Napoli. La beffa dei «Tic»: complicati e introvabili. Avvio flop per la «rivoluzione» del ticket che sostituisce Unico

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Napoli. Anche il biglietto può essere un’avventura. Dal primo gennaio, come molti sanno, sono arrivati i nuovi tagliandi per il trasporto pubblico cittadino: 1,50 euro per il Tic (ticket integrato Campania, valido 90 minuti e più caro di 20 centesimi rispetto al vecchio Unico Napoli), 1 euro per quello a corsa singola. In pochi però sanno che le emettitrici napoletane non stampano i tagliandi da un euro. Tanti se ne stanno accorgendo purtroppo sera dopo sera, perché passate le 20, con le biglietterie e i negozi chiusi, il biglietto economico diventa introvabile. I disagi sono stati tanti l’altra sera, con l’afflusso dei 100mila e più verso il Plebiscito per salutare Pino. Risultato: molti cittadini hanno pagato1,50 euro per la corsa singola. E così sarà per i prossimi tempi, a meno che non si faccia scorta di tagliandi Anm a corsa singola. L’affare emettitrici è esteso. «Riguarda metro, funicolari e bus. Stiamo lavorando per risolvere il problema e installare nuove macchinette erogatrici di biglietti aziendali – fanno sapere da Anm – per il momento i rivenditori rimangono gli stessi di prima. Nel medio periodo riusciremo ad eliminare il disagio. Bisognerà rottamare tutte le macchine vecchie, che non sono capaci di stampare biglietti di tipologia diversa. Fare questa modifica tecnologica sulle vecchie emettitrici è difficile per Unico Campania e costerebbe quanto comprarne di nuove». «Il sistema è in aggiornamento», bisbiglia un dipendente alla metro di Dante, facendo spallucce. Come il sistema di avviso della frequenza delle corse, «in aggiornamento» da molto tempo, come gli utenti leggono ossessivamente sui display dei binari ogni giorno. Eppure le macchine sono aggiornate, almeno per quanto riguarda i tagliandi il Tic da 1,50 euro, il biglietto giornaliero integrato (da 4,50 euro) e l’extraurbano Na-2 orario (da 2,50euro), che sono acquistabili come le altre tipologie di ticket extraurbani. Invece il tagliando da 1 euro, richiestissimo ma diverso nei colori e nelle scritte, non viene stampato. Le cose vanno anche peggio ai Colli Aminei e alla metro dell’Università, dove le macchine sono fuori servizio e basta. Qui molti passano senza biglietto di sera, incrociando le dita e sperando di non essere multati. Qualcuno spera nel dono di un’anima pia. Altri invece fanno la strada dei gamberi e prendono la macchina: «Non si può – esclama la signora Anna, arzilla 70enne – e pensare che sul nuovo biglietto c’è scritto che il trasporto pubblico conviene perché “chi usa l’auto spende 2700 euro all’anno”». Qualche emettitrice nuova c’è, in giro per le stazioni, come al Rione Alto o a Medaglie D’Oro, «ma i biglietti da un euro non li fanno qua. Ora che lo so ne comprerò 10 di biglietti economici», sospira Luca, 20 anni, che sta rientrando verso casa al Frullone alle 20:15, quando le saracinesche di rivenditori e tabaccai si sono appena abbassate. Molte emettitrici invece sono sporche, vecchie, danneggiate e fuori servizio. Il «non dà resto» va per la maggiore: così l’acquisto diventa più difficile (e a volte più costoso). Quasi ogni attrezzo ha le sue istruzioni per l’uso. Alcune facili, altre quasi dei rompicapo. «Premere due volte il tasto ok – si legge sul foglio di carta dei Colli Aminei, appeso sulla macchina che comunque non eroga tagliandi – ed inserire l’esatto importo per il numero di biglietti da erogare». Qui incominciano le varie ed eventuali, compresi i p.s. e gli errori di sintassi: «Se l’importo è superiore al costo del biglietto, non dà resto e non eroga alcun biglietto. Non accetta monete da 2 euro e né banconote. Nb: per qualsiasi reclamo contattare Unico Campania, ente proprietario dei biglietti». Alla funicolare di Parco Margherita, sul display del distributore di biglietti è scritto di rivolgersi «al fruttivendolo o al bar». Per la cronaca: la funicolare di Chiaia, per chi viene dalla metro di Vanvitelli, è raggiungibile solo dall’esterno, perché il tunnel interno è chiuso da tempo. Tornando ai ticket, solo a Piscinola, il foglio di carta recita che «alle emettitrici è possibile acquistare al momento solo i titoli integrati Tic. Ci scusiamo per il disagio». Sono le peripezie del biglietto e i «Tic» delle emettitrici. (Gennaro Di Biase – Il Mattino) 

