Da Mourinho a Muntari: Tagliavento nella bufera. Anche in Champions l’arbitro non vide l’off side. Le vacanze a Positano

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Le manette di Mourinho e il gol non convalidato a Muntari. Le due istantanee legate a Tagliavento, l’arbitro di Terni, che viene fra l’altro in vacanza ogni anno a Positano in Costiera amalfitana, finito nuovamente nella bufera per il gol irregolare convalidato a Caceres. Il tecnico portoghese dell’Inter mimò il gesto delle manette per contestare le decisioni dell’arbitro in un Inter-Sampdoria al Meazza: Tagliavento ridusse i nerazzurri in nove per le espulsioni, contestatissime, di Samuele Cordoba. L’Inter riuscì a pareggiare 0-0, era la stagione 2010, quella del Triplete, una delle serate più complicate per la squadra nerazzurra e una delle direzioni arbitrali che fece maggiormente arrabbiare Mou. I tifosi interisti protestarono in maniera originale nella ripresa con una panolada sul modello spagnolo esibendo fazzoletti bianchi sugli spalti al decimo minuto del secondo tempo. Il gol fantasma. Clamoroso il gol non convalidato a Muntari in un Milan-Juve, la palla aveva ampiamente varcato la linea di porta nonostante il tentativo disperato di intervento di Buffon. Tagliavento lasciò proseguire, la partita finì 1-1, un pareggio che si rivelò decisivo per gli uomini di Conte a fini dello scudetto conquistato nel 2012. Uno dei casi più clamorosi di gol fantasma non visti dagli arbitri e soprattutto un episodio che risultò decisivo per la vittoria della Juve che vinse lo scudetto con quattro punti di vantaggio su Milan allenato da Allegri, ora tecnico dei bianconeri. Gli incroci azzurri. Incroci spesso poco fortunati anche con il Napoli. L’arbitro di Terni faceva parte della squadra di Pechino, arbitro Mazzoleni, una partita nella quale gli azzurri furono ampiamente danneggiati, dalle due espulsioni di Pandev e Zuniga, al rigore molto dubbio assegnato alla Juve per una trattenuta su Vucinic, poi realizzato da Vidal. Protagonista in negativo per gli azzurri anche in un Napoli-Juve, finito 3-3 al San Paolo: fece ripetere il rigore segnato da Hamsik, che poi sbagliò il secondo tentativo. Il fuorigioco in Champions League. L’arbitro di Terni contestatissimo anche nell’edizione 2013 di Champions League: convalidò un gol dello Schalke 04 contro il Basilea con ben quattro giocatori in fuorigioco scatenando la rabbia della squadra svizzera che fu eliminata dalla fase a gironi dopo quella sconfitta per 2-0 in Germania. Un errore clamoroso dell’arbitro, indotto dalla valutazione errata dell’assistente. Rabbia anche sulla stampa svizzera che puntò il dito sull’arbitro internazionale, 42 anni, che ha un negozio di parrucchiere a Terni. Un fuorigioco clamoroso da calcio di punizione, situazione simile a quella di Napoli-Juve ma con la posizione di off-side molto più netta di ben quattro giocatori dello Schalke 04. Fiorentina-Milan. Spesso nell’occhio del ciclone l’arbitro considerato come da molti come il possibile erede di Collina. Molto contestata fu anche la sua direzione arbitrale in Fiorentina-Milan, anticipo delle 12.30 del campionato 2013 finito 2-2: grandi proteste da parte dei viola per l’espulsione di Tomovic e poi del Milan per due rigori contro e quello a favore non fischiato per un fallo di mani evidente di Roncaglia. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Le manette di Mourinho e il gol non convalidato a Muntari. Le due istantanee legate a Tagliavento, l’arbitro di Terni, che viene fra l'altro in vacanza ogni anno a Positano in Costiera amalfitana, finito nuovamente nella bufera per il gol irregolare convalidato a Caceres. Il tecnico portoghese dell’Inter mimò il gesto delle manette per contestare le decisioni dell’arbitro in un Inter-Sampdoria al Meazza: Tagliavento ridusse i nerazzurri in nove per le espulsioni, contestatissime, di Samuele Cordoba. L’Inter riuscì a pareggiare 0-0, era la stagione 2010, quella del Triplete, una delle serate più complicate per la squadra nerazzurra e una delle direzioni arbitrali che fece maggiormente arrabbiare Mou. I tifosi interisti protestarono in maniera originale nella ripresa con una panolada sul modello spagnolo esibendo fazzoletti bianchi sugli spalti al decimo minuto del secondo tempo. Il gol fantasma. Clamoroso il gol non convalidato a Muntari in un Milan-Juve, la palla aveva ampiamente varcato la linea di porta nonostante il tentativo disperato di intervento di Buffon. Tagliavento lasciò proseguire, la partita finì 1-1, un pareggio che si rivelò decisivo per gli uomini di Conte a fini dello scudetto conquistato nel 2012. Uno dei casi più clamorosi di gol fantasma non visti dagli arbitri e soprattutto un episodio che risultò decisivo per la vittoria della Juve che vinse lo scudetto con quattro punti di vantaggio su Milan allenato da Allegri, ora tecnico dei bianconeri. Gli incroci azzurri. Incroci spesso poco fortunati anche con il Napoli. L’arbitro di Terni faceva parte della squadra di Pechino, arbitro Mazzoleni, una partita nella quale gli azzurri furono ampiamente danneggiati, dalle due espulsioni di Pandev e Zuniga, al rigore molto dubbio assegnato alla Juve per una trattenuta su Vucinic, poi realizzato da Vidal. Protagonista in negativo per gli azzurri anche in un Napoli-Juve, finito 3-3 al San Paolo: fece ripetere il rigore segnato da Hamsik, che poi sbagliò il secondo tentativo. Il fuorigioco in Champions League. L’arbitro di Terni contestatissimo anche nell’edizione 2013 di Champions League: convalidò un gol dello Schalke 04 contro il Basilea con ben quattro giocatori in fuorigioco scatenando la rabbia della squadra svizzera che fu eliminata dalla fase a gironi dopo quella sconfitta per 2-0 in Germania. Un errore clamoroso dell’arbitro, indotto dalla valutazione errata dell’assistente. Rabbia anche sulla stampa svizzera che puntò il dito sull’arbitro internazionale, 42 anni, che ha un negozio di parrucchiere a Terni. Un fuorigioco clamoroso da calcio di punizione, situazione simile a quella di Napoli-Juve ma con la posizione di off-side molto più netta di ben quattro giocatori dello Schalke 04. Fiorentina-Milan. Spesso nell’occhio del ciclone l’arbitro considerato come da molti come il possibile erede di Collina. Molto contestata fu anche la sua direzione arbitrale in Fiorentina-Milan, anticipo delle 12.30 del campionato 2013 finito 2-2: grandi proteste da parte dei viola per l’espulsione di Tomovic e poi del Milan per due rigori contro e quello a favore non fischiato per un fallo di mani evidente di Roncaglia. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

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