Incinta e violentata: “Minacciava di uccidermi se non facevo sesso col cane

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E’ una storia di assurda violenza, angherie e sopraffazioni quella raccontata oggi dal Mirror. La protagonista è Samantha Miler, oggi 35enne, dal 2006 era legata sentimentalmente a Sean Johnstone. I due si conoscono, si amano, tanto da decidere di andare a convivere solo qualche mese dopo. Le cose sembrano andare bene. Ma la vita di Samantha si trasforma ben presto in un incubo, non appena l’uomo scopre che è incinta. I dettagli delle accuse della donna, a cui ha fatto seguito l’arresto dell’uomo, hanno lasciato sgomento il Regno Unito: “Mi violentava davanti ad una webcam anche se ero incinta, se provavo a rifiutarmi mi colpiva con forti pugni sul ventre e la bambina, alla nascita, ha riportato gravi danni cerebrali. Una volta mi ha costretta a fare sesso con il suo rottweiler e spesso mi spegneva le sigarette addosso”. Le violenze non si placano neanche dopo che la piccola è venuta al mondo. E così quando Samantha inizia a temere anche per le sorti della sua bambina, nel 2008, quando la piccola aveva circa sei mesi, fugge di casa e trova il coraggio di raccontare tutto alla polizia. Dopo la denuncia, è partito il processo. Johnstone, che si trova in carcere dal 2012, è finalmente stato giudicato con una sentenza definitiva: l’uomo dovrà scontare 17 anni e sei mesi di carcere.

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E’ una storia di assurda violenza, angherie e sopraffazioni quella raccontata oggi dal Mirror. La protagonista è Samantha Miler, oggi 35enne, dal 2006 era legata sentimentalmente a Sean Johnstone. I due si conoscono, si amano, tanto da decidere di andare a convivere solo qualche mese dopo. Le cose sembrano andare bene. Ma la vita di Samantha si trasforma ben presto in un incubo, non appena l’uomo scopre che è incinta. I dettagli delle accuse della donna, a cui ha fatto seguito l’arresto dell’uomo, hanno lasciato sgomento il Regno Unito: “Mi violentava davanti ad una webcam anche se ero incinta, se provavo a rifiutarmi mi colpiva con forti pugni sul ventre e la bambina, alla nascita, ha riportato gravi danni cerebrali. Una volta mi ha costretta a fare sesso con il suo rottweiler e spesso mi spegneva le sigarette addosso”. Le violenze non si placano neanche dopo che la piccola è venuta al mondo. E così quando Samantha inizia a temere anche per le sorti della sua bambina, nel 2008, quando la piccola aveva circa sei mesi, fugge di casa e trova il coraggio di raccontare tutto alla polizia. Dopo la denuncia, è partito il processo. Johnstone, che si trova in carcere dal 2012, è finalmente stato giudicato con una sentenza definitiva: l’uomo dovrà scontare 17 anni e sei mesi di carcere.

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