“Pacchianelle”, la città di Vico Equense gremita accoglie entusiasta i 500 figuranti VIDEO

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Vico Equense – Una città gremita e baciata dal sole ha accolto la 106esima edizione delle “Pacchianelle”, il presepe itinerante organizzato dal Convento dei Frati minimi di San Vito in collaborazione con l’associazione “Amici delle Pacchianelle” e con il patrocinio dell’amministrazione comunale, dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione e dell’Azienda di Turismo. Grande entusiasmo da parte degli spettatori, non solo cittadini ma anche turisti e persone giunte apposta anche dall’hinterland napoletano, per assistere a una tradizione ultrasecolare in cui la fede abbraccia il folklore, usi, costumi, tradizioni e cultura di un popolo che omaggia il neonato Salvatore con i prodotti tipici locali. Doni semplici che accompagnano i tradizionali doni dei Magi, oro, incenso e mirra, in un connubio che prosegue intatto fin dal 1909, anno in cui tutto ebbe inizio per volontà di Fra’ Pasquale Somma dell’ordine dei Minimi. “Davanti al Bambino – ha spiegato padre Gianfranco Scarpitta, superiore del Convento di San Vito – deponiamo oggi non solo i frutti del nostro lavoro, ma anche la nostra cultura e le nostre tradizioni. Una città ridente che comunque ha ferite aperte tra cui il dramma della scomparsa di Angela Celentano nel 1996 che ancora oggi è ben presente nei nostri cuori e nelle nostre menti. Chiediamo inoltre al neonato Salvatore – continua padre Gianfranco – di benedire i giovani, il nostro futuro, ricordando che davanti a lui siamo tutti uguali. Non esistono nobili e re, siamo tutti umili come i pacchiani, i contadini che hanno sfilato oggi per le vie della città”. In tema di nobiltà, molto gradita dagli spettatori è stata l’introduzione del corteo degli aristocratici, partito non dal Convento di San Vito, ma dal Complesso della SS. Trinità, nel centro cittadino. Una novità, quella dei due gruppi di figuranti distinti, per la prima volta introdotta quest’anno. Una seconda sfilata di personaggi in abiti di foggia settecentesca messi a disposizione dall’associazione culturale “Teatro Mio” a richiamare il periodo e lo stile del Settecento napoletano a cui il corteo si ispira. Queste new entry si sono quindi accodate a via San Ciro al resto dei figuranti provenienti dalla collina: pescatori, contadini, mastri casari, lavandaie, produttori di sapone, ciascuno col suo dono da lasciare davanti al Salvatore. In totale quasi 500 figuranti per una sfilata mai così numerosa e con un percorso così lungo, che ha abbracciato due volte il centro cittadino. Altra novità, in apertura del corteo: una stella cometa, accompagnata da paggi e cavalieri, a dare il passo e a guidare tutta la sfilata. “Metafora – spiega il direttore artistico Luigi Savarese – della grande Luce che scese sulla Terra”. Molto sentito e denso di significato il consueto momento dell’Adorazione dei Magi in piazza Kennedy, dove nobili, pacchiani, Magi hanno omaggiato, fianco a fianco, senza distinzione di prestigio e ceto sociale, il neonato Gesù dopo la lettura del passo evangelico del giorno. Al termine del rito, un volo simbolico di decine di piccioni e colombe liberate da una voliera. “Un gesto augurale – spiega Giuseppe Visconti, coordinatore della manifestazione – per iniziare sotto i migliori auspici il nuovo anno, facendo spiccare il volo alle nostre speranze e ai nostri sogni”. Dopo l’Adorazione, il corteo unificato ha quindi ripercorso di nuovo il tracciato cittadino, giungendo fino a Santa Maria del Toro. Prima di fare rientro al convento di san Vito, un secondo momento di preghiera, stavolta nella chiesa parrocchiale di San Ciro dove, ad attendere la Sacra Famiglia c’era il parroco, don Ciro Esposito. Una breve sosta che costituisce un’altra novità dell’edizione 2015 de “Le Pacchianelle”. “Questo incontro con il Bambino – ha detto il parroco – cade tra a cavallo tra i due Sinodi, quello straordinario dello scorso ottobre, e quello ordinario di ottobre prossimo, che hanno entrambi come tema la famiglia. Per questo affidiamo al Salvatore i nostri cari affinché possano sempre seguire l’esempio della Sacra Famiglia di Betlemme”. 

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