Oggi in Campania partono i saldi. Al via la stagione dei ribassi invernali. La mappa anti-truffa della Finanza

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Pronti, via. Per chi li attendeva da mesi, e per chi semplicemente ha voglia di rimpinguare il proprio guardaroba senza fretta, a Napoli ed in tutta la Campania oggi sono iniziati ufficialmente i saldi invernali. Un giorno prima rispetto alle altre regioni d’Italia, ad eccezione della sola Basilicata, grazie alla legge regionale che stabilisce le date delle «vendite di fine stagione relative ai prodotti di carattere stagionale o di moda che sono suscettibili di notevole deprezzamento» e che stabilisce anche che i saldi devono durare al massimo sessanta giorni. Due mesi in ogni caso sono sufficienti per girovagare tra le vetrine e nei negozi alla ricerca dello sconto più allettante o del capo più utile, soprattutto quest’anno che l’ondata di freddo ha reso quanto mai attuali gli abiti più pesanti che fino a poche settimane fa erano invece rimasti in soffitta. E se qualche negoziante si è già allargato nei giorni scorsi con le vendite promozionali, poco importa: in fondo, per gli appassionati dello shopping l’inizio ufficiale dei saldi è pur sempre il segnale di via, il colpo di cannone che segna l’inizio di una vera e propria caccia allo scalpo da esibire, poi, agli amici in segno di vittoria. Gli sconti medi d’altro canto, stima Federazione Moda Italia, saranno almeno del 40% ma nelle ultime “edizioni” non di rado si è visto che i più sono partiti fin da subito con percentuali altissime, spesso anche del 70%. Non a caso, secondo il sondaggio realizzato da Confcommercio e Format Research almeno un italiano su due (51%) approfitterà degli sconti di inizio anno prediligendo articoli sportivi, biancheria intima, accessori (guanti, cinte, sciarpe, cappelli, etc.) e capi d’abbigliamento, sebbene questi ultimi continueranno a rappresentare di gran lunga i prodotti per i quali più di altri si tendono ad utilizzare i saldi invernali per gli acquisti con un sensibile aumento d’interesse per le calzature ed un budget previsto di circa 200 euro mentre solo il 20,6% contro il 43,3% di cinque anni fa si ripropone di superare questa cifra. Un dato che lascia intravedere un maggiore ottimismo da parte degli acquirenti partenopei che, stando alle stime dei commercianti, avrebbero dichiarato di voler spendere anche il 50% in più. «In occasione dei saldi invernali – spiega infatti il presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli Pietro Russo – il nostro ufficio studi stima che ogni famiglia spenderà poco più di 300 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori. Dopo un primo bilancio positivo dello shopping natalizio auspichiamo allora che ci sia un incremento anche nelle vendite dei saldi anche se purtroppo, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nell’eseguire ingenti sequestri, Napoli continua ad essere la capitale della contraffazione e dell’abusivismo con evidente concorrenza sleale al commercio regolare». Insomma, allo shopping i napoletani non hanno voglia di rinunciare, soprattutto adesso che nei negozi con la scusa dei saldi si trovano a prezzi ribassati non solo i capi di abbigliamento ma più in generale prodotti di tutti i tipi: dai complementi di arredo agli attrezzi per lo sport e persino i gioielli e bijoux, ovvero tutti quegli oggetti che il negoziante probabilmente non essendo riuscito a vendere nei mesi scorsi ed avendo desiderio di far cassa prova a riproporre a prezzi più bassi con una buona scusa. Insomma, anche se a detta delle statistiche ufficiali la propensione dei consumatori ad acquistare in saldo sarebbe in calo del 7,3% sul 2014 con una flessione che raggiunge quasi il 20% negli ultimi 5 anni, i più sono pur sempre speranzosi di poter aggiustare il tiro di un’annata non certo scoppiettante e ripongono le speranze anche sull’imminente festività dell’Epifania. Sconti che passione, ma attenzione alle fregature. Lo sanno bene gli addetti ai lavori, dalla Guardia di Finanza alle associazioni dei consumatori, che ogni anno si prodigano in consigli e decaloghi per allertare gli acquirenti, facili prede di raggiri se non truffe. Insomma, spiegano gli esperti dell’acquisto sicuro, nel periodo dei saldi occorre sempre prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, facendo innanzitutto una valutazione del rapporto qualità prezzo e tenendo in ogni caso bene a mente che la riduzione dei prezzi non comporta certo una conseguente diminuzione dei diritti di chi compra. La prima e buona regola, ad esempio, sarebbe sempre quella di fare un giro qualche giorno prima della data d’inizio per essere sicuri che la merce che si troverà poi in negozio sia veramente quella di stagione e non un avanzo di magazzino. La legge prevede infatti che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda. Ma