Incidente sull’Asse Nola-Villa Literno. Giovane di Mondragone aiuta tre feriti, viene travolto e ucciso da un’auto

0

È morto seguendo il suo istinto, in un estremo atto di altruismo ed è stato falciato da un’automobilista alla guida di un’Alfa 147 scura mentre soccorreva gli occupanti di un’altra automobile tamponata sulla strada statale Nola-Villa Literno. Eduardo D’Alessandro, 21 anni, era così: generoso e spensierato; non si è voltato dall’altra parte quando ha visto una Ford Fiesta con a bordo tre ragazzi ridotta in frantumi al centro della strada. La notte per lui era trascorsa in una discoteca di Pozzuoli. All’alba stava rientrando a Mondragone in compagnia di tre amici, raccontando aneddoti della serata e ridendo a squarciagola. L’incidente all’altezza dello svincolo per Ischitella aveva attratto la sua attenzione. Eduardo aveva fatto cenno al suo amico di fermarsi. Lui era sul sedile passeggeri di una Fiat Panda bianca. Così, si era avvicinato allo sportello della Ford chiedendo cosa fosse successo. I tre ragazzi della Ford, tutti di Sessa Aurunca, erano in pessime condizioni. Poi, è arrivato il tragico momento. Quell’attimo in cui sembra non esserci nulla da preoccuparsi e che si trasforma improvvisamente in uno schianto che la strada maledetta non riesce a contenere. Perché il corpo di Eduardo è finito sul parabrezza dell’Alfa 147 guidata da un trentenne di Napoli, sopraggiunta a gran velocità, ed è volato giù in una scarpata con un volo di 20 metri. Il suo corpo è stato trovato sotto al cavalcavia della Nola-Villa Literno, l’arteria che collega i paesi del vesuviano all’entroterra casertano; maledetta perché costata tre volte in più rispetto al progetto iniziale, ma anche per un altro motivo: sulla statale liternese sono morti molti giovani, proprio in quel pezzo di asfalto costruito dai clan camorristici tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta. Un’opera pubblica fatta male, sembrerebbe. L’ultima vittima è stata Eduardo, marmista di professione, da tre anni rientrato a Mondragone dopo un periodo fuori regione. L’ultimo selfie, l’autoscatto col cellulare, Eduardo lo aveva fatto il 9 dicembre: aveva immortalato un brindisi con un’amica e un suo conoscente. Il post è ancora sulla sua pagina facebook. Poi, la decisione di andare in discoteca sabato sera. Alle cinque e trenta il mancato rientro a casa, l’arrivo di vigili del fuoco di Aversa e Mondragone – che lo hanno recuperato – e i carabinieri della compagnia di Casal di Principe, diretti dal capitano Michele Centola. Prima ancora era giunta sul posto una pattuglia di medici dell’Ismet di Palermo che si trovava su un’ambulanza, diretta alla clinica Pineta Grande, per un espianto di organi da una ragazza albanese morta pochi istanti prima in seguito a un altro incidente stradale. Quegli organi dovevano essere donati a un uomo della provincia di Palermo. Alla ricerca della vita, i medici si sono trovati di fronte alla morte. Pesante il bilancio del doppio incidente: un morto e sei feriti, tra loro una ragazza di 30 anni e un 19enne in prognosi riservata. Gli amici di Eduardo sono stati trasferiti alla clinica di Castelvolturno e a Napoli. Gli occupanti delle altre vetture sono stati invece portati all’ospedale di Aversa. Per l’automobilista che ha investito Eduardo è scattata la denuncia penale per omicidio colposo e lesioni gravissime. Ai militari che lo hanno interrogato nel pronto soccorso avrebbe riferito di assumere psicofarmaci. Su di lui e su tutti gli altri superstiti dell’ennesima strage del sabato sera sono stati eseguiti esami per verificare il tasso alcolemico e la presunta assunzione di sostanze stupefacenti. Intanto, a Mondragone, si piange un’altra vittima della maledettissima strada. (Marilù Musto – Il Mattino)

