Napoli. Gelo, ancora cinquemila famiglie senz’acqua. Danni alle condotte, aggrediti i tecnici dell’Abc al lavoro

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Napoli. Senz’acqua da 4 giorni, a causa del freddo polare che ha danneggiato condotte e contatori, inadeguati per le temperature sotto zero di questi giorni. Non solo il Capodanno a secco e i cenoni saltati: «Serviranno altri 3-4 giorni per rimettere a posto tutte le utenze», spiegano dall’Abc. Trenta squadre dell’azienda lavorano senza sosta dal 31 dicembre, primo giorno di dissesti, con la sola interruzione parziale della notte di San Silvestro. Ma la situazione resta difficile, per esempio nella parte alta dei Colli Aminei, dove ieri erano circa 100 le famiglie con i contatori frantumati e con l’erogazione chiusa. La situazione è in costante aggiornamento, ma l’emergenza c’è e gli animi sono tesi. Dall’Abc segnalano «due aggressioni a Salvator Rosa nei giorni scorsi ai danni delle squadre. Sono 1400 circa le richieste di assistenza arrivate, molte delle quali dai condomini. 400 interventi effettuati a ieri», continuano dall’azienda, i cui tecnici sono all’opera per controlli e sostituzioni di migliaia di condotte e contatori. Stando al numero delle segnalazioni, e considerando che in ogni palazzo molti delegano la telefonata al vicino o all’amministratore, «le utenze sospese e in difficoltà arrivano a 5mila circa», conferma l’azienda. Molte sono famiglie. Ciò significa che, considerando la media di 3 abitanti per ogni appartamento, più o meno 15mila napoletani sono stati coinvolti nei disagi. La popolosa zona collinare è l’area maggiormente bersagliata dal freddo e dunque dai contatori spaccati che hanno portato in certi casi alla decisione di chiudere l’erogazione. Un via vai di furgoncini dell’Abc e di auto piene di casse d’acqua per fronteggiare l’emergenza. Ma la mappa dei disagi non risparmia quasi nessun quartiere. Le famiglie della parte alta dei Colli Aminei e del Frullone sono disperate. Gravi i disagi anche a Marianella. Via Ignazio di Loyola era un mare. Problemi da Posillipo a Pianura. «Vomero e Camaldoli le zone più colpite. Si registrano casi di disagi anche nel centro e nelle aree occidentali e orientali, Fuorigrotta e Barra. Le operazioni continueranno nel fine settimana per sostituire i contatori distrutti e per cercare di ripristinare la normalità», fa sapere l’Abc. I danni sono sostanzialmente di due tipologie. Primo caso: l’acqua si è ghiacciata all’interno di una condotta, bloccandola. Il secondo caso riguarda i tanti contatori esterni disseminati per le strade, distrutti dal gelo. Il signor Di Iorio, che abita in un palazzo di via Saverio Gatto 21, a due passi dalla metro e dal Cardarelli, ieri spiegava: «Vedete qua? I vetrini dei contatori sono molto sottili, quindi il freddo li ha spaccati». Di fianco, i contatori all’aperto, avvolti da coperte e buste per tenerli al caldo. Non è bastato. «L’acqua è tornata dopo due giorni – aggiunge Ciro Martusciello – I tecnici hanno consigliato di avvolgere capi di lana sul contatore e sul tubo, così da proteggerli in caso di temperature sotto lo zero». Da un tubo del palazzo di fronte, il 144 dei Colli Aminei, veniva giù una cascata d’acqua da una decina di ore. «I tecnici hanno detto di aver tolto il tappo per evitare che si ghiacciasse la condotta», interviene Stefano. La strada intanto era diventata un lago e la facciata dell’edificio era fradicia. La Protezione civile conferma lo sgombero di un appartamento in via Nazareth: «Si è rotto il tubo di un appartamento vuoto e la casa al piano inferiore è inagibile». «Se non cambiamo i contatori danneggiati non possiamo riaprire l’acqua», hanno detto i tecnici alle signore disperate e infreddolite. Perché senz’acqua caldaie bloccate e molte famiglie sono state costrette in casa fino a ieri sera per aspettare i controlli. Un altro problema riguarda gli appartamenti lasciati vuoti da chi è andato in vacanza, perché anche quelli vanno controllati. Ma «non abbiamo problemi sul numero dei contatori da cambiare», assicurano almeno dall’Abc. (Gennaro Di Biase – Il Mattino)   

