Salerno. L’ombra di Orlando su De Luca. L’ex ministro in pole per le Regionali, ma la decisione spetta all’assemblea

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Salerno. Un nuovo affondo. Vincenzo De Luca si scaglia contro il Partito Democratico e boccia in modo netto l’ennesimo rinvio delle primarie decretato dalla direzione regionale. Una staffilata pungente, quella lanciata dal primo cittadino di Salerno che, mentre il 2014 andava in archivio, ha commentato dalla sua pagina Facebook la decisione presa martedì dal Partito Democratico campano. Considerazioni al veleno, nelle quali l’ex viceministro alle infrastrutture ha tirato in ballo anche quei vertici nazionali democrat che, da Roma, spingono in modo forsennato per cancellare le primarie e calare dall’alto una candidatura che metta tutti d’accordo. «Visto che nessuno, né da Roma né dalla Campania, lo ha fatto – il messaggio di De Luca – sento il dovere di chiedere scusa ai nostri militanti ed elettori e a tutte le persone civili per questa immagine del Pd che viene offerta. Un partito così lontano dai problemi e dalla sensibilità della gente normale. Occorre davvero una grande, infinita pazienza». Clima di tensione, rappresentato dagli scenari futuri che ben presto potrebbero materializzarsi. Al momento, infatti, nonostante la direzione regionale abbia confermato il voto di coalizione facendolo slittare al prossimo primo febbraio, la tesi maggiormente accreditata è proprio quella del “terzo nome”. Figura che attualmente manca ma a breve – si dice entro la metà di gennaio – potrebbe essere estratta dal cilindro. Rumors danno buone chance di candidatura all’ex ministro all’Ambiente, Andrea Orlando che sarebbe in vantaggio rispetto al parlamentare Gennaro Migliore. Scenari che qualora dovessero materializzarsi porterebbero alla rottura definitiva tra Vincenzo De Luca e il Partito Democratico e alla conseguente corsa in solitaria per Palazzo Santa Lucia. Per adesso, però, il sindaco di Salerno prosegue dritto per la sua strada, ribadendo la necessità di svolgere le primarie per la scelta dello sfidante di Caldoro. «Invito tutti a non mollare – ha concluso De Luca -. Non deve spegnersi la speranza in una politica fatta di dignità, di valori, di trasparenza, di cambiamento reale. E non timorosa di dare la parola ai cittadini, nel momento delle scelte». Parole al veleno sono arrivate anche dalla segreteria provinciale del Pd di Salerno. «Questo è l’ultimo rinvio perché non si può fermare un percorso democratico che è scritto nel nostro statuto, nel nostro dna, nella nostra stessa ragione d’essere – il messaggio postato in rete -. Senza le primarie questo partito non esisterebbe. Noi andremo avanti, anche nel rapporto con i moderati dell’Udc e con i compagni di Sel. E con tutte quelle forze, civiche, espressioni di ceti professionali, dell’associazionismo, che vogliono venire con noi, perché hanno capito che c’è solo una speranza per non essere mai più ultimi». (Filippo Notari – Metropolis)  

Salerno. Un nuovo affondo. Vincenzo De Luca si scaglia contro il Partito Democratico e boccia in modo netto l’ennesimo rinvio delle primarie decretato dalla direzione regionale. Una staffilata pungente, quella lanciata dal primo cittadino di Salerno che, mentre il 2014 andava in archivio, ha commentato dalla sua pagina Facebook la decisione presa martedì dal Partito Democratico campano. Considerazioni al veleno, nelle quali l’ex viceministro alle infrastrutture ha tirato in ballo anche quei vertici nazionali democrat che, da Roma, spingono in modo forsennato per cancellare le primarie e calare dall’alto una candidatura che metta tutti d’accordo. «Visto che nessuno, né da Roma né dalla Campania, lo ha fatto – il messaggio di De Luca – sento il dovere di chiedere scusa ai nostri militanti ed elettori e a tutte le persone civili per questa immagine del Pd che viene offerta. Un partito così lontano dai problemi e dalla sensibilità della gente normale. Occorre davvero una grande, infinita pazienza». Clima di tensione, rappresentato dagli scenari futuri che ben presto potrebbero materializzarsi. Al momento, infatti, nonostante la direzione regionale abbia confermato il voto di coalizione facendolo slittare al prossimo primo febbraio, la tesi maggiormente accreditata è proprio quella del “terzo nome”. Figura che attualmente manca ma a breve – si dice entro la metà di gennaio – potrebbe essere estratta dal cilindro. Rumors danno buone chance di candidatura all’ex ministro all’Ambiente, Andrea Orlando che sarebbe in vantaggio rispetto al parlamentare Gennaro Migliore. Scenari che qualora dovessero materializzarsi porterebbero alla rottura definitiva tra Vincenzo De Luca e il Partito Democratico e alla conseguente corsa in solitaria per Palazzo Santa Lucia. Per adesso, però, il sindaco di Salerno prosegue dritto per la sua strada, ribadendo la necessità di svolgere le primarie per la scelta dello sfidante di Caldoro. «Invito tutti a non mollare – ha concluso De Luca -. Non deve spegnersi la speranza in una politica fatta di dignità, di valori, di trasparenza, di cambiamento reale. E non timorosa di dare la parola ai cittadini, nel momento delle scelte». Parole al veleno sono arrivate anche dalla segreteria provinciale del Pd di Salerno. «Questo è l’ultimo rinvio perché non si può fermare un percorso democratico che è scritto nel nostro statuto, nel nostro dna, nella nostra stessa ragione d’essere – il messaggio postato in rete -. Senza le primarie questo partito non esisterebbe. Noi andremo avanti, anche nel rapporto con i moderati dell’Udc e con i compagni di Sel. E con tutte quelle forze, civiche, espressioni di ceti professionali, dell’associazionismo, che vogliono venire con noi, perché hanno capito che c’è solo una speranza per non essere mai più ultimi». (Filippo Notari – Metropolis)