque anche il recupero di biglietterie chiuse e stazioni non presidiate. Ma come riuscire a farlo, ripeto, non spetta alla Regione, bensì all’Eav sulla base di convenzioni e contratti vigenti». Da più parti si lamenta tuttavia una riduzione di corse in Campania dovuta anche a tagli del personale. Può chiarirci le strategie della Regione in merito? «La Regione è ente programmatorio e non gestisce direttamente la struttura delle aziende e la loro organizzazione interna. Per quanto di nostra competenza, nonostante i tagli statali ai trasferimenti sui trasporti, negli ultimi tre anni non abbiamo ridotto le risorse per i contratti di servizio, anzi abbiamo investito milioni di euro per un piano di manutenzione straordinaria dei treni dell’Eav, per ristrutturare quelli più vecchi e sbloccarne l’acquisto di nuovi (vedi commesse Firema); senza contare che abbiamo dovuto anche risolvere il problema dei fornitori che non venivano pagati, per la voragine di oltre 500 milioni accumulata dal gruppo nelle passate gestioni dell’era Bassolino. Abbiamo poi ricapitalizzato il gruppo e fatto approvare dal governo il piano di risanamento dell’ente che stava per fallire. Si è avviato un miglioramento, da completare». A che punto è l’istruttoria regionale del bando di gara per la liberalizzazione dei trasporti in Campania? «La scadenza del 10 dicembre scorso riguardava solo una prima manifestazione di interesse, per poi procedere ai bandi di gara veri e propri. Posso solo dirle che abbiamo ricevuto numerose proposte, anche fuori dalla Campania. Ma non posso fare ancora nomi, è ovvio. Le gare andranno dunque avanti, malgrado i ricorsi –da noi già previsti – da parte di coloro che per varie ragioni vogliono salvaguardare una situazione di monopolio di fatto che non consente il rilancio del trasporto pubblico locale campano e l’avvio di una nuova era di servizi d’alto livello e aziende efficienti, senza più i guasti del passato». Bigliettazione e sistema Tic nell’occhio del ciclone: pioggia di critiche di esponenti del Pd e ricorsi al Tar di alcuni Comuni. Un’iniziativa da rivedere? «Come tutte le iniziative innovative, il nuovo sistema di biglietti integrati Tic ha bisogno di tempo per entrare a regime e produrre tutti i suoi benefici, per questo abbiamo previsto una prima fase di sperimentazione; al termine, sulla base delle rilevazioni e dei risultati, si valuterà l’impatto del provvedimento. Stiamo analizzando tutti i suggerimenti e posso anticiparle che fra pochi giorni ci saranno già alcune novità per migliorare il sistema e soddisfare le esigenze dei viaggiatori. Tralascio invece le strumentalizzazioni ormai sterili del Pd artefice negli anni scorsi di clientele, sprechi, buchi di bilancio, mezzi vecchi e non sostituiti, mancanza di controlli antievasione e soprattutto di un sistema di tariffa integrata imposto anche a chi non utilizzava i mezzi di diverse aziende e con distribuzione dei ricavi tra società a dir poco discutibile». Ma quale politica intende perseguire la Regione sulla Circum? Potenziamento o ridimensionamento? «Continueremo a seguire il piano di risanamento in corso. Non abbiamo fatto e non abbiamo intenzione di fare nessun taglio. Gli unici tagli sono quelli che gli ultimi governi nazionali hanno inflitto a noi e alle altre Regioni». (Donatella Trotta – Il Mattino)

La bufera Circum ripropone l’annoso problema dei trasporti in Campania. Su ferro, su gomma o per mare, i primi ad essere colpiti dai disagi restano i pendolari. E il 2015 inizia con i fuochi d’artificio delle polemiche. Ne parliamo con l’assessore regionale ai Trasporti, Sergio Vetrella. Relativamente al caso dei capitreno dell’Eav: come si risolve, a suo avviso, la questione dell’ex Circumvesuviana? «Non è un tema di nostra competenza, in quanto l’assessorato si occupa dei contratti di servizio e quando questi non sono rispettati imponiamo multe e sanzioni, così come previsto dalla normativa a tutela dei servizi di trasporto minimi da garantire ai cittadini. Proprio per questo abbiamo messo su una