Terra dei fuochi. D’Alessio replica alle accuse di tv e web: «So di cosa parlo. La mia famiglia decimata dal cancro»

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Gigi D’Alessio torna sul palco di Capodanno. Ma questa volta c’arriva via web e con un intento preciso: spegnere la polemica sulla Terra dei fuochi. Le parole pronunciate nel corso del concerto di fine anno per rassicurare i consumatori sulla qualità della mozzarella e dei prodotti ortofrutticoli della Campania hanno sollevato un polverone. Indignati don Patriciello, il parroco antirifiuti di Caivano, e Antonio Marfella, oncologo del Pascale, più quelli del Coordinamento Comitato Fuochi. Con perfetto tempismo, sull’argomento è intervenuta anche la trasmissione di Michele Santoro “Servizio pubblico”. L’inviato Sandro Ruotolo, anche per pubblicizzare la puntata che andrà in onda a breve, ha ironizzato su Facebook: «Avete visto? Solo l’1% del territorio è inquinato e la terra dei fuochi non esiste». Sullo stesso social, la risposta di D’Alessio. Una risposta scritta di getto, ieri, verso le tre del pomeriggio. Uno sfogo per rigettare le accuse e per rivendicare l’uso del palcoscenico del Plebiscito per tenere acceso un faro sulla vicenda. «Ho letto dei commenti riguardo all’argomento Terra dei fuochi che, seppur pochi, mi hanno fatto male – si legge nel post – Io ho perso a causa del tumore mia mamma, mio padre, mio fratello e amici che hanno vissuto la loro vita al mio fianco. Io, come tutta la mia città, sono in cerca della verità». Di qui, l’idea di sponsorizzare gratuitamente, come sottolinea l’artista napoletano, «la parte sana» della Campania. Una parte da difendere dinanzi a un pubblico vasto, quello della rete ammiraglia di Mediaset, Canale 5, più i radioascoltatori di Rtl e Radio Marte. «Prima di parlare di Terra dei Fuochi – continua D’Alessio – nel rispetto delle vittime, dei malati, dei parenti e di chi vive nella paura di abitare in queste zone, mi sono documentato, ho approfondito personalmente con le fonti più autorevoli. La polemica per me è incomprensibile: mi sono attenuto ai dati ufficiali che mi sono stati riferiti dall’Istituto di Profilassi nazionale e da una recente sentenza della Cassazione». Fin qui le precisazioni. Poi lo sfogo. «Non sono un giornalista, né un inquirente, né tantomeno un amministratore o uno scienziato, faccio il cantante e ho organizzato una festa per la mia città, per la mia regione e l’ho fatto per amore e riconoscenza verso la mia terra e verso la sua gente, a cui appartengo. Ho agito da cittadino, da campano, da napoletano e sono orgoglioso di quello che ho fatto e dell’affetto con cui Napoli e i napoletani mi hanno ripagato». Paura di essere smentito? «Non ho paura di scoprire altre verità e se le cose non fossero come ci dicono, io sarò il primo a denunciarle» aggiunge senza mezzi termini. Nel corso dello show D’Alessio ha tentato un’iniezione di fiducia alle aziende del settore agroalimentare, colpite dall’inquinamento ambientale, ma anche mediatico. «Aziende che sono sull’orlo del baratro», sottolinea nel post, che nel giro di poche ore registra oltre 14mila “like”, duemila commenti e 900 condivisioni. «Nel corso del mio concerto – conclude – ho ribadito che la Terra dei fuochi esiste. E non smetterò mai di urlarlo e denunciarlo. Allo stesso modo, non mi stancherò mai di dire che non dobbiamo arrenderci». Infine, un invito: «Invece di dare spazio a fraintendimenti e ad attacchi gratuiti, datemi una mano affinché anch’io, come tante persone che hanno perso la parte più cara della loro vita, possa riuscire a scoprire la verità». (Enrica Procaccini – Il Mattino)  

Gigi D’Alessio torna sul palco di Capodanno. Ma questa volta c’arriva via web e con un intento preciso: spegnere la polemica sulla Terra dei fuochi. Le parole pronunciate nel corso del concerto di fine anno per rassicurare i consumatori sulla qualità della mozzarella e dei prodotti ortofrutticoli della Campania hanno sollevato un polverone. Indignati don Patriciello, il parroco antirifiuti di Caivano, e Antonio Marfella, oncologo del Pascale, più quelli del Coordinamento Comitato Fuochi. Con perfetto tempismo, sull’argomento è intervenuta anche la trasmissione di Michele Santoro “Servizio pubblico”. L’inviato Sandro Ruotolo, anche per pubblicizzare la puntata che andrà in onda a breve, ha ironizzato su Facebook: «Avete visto? Solo l’1% del territorio è inquinato e la terra dei fuochi non esiste». Sullo stesso social, la risposta di D’Alessio. Una risposta scritta di getto, ieri, verso le tre del pomeriggio. Uno sfogo per rigettare le accuse e per rivendicare l’uso del palcoscenico del Plebiscito per tenere acceso un faro sulla vicenda. «Ho letto dei commenti riguardo all'argomento Terra dei fuochi che, seppur pochi, mi hanno fatto male – si legge nel post – Io ho perso a causa del tumore mia mamma, mio padre, mio fratello e amici che hanno vissuto la loro vita al mio fianco. Io, come tutta la mia città, sono in cerca della verità». Di qui, l’idea di sponsorizzare gratuitamente, come sottolinea l’artista napoletano, «la parte sana» della Campania. Una parte da difendere dinanzi a un pubblico vasto, quello della rete ammiraglia di Mediaset, Canale 5, più i radioascoltatori di Rtl e Radio Marte. «Prima di parlare di Terra dei Fuochi – continua D’Alessio – nel rispetto delle vittime, dei malati, dei parenti e di chi vive nella paura di abitare in queste zone, mi sono documentato, ho approfondito personalmente con le fonti più autorevoli. La polemica per me è incomprensibile: mi sono attenuto ai dati ufficiali che mi sono stati riferiti dall'Istituto di Profilassi nazionale e da una recente sentenza della Cassazione». Fin qui le precisazioni. Poi lo sfogo. «Non sono un giornalista, né un inquirente, né tantomeno un amministratore o uno scienziato, faccio il cantante e ho organizzato una festa per la mia città, per la mia regione e l'ho fatto per amore e riconoscenza verso la mia terra e verso la sua gente, a cui appartengo. Ho agito da cittadino, da campano, da napoletano e sono orgoglioso di quello che ho fatto e dell'affetto con cui Napoli e i napoletani mi hanno ripagato». Paura di essere smentito? «Non ho paura di scoprire altre verità e se le cose non fossero come ci dicono, io sarò il primo a denunciarle» aggiunge senza mezzi termini. Nel corso dello show D’Alessio ha tentato un’iniezione di fiducia alle aziende del settore agroalimentare, colpite dall’inquinamento ambientale, ma anche mediatico. «Aziende che sono sull’orlo del baratro», sottolinea nel post, che nel giro di poche ore registra oltre 14mila “like”, duemila commenti e 900 condivisioni. «Nel corso del mio concerto – conclude – ho ribadito che la Terra dei fuochi esiste. E non smetterò mai di urlarlo e denunciarlo. Allo stesso modo, non mi stancherò mai di dire che non dobbiamo arrenderci». Infine, un invito: «Invece di dare spazio a fraintendimenti e ad attacchi gratuiti, datemi una mano affinché anch’io, come tante persone che hanno perso la parte più cara della loro vita, possa riuscire a scoprire la verità». (Enrica Procaccini – Il Mattino)