Bus in scapata: chiuse indagini, avvisi a vertici Autostrade 15 indagati. Ipotesi disastro e omicidio colposi

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AVELLINO, 13 GEN – La procura di Avellino ha chiuso le indagini sull’incidente del 28 luglio 2013 sull’autostrada A16, che causò 40 vittime a bordo di un bus turistico precipitato in una scarpata. Tra le 15 persone raggiunte da avviso di garanzia – riporta oggi “Il Mattino” – ci sono Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, e il direttore generale della società, Riccardo Mollo. Le ipotesi di reato formulate dalla procura sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Ai due manager si aggiungono dieci tra dirigenti e funzionari di Autostrade, più il proprietario del bus precipitato dal viadotto Acqualonga, Gennaro Lametta, e due dipendenti della Motorizzazione. A carico degli ultimi tre c’è anche l’accusa di falso in atto pubblico per aver contraffatto il documento della revisione del veicolo. Il bus, dopo la rottura dei freni, sfondò il guard rail e cadde nel vuoto dal viadotto nel tratto autostradale tra Monteforte e Baiano, nell’Avellinese. Solo nove i superstiti tra i passeggeri. Le vittime erano pellegrini di Pozzuoli, di rientro da un pellegrinaggio a Pietrelcina. Le responsabilità ipotizzate finora nell’inchiesta sono, a carico degli esponenti di Autostrade, legate alle condizioni delle barriere di sicurezza del viadotto e, per il proprietario del bus ed i due dipendenti della Motorizzazione, in relazione alla mancata revisione del veicolo, che circolava con una attestazione fasulla. (ANSA).AVELLINO, 13 GEN – La procura di Avellino ha chiuso le indagini sull’incidente del 28 luglio 2013 sull’autostrada A16, che causò 40 vittime a bordo di un bus turistico precipitato in una scarpata. Tra le 15 persone raggiunte da avviso di garanzia – riporta oggi “Il Mattino” – ci sono Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, e il direttore generale della società, Riccardo Mollo. Le ipotesi di reato formulate dalla procura sono disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Ai due manager si aggiungono dieci tra dirigenti e funzionari di Autostrade, più il proprietario del bus precipitato dal viadotto Acqualonga, Gennaro Lametta, e due dipendenti della Motorizzazione. A carico degli ultimi tre c’è anche l’accusa di falso in atto pubblico per aver contraffatto il documento della revisione del veicolo. Il bus, dopo la rottura dei freni, sfondò il guard rail e cadde nel vuoto dal viadotto nel tratto autostradale tra Monteforte e Baiano, nell’Avellinese. Solo nove i superstiti tra i passeggeri. Le vittime erano pellegrini di Pozzuoli, di rientro da un pellegrinaggio a Pietrelcina. Le responsabilità ipotizzate finora nell’inchiesta sono, a carico degli esponenti di Autostrade, legate alle condizioni delle barriere di sicurezza del viadotto e, per il proprietario del bus ed i due dipendenti della Motorizzazione, in relazione alla mancata revisione del veicolo, che circolava con una attestazione fasulla. (ANSA).

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