Il Plebiscito sarà ancora di Pino, il 19 settembre un «tribute live».Saranno coinvolti gli artisti suoi amici

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Napoli. L’assenza sta diventando assedio, in una città che ancora stenta a credere come la sua voce blues, Pino Daniele, se ne sia andata via così, in un giorno qualunque. Napoli vuole ricordarlo per sempre e non solo con le sue canzoni. Vuole rendergli omaggio dedicandogli una piazza, una strada, con un marchio indelebile, come quello scolpito nei cuori di chi lo ha saputo ascoltare, di chi lo ha amato. Per farlo il Comune di Napoli ha messo già in moto la macchina amministrativa. Si sta ragionando su quale piazza o via poter dedicare al mascalzone latino. Tante le ipotesi messe sul tavolo: si sta pensando a Largo Banchi Nuovi, dove Daniele è cresciuto e ha vissuto i suoi primi anni di vita, o comunque riservargli un luogo dove Pino avesse radici profonde, sempre nella zona di Santa Maria La Nova. Altri vorrebbero che gli fosse intitolato l’aeroporto di Capodichino, mentre in rete c’è chi propone Piazza Garibaldi o Piazza Plebiscito, ma parliamo di casi poco praticabili viste le difficoltà oggettive di toponomastica. Ci sarebbe da passare nelle maglie della burocrazia e bisognerebbe incassare l’ok della Sovrintendenza e poi del ministero. Da Palazzo San Giacomo però fanno sapere: «Raccoglieremo le idee spontanee lanciate anche sul web dai cittadini e poi decideremo». Al Comune stanno considerando anche la possibilità di creare, in un perimetro del centro storico, un distretto degli artisti dove possano trovare posto Pino Daniele, ma anche Sergio Bruni, Renato Carosone, Roberto Murolo. Un’idea che sembra piacere molto al sindaco Luigi de Magistris. Intanto le iniziative lanciate in queste ore sono numerose, a partire dalle università fino al mare della rete. Sia la Federico II che il Suor Orsola Benincasa stanno mettendo in calendario eventi e convegni di spessore nazionale per ricordare il cantautore napoletano. Così come le idee che si moltiplicano ora dopo ora sul web. Da Piazza Municipio stanno già pianificando una regia che possa mettere a sistema tutte le iniziative e creare un vero e proprio tabellone di eventi. Il tutto potrebbe confluire in un mega concerto-tributo di portata internazionale da tenere il 19 settembre prossimo in piazza Plebiscito. La data e il luogo non sono casuali: nel giorno di San Gennaro ricorre infatti il 34esimo anniversario del concerto che ha consacrato Pino Daniele nell’olimpo dei più grandi musicisti e cantanti di sempre. Si pensa ad artisti del calibro di Ramazzotti, Jovanotti, Mannoia, la sua vecchia band, ma anche ai giovani che Daniele ha portato con sé sul palco negli ultimi concerti napoletani, come Clementino, che ieri sulla sua pagina facebook ha ricordato il «maestro» con un rap commovente. «Lo organizzeremo insieme alla famiglia e d’accordo con il suo management» fanno sapere dal Comune. Ieri poi il sindaco de Magistris ha commentato i funerali di piazza e i fotogrammi che hanno fatto il giro del mondo: «L’immagine che Napoli ha dato rimarrà per sempre scolpita nella storia e nel cuore di questa città. Una giornata indimenticabile: fatta di lacrime, emozioni, passione, compostezza e profonda umanità». Il primo cittadino rivolgendosi ai familiari dell’artista sottolinea: «La famiglia ha compreso quanto fosse assolutamente necessario e indispensabile che la città potesse dare l’ultimo saluto a Pino e per questo li ringrazio ancora». Il tutto è stato organizzato in «sole sette ore» e, visti i risultati, l’ex pm ha rivolto il suo plauso a «tutti i lavoratori» e ha riservato un pensiero speciale al vero artefice, il fratello Claudio. Dopo il commiato, a Napoli resta la speranza che si possano esporre per qualche giorno al Maschio Angioino le ceneri di Daniele, dopo la cremazione. «Dipende – ha spiegato de Magistris – dalla volontà dei familiari, noi lo abbiamo proposto e lo vorremmo fortemente. Il Maschio Angioino è pronto e se la famiglia e i figli vorranno penso che possa essere un’altra cosa bella per Napoli, quella di ospitare per il tempo che riterranno giusto le ceneri di Pino». Un modo per dire al mascalzone latino: «E tu sai ca nun sì sulo» (Valerio Esca – Il Mattino)  

