Nocera Inferiore Gianfranco Izzo dopo querelle con Alfredo Greco rimane capo della Procura della Repubblica

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Resterà al vertice dell’ufficio inquirente di Nocera Inferiore per altri quattro anni Gianfranco Izzo, procuratore capo dal 2009. La decisione è arrivata dal plenum del CSM, sulla scorta della sentenza del Consiglio di Stato che chiuse una lunga querelle con l’ex procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. Il posto al vertice di Nocera infatti era diventato oggetto del ricorso di Greco al Tar, che lo dichiarò inammissibile, innescando la successiva pronuncia. Per l’ex procuratore, in pensione da pochi giorni, la nomina di Izzo era frutto di un errore del consiglio superiore. Secondo il consiglio di Stato, che aveva accolto il ricorso, la valutazione di merito aveva eluso l’esperienza di Greco, conoscitore dell’Agro nocerino dopo un passato incarico alla Dda di Salerno. Ulteriori questioni sulla nomina di Izzo arrivarono con l’indagine sulla cricca P3, dell’estate 2010, perché nel faldone investigativo il nome dell’attuale procuratore capo Izzo venne fatto in un’intercettazione telefonica. In quelle carte l’attuale capo della procura nocerina venne accostato ad una corrente che lo avrebbe favorito nella corsa al vertice dell’ufficio inquirente. Di fatto il Csm per due volte, in composizione diversa rispetto a quella che ne ufficializzò la nomina, lo confermò alla guida della procura di Nocera Inferiore. Napoletano, classe 1961, Gianfranco Izzo è in magistratura da quarant’anni, col ruolo di vertice rivestito a Santa Maria Capua Vetere e a Napoli, poi alla presidenza della sezione del tribunale di Santa Maria Caputa Vetere, ancora Presidente della Corte di Assise, e successivamente procuratore della repubblica presso il tribunale di Cassino e alla procura generale della Corte di Appello di Roma. Tra le indagini portate avanti da capo procuratore Izzo vanno ricordate a Cassino, la Janula, contro i Casalesi, e la scomparsa del piccolo Mauro Iavarone, a Nocera, le maxi inchieste sui raggiri assicurativi, con migliaia di persone sotto inchiesta col coinvolgimento di insospettabili, il clamoroso caso dell’infermiera che rapì il bambino dall’ospedale nocerino, gli efferati omicidi dell’inverno 2010, dal massacro della tabaccaia a Nocera Inferiore, al duplice delitto familiare di Pagani dove morirono nuora e nipote uccise dal nonno, passando per l’omicidio della prostituta di Nocera Superiore Santina Rizzo. La conferma Izzo conferisce nuova forza alla battaglia per l’intervento sulle devastanti carenze di organico del palazzo di giustizia. Alfonso T. Guerritore

Resterà al vertice dell’ufficio inquirente di Nocera Inferiore per altri quattro anni Gianfranco Izzo, procuratore capo dal 2009. La decisione è arrivata dal plenum del CSM, sulla scorta della sentenza del Consiglio di Stato che chiuse una lunga querelle con l’ex procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. Il posto al vertice di Nocera infatti era diventato oggetto del ricorso di Greco al Tar, che lo dichiarò inammissibile, innescando la successiva pronuncia. Per l’ex procuratore, in pensione da pochi giorni, la nomina di Izzo era frutto di un errore del consiglio superiore. Secondo il consiglio di Stato, che aveva accolto il ricorso, la valutazione di merito aveva eluso l’esperienza di Greco, conoscitore dell’Agro nocerino dopo un passato incarico alla Dda di Salerno. Ulteriori questioni sulla nomina di Izzo arrivarono con l’indagine sulla cricca P3, dell’estate 2010, perché nel faldone investigativo il nome dell’attuale procuratore capo Izzo venne fatto in un’intercettazione telefonica. In quelle carte l’attuale capo della procura nocerina venne accostato ad una corrente che lo avrebbe favorito nella corsa al vertice dell’ufficio inquirente. Di fatto il Csm per due volte, in composizione diversa rispetto a quella che ne ufficializzò la nomina, lo confermò alla guida della procura di Nocera Inferiore. Napoletano, classe 1961, Gianfranco Izzo è in magistratura da quarant’anni, col ruolo di vertice rivestito a Santa Maria Capua Vetere e a Napoli, poi alla presidenza della sezione del tribunale di Santa Maria Caputa Vetere, ancora Presidente della Corte di Assise, e successivamente procuratore della repubblica presso il tribunale di Cassino e alla procura generale della Corte di Appello di Roma. Tra le indagini portate avanti da capo procuratore Izzo vanno ricordate a Cassino, la Janula, contro i Casalesi, e la scomparsa del piccolo Mauro Iavarone, a Nocera, le maxi inchieste sui raggiri assicurativi, con migliaia di persone sotto inchiesta col coinvolgimento di insospettabili, il clamoroso caso dell’infermiera che rapì il bambino dall’ospedale nocerino, gli efferati omicidi dell’inverno 2010, dal massacro della tabaccaia a Nocera Inferiore, al duplice delitto familiare di Pagani dove morirono nuora e nipote uccise dal nonno, passando per l’omicidio della prostituta di Nocera Superiore Santina Rizzo. La conferma Izzo conferisce nuova forza alla battaglia per l’intervento sulle devastanti carenze di organico del palazzo di giustizia. Alfonso T. Guerritore

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