Sciagura Norman Atlantic, il Capitano Giacomazzi non può essere definito “l’anti Schettino”.

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di Salvatore Caccaviello

Di fronte all’ennesima sciagura del mare,al di là delle responsabilità  ed  una certa confusione nel gestire i soccorsi, rimane alquanto discutibile l’ironia della Rete e dei mass media nell’esaltare l’operato del  Comandante del traghetto incendiatosi nel sud Adriatico, con la vicenda  Costa Concordia che vede imputato  il comandante di Meta di Sorrento

Dopo i complimenti del Premier e di alcuni Ministri, oltre agli elogi virtuali sui social network  con frasi tipo:”Schettino guarda ed impara” esaltando l’operato del comandante del Norman Atlantic, si ritiene  che sia inappropriato rilasciare dichiarazioni e commenti del genere .Quella della Concordia  rimane senz’altro una vergogna tutta italiana, ma  al pari  di altre inaudite vicende che di recente hanno continuato ad investire il nostro paese, come : Mafia capitale,Expo,Mose, e la corruzione dilagante, tanto per citarne alcune. Tuttavia  le due sciagure che senza alcun dubbio,potevano concludersi in maniera ancora più tragica si è convinti che non siano paragonabili. Pertanto nell’esprimere  la massima solidarietà, incoraggiamento e stima al Comadante Giacomazzi ,per il modo esemplare con il quale ha saputo gestire una tale situazione di emergenza, appare inopportuno altresì fare dei confronti di comportamenti tra  due capitani. Intanto è bene distinguere che un conto è gestire una nave  di oltre trecento metri con circa cinquemila persone a bordo ,alla deriva, con una falla di oltre settanta metri e vari compartimenti allagati che ne hanno compromesso la galleggiabilità, ed un traghetto di circa 180 metri con un incendio a bordo probabilmente provocato dal sovraccarico della nave. in quanto l’errore imperdonabile del Comandante della Concordia, per il quale si è convinti che molto probabilmente ne pagherà in modo duro le conseguenze, è stato quello di  portare una nave di enormi dimensioni a poche centinaia di metri dall’ Isola del Giglio. Il successivo impatto  con gli scogli ,la gestione dell’emergenza con un equipaggio impreparato ed uno scafo immediatamente inclinato , in procinto di affondare portandosi negli abissi  migliaia di persone, potrebbe aver influito in modo determinante sulla tenuta psicofisica di Francesco Schettino. – Probabilmente colui che finora è stato individuato  come un esempio di codardia italiana,con l’operato definito eroico del Comandante  Giacomazzi ,si ha la sensazione che una parte del paese, come già capitato in passato,si voglia riabilitare ed ad ogni costo relegare tale vergogna al meridione ed in particolare alla terra di origine di Francesco Schettino. Dimenticandosi, troppo spesso, che la penisola sorrentina ha espresso e continua ad esprimere professionisti del mare che si fanno onore per le loro capacità a livello mondiale. Ritornando alla sciagura del Norman Atlantic e prima di fare determinati raffronti,sarebbe interessante capire cosa non ha funzionato ancora una volta di fronte ad un’emergenza  di bordo e la successiva complicata  gestione dei soccorsi. Intanto evitare di esaltarsi perché  al momento i morti accertati sono dieci e rimane tuttora il  mistero dei dispersi  e dei clandestini a bordo. Pertanto ,facendo le dovute proporzioni con il disastro Concordia , quello della Norman Atlantic potrebbe risultare ed assolutamente non ce lo auguriamo, della stessa portata. Intanto,senza elevarlo ad eroe e si è convinti che tale esaltazione non faccia piacere neanche al Comandante Giacomazzi, poichè egli come tanti capitani, ha fatto semplicemente il proprio dovere.  