È morto seguendo il suo istinto, in un estremo atto di altruismo ed è stato falciato da un’automobilista alla guida di un’Alfa 147 scura mentre soccorreva gli occupanti di un’altra automobile tamponata sulla strada statale Nola-Villa Literno. Eduardo D’Alessandro, 21 anni, era così: generoso e spensierato; non si è voltato dall’altra parte quando ha visto una Ford Fiesta con a bordo tre ragazzi ridotta in frantumi al centro della strada. La notte per lui era trascorsa in una discoteca di Pozzuoli. All’alba stava rientrando a Mondragone in compagnia di tre amici, raccontando aneddoti della serata e ridendo a squarciagola. L’incidente all’altezza dello svincolo per Ischitella aveva attratto la sua attenzione. Eduardo aveva fatto cenno al suo amico di fermarsi. Lui era sul sedile passeggeri di una Fiat Panda bianca. Così, si era avvicinato allo sportello della Ford chiedendo cosa fosse successo. I tre ragazzi della Ford, tutti di Sessa Aurunca, erano in pessime condizioni. Poi, è arrivato il tragico momento. Quell’attimo in cui sembra non esserci nulla da preoccuparsi e che si trasforma improvvisamente in uno schianto che la strada maledetta non riesce a contenere. Perché il corpo di Eduardo è finito sul parabrezza dell’Alfa 147 guidata da un trentenne di Napoli, sopraggiunta a gran velocità, ed è volato giù in una scarpata con un volo di 20 metri. Il suo corpo è stato trovato sotto al cavalcavia della Nola-Villa Literno, l’arteria che collega i paesi del vesuviano all’entroterra casertano; maledetta perché costata tre volte in più rispetto al progetto iniziale, ma anche per un altro motivo: sulla statale liternese sono morti molti giovani, proprio in quel pezzo di asfalto costruito dai clan camorristici tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta. Un’opera pubblica fatta male, sembrerebbe. L’ultima vittima è stata Eduardo, marmista di professione, da tre anni rientrato a Mondragone dopo un periodo fuori regione. L’ultimo selfie, l’autoscatto col cellulare, Eduardo lo aveva fatto il 9 dicembre: aveva immortalato un brindisi con un’amica e un suo conoscente. Il post è ancora sulla sua pagina facebook. Poi, la decisione di andare in discoteca sabato sera. Alle cinque e trenta il mancato rientro a casa, l’arrivo di vigili del fuoco di Aversa e Mondragone – che lo hanno recuperato – e i carabinieri della compagnia di Casal di Principe, diretti dal capitano Michele Centola. Prima ancora era giunta sul posto una pattuglia di medici dell'Ismet di Palermo che si trovava su un'ambulanza, diretta alla clinica Pineta Grande, per un espianto di organi da una ragazza albanese morta pochi istanti prima in seguito a un altro incidente stradale. Quegli organi dovevano essere donati a un uomo della provincia di Palermo. Alla ricerca della vita, i medici si sono trovati di fronte alla morte. Pesante il bilancio del doppio incidente: un morto e sei feriti, tra loro una ragazza di 30 anni e un 19enne in prognosi riservata. Gli amici di Eduardo sono stati trasferiti alla clinica di Castelvolturno e a Napoli. Gli occupanti delle altre vetture sono stati invece portati all’ospedale di Aversa. Per l’automobilista che ha investito Eduardo è scattata la denuncia penale per omicidio colposo e lesioni gravissime. Ai militari che lo hanno interrogato nel pronto soccorso avrebbe riferito di assumere psicofarmaci. Su di lui e su tutti gli altri superstiti dell’ennesima strage del sabato sera sono stati eseguiti esami per verificare il tasso alcolemico e la presunta assunzione di sostanze stupefacenti. Intanto, a Mondragone, si piange un’altra vittima della maledettissima strada. (Marilù Musto – Il Mattino)

Lascia una risposta