molti tentano in questi giorni di liberare spazio in cantina facendo intendere di star proponendo invece grandi affari. Attenzione poi al cartellino, perché lo sconto deve essere espresso in percentuale e con l’indicazione del prezzo normale di vendita. Il venditore del resto è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato e quindi se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune. Sembra pleonastico, ma è sempre bene sapere poi che i negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accertarla anche nel periodo dei saldi: se si rifiutano o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta. Quanto alla scelta del capo desiderato, va detto invece a tutela del commerciante che far provare gli stessi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, allora, sempre meglio provare l’articolo scelto ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è a sua volta imposta dalla legge né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se una volta effettuata la scelta e completato l’acquisto, invece, si palesa un difetto dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi il Codice del Consumo già dal 2002 garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa previa presentazione dello scontrino, che va quindi sempre conservato: ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore. A tal proposito, attenzione poi agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente da fotocopiare per poterli esibire al momento opportuno. Se il difetto si presenta nei primi sei mesi, si presuppone esistente già all’atto dell’acquisto, ma il venditore può eventualmente dimostrare il contrario; se invece il difetto si manifesta tra il settimo ed il ventiquattresimo mese può accadere, nei casi dubbi, che al consumatore venga richiesto di dimostrare che non è stata una sua attività a causare il difetto (inversione dell’onere della prova). Comunque sia, di fronte a prezzi troppo allettanti conviene sempre “mantenere la calma” e magari confrontare le offerte di più punti vendita. Quella che già in precedenza era definita “offerta speciale” ad esempio a fine stagione dovrà essere ulteriormente scontata. Diffidate poi dei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati: se superano il 50 o 60% spesso nascondono merce non nuova ed in ogni caso verificate che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso presentato poi in negozio. (Cristina Cennamo – Il Mattino)  

Pronti, via. Per chi li attendeva da mesi, e per chi semplicemente ha voglia di rimpinguare il proprio guardaroba senza fretta, a Napoli ed in tutta la Campania oggi sono iniziati ufficialmente i saldi invernali. Un giorno prima rispetto alle altre regioni d’Italia, ad eccezione della sola Basilicata, grazie alla legge regionale che stabilisce le date delle «vendite di fine stagione relative ai prodotti di carattere stagionale o di moda che sono suscettibili di notevole deprezzamento» e che stabilisce anche che i saldi devono durare al massimo sessanta giorni. Due mesi in ogni caso sono sufficienti per girovagare tra le vetrine e nei negozi alla ricerca dello sconto più allettante o del capo più utile, soprattutto quest’anno che l’ondata di freddo ha reso quanto mai attuali gli abiti più pesanti che fino a poche settimane fa erano invece rimasti in soffitta. E se qualche negoziante si è già allargato nei giorni scorsi con le vendite promozionali, poco importa: in fondo, per gli appassionati dello shopping l’inizio ufficiale dei saldi è pur sempre il segnale di via, il colpo di cannone che segna l’inizio di una vera e propria caccia allo scalpo da esibire, poi, agli amici in segno di vittoria. Gli sconti medi d’altro canto, stima Federazione Moda Italia, saranno almeno del 40% ma nelle ultime “edizioni” non di rado si è visto che i più sono partiti fin da subito con percentuali altissime, spesso anche del 70%. Non a caso, secondo il sondaggio realizzato da Confcommercio e Format Research almeno un italiano su due (51%) approfitterà degli sconti di inizio anno prediligendo articoli sportivi, biancheria intima, accessori (guanti, cinte, sciarpe, cappelli, etc.) e capi d'abbigliamento, sebbene questi ultimi continueranno a rappresentare di gran lunga i prodotti per i quali più di altri si tendono ad utilizzare i saldi invernali per gli acquisti con un sensibile aumento d’interesse per le calzature ed un budget previsto di circa 200 euro mentre solo il 20,6% contro il 43,3% di cinque anni fa si ripropone di superare questa cifra. Un dato che lascia intravedere un maggiore ottimismo da parte degli acquirenti partenopei che, stando alle stime dei commercianti, avrebbero dichiarato di voler spendere anche il 50% in più. «In occasione dei saldi invernali – spiega infatti il presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Napoli Pietro Russo – il nostro ufficio studi stima che ogni famiglia spenderà