Intanto  i ritardi ed il modo di gestire l’emergenza sia a bordo della Norman Atlantic  e la confusione successiva,in un fazzoletto di mare , seppure agitato, rimane tuttora discutibile se raffrontato alle emergenze che spesso e senza tanti clamori si verificano nei mari del Nord Europa e del Nord America. Dove  è importante evidenziare che comandanti della penisola sorrentina, a bordo di navi traghetti simili ed in condizioni quasi  perennemente estreme ,si fanno ampiamente onore. Sebbene le autorità preposte avessero riscontrato  di recente sei anomalie relative alla sicurezza di bordo che al vaglio di Autorità Marittime tipo la Coast Guard britannica ne avrebbe di sicuro bloccato la navigazione,la Norman Atlantic ha continuato senza alcun problema a navigare. – Intanto non si è riuscita a capire di preciso l’origine dell’incendio mentre da quanto risulterebbe da alcune fonti di stampa, appare probabile che a prendere fuoco sia stato uno dei mezzi caricati nei garage sottocoperta.  Non si escluderebbe che la scintilla sia stata provocata dallo sfregamento del tetto di un camion con il soffitto del garage, dovuto all’oscillazione provocata dal mare in burrasca. Oppure, eventualità ancora non scartata dagli inquirenti, che nel locale ci fosse qualcuno, nonostante il divieto esplicito di rimanervi durante la navigazione. Circa la prima ipotesi ,se così fosse, bisognerebbe  sottolineare che è cosa nota, almeno per gli addetti ai lavori, che a bordo delle navi traghetto, nello specifico denominate Ro-ro pax, tali automezzi con determinati carichi definiti “dangerous cargo” carichi pericolosi, a bordo  vengono  parcheggiati e rizzati in un ‘area particolare ,generalmente nei ponti scoperti. Inoltre gli errori nella registrazione dei passeggeri hanno reso difficili le operazioni di soccorso. Infatti circa un’ottantina di persone tratte in salvo non comparivano nei documenti della compagnia, facendo salire il numero degli scomparsi. A bordo si sarebbero registrati anche clandestini provenienti dall’Afghanistan e diretti in Italia. Forse al di la di esaltare il dovere del capitano ed ignorare le varie lagune nel gestire i soccorsi sarebbe stato opportuno evidenziare   le ottime qualità dello scafo della Norman Atlantic che  oltre ad essere  funestata da un maestoso incendio e da un mare forza otto ha tenuto egregiamente permettendo che la vicenda non si trasformasse in una catastrofe.  Un prodotto tutto italiano realizzato nei Cantieri Visentini  sulle sponde del Po nei pressi di Rovigo in piena Pianura Padana. Scafi dalla stabilità e manovrabilità eccezionali ricercatissimi dalle maggiori compagnie di navigazione che operano tale tipo di trasporto. Se fosse stato opportuno fare un elogio in una vicenda del genere  probabilmente era da farsi a tale tecnologia  che come tante in Italia continuano ad essere ignorate dai nostri politici. Quindi onore al Capitano Giacomazzi che ha fatto egregiamente il proprio dovere, ma la vicenda Costa Concordia secondo il nostro modesto parere e caso mai per chi ne capisce di navigazione marittima,per il modo in cui si è svolta ed i personaggi coinvolti, è tutt’altra storia. –  30 dicembre 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.

