Pompei. Scavi, affidati nuovi appalti. Previsti l’abbattimento delle barriere architettoniche e le mappe per non vedenti

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Pompei. Itinerari tematici, ricostruzioni fisiche e virtuali della città prima dell’eruzione, supporti multimediali per i visitatori, eliminazione delle barriere architettoniche e mappe per non vedenti. Così cambierà la fruizione del sito archeologico pompeiano dopo l’espletamento della gara d’appalto per la realizzazione di interventi per il “miglioramento delle modalità di visita e per il potenziamento dell’offerta culturale del sito archeologico di Pompei”. Questo aspetto del rilancio degli Scavi rappresenta una delle iniziative qualificanti del Grande Progetto Pompei (nel quale è ovviamente incluso) ed ha l’obiettivo di “migliorare il rapporto tra visitatore e monumento, agevolare la comprensione dell’antico, arricchire l’esperienza di visita sotto il profilo culturale e garantire il corretto uso del sito archeologico, nel rispetto dei principi di tutela e conservazione, anche attraverso l’ampliamento alle ore notturne della fruizione di alcune aree ed ambienti”. Per la realizzazione degli interventi di miglioramento della fruizione è stata già bandita la relativa gara d’appalto, alla quale si potrà partecipare fino alle ore 12.00 del prossimo 27 gennaio. Attraverso la gara pubblica sarà selezionato un operatore economico “dotato di specifiche competenze ed esperienze nei settori degli allestimenti museali, percorsi e animazioni multimediali, ricostruzioni virtuali, progettazione e produzione di sistemi multimediali per i beni culturali, progettazione e realizzazione di plastici in ambito archeologico e la realizzazione di mappe tattili/plastici di orientamento per ipo-/non vedenti che consenta di innalzare la qualità complessiva dell’offerta culturale che il sito archeologico di Pompei offre al visitatore”. Insomma l’obiettivo è chiaro, e cioè modernizzare il più possibile la visita alle rovine dell’antica città romana distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., avvicinandola a quella dei grandi musei e aree archeologiche internazionali. Per quanto riguarda le ricostruzioni della Pompei di duemila anni fa, è prevista la realizzazione “nella Villa Imperiale di un supporto, fisico o virtuale, che consenta di presentare al pubblico una ipotesi ricostruttiva dell’antica Pompei così come si doveva presentare prima dell’eruzione. Il livello di dettaglio ricostruttivo dovrà essere in scala 1:500 e dovrà fare riferimento alla Pompei dell’età flavia, così come poteva apparire negli anni immediatamente precedenti all’eruzione del 79 d.C.”. Gli itinerari tematici, invece, dovranno essere fruiti dai visitatori attraverso lo sviluppo di applicazioni gestibili tramite personal device (smartphone, tablet, ecc.) che devono prevedere e incoraggiare la condivisione di informazioni tra visitatori: “i tempi della vita”, “verde pompeiano” e “Pompei oltre le mura” sono alcune delle ipotesi di itinerari già studiati. L’intervento prevede la progettazione e la realizzazione di allestimenti museografici e multimediali finalizzati a consentire un’esperienza di visita “immersiva” nella vita quotidiana dell’antica Pompei e a comunicare aspetti della storia della città, del suo sviluppo urbanistico e territoriale, della sua distruzione e della sua scoperta archeologica in vari siti dell’area archeologica attraverso allestimenti “tematizzati” relativi a luoghi, personaggi, storie o aspetti della vita di epoca romana. All’interno degli ambienti di Villa Imperiale si dovrà sviluppare il tema della vita quotidiana in una domus pompeiana (tra otium e negotium). Infine, al fine di ampliare l’offerta culturale del sito di Pompei, estendendone la fruizione anche dopo il tramonto, sono previsti interventi finalizzati all’allestimento ed alla musealizzazione notturna. (Marco Pirollo – Metropolis)   

Pompei. Itinerari tematici, ricostruzioni fisiche e virtuali della città prima dell’eruzione, supporti multimediali per i visitatori, eliminazione delle barriere architettoniche e mappe per non vedenti. Così cambierà la fruizione del sito archeologico pompeiano dopo l’espletamento della gara d’appalto per la realizzazione di interventi per il “miglioramento delle modalità di visita e per il potenziamento dell’offerta culturale del sito archeologico di Pompei”. Questo aspetto del rilancio degli Scavi rappresenta una delle iniziative qualificanti del Grande Progetto Pompei (nel quale è ovviamente incluso) ed ha l’obiettivo di “migliorare il rapporto tra visitatore e monumento, agevolare la comprensione dell’antico, arricchire l’esperienza di visita sotto il profilo culturale e garantire il corretto uso del sito archeologico, nel rispetto dei principi di tutela e conservazione, anche attraverso l’ampliamento alle ore notturne della fruizione di alcune aree ed ambienti”. Per la realizzazione degli interventi di miglioramento della fruizione è stata già bandita la relativa gara d’appalto, alla quale si potrà partecipare fino alle ore 12.00 del prossimo 27 gennaio. Attraverso la gara pubblica sarà selezionato un operatore economico “dotato di specifiche competenze ed esperienze nei settori degli allestimenti museali, percorsi e animazioni multimediali, ricostruzioni virtuali, progettazione e produzione di sistemi multimediali per i beni culturali, progettazione e realizzazione di plastici in ambito archeologico e la realizzazione di mappe tattili/plastici di orientamento per ipo-/non vedenti che consenta di innalzare la qualità complessiva dell’offerta culturale che il sito archeologico di Pompei offre al visitatore”. Insomma l’obiettivo è chiaro, e cioè modernizzare il più possibile la visita alle rovine dell’antica città romana distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., avvicinandola a quella dei grandi musei e aree archeologiche internazionali. Per quanto riguarda le ricostruzioni della Pompei di duemila anni fa, è prevista la realizzazione “nella Villa Imperiale di un supporto, fisico o virtuale, che consenta di presentare al pubblico una ipotesi ricostruttiva dell’antica Pompei così come si doveva presentare prima dell’eruzione. Il livello di dettaglio ricostruttivo dovrà essere in scala 1:500 e dovrà fare riferimento alla Pompei dell’età flavia, così come poteva apparire negli anni immediatamente precedenti all’eruzione del 79 d.C.”. Gli itinerari tematici, invece, dovranno essere fruiti dai visitatori attraverso lo sviluppo di applicazioni gestibili tramite personal device (smartphone, tablet, ecc.) che devono prevedere e incoraggiare la condivisione di informazioni tra visitatori: “i tempi della vita”, “verde pompeiano” e “Pompei oltre le mura” sono alcune delle ipotesi di itinerari già studiati. L’intervento prevede la progettazione e la realizzazione di allestimenti museografici e multimediali finalizzati a consentire un’esperienza di visita “immersiva” nella vita quotidiana dell’antica Pompei e a comunicare aspetti della storia della città, del suo sviluppo urbanistico e territoriale, della sua distruzione e della sua scoperta archeologica in vari siti dell’area archeologica attraverso allestimenti “tematizzati” relativi a luoghi, personaggi, storie o aspetti della vita di epoca romana. All’interno degli ambienti di Villa Imperiale si dovrà sviluppare il tema della vita quotidiana in una domus pompeiana (tra otium e negotium). Infine, al fine di ampliare l’offerta culturale del sito di Pompei, estendendone la fruizione anche dopo il tramonto, sono previsti interventi finalizzati all’allestimento ed alla musealizzazione notturna. (Marco Pirollo – Metropolis)