Lorenzo Insigne stregato da Pino Daniele: «Napule è» inno azzurro

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Al San Paolo andava a tifare da ragazzino, Lorenzo Insigne testimonial perfetto di «Quasi Amici», il progetto realizzato da Pasta Garofalo, cosponsor del Napoli, per lanciare un messaggio di distensione negli stadi: tre giovani tifosi del Napoli ospiteranno tre giovani fan juventini in città, insieme andranno a vedere la partita e verrà realizzato un video che sarà mandato in onda su Sky. Una iniziativa che sarà ripetuta con il Genoa e con tutte le squadre ospiti al San Paolo. «Mai più violenza negli stadi, dopo quello che è successo a Roma. Allo stadio si va per tifare la propria squadra», dice Lorenzo negli studi milanesi di Sky dopo la presentazione con Emidio Mansi, responsabile commerciale del Pastificio Garofalo e Fabio Caressa, direttore di Sky Sport 24. Insigne seguirà dalla tribuna Napoli-Juve, la serata del grande ricordo di Pino Daniele, ed esprime in maniera chiara il suo pensiero. «Sarei onorato se “Napule è” diventasse l’inno del Napoli». Come pure esprime un’idea chiara sulla lotta scudetto. «Dobbiamo battere la Juve per rimetterci in corsa». Già, la Juve, squadra alla quale sogna di realizzare un gol fin da quando era un ragazzino. Domenica dovrà ancora rimandare l’appuntamento, la prodezza se l’attende da qualche compagno, uno innanzitutto, il Pipita. «Higuan può fare la differenza se continua a esprimersi così bene sia in attacco che in difesa: un grande campione, non a caso si resta per sette anni nel Real Madrid, nel nostro spogliatoio ha portato esperienza e qualità». Fa nulla che qualche volta si arrabbia se non gli arriva il pallone… «Tutti gli attaccanti sono così, lo era anche Cavani. Vivono per il gol anche in allenamento. Gabbiadini? È un grande campione e ci darà una mano nella lotta per lo scudetto. E poi la concorrenza aiuta a crescere». Sempre più una bandiera del Napoli, la voglia di rientrare in fretta e di lasciare un segno nella storia azzurra. Il ragazzo di Frattamaggiore è fuori per infortunio dal 9 novembre, messo ko dalla rottura del crociato del ginocchio. «Sto cominciando finalmente a toccare il pallone, non ce la facevo più. Dovrei rientrare a metà marzo, aspetto con ansia questo momento. Nel Napoli vorrei giocare a lungo, diventare il capitano e vincere lo scudetto, immagino già l’emozione di quel giorno». Sta diventando grande Lorenzo, la crescita passa anche attraverso momenti dolorosi. Cresciuto in questi due anni e mezzo di Napoli, come uomo e calciatore. Adesso è più completo e partecipa molto più alla fase difensiva, l’aspetto sul quale lo ha martellato Benitez. «Per me è stata molto dura soprattutto all’inizio, ho avuto bisogno di un po’ di tempo permettere in pratica tutto ciò che mi chiedeva l’allenatore». Allenatore che non vorrebbe perdere, preciso l’assist di Insigne. «Benitez è uno degli allenatori migliori in circolazione. La decisione tocca a lui ma sarei molto felice se restasse ancora qui e sarebbe molto importante per il Napoli». L’elogio a Rafa e quello abituale a Zeman, il suo maestro. «Se sono diventato un calciatore professionista è grazie a lui che mi portò a Foggia insegnandomi tante giocate». E il pensiero al suo idolo Del Piero. «Mi farebbe piacere incontrarlo di persona: è stato sempre il mio idolo. Mi ha anche telefonato dopo l’infortunio». Non potrà giocare domenica ma la sua carica è esattamente uguale a chi andrà in campo. Parla proprio come se fosse pronto a lottare con i compagni per battere la Juve. «La vittoria di Doha ci ha dato grande carica ma non lasciamociilludere da quella serata perché sarà una partita diversa. La Juve ha tanti grandi giocatori, in questo momento quello che sta dimostrando un qualcosa in più è Pogba». Il Napoli torna a piacere e a piacersi, Insigne se ne era staccato nel momento migliore dopo il trionfo di Firenze. Poi una fase di buio degli azzurri fino al trionfo di Doha in Supercoppa e alla conferma contro il Cesena. Una conferma fondamentale contro una formazione di bassa classifica, cancellati gli errori del passato contro le piccole. «Proprio così, la vera conferma si è avuta contro il Cesena. Abbiamo lasciato troppi punti per strada in partite di questo tipo, adesso non vogliamo più sbagliare. Abbiamo ritrovato un grande entusiasmo per lottare in campionato e Europa League ». (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Al San Paolo andava a tifare da ragazzino, Lorenzo Insigne testimonial perfetto di «Quasi Amici», il progetto realizzato da Pasta Garofalo, cosponsor del Napoli, per lanciare un messaggio di distensione negli stadi: tre giovani tifosi del Napoli ospiteranno tre giovani fan juventini in città, insieme andranno a vedere la partita e verrà realizzato un video che sarà mandato in onda su Sky. Una iniziativa che sarà ripetuta con il Genoa e con tutte le squadre ospiti al San Paolo. «Mai più violenza negli stadi, dopo quello che è successo a Roma. Allo stadio si va per tifare la propria squadra», dice Lorenzo negli studi milanesi di Sky dopo la presentazione con Emidio Mansi, responsabile commerciale del Pastificio Garofalo e Fabio Caressa, direttore di Sky Sport 24. Insigne seguirà dalla tribuna Napoli-Juve, la serata del grande ricordo di Pino Daniele, ed esprime in maniera chiara il suo pensiero. «Sarei onorato se “Napule è” diventasse l'inno del Napoli». Come pure esprime un'idea chiara sulla lotta scudetto. «Dobbiamo battere la Juve per rimetterci in corsa». Già, la Juve, squadra alla quale sogna di realizzare un gol fin da quando era un ragazzino. Domenica dovrà ancora rimandare l'appuntamento, la prodezza se l'attende da qualche compagno, uno innanzitutto, il Pipita. «Higuan può fare la differenza se continua a esprimersi così bene sia in attacco che in difesa: un grande campione, non a caso si resta per sette anni nel Real Madrid, nel nostro spogliatoio ha portato esperienza e qualità». Fa nulla che qualche volta si arrabbia se non gli arriva il pallone… «Tutti gli attaccanti sono così, lo era anche Cavani. Vivono per il gol anche in allenamento. Gabbiadini? È un grande campione e ci darà una mano nella lotta per lo scudetto. E poi la concorrenza aiuta a crescere». Sempre più una bandiera del Napoli, la voglia di rientrare in fretta e di lasciare un segno nella storia azzurra. Il ragazzo di Frattamaggiore è fuori per infortunio dal 9 novembre, messo ko dalla rottura del crociato del ginocchio. «Sto cominciando finalmente a toccare il pallone, non ce la facevo più. Dovrei rientrare a metà marzo, aspetto con ansia questo momento. Nel Napoli vorrei giocare a lungo, diventare il capitano e vincere lo scudetto, immagino già l'emozione di quel giorno». Sta diventando grande Lorenzo, la crescita passa anche attraverso momenti dolorosi. Cresciuto in questi due anni e mezzo di Napoli, come uomo e calciatore. Adesso è più completo e partecipa molto più alla fase difensiva, l'aspetto sul quale lo ha martellato Benitez. «Per me è stata molto dura soprattutto all'inizio, ho avuto bisogno di un po' di tempo permettere in pratica tutto ciò che mi chiedeva l'allenatore». Allenatore che non vorrebbe perdere, preciso l'assist di Insigne. «Benitez è uno degli allenatori migliori in circolazione. La decisione tocca a lui ma sarei molto felice se restasse ancora qui e sarebbe molto importante per il Napoli». L'elogio a Rafa e quello abituale a Zeman, il suo maestro. «Se sono diventato un calciatore professionista è grazie a lui che mi portò a Foggia insegnandomi tante giocate». E il pensiero al suo idolo Del Piero. «Mi farebbe piacere incontrarlo di persona: è stato sempre il mio idolo. Mi ha anche telefonato dopo l'infortunio». Non potrà giocare domenica ma la sua carica è esattamente uguale a chi andrà in campo. Parla proprio come se fosse pronto a lottare con i compagni per battere la Juve. «La vittoria di Doha ci ha dato grande carica ma non lasciamociilludere da quella serata perché sarà una partita diversa. La Juve ha tanti grandi giocatori, in questo momento quello che sta dimostrando un qualcosa in più è Pogba». Il Napoli torna a piacere e a piacersi, Insigne se ne era staccato nel momento migliore dopo il trionfo di Firenze. Poi una fase di buio degli azzurri fino al trionfo di Doha in Supercoppa e alla conferma contro il Cesena. Una conferma fondamentale contro una formazione di bassa classifica, cancellati gli errori del passato contro le piccole. «Proprio così, la vera conferma si è avuta contro il Cesena. Abbiamo lasciato troppi punti per strada in partite di questo tipo, adesso non vogliamo più sbagliare. Abbiamo ritrovato un grande entusiasmo per lottare in campionato e Europa League ». (Roberto Ventre – Il Mattino) 

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