 

 

 

 

di Salvatore Caccaviello

Di fronte all’ennesima sciagura del mare,al di là delle responsabilità  ed  una certa confusione nel gestire i soccorsi, rimane alquanto discutibile l'ironia della Rete e dei mass media nell’esaltare l’operato del  Comandante del traghetto incendiatosi nel sud Adriatico, con la vicenda  Costa Concordia che vede imputato  il comandante di Meta di Sorrento

Dopo i complimenti del Premier e di alcuni Ministri, oltre agli elogi virtuali sui social network  con frasi tipo:”Schettino guarda ed impara” esaltando l’operato del comandante del Norman Atlantic, si ritiene  che sia inappropriato rilasciare dichiarazioni e commenti del genere .Quella della Concordia  rimane senz’altro una vergogna tutta italiana, ma  al pari  di altre inaudite vicende che di recente hanno continuato ad investire il nostro paese, come : Mafia capitale,Expo,Mose, e la corruzione dilagante, tanto per citarne alcune. Tuttavia  le due sciagure che senza alcun dubbio,potevano concludersi in maniera ancora più tragica si è convinti che non siano paragonabili. Pertanto nell’esprimere  la massima solidarietà, incoraggiamento e stima al Comadante Giacomazzi ,per il modo esemplare con il quale ha saputo gestire una tale situazione di emergenza, appare inopportuno altresì fare dei confronti di comportamenti tra  due capitani. Intanto è bene distinguere che un conto è gestire una nave  di oltre trecento metri con circa cinquemila persone a bordo ,alla deriva, con una falla di oltre settanta metri e vari compartimenti allagati che ne hanno compromesso la galleggiabilità, ed un traghetto di circa 180 metri con un incendio a bordo probabilmente provocato dal sovraccarico della nave. in quanto l’errore imperdonabile del Comandante della Concordia, per il quale si è convinti che molto probabilmente ne pagherà in modo duro le conseguenze, è stato quello di  portare una nave di enormi dimensioni a poche centinaia di metri dall’ Isola del Giglio. Il successivo impatto  con gli scogli ,la gestione dell’emergenza con un equipaggio impreparato ed uno scafo immediatamente inclinato , in procinto di affondare portandosi negli abissi  migliaia di persone, potrebbe aver influito in modo determinante sulla tenuta psicofisica di Francesco Schettino. – Probabilmente colui che finora è stato individuato  come un esempio di codardia italiana,con l’operato definito eroico del Comandante  Giacomazzi ,si ha la sensazione che una parte del paese, come già capitato in passato,si voglia riabilitare ed ad ogni costo relegare tale vergogna al meridione ed in particolare alla terra di origine di Francesco Schettino. Dimenticandosi, troppo spesso, che la penisola sorrentina ha espresso e continua ad esprimere professionisti del mare che si fanno onore per le loro capacità a livello mondiale. Ritornando alla sciagura del Norman Atlantic e prima di fare determinati raffronti,sarebbe interessante capire cosa non ha funzionato ancora una volta di fronte ad un’emergenza  di bordo e la successiva complicata  gestione dei soccorsi. Intanto evitare di esaltarsi perché  al momento i morti accertati sono dieci e rimane tuttora il  mistero dei dispersi  e dei clandestini a bordo. Pertanto ,facendo le dovute proporzioni con il disastro Concordia , quello della Norman Atlantic potrebbe risultare ed assolutamente non ce lo auguriamo, della stessa portata. Intanto,senza elevarlo ad eroe e si è convinti che tale esaltazione non faccia piacere neanche al Comandante Giacomazzi, poichè egli come tanti capitani, ha fatto semplicemente il proprio dovere.  Intanto  i ritardi ed il modo di gestire l’emergenza sia a bordo della Norman Atlantic  e la confusione successiva,in un fazzoletto di mare , seppure agitato, rimane tuttora discutibile se raffrontato alle emergenze che spesso e senza tanti clamori si verificano nei mari del Nord Europa e del Nord America. Dove  è importante evidenziare che comandanti della penisola sorrentina, a bordo di navi traghetti simili ed in condizioni quasi  perennemente estreme ,si fanno ampiamente onore. Sebbene le autorità preposte avessero riscontrato  di recente sei anomalie relative alla sicurezza di bordo che al vaglio di Autorità Marittime tipo la Coast Guard britannica ne avrebbe di sicuro bloccato la navigazione,la Norman Atlantic ha continuato senza alcun problema a navigare. – Intanto non si è riuscita a capire di preciso l’origine dell’incendio mentre da quanto risulterebbe da alcune fonti di stampa, appare probabile che a prendere fuoco sia stato uno dei mezzi caricati nei garage sottocoperta.  Non si escluderebbe che la scintilla sia stata provocata dallo sfregamento del tetto di un camion con il soffitto del garage, dovuto all’oscillazione provocata dal mare in burrasca. Oppure, eventualità ancora non scartata dagli inquirenti, che nel locale ci fosse qualcuno, nonostante il divieto esplicito di rimanervi durante la navigazione. Circa la prima ipotesi ,se così fosse, bisognerebbe  sottolineare che è cosa nota, almeno per gli addetti ai lavori, che a bordo delle navi traghetto, nello specifico denominate Ro-ro pax, tali automezzi con determinati carichi definiti “dangerous cargo” carichi pericolosi, a bordo  vengono  parcheggiati e rizzati in un ‘area particolare ,generalmente nei ponti scoperti. Inoltre gli errori nella registrazione dei passeggeri hanno reso difficili le operazioni di soccorso. Infatti circa un'ottantina di persone tratte in salvo non comparivano nei documenti della compagnia, facendo salire il numero degli scomparsi. A bordo si sarebbero registrati anche clandestini provenienti dall'Afghanistan e diretti in Italia. Forse al di la di esaltare il dovere del capitano ed ignorare le varie lagune nel gestire i soccorsi sarebbe stato opportuno evidenziare   le ottime qualità dello scafo della Norman Atlantic che  oltre ad essere  funestata da un maestoso incendio e da un mare forza otto ha tenuto egregiamente permettendo che la vicenda non si trasformasse in una catastrofe.  Un prodotto tutto italiano realizzato nei Cantieri Visentini  sulle sponde del Po nei pressi di Rovigo in piena Pianura Padana. Scafi dalla stabilità e manovrabilità eccezionali ricercatissimi dalle maggiori compagnie di navigazione che operano tale tipo di trasporto. Se fosse stato opportuno fare un elogio in una vicenda del genere  probabilmente era da farsi a tale tecnologia  che come tante in Italia continuano ad essere ignorate dai nostri politici. Quindi onore al Capitano Giacomazzi che ha fatto egregiamente il proprio dovere, ma la vicenda Costa Concordia secondo il nostro modesto parere e caso mai per chi ne capisce di navigazione marittima,per il modo in cui si è svolta ed i personaggi coinvolti, è tutt’altra storia. –  30 dicembre 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.