Angri. Interdizione antimafia, revocato appalto a ditta di pulizie. Consigliere Ferraioli: non viviamo in un’oasi felice

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Angri. Il Comune, a seguito di una segnalazione del Centro Operativo di Napoli della Direzione Investigativa Antimafia, ha revocato un contratto stipulato con un’impresa angrese per la pulizia degli edifici di proprietà del Comune. Sulla questione interviene il consigliere comunale Cosimo Ferraioli: “Questa notizia smentisce le dichiarazioni del sindaco il quale dipingeva Angri come un’oasi felice”. Ferraioli puntualizza: “La ditta aveva vinto la gara per il periodo da maggio 2011 a dicembre 2012; dal gennaio 2013 al 12 dicembre 2014 ha continuato a gestire il servizio grazie a numerose e, forse in parte, illegittime proroghe. Come mai l’amministrazione in quasi due anni non è riuscita a bandire una nuova gara?”. E ancora: “L’interdizione antimafia avrebbe dovuto immediatamente determinare l’impossibilità per l’azienda di avere rapporti con la Pubblica Amministrazione. Come mai il Comune ha impiegato 14 mesi per risolvere il contratto e sente il bisogno di giustificarsi con la ditta e di dichiarare, nell’atto di revoca, che “seppure alla luce del dettato della norma, il potere discrezionale riconosciuto alla stazione appaltante in presenza di informative antimafia è estremamente ridotto”? Voglio sperare che l’amministrazione sia in grado di dare spiegazioni”. (Luciano Verdoliva – Metropolis)   

Angri. Il Comune, a seguito di una segnalazione del Centro Operativo di Napoli della Direzione Investigativa Antimafia, ha revocato un contratto stipulato con un’impresa angrese per la pulizia degli edifici di proprietà del Comune. Sulla questione interviene il consigliere comunale Cosimo Ferraioli: “Questa notizia smentisce le dichiarazioni del sindaco il quale dipingeva Angri come un’oasi felice”. Ferraioli puntualizza: “La ditta aveva vinto la gara per il periodo da maggio 2011 a dicembre 2012; dal gennaio 2013 al 12 dicembre 2014 ha continuato a gestire il servizio grazie a numerose e, forse in parte, illegittime proroghe. Come mai l’amministrazione in quasi due anni non è riuscita a bandire una nuova gara?”. E ancora: “L’interdizione antimafia avrebbe dovuto immediatamente determinare l’impossibilità per l’azienda di avere rapporti con la Pubblica Amministrazione. Come mai il Comune ha impiegato 14 mesi per risolvere il contratto e sente il bisogno di giustificarsi con la ditta e di dichiarare, nell’atto di revoca, che “seppure alla luce del dettato della norma, il potere discrezionale riconosciuto alla stazione appaltante in presenza di informative antimafia è estremamente ridotto”? Voglio sperare che l’amministrazione sia in grado di dare spiegazioni”. (Luciano Verdoliva – Metropolis)