Sfratti, niente blocco, emergenza a Napoli. Decreti in attesa di esecuzione per 3.320 famiglie

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Napoli. Nessun rinvio da parte del governo. La prevista proroga del blocco degli sfratti, attesa come manna dal cielo da centinaia di migliaia di famiglie bisognose, non ci sarà. Nel decreto Milleproroghe, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non ce n’è più traccia. E il risultato è il rischio di sfratto quasi immediato – secondo il Sunia, il sindacato degli inquilini – per circa 30mila famiglie in tutta Italia. La città più colpita dal fenomeno è Napoli con oltre 2mila provvedimenti già emessi e che verranno eseguiti entro i prossimi due mesi. Un dramma sociale di vastissima portata, destinato ad aggravarsi nel 2015. Dal Ministero delle Infrastrutture fanno sapere che il mancato inserimento della proroga è dovuto all’incremento, nel decreto casa, dei fondi affitti e di quelli per morosità incolpevole. Uno stanziamento quantificato dal governo in 200 milioni di euro per gli affitti e in 226 per il fondo per la morosità. Dura la reazione del sindacato. «La proroga – spiega il segretario del Sunia Campania Antonio Giordano – riguardava una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione. Perciò escludeva sia la morosità, oggi causa prevalente delle sentenze, sia la necessità per il proprietario di riavere l’alloggio. Dal provvedimento avrebbe dovuto trarre giovamento i nuclei con redditi complessivi lordi inferiori a 29mila euro e contemporanea presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali. A Napoli e provincia, più di 2mila famiglie si trovano in queste condizioni. Ci auguriamo che il governo ci ripensi». Una spada di Damocle per gli inquilini che rischiano di trovarsi senza un tetto tra poche settimane, dopo lo sgombero dell’abitazione da parte della forza pubblica. La necessità di un ripensamento da parte dell’esecutivo viene sollecitata anche dalla Cgil Casa. «E’ un colpo basso – spiega il segretario campano Gaetano Oliva – Nessuno se lo aspettava. Le giustificazioni del ministro sono del tutto insufficienti. Non si capisce che cosa c’entrino i fondi per la morosità incolpevole con la finita locazione. Il paradosso è che si bloccheranno gli sfratti per morosità, buttando per strada invece le famiglie bisognose. Inoltre, i fondi di cui si parla vengono da un decreto legge emanato l’estate scorsa. E le risorse non sono state ancora ripartite. Il governo deve fare marcia indietro». Gli fa eco il responsabile regionale delle politiche abitative di Sel Gennaro Centanni: «Con il governo Berlusconi non avevamo problemi ad ottenere la proroga. Con Renzi succede il contrario». Ben diverso il clima tra i proprietari: «Si evita il trentunesimo blocco degli sfratti – sottolinea il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani – e così il governo ha rotto la rituale liturgia. Confidiamo che, in sede di esame del decreto Milleproroghe, l’esecutivo tenga ferma la decisione». Quello degli sfratti – indipendentemente dalla motivazione – è un fenomeno in costante ascesa, soprattutto a Napoli e provincia. Lo dimostrano inequivocabilmente i dati del Viminale. Nel 2013 sono state 1.667 le famiglie sfrattate, in virtù di un provvedimento eseguito. Quasi il 20% in più rispetto all’anno precedente. E per altre 3.320 è stato già emesso un provvedimento in attesa di esecuzione. Un dato superiore del 22,5%, nel confronto con il 2012. Tra le motivazioni, la morosità incolpevole o la finita locazione. Su molti di questi inquilini calerà molto presto la mannaia dello sfratto. Altre 5.849 sono, invece, le richieste di esecuzione, inoltrate dal proprietario dell’abitazione ad un ufficiale giudiziario. «La crisi economica – riprendono dal Sunia – e gli alti costi dei canoni, mediamente tra gli 800 e i 1000 euro mensili, rendono drammatica la situazione. A Napoli, come in altre grandi città, si è delineata un’emergenza abitativa come negli anni ’70”. Oltre 15mila domande per una casa popolare, peraltro, giacciono da 3 anni presso il Comune di Napoli. E il rischio concreto è che il tempo trascorra invano. (Valerio Iuliano – Il Mattino)  