Napoli. Senz’acqua da 4 giorni, a causa del freddo polare che ha danneggiato condotte e contatori, inadeguati per le temperature sotto zero di questi giorni. Non solo il Capodanno a secco e i cenoni saltati: «Serviranno altri 3-4 giorni per rimettere a posto tutte le utenze», spiegano dall’Abc. Trenta squadre dell’azienda lavorano senza sosta dal 31 dicembre, primo giorno di dissesti, con la sola interruzione parziale della notte di San Silvestro. Ma la situazione resta difficile, per esempio nella parte alta dei Colli Aminei, dove ieri erano circa 100 le famiglie con i contatori frantumati e con l’erogazione chiusa. La situazione è in costante aggiornamento, ma l'emergenza c'è e gli animi sono tesi. Dall’Abc segnalano «due aggressioni a Salvator Rosa nei giorni scorsi ai danni delle squadre. Sono 1400 circa le richieste di assistenza arrivate, molte delle quali dai condomini. 400 interventi effettuati a ieri», continuano dall’azienda, i cui tecnici sono all’opera per controlli e sostituzioni di migliaia di condotte e contatori. Stando al numero delle segnalazioni, e considerando che in ogni palazzo molti delegano la telefonata al vicino o all’amministratore, «le utenze sospese e in difficoltà arrivano a 5mila circa», conferma l’azienda. Molte sono famiglie. Ciò significa che, considerando la media di 3 abitanti per ogni appartamento, più o meno 15mila napoletani sono stati coinvolti nei disagi. La popolosa zona collinare è l'area maggiormente bersagliata dal freddo e dunque dai contatori spaccati che hanno portato in certi casi alla decisione di chiudere l’erogazione. Un via vai di furgoncini dell’Abc e di auto piene di casse d’acqua per fronteggiare l’emergenza. Ma la mappa dei disagi non risparmia quasi nessun quartiere. Le famiglie della parte alta dei Colli Aminei e del Frullone sono disperate. Gravi i disagi anche a Marianella. Via Ignazio di Loyola era un mare. Problemi da Posillipo a Pianura. «Vomero e Camaldoli le zone più colpite. Si registrano casi di disagi anche nel centro e nelle aree occidentali e orientali, Fuorigrotta e Barra. Le operazioni continueranno nel fine settimana per sostituire i contatori distrutti e per cercare di ripristinare la normalità», fa sapere l’Abc. I danni sono sostanzialmente di due tipologie. Primo caso: l'acqua si è ghiacciata all’interno di una condotta, bloccandola. Il secondo caso riguarda i tanti contatori esterni disseminati per le strade, distrutti dal gelo. Il signor Di Iorio, che abita in un palazzo di via Saverio Gatto 21, a due passi dalla metro e dal Cardarelli, ieri spiegava: «Vedete qua? I vetrini dei contatori sono molto sottili, quindi il freddo li ha spaccati». Di fianco, i contatori all'aperto, avvolti da coperte e buste per tenerli al caldo. Non è bastato. «L’acqua è tornata dopo due giorni – aggiunge Ciro Martusciello – I tecnici hanno consigliato di avvolgere capi di lana sul contatore e sul tubo, così da proteggerli in caso di temperature sotto lo zero». Da un tubo del palazzo di fronte, il 144 dei Colli Aminei, veniva giù una cascata d’acqua da una decina di ore. «I tecnici hanno detto di aver tolto il tappo per evitare che si ghiacciasse la condotta», interviene Stefano. La strada intanto era diventata un lago e la facciata dell’edificio era fradicia. La Protezione civile conferma lo sgombero di un appartamento in via Nazareth: «Si è rotto il tubo di un appartamento vuoto e la casa al piano inferiore è inagibile». «Se non cambiamo i contatori danneggiati non possiamo riaprire l’acqua», hanno detto i tecnici alle signore disperate e infreddolite. Perché senz’acqua caldaie bloccate e molte famiglie sono state costrette in casa fino a ieri sera per aspettare i controlli. Un altro problema riguarda gli appartamenti lasciati vuoti da chi è andato in vacanza, perché anche quelli vanno controllati. Ma «non abbiamo problemi sul numero dei contatori da cambiare», assicurano almeno dall’Abc. (Gennaro Di Biase – Il Mattino)