Napoli. Ospedale San Giovanni Bosco, medici aggrediti al pronto soccorso

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Napoli. Due medici aggrediti, i locali del pronto soccorso sfasciati e alcuni referti rubati. È questo il bilancio dell’ultima aggressione messa a segno al San Giovanni Bosco, ospedale di «frontiera» nel quale anche esercitare la professione sovraespone le persone a rischi incalcolabili. Vicenda dai contorni inquietanti, sulla quale ora indagano i carabinieri. Le cronache sono spesso costrette a raccontare di raid e assalti messi a segno dai parenti dei pazienti, ma quella accaduta nel nosocomio a due passi dall’aeroporto di Capodichino è la storia emblematica del degrado umano e morale, oltre che del disagio con il quale è costretto a convivere chi ci lavora. Il San Giovanni è uno tra i più grandi ospedali napoletani e detiene un triste primato: ha l’unico pronto soccorso senza «triage», il sistema utilizzato per selezionare i pazienti secondo classi di urgenza o emergenza crescenti. Venerdì l’ennesima situazione di esasperazione è finita con un bilancio drammatico: due chirurghi feriti e il pronto soccorso in mano solo al medico di guardia. Anche perché l’altra anomalia del nosocomio è quella di avere due chirurghi che si occupano dell’accettazione in pronto soccorso anziché operare. Tutto è nato come sempre dalla lunga attesa e dall’invito rivolto da un medico ad attendere il proprio turno: a quel punto un uomo ha preso una sedia scaraventandola contro il sanitario. Il dottor Lucio Paesani ha riportato un trauma cranico e contusioni multiple anche a un braccio, ed è stato giudicato guaribile dal medico di guardia, Angelo Sorge, in 15 giorni, salvo la visita ortopedica per capire se ci sono conseguenze al braccio. Contuso anche il dottor Felice Bicchetti, intervenuto per sedare gli animi. Per non farsi identificare i violenti hanno rubato le schede e i referti. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)  

Napoli. Due medici aggrediti, i locali del pronto soccorso sfasciati e alcuni referti rubati. È questo il bilancio dell'ultima aggressione messa a segno al San Giovanni Bosco, ospedale di «frontiera» nel quale anche esercitare la professione sovraespone le persone a rischi incalcolabili. Vicenda dai contorni inquietanti, sulla quale ora indagano i carabinieri. Le cronache sono spesso costrette a raccontare di raid e assalti messi a segno dai parenti dei pazienti, ma quella accaduta nel nosocomio a due passi dall'aeroporto di Capodichino è la storia emblematica del degrado umano e morale, oltre che del disagio con il quale è costretto a convivere chi ci lavora. Il San Giovanni è uno tra i più grandi ospedali napoletani e detiene un triste primato: ha l'unico pronto soccorso senza «triage», il sistema utilizzato per selezionare i pazienti secondo classi di urgenza o emergenza crescenti. Venerdì l'ennesima situazione di esasperazione è finita con un bilancio drammatico: due chirurghi feriti e il pronto soccorso in mano solo al medico di guardia. Anche perché l'altra anomalia del nosocomio è quella di avere due chirurghi che si occupano dell'accettazione in pronto soccorso anziché operare. Tutto è nato come sempre dalla lunga attesa e dall'invito rivolto da un medico ad attendere il proprio turno: a quel punto un uomo ha preso una sedia scaraventandola contro il sanitario. Il dottor Lucio Paesani ha riportato un trauma cranico e contusioni multiple anche a un braccio, ed è stato giudicato guaribile dal medico di guardia, Angelo Sorge, in 15 giorni, salvo la visita ortopedica per capire se ci sono conseguenze al braccio. Contuso anche il dottor Felice Bicchetti, intervenuto per sedare gli animi. Per non farsi identificare i violenti hanno rubato le schede e i referti. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)  

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