Napoli. Nessun rinvio da parte del governo. La prevista proroga del blocco degli sfratti, attesa come manna dal cielo da centinaia di migliaia di famiglie bisognose, non ci sarà. Nel decreto Milleproroghe, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non ce n’è più traccia. E il risultato è il rischio di sfratto quasi immediato – secondo il Sunia, il sindacato degli inquilini – per circa 30mila famiglie in tutta Italia. La città più colpita dal fenomeno è Napoli con oltre 2mila provvedimenti già emessi e che verranno eseguiti entro i prossimi due mesi. Un dramma sociale di vastissima portata, destinato ad aggravarsi nel 2015. Dal Ministero delle Infrastrutture fanno sapere che il mancato inserimento della proroga è dovuto all'incremento, nel decreto casa, dei fondi affitti e di quelli per morosità incolpevole. Uno stanziamento quantificato dal governo in 200 milioni di euro per gli affitti e in 226 per il fondo per la morosità. Dura la reazione del sindacato. «La proroga – spiega il segretario del Sunia Campania Antonio Giordano – riguardava una singola fattispecie di sfratti, quelli per finita locazione. Perciò escludeva sia la morosità, oggi causa prevalente delle sentenze, sia la necessità per il proprietario di riavere l'alloggio. Dal provvedimento avrebbe dovuto trarre giovamento i nuclei con redditi complessivi lordi inferiori a 29mila euro e contemporanea presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi, malati terminali. A Napoli e provincia, più di 2mila famiglie si trovano in queste condizioni. Ci auguriamo che il governo ci ripensi». Una spada di Damocle per gli inquilini che rischiano di trovarsi senza un tetto tra poche settimane, dopo lo sgombero dell'abitazione da parte della forza pubblica. La necessità di un ripensamento da parte dell'esecutivo viene sollecitata anche dalla Cgil Casa. «E' un colpo basso – spiega il segretario campano Gaetano Oliva – Nessuno se lo aspettava. Le giustificazioni del ministro sono del tutto insufficienti. Non si capisce che cosa c'entrino i fondi per la morosità incolpevole con la finita locazione. Il paradosso è che si bloccheranno gli sfratti per morosità, buttando per strada invece le famiglie bisognose. Inoltre, i fondi di cui si parla vengono da un decreto legge emanato l'estate scorsa. E le risorse non sono state ancora ripartite. Il governo deve fare marcia indietro». Gli fa eco il responsabile regionale delle politiche abitative di Sel Gennaro Centanni: «Con il governo Berlusconi non avevamo problemi ad ottenere la proroga. Con Renzi succede il contrario». Ben diverso il clima tra i proprietari: «Si evita il trentunesimo blocco degli sfratti – sottolinea il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani – e così il governo ha rotto la rituale liturgia. Confidiamo che, in sede di esame del decreto Milleproroghe, l'esecutivo tenga ferma la decisione». Quello degli sfratti – indipendentemente dalla motivazione – è un fenomeno in costante ascesa, soprattutto a Napoli e provincia. Lo dimostrano inequivocabilmente i dati del Viminale. Nel 2013 sono state 1.667 le famiglie sfrattate, in virtù di un provvedimento eseguito. Quasi il 20% in più rispetto all'anno precedente. E per altre 3.320 è stato già emesso un provvedimento in attesa di esecuzione. Un dato superiore del 22,5%, nel confronto con il 2012. Tra le motivazioni, la morosità incolpevole o la finita locazione. Su molti di questi inquilini calerà molto presto la mannaia dello sfratto. Altre 5.849 sono, invece, le richieste di esecuzione, inoltrate dal proprietario dell'abitazione ad un ufficiale giudiziario. «La crisi economica – riprendono dal Sunia – e gli alti costi dei canoni, mediamente tra gli 800 e i 1000 euro mensili, rendono drammatica la situazione. A Napoli, come in altre grandi città, si è delineata un'emergenza abitativa come negli anni '70”. Oltre 15mila domande per una casa popolare, peraltro, giacciono da 3 anni presso il Comune di Napoli. E il rischio concreto è che il tempo trascorra invano. (Valerio Iuliano – Il Mattino)