Napoli. Anche il biglietto può essere un’avventura. Dal primo gennaio, come molti sanno, sono arrivati i nuovi tagliandi per il trasporto pubblico cittadino: 1,50 euro per il Tic (ticket integrato Campania, valido 90 minuti e più caro di 20 centesimi rispetto al vecchio Unico Napoli), 1 euro per quello a corsa singola. In pochi però sanno che le emettitrici napoletane non stampano i tagliandi da un euro. Tanti se ne stanno accorgendo purtroppo sera dopo sera, perché passate le 20, con le biglietterie e i negozi chiusi, il biglietto economico diventa introvabile. I disagi sono stati tanti l’altra sera, con l’afflusso dei 100mila e più verso il Plebiscito per salutare Pino. Risultato: molti cittadini hanno pagato1,50 euro per la corsa singola. E così sarà per i prossimi tempi, a meno che non si faccia scorta di tagliandi Anm a corsa singola. L’affare emettitrici è esteso. «Riguarda metro, funicolari e bus. Stiamo lavorando per risolvere il problema e installare nuove macchinette erogatrici di biglietti aziendali – fanno sapere da Anm – per il momento i rivenditori rimangono gli stessi di prima. Nel medio periodo riusciremo ad eliminare il disagio. Bisognerà rottamare tutte le macchine vecchie, che non sono capaci di stampare biglietti di tipologia diversa. Fare questa modifica tecnologica sulle vecchie emettitrici è difficile per Unico Campania e costerebbe quanto comprarne di nuove». «Il sistema è in aggiornamento», bisbiglia un dipendente alla metro di Dante, facendo spallucce. Come il sistema di avviso della frequenza delle corse, «in aggiornamento» da molto tempo, come gli utenti leggono ossessivamente sui display dei binari ogni giorno. Eppure le macchine sono aggiornate, almeno per quanto riguarda i tagliandi il Tic da 1,50 euro, il biglietto giornaliero integrato (da 4,50 euro) e l’extraurbano Na-2 orario (da 2,50euro), che sono acquistabili come le altre tipologie di ticket extraurbani. Invece il tagliando da 1 euro, richiestissimo ma diverso nei colori e nelle scritte, non viene stampato. Le cose vanno anche peggio ai Colli Aminei e alla metro dell’Università, dove le macchine sono fuori servizio e basta. Qui molti passano senza biglietto di sera, incrociando le dita e sperando di non essere multati. Qualcuno spera nel dono di un’anima pia. Altri invece fanno la strada dei gamberi e prendono la macchina: «Non si può – esclama la signora Anna, arzilla 70enne – e pensare che sul nuovo biglietto c’è scritto che il trasporto pubblico conviene perché “chi usa l’auto spende 2700 euro all’anno”». Qualche emettitrice nuova c’è, in giro per le stazioni, come al Rione Alto o a Medaglie D’Oro, «ma i biglietti da un euro non li fanno qua. Ora che lo so ne comprerò 10 di biglietti economici», sospira Luca, 20 anni, che sta rientrando verso casa al Frullone alle 20:15, quando le saracinesche di rivenditori e tabaccai si sono appena abbassate. Molte emettitrici invece sono sporche, vecchie, danneggiate e fuori servizio. Il «non dà resto» va per la maggiore: così l’acquisto diventa più difficile (e a volte più costoso). Quasi ogni attrezzo ha le sue istruzioni per l’uso. Alcune facili, altre quasi dei rompicapo. «Premere due volte il tasto ok – si legge sul foglio di carta dei Colli Aminei, appeso sulla macchina che comunque non eroga tagliandi – ed inserire l’esatto importo per il numero di biglietti da erogare». Qui incominciano le varie ed eventuali, compresi i p.s. e gli errori di sintassi: «Se l’importo è superiore al costo del biglietto, non dà resto e non eroga alcun biglietto. Non accetta monete da 2 euro e né banconote. Nb: per qualsiasi reclamo contattare Unico Campania, ente proprietario dei biglietti». Alla funicolare di Parco Margherita, sul display del distributore di biglietti è scritto di rivolgersi «al fruttivendolo o al bar». Per la cronaca: la funicolare di Chiaia, per chi viene dalla metro di Vanvitelli, è raggiungibile solo dall’esterno, perché il tunnel interno è chiuso da tempo. Tornando ai ticket, solo a Piscinola, il foglio di carta recita che «alle emettitrici è possibile acquistare al momento solo i titoli integrati Tic. Ci scusiamo per il disagio». Sono le peripezie del biglietto e i «Tic» delle emettitrici. (Gennaro Di Biase – Il Mattino)