Napoli. Nuovo Teatro Sancarluccio. Massimo Masiello su Umberto Bindi.

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Nuovo Teatro Sancarluccio
Via San Pasquale a Chiaia, 49, Napoli

Giovedì 15 GENNAIO 2015, ORE 11.30

CONFERENZA STAMPA DI  PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO

GLI AMICI SE NE VANNO
LE NOTE INEGUALI DI UMBERTO BINDI
di Gianmarco Cesario ed Antonio Mocciola
 
diretto ed interpretato da
MASSIMO MASIELLO
Elaborazioni musicali a cura di LETTI SFATTI
in scena al Teatro Sancarluccio dal  22 al 25 GENNAIO 2015

Capostipite della canzone d’autore, appartenente alla cosiddetta “scuola genovese”, Umberto Bindi all’alba dei “favolosi” anni ’60 aveva già firmato numerosi successi (“Il nostro concerto”, “Arrivederci”), ma, pur essendo solo all’inizio di una sfolgorante e promettente carriera, ecco che improvvisamente qualcosa si inceppa nei meccanismi dello star system nostrano; la televisione gli sbarra le porte, la sua persona non è più gradita, colpevole la sua omosessualità mai rinnegata, la sua vita privata troppo fuori dagli schemi per un’Italia governata dalla chiesa, in cui il delitto d’onore era ancora quello che Germi definì “Divorzio all’italiana”. Purtroppo l’ostracismo durò fino alla sua morte, nei primi anni del XXI secolo, e la sua carriera non si riprese più. Attraverso le sue canzoni e la sua storia, vogliamo raccontare quest’episodio vergognoso di omofobia e razzismo, sperando che la vicenda umana ed artistica di Umberto resti solo un tragico esempio di un’Italia che non c’è più.

HERMES COMUNICAZIONE
Gianmarco Cesario (3804932026)
Antonio Mocciola (3920368048)

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]

 

Nuovo Teatro Sancarluccio
Via San Pasquale a Chiaia, 49, Napoli

Giovedì 15 GENNAIO 2015, ORE 11.30

CONFERENZA STAMPA DI  PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO

GLI AMICI SE NE VANNO
LE NOTE INEGUALI DI UMBERTO BINDI
di Gianmarco Cesario ed Antonio Mocciola
 
diretto ed interpretato da
MASSIMO MASIELLO
Elaborazioni musicali a cura di LETTI SFATTI
in scena al Teatro Sancarluccio dal  22 al 25 GENNAIO 2015

Capostipite della canzone d’autore, appartenente alla cosiddetta “scuola genovese”, Umberto Bindi all’alba dei “favolosi” anni ’60 aveva già firmato numerosi successi (“Il nostro concerto”, “Arrivederci”), ma, pur essendo solo all’inizio di una sfolgorante e promettente carriera, ecco che improvvisamente qualcosa si inceppa nei meccanismi dello star system nostrano; la televisione gli sbarra le porte, la sua persona non è più gradita, colpevole la sua omosessualità mai rinnegata, la sua vita privata troppo fuori dagli schemi per un’Italia governata dalla chiesa, in cui il delitto d’onore era ancora quello che Germi definì “Divorzio all’italiana”. Purtroppo l’ostracismo durò fino alla sua morte, nei primi anni del XXI secolo, e la sua carriera non si riprese più. Attraverso le sue canzoni e la sua storia, vogliamo raccontare quest’episodio vergognoso di omofobia e razzismo, sperando che la vicenda umana ed artistica di Umberto resti solo un tragico esempio di un’Italia che non c’è più.

HERMES COMUNICAZIONE
Gianmarco Cesario (3804932026)
Antonio Mocciola (3920368048)

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]