Napoli. L’assenza sta diventando assedio, in una città che ancora stenta a credere come la sua voce blues, Pino Daniele, se ne sia andata via così, in un giorno qualunque. Napoli vuole ricordarlo per sempre e non solo con le sue canzoni. Vuole rendergli omaggio dedicandogli una piazza, una strada, con un marchio indelebile, come quello scolpito nei cuori di chi lo ha saputo ascoltare, di chi lo ha amato. Per farlo il Comune di Napoli ha messo già in moto la macchina amministrativa. Si sta ragionando su quale piazza o via poter dedicare al mascalzone latino. Tante le ipotesi messe sul tavolo: si sta pensando a Largo Banchi Nuovi, dove Daniele è cresciuto e ha vissuto i suoi primi anni di vita, o comunque riservargli un luogo dove Pino avesse radici profonde, sempre nella zona di Santa Maria La Nova. Altri vorrebbero che gli fosse intitolato l’aeroporto di Capodichino, mentre in rete c’è chi propone Piazza Garibaldi o Piazza Plebiscito, ma parliamo di casi poco praticabili viste le difficoltà oggettive di toponomastica. Ci sarebbe da passare nelle maglie della burocrazia e bisognerebbe incassare l’ok della Sovrintendenza e poi del ministero. Da Palazzo San Giacomo però fanno sapere: «Raccoglieremo le idee spontanee lanciate anche sul web dai cittadini e poi decideremo». Al Comune stanno considerando anche la possibilità di creare, in un perimetro del centro storico, un distretto degli artisti dove possano trovare posto Pino Daniele, ma anche Sergio Bruni, Renato Carosone, Roberto Murolo. Un’idea che sembra piacere molto al sindaco Luigi de Magistris. Intanto le iniziative lanciate in queste ore sono numerose, a partire dalle università fino al mare della rete. Sia la Federico II che il Suor Orsola Benincasa stanno mettendo in calendario eventi e convegni di spessore nazionale per ricordare il cantautore napoletano. Così come le idee che si moltiplicano ora dopo ora sul web. Da Piazza Municipio stanno già pianificando una regia che possa mettere a sistema tutte le iniziative e creare un vero e proprio tabellone di eventi. Il tutto potrebbe confluire in un mega concerto-tributo di portata internazionale da tenere il 19 settembre prossimo in piazza Plebiscito. La data e il luogo non sono casuali: nel giorno di San Gennaro ricorre infatti il 34esimo anniversario del concerto che ha consacrato Pino Daniele nell’olimpo dei più grandi musicisti e cantanti di sempre. Si pensa ad artisti del calibro di Ramazzotti, Jovanotti, Mannoia, la sua vecchia band, ma anche ai giovani che Daniele ha portato con sé sul palco negli ultimi concerti napoletani, come Clementino, che ieri sulla sua pagina facebook ha ricordato il «maestro» con un rap commovente. «Lo organizzeremo insieme alla famiglia e d’accordo con il suo management» fanno sapere dal Comune. Ieri poi il sindaco de Magistris ha commentato i funerali di piazza e i fotogrammi che hanno fatto il giro del mondo: «L'immagine che Napoli ha dato rimarrà per sempre scolpita nella storia e nel cuore di questa città. Una giornata indimenticabile: fatta di lacrime, emozioni, passione, compostezza e profonda umanità». Il primo cittadino rivolgendosi ai familiari dell’artista sottolinea: «La famiglia ha compreso quanto fosse assolutamente necessario e indispensabile che la città potesse dare l'ultimo saluto a Pino e per questo li ringrazio ancora». Il tutto è stato organizzato in «sole sette ore» e, visti i risultati, l’ex pm ha rivolto il suo plauso a «tutti i lavoratori» e ha riservato un pensiero speciale al vero artefice, il fratello Claudio. Dopo il commiato, a Napoli resta la speranza che si possano esporre per qualche giorno al Maschio Angioino le ceneri di Daniele, dopo la cremazione. «Dipende – ha spiegato de Magistris – dalla volontà dei familiari, noi lo abbiamo proposto e lo vorremmo fortemente. Il Maschio Angioino è pronto e se la famiglia e i figli vorranno penso che possa essere un'altra cosa bella per Napoli, quella di ospitare per il tempo che riterranno giusto le ceneri di Pino». Un modo per dire al mascalzone latino: «E tu sai ca nun sì sulo» (Valerio Esca – Il Mattino)