task-force di ispettori che controlla la situazione e abbiamo fatto un accordo con le forze dell’ordine per aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. L’Eav – che sta compiendo sforzi notevoli sulla strada del risanamento – ha avuto e avrà dunque sempre da noi il massimo sostegno finanziario, ma sulle vicende interne si tratta di rapporti tra vertici aziendali, lavoratori e sindacati». L’amministratore unico Eav, Polese, propone di riaprire biglietterie chiuse e stazioni non presidiate, anche per riqualificare personale in esubero: è d’accordo? «Qualunque azione sia in grado di aumentare la qualità dei servizi di trasporto per i cittadini e la sicurezza ci ha sempre visto favorevoli, dunque anche il recupero di biglietterie chiuse e stazioni non presidiate. Ma come riuscire a farlo, ripeto, non spetta alla Regione, bensì all’Eav sulla base di convenzioni e contratti vigenti». Da più parti si lamenta tuttavia una riduzione di corse in Campania dovuta anche a tagli del personale. Può chiarirci le strategie della Regione in merito? «La Regione è ente programmatorio e non gestisce direttamente la struttura delle aziende e la loro organizzazione interna. Per quanto di nostra competenza, nonostante i tagli statali ai trasferimenti sui trasporti, negli ultimi tre anni non abbiamo ridotto le risorse per i contratti di servizio, anzi abbiamo investito milioni di euro per un piano di manutenzione straordinaria dei treni dell’Eav, per ristrutturare quelli più vecchi e sbloccarne l’acquisto di nuovi (vedi commesse Firema); senza contare che abbiamo dovuto anche risolvere il problema dei fornitori che non venivano pagati, per la voragine di oltre 500 milioni accumulata dal gruppo nelle passate gestioni dell’era Bassolino. Abbiamo poi ricapitalizzato il gruppo e fatto approvare dal governo il piano di risanamento dell’ente che stava per fallire. Si è avviato un miglioramento, da completare». A che punto è l’istruttoria regionale del bando di gara per la liberalizzazione dei trasporti in Campania? «La scadenza del 10 dicembre scorso riguardava solo una prima manifestazione di interesse, per poi procedere ai bandi di gara veri e propri. Posso solo dirle che abbiamo ricevuto numerose proposte, anche fuori dalla Campania. Ma non posso fare ancora nomi, è ovvio. Le gare andranno dunque avanti, malgrado i ricorsi –da noi già previsti – da parte di coloro che per varie ragioni vogliono salvaguardare una situazione di monopolio di fatto che non consente il rilancio del trasporto pubblico locale campano e l’avvio di una nuova era di servizi d’alto livello e aziende efficienti, senza più i guasti del passato». Bigliettazione e sistema Tic nell’occhio del ciclone: pioggia di critiche di esponenti del Pd e ricorsi al Tar di alcuni Comuni. Un’iniziativa da rivedere? «Come tutte le iniziative innovative, il nuovo sistema di biglietti integrati Tic ha bisogno di tempo per entrare a regime e produrre tutti i suoi benefici, per questo abbiamo previsto una prima fase di sperimentazione; al termine, sulla base delle rilevazioni e dei risultati, si valuterà l’impatto del provvedimento. Stiamo analizzando tutti i suggerimenti e posso anticiparle che fra pochi giorni ci saranno già alcune novità per migliorare il sistema e soddisfare le esigenze dei viaggiatori. Tralascio invece le strumentalizzazioni ormai sterili del Pd artefice negli anni scorsi di clientele, sprechi, buchi di bilancio, mezzi vecchi e non sostituiti, mancanza di controlli antievasione e soprattutto di un sistema di tariffa integrata imposto anche a chi non utilizzava i mezzi di diverse aziende e con distribuzione dei ricavi tra società a dir poco discutibile». Ma quale politica intende perseguire la Regione sulla Circum? Potenziamento o ridimensionamento? «Continueremo a seguire il piano di risanamento in corso. Non abbiamo fatto e non abbiamo intenzione di fare nessun taglio. Gli unici tagli sono quelli che gli ultimi governi nazionali hanno inflitto a noi e alle altre Regioni». (Donatella Trotta – Il Mattino)