Torre Annunziata. Auto esplode nella notte. La gelosia dietro il raid

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Torre Annunziata. Via Campestre, traversa della strada provinciale di via Vittorio Veneto. E’ notte fonda e le lancette segnano l’una quando parte una chiamata al commissariato di Torre Annunziata. “Correte subito, il cancello è in fiamme”. Una volante con due agenti si precipita sul posto: vengono riscontrati danni ad una parte dell’ingresso nel civico 13 e distrutta la fotocellula che garantisce il meccanismo automatico dell’ingresso nel piccolo palazzo di due piani. I poliziotti provano a raccogliere qualche dettaglio e dopo le formalità di rilievo ritornano in commissariato. Il tempo di relazionare con un’informativa sull’accaduto che riscatta l’allarme. Una seconda chiamata avverte di un’esplosione. E’ l’inizio di un incubo. Ad esplodere è un’autovettura, si tratta di una Fiat Seicento di colore scuro. E’ completamente in fiamme e nonostante l’intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme l’auto sarà completamente distrutta. Secondo al prima ricostruzione l’auto sarebbe stata fatta esplodere con una bomba carta. Un ordigno posizionato sotto il veicolo, probabilmente da chi aveva incendiato il cancello. Forse per distogliere l’attenzione dall’obiettivo e garantirsi l’accesso al parco. L’auto era di proprietà di una donna di 67 anni che si è dichiarata estranea all’accaduto e ignara delle motivazioni che avrebbero indotto i malviventi ad un simile gesto. Eppure una prima pista investigativa chiara c’è, ed è quella che stanno battendo in queste ore gli agenti del commissariato torrese agli ordini del dirigente Vincenzo Gioia e il vicequestore aggiunto Elvira Arlì. Secondo alcune testimonianze i due raid sarebbero legati: intorno a mezzanotte i residenti avrebbero assistito ad una lite verbale tra due persone, si tratta di un uomo ed una donna. I due, di 30 anni, avrebbero litigato: questioni legate alla loro situazione personale, problemi di coppia. Poi le urla ed infine due persone che si avvicinano al cancello dell’abitazione e appiccano l’incendio di chiara natura dolosa. Poi il nuovo raid: questa volta i due malviventi non si accontentano di poco e preferiscono colpire il veicolo di loro interesse. Secondo gli investigatori infatti chi ha incendiato l’auto voleva mandare un chiaro messaggio non alla proprietaria, un’anziana donna, ma ad uno dei figli che di fatto hanno in uso l’autovettura. Nessuno al momento ha presentato la denuncia e nemmeno l’intestataria dell’auto ha voluto sporgere denuncia ma sulla vicenda stanno indagando i poliziotti che potrebbero già nelle prossime ore fornire maggiori elementi alla ricostruzione. Tra le ipotesi più accreditate quella di una love story finita male o obbligata a chiudersi: secondo indiscrezioni infatti il giovane sarebbe stato fidanzato per mesi con una ragazza che però non era stata accettata dalla famiglia di lui a causa delle sue scomode appartenenze. A questo però si aggiunge anche un papabile tradimento. Insomma, una vicenda molto intrecciata che soltanto nelle prossime ore potrà essere più chiara. (Giovanna Salvati – Metropolis)

Torre Annunziata. Via Campestre, traversa della strada provinciale di via Vittorio Veneto. E’ notte fonda e le lancette segnano l’una quando parte una chiamata al commissariato di Torre Annunziata. “Correte subito, il cancello è in fiamme”. Una volante con due agenti si precipita sul posto: vengono riscontrati danni ad una parte dell’ingresso nel civico 13 e distrutta la fotocellula che garantisce il meccanismo automatico dell’ingresso nel piccolo palazzo di due piani. I poliziotti provano a raccogliere qualche dettaglio e dopo le formalità di rilievo ritornano in commissariato. Il tempo di relazionare con un’informativa sull’accaduto che riscatta l’allarme. Una seconda chiamata avverte di un’esplosione. E’ l’inizio di un incubo. Ad esplodere è un’autovettura, si tratta di una Fiat Seicento di colore scuro. E’ completamente in fiamme e nonostante l’intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme l’auto sarà completamente distrutta. Secondo al prima ricostruzione l’auto sarebbe stata fatta esplodere con una bomba carta. Un ordigno posizionato sotto il veicolo, probabilmente da chi aveva incendiato il cancello. Forse per distogliere l’attenzione dall’obiettivo e garantirsi l’accesso al parco. L’auto era di proprietà di una donna di 67 anni che si è dichiarata estranea all’accaduto e ignara delle motivazioni che avrebbero indotto i malviventi ad un simile gesto. Eppure una prima pista investigativa chiara c’è, ed è quella che stanno battendo in queste ore gli agenti del commissariato torrese agli ordini del dirigente Vincenzo Gioia e il vicequestore aggiunto Elvira Arlì. Secondo alcune testimonianze i due raid sarebbero legati: intorno a mezzanotte i residenti avrebbero assistito ad una lite verbale tra due persone, si tratta di un uomo ed una donna. I due, di 30 anni, avrebbero litigato: questioni legate alla loro situazione personale, problemi di coppia. Poi le urla ed infine due persone che si avvicinano al cancello dell’abitazione e appiccano l’incendio di chiara natura dolosa. Poi il nuovo raid: questa volta i due malviventi non si accontentano di poco e preferiscono colpire il veicolo di loro interesse. Secondo gli investigatori infatti chi ha incendiato l’auto voleva mandare un chiaro messaggio non alla proprietaria, un’anziana donna, ma ad uno dei figli che di fatto hanno in uso l’autovettura. Nessuno al momento ha presentato la denuncia e nemmeno l’intestataria dell’auto ha voluto sporgere denuncia ma sulla vicenda stanno indagando i poliziotti che potrebbero già nelle prossime ore fornire maggiori elementi alla ricostruzione. Tra le ipotesi più accreditate quella di una love story finita male o obbligata a chiudersi: secondo indiscrezioni infatti il giovane sarebbe stato fidanzato per mesi con una ragazza che però non era stata accettata dalla famiglia di lui a causa delle sue scomode appartenenze. A questo però si aggiunge anche un papabile tradimento. Insomma, una vicenda molto intrecciata che soltanto nelle prossime ore potrà essere più chiara. (Giovanna Salvati – Metropolis)