poco più di 300 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori. Dopo un primo bilancio positivo dello shopping natalizio auspichiamo allora che ci sia un incremento anche nelle vendite dei saldi anche se purtroppo, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nell’eseguire ingenti sequestri, Napoli continua ad essere la capitale della contraffazione e dell'abusivismo con evidente concorrenza sleale al commercio regolare». Insomma, allo shopping i napoletani non hanno voglia di rinunciare, soprattutto adesso che nei negozi con la scusa dei saldi si trovano a prezzi ribassati non solo i capi di abbigliamento ma più in generale prodotti di tutti i tipi: dai complementi di arredo agli attrezzi per lo sport e persino i gioielli e bijoux, ovvero tutti quegli oggetti che il negoziante probabilmente non essendo riuscito a vendere nei mesi scorsi ed avendo desiderio di far cassa prova a riproporre a prezzi più bassi con una buona scusa. Insomma, anche se a detta delle statistiche ufficiali la propensione dei consumatori ad acquistare in saldo sarebbe in calo del 7,3% sul 2014 con una flessione che raggiunge quasi il 20% negli ultimi 5 anni, i più sono pur sempre speranzosi di poter aggiustare il tiro di un’annata non certo scoppiettante e ripongono le speranze anche sull’imminente festività dell’Epifania. Sconti che passione, ma attenzione alle fregature. Lo sanno bene gli addetti ai lavori, dalla Guardia di Finanza alle associazioni dei consumatori, che ogni anno si prodigano in consigli e decaloghi per allertare gli acquirenti, facili prede di raggiri se non truffe. Insomma, spiegano gli esperti dell’acquisto sicuro, nel periodo dei saldi occorre sempre prestare molta attenzione alle reali opportunità di risparmio, facendo innanzitutto una valutazione del rapporto qualità prezzo e tenendo in ogni caso bene a mente che la riduzione dei prezzi non comporta certo una conseguente diminuzione dei diritti di chi compra. La prima e buona regola, ad esempio, sarebbe sempre quella di fare un giro qualche giorno prima della data d’inizio per essere sicuri che la merce che si troverà poi in negozio sia veramente quella di stagione e non un avanzo di magazzino. La legge prevede infatti che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e quelli suscettibili di notevole deprezzamento se venduti durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo, in quanto fortemente legati alla moda. Ma molti tentano in questi giorni di liberare spazio in cantina facendo intendere di star proponendo invece grandi affari. Attenzione poi al cartellino, perché lo sconto deve essere espresso in percentuale e con l’indicazione del prezzo normale di vendita. Il venditore del resto è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato e quindi se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune. Sembra pleonastico, ma è sempre bene sapere poi che i negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accertarla anche nel periodo dei saldi: se si rifiutano o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta. Quanto alla scelta del capo desiderato, va detto invece a tutela del commerciante che far provare gli stessi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, allora, sempre meglio provare l’articolo scelto ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è a sua volta imposta dalla legge né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se una volta effettuata la scelta e completato l’acquisto, invece, si palesa un difetto dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi il Codice del Consumo già dal 2002 garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa previa presentazione dello scontrino, che va quindi sempre conservato: ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore. A tal proposito, attenzione poi agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente da fotocopiare per poterli esibire al momento opportuno. Se il difetto si presenta nei primi sei mesi, si presuppone esistente già all’atto dell’acquisto, ma il venditore può eventualmente dimostrare il contrario; se invece il difetto si manifesta tra il settimo ed il ventiquattresimo mese può accadere, nei casi dubbi, che al consumatore venga richiesto di dimostrare che non è stata una sua attività a causare il difetto (inversione dell’onere della prova). Comunque sia, di fronte a prezzi troppo allettanti conviene sempre “mantenere la calma” e magari confrontare le offerte di più punti vendita. Quella che già in precedenza era definita "offerta speciale" ad esempio a fine stagione dovrà essere ulteriormente scontata. Diffidate poi dei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati: se superano il 50 o 60% spesso nascondono merce non nuova ed in ogni caso verificate che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso presentato poi in negozio. (Cristina Cennamo – Il Mattino)