Sorrento ruspe in collina , si abbatte immobile in Collina

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Sorrento – Sono pronte a sbarcare a Sorrento le ruspe che dovranno abbattere un immobile realizzato abusivamente in collina. Un iter lungo che ha portato la terza sezione della Corte di Appello di Napoli a sancire il niet a tutte le opposizioni presentate da parte di un privato che voleva evitare la demolizione del suo manufatto. L’abuso c’è e s’ha da radere al suolo. Ma a pagare, in un primo momento, sarà il Comune con un costo delle operazioni di quasi 60mila euro. Perché il privato si è opposto al provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi. Una sentenza del 2012 arriva dunque alla sua conclusione. Una conclusione che chiama in causa direttamente la giunta. Sarà il Comune a farsi carico della demolizione in prima istanza per poi rifarsi nei confronti del proprietario della struttura fuorilegge. Procedura che si appresta a siglare l’ultima pagina, apponendo le firme sul registro dell’avvenuta demolizione e poi muovere a barra dritta verso il futuro. Un futuro che si chiamerà per Sorrento: 57mila euro. E’ questa la cifra che l’ente municipale dovrà stanziare da un apposito capitolato di bilancio per ridurre in maceria una costruzione abusiva realizzata lungo le frazioni collinari. Un iter lungo fatto di carte bollate, sentenze ed opposizioni. Le ultime due anni fa. Dopo 730 giorni si passa al redde rationem. Il quadro proposto dal tecnico scelto dalla Procura è chiaro: si tratterà di investire una cifra complessiva che si avvicina ai 60mila euro. Fondi che per 42mila euro saranno necessari ai lavori, agli oneri sulla sicurezza e all’Iva. Gli altri 15mila euro dovranno essere adoperati per garantire eventuali imprevisti, spese tecniche e l’Iva. Fatti i conti in tasca al Comune, sarà la volta dei proprietari. A pagare il quid in definitiva non saranno le tasche dei contribuenti, ma quelle dei proprietari. In pratica, oltre al danno nel vedere rigettate le istanze per evitare l’abbattimento, i bolli e le spese legali, i titolari del bene costruito abusivamente dovranno anche calcolatrice alla mano pagare in proprio l’opera di demolizione. Così, nel corso dell’ultima riunione di giunta, c’è stato il via libera per l’impegno della cifra stabilita dal tecnico scelto dalla Procura. I 57mila euro ci sono e saranno presi dal capitolo di bilancio 2687 “che presenta, tuttora, una capiente disponibilità”. Una chance in più anche per evitare di gravare le casse comunali di un nuovo mutuo che altrimenti il Comune avrebbe dovuto accendere con la Cassa Depositi e Prestiti. (Fonte: Josè Astarita da Metropolis)

Sorrento – Sono pronte a sbarcare a Sorrento le ruspe che dovranno abbattere un immobile realizzato abusivamente in collina. Un iter lungo che ha portato la terza sezione della Corte di Appello di Napoli a sancire il niet a tutte le opposizioni presentate da parte di un privato che voleva evitare la demolizione del suo manufatto. L’abuso c’è e s’ha da radere al suolo. Ma a pagare, in un primo momento, sarà il Comune con un costo delle operazioni di quasi 60mila euro. Perché il privato si è opposto al provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi. Una sentenza del 2012 arriva dunque alla sua conclusione. Una conclusione che chiama in causa direttamente la giunta. Sarà il Comune a farsi carico della demolizione in prima istanza per poi rifarsi nei confronti del proprietario della struttura fuorilegge. Procedura che si appresta a siglare l’ultima pagina, apponendo le firme sul registro dell’avvenuta demolizione e poi muovere a barra dritta verso il futuro. Un futuro che si chiamerà per Sorrento: 57mila euro. E’ questa la cifra che l’ente municipale dovrà stanziare da un apposito capitolato di bilancio per ridurre in maceria una costruzione abusiva realizzata lungo le frazioni collinari. Un iter lungo fatto di carte bollate, sentenze ed opposizioni. Le ultime due anni fa. Dopo 730 giorni si passa al redde rationem. Il quadro proposto dal tecnico scelto dalla Procura è chiaro: si tratterà di investire una cifra complessiva che si avvicina ai 60mila euro. Fondi che per 42mila euro saranno necessari ai lavori, agli oneri sulla sicurezza e all’Iva. Gli altri 15mila euro dovranno essere adoperati per garantire eventuali imprevisti, spese tecniche e l’Iva. Fatti i conti in tasca al Comune, sarà la volta dei proprietari. A pagare il quid in definitiva non saranno le tasche dei contribuenti, ma quelle dei proprietari. In pratica, oltre al danno nel vedere rigettate le istanze per evitare l’abbattimento, i bolli e le spese legali, i titolari del bene costruito abusivamente dovranno anche calcolatrice alla mano pagare in proprio l’opera di demolizione. Così, nel corso dell’ultima riunione di giunta, c’è stato il via libera per l’impegno della cifra stabilita dal tecnico scelto dalla Procura. I 57mila euro ci sono e saranno presi dal capitolo di bilancio 2687 “che presenta, tuttora, una capiente disponibilità”. Una chance in più anche per evitare di gravare le casse comunali di un nuovo mutuo che altrimenti il Comune avrebbe dovuto accendere con la Cassa Depositi e Prestiti. (Fonte: Josè Astarita